Non più spettatori

greenpower

Berlusconi va in Green Power e commenta con battutacce l’intervento di una dipendente dell’azienda, una giovane donna, una area manager. La platea assiste, applaude, incita, ride. Quella platea siamo stati noi, per venti anni. Abbiamo riso come in una costante perpetua riproposizione della realtà come show televisivo. Abbiamo assistito, non partecipato, come se non ci riguardasse. Capitava in tv, come quella cosa del sabato sera.

Oggi possiamo dire di non essere più spettatori. Non possiamo più attendere dinanzi allo schermo azzurrino, a sbellicarci per una battuta, un pezzo di pelle nuda. Puoi chiedere alla donna area manager di voltarsi per osservare la curva del fondoschiena. Per anni, la banalizzazione del corpo femminile è stata tradotta in iconografia. Ma quello è un lessico che non è più in grado di distrarre dalla realtà, essendo essa eccessiva più della televisione. L’incantesimo è spezzato. E’ caduto un dì di Novembre, nel 2011.

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Vittoria! Vittoria! Balli e canti sul cadavere della manovra

Ha vinto Berlusconi. Viva la revolucion! Peccato che questa ridicola messa in scena del governo causerà un buco di venti miliardi di euro rispetto ai 45 del saldo iniziale previsto dal decreto di ferragosto (via Il Sole 24 ore). L’azzeramento della manovra correttiva di Tremonti è avvenuto ad Arcore, a pranzo, in assenza di Bossi, uscito da palazzo alla chetichella, infilandosi immediatamente nella sua auto blu, senza incontrare i giornalisti. Mancava anche Maroni: era dovuto andare all’incontro con i sindaci. Restava il solo Calderoli, e non si può dire che egli sia la miglior rappresentanza per la Lega, viste le divergenze di veduta fra lui, Bossi e Maroni medesimi. Calderoli ha quindi ceduto sulle pensioni, ma solo per quella minima parte di contribuenti che hanno riscattato gli anni di leva o di laurea, una percentuale residua dell’elettorato leghista, avrà pensato. Ai fini elettorali, nessun danno. Il danno è per coloro i quali hanno pagato somme di denaro all’INPS e ora si vedono quegli anni di contributo inutili al calcolo degli anni di anzianità (rimangono invece nel computo dell’assegno). Dicono che questo sia il primo passo verso l’abolizione delle pensioni di anzianità. Di fatto la norma proposta trasforma in appropriazione indebita quei contributi già versati (di massima, il riscatto della laurea o della leva si fa per lavorare qualche anno in meno). E poi: via le province, ma solo per legge costituzionale. Significa posticipare nel tempo e rendere del tutto incerta la loro riforma, quindi rendere incerti anche i risparmi di bilancio relativi.

Il patto dei rigatoni, così passerà alla storia la cancellazione delle promesse fatte in sede europea – ma la manovra d’agosto non era dettata dalla BCE tramite quella famosa lettera di Trichet? – è stato siglato nella sala del pianoforte: la stessa dove si svolge(va) il bunga-bunga.

Sappiate che tutto quanto è stato deciso in quella sala, dovrà passare per il vaglio delle Camere. Dovrà essere tradotto in emendamenti e depositato in Commissione referente entro le 20 di.. ieri. Ieri. Ne consegue che il parlamento dovrà giocoforza riaprire i termini per la presentazione degli emendamenti affinché il relatore di maggioranza presenti un maxi-emendamento governativo che comprenda tutte le modifiche annunciate in serata. L’ennesima forzatura delle regole parlamentari.

Berlusconi, il caso Aurora Barzatta sbarca sul The Sun


Anche se oramai l’immagine del nostro paese è stata del tutto infangata, la stampa inglese trova pane per i propri denti e scodella senza verifiche la vicenda della pornostar (?) ignota Aurora Barzatta, la quale avrebbe denunciato Berlusconi per stupro (e non per sequestro di persona?). The Sun si limita a dire che i legali di Berlusconi hanno dovuto strenuamente negare le accuse di questa sedicente attrice hard, rimpolpando la vicenda con un richiamo a guai giudiziari di B. per il caso Ruby. Naturalmente nessun cenno al fantomatico giornalista che ha fabbricato l’articolo originario, tale Hicham Amer, su Libération Maroc. Intanto però quel bel titolo sul The Sun fa bella mostra di sé: Berlusconi accusato da una pornodiva.

Fra l’altro la storia che ieri vi ho raccontato non trova il suo giusto spazio nel marasma scandalistico di questi giorni, fra P4, case pagate dagli amici in cambio di qualche nomina, insulti vari fra ministri. Eppure è una vicenda da chiarire, no?

Aggiornamento ore 19.30: ora anche in ucraino!

Aurora Barzatta, chi è la ragazza marocchina che denuncia Berlusconi per stupro?

Aurora Barzatta, al secolo Mouna Rajli, attrice pornografica e modella di professione, avrebbe denunciato – o sarebbe prossima a farlo – il presidente del Consiglio per stupro. A rivelarlo è stata l’edizione marocchina di Libération. L’articolo, a firma di Hicham Amer, riporta alcune informazioni circa l’accaduto:

  1. la donna sarebbe una 21 enne marocchina;
  2. i fatti si sarebbero svolti due anni fa, addirittura viene indicata una data precisa, 16 Marzo 2008;
  3. l’età della donna, quindi, all’epoca dei fatti, sarebbe stata quella di 19 anni;
  4. la violenza si sarebbe protratta per due settimane (il che, è evidente, dovrebbe far supporre un vero e proprio sequestro di persona);
  5. la donna avrebbe ottenuto laute ricompense per il suo silenzio (100mila euro subito, poi agevolazioni per un contratto come modella per 15mila euro annui);
  6. i contatti con Berlusconi si sarebbero protratti sino ai giorni nostri, almeno sino allo scoppio del caso Ruby;
  7. particolare non di poco conto, la ragazza abiterebbe a Milano.
Tutto ciò è stato raccolto e impacchettato dal Tg La7 delle ore 20 di ieri sera.
Vi anticipo che una verifica delle fonti è quasi impossibile, almeno per chi scrive questo blog. Intanto cominciamo col dire che lo stesso Mentana ha provveduto a fare delle verifiche sul nome “artistico” della ragazza nell’ambiente porno: nessuna traccia di Aurora Barzatta. Niente. Nulla. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha negato l’esistenza di qualsiasi denuncia in merito – è pur vero che ai tempi del caso Ruby, egli stesso negò l’esistenza di rilievi penali circa i fatti dell’arresto della ragazza e del suo strano rilascio.
Questa è solo la premessa. Potrei concludere qui dicendo che si tratta di una clamorosa fake, di una bufala che il Tg La7 ci ha servito in un sol boccone. Eppure qualcosa non convince. A cominciare dall’autore dell’articolo, tale Hicham Amer.
Cercando su Google potete imbattervi su questa rivista online, chiamata Maghress. Cliccando su questo collegamento, troverete l’elenco degli articoli che Amer scrive per Libération, edizione Marocco. L’ultimo in ordine di tempo è proprio quello che parla di Berlusconi e della denuncia di stupro presunta. L’uomo scrive sia per Libération che per L’opinion che per Mountakhab, ma la sua attività di cronista sembra assolutamente saltuaria e limitata. Un profilo riconducibile più a un giornalista pubblicista che a un giornalista vero e proprio.
Quali sono le fonti di Hicham Amer? Mouna Rajili esiste davvero? domande che forse non troveranno risposta.
Intanto, questa simpatica notizia sbarca sui media inglesi, in special modo sul DailyMail:
Il Dailymail arricchisce la notizia già di per sé inquietante con estratti dall’intervista rilasciata dal medico personale nonché deputato PdL, Umberto Scapagnini, rilasciata a Novella 2000. In particolar modo Scapagnini esalta le doti di statista del premier: “è in grado di fare sesso sei volte la settimana”, ma anche di “farlo cinque colte in un giorno”. Tutto comincia con un riposino, durante il quale il premier si fa una iniezione, cito testuale: “injections at the base of the penis which have an immediate effect” (Dailymail). Ecco quindi svelato l’arcano.

E B. disse: diremo che abbiamo aiutato Ruby perché avevamo pena di lei

Pena di lei. Questa la giustificazione. E che una si dà la patente di puttana da sola? No, dice B. al telefono con l’igienista (mentale?) dentale, diremo che l’abbiamo aiutata perché avevamo pena di lei:

Ruby racconta di registrazioni mai effettuate per giustificare la confessione. Ruby non ha potuto negare l’evidenza dinanzi al magistrato. Un fatto che ha mandato all’aria la gestione del caso da parte della segreteria di Berlusconi, già in opera per costruire false testimonianze:

Questo fa presupporre anche il reato di corruzione di testimone. Un recidivo, B.: ricordate Mills? Nella sua storia è arrivato sino a corrompere giudici – vedi caso Squillante. Quanto pubblicato in questi giorni sui giornali potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Potrebbe esserci tanto di quel fango e di quella melma nei brogliacci delle intercettazioni, da far impallidire tutti gli scandali sessuali del mondo. Non conosciamo per nulla le torbide profondità di Arcore. Possiamo solo impressionarci per quel poco che ne emerge.

Intanto sembra che Ruby voglia davvero costituirsi ‘parte civile’. Sarebbe la svolta per un processo che ancora deve cominciare.

(Immagini tratte dal Corriere della Sera, 05/04/2011).

Caso Ruby: dalla Giunta per le Autorizzazioni della Camera sì a conflitto attribuzione

Tratto da Il Fatto Quotidiano

La Giunta per le autorizzazioni della Camera con un parere favorevole votato a maggioranza – 11 a 10, questo il conteggio – ritiene che la Camera debba sollevare conflitto di attribuzione sul caso Ruby. La Giunta, si legge nel parere, “esprime che la Camera, a tutela delle sue prerogative costituzionali, debba elevare un conflitto di attribuzioni nei confronti dell’Autorità giudiziaria di Milano, essendo stata da quest’ultima lesa nella sfera delle sue attribuzioni riconosciute dall’art. 96 della Costituzione”.

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Se non ora quando? Diretta web dalle ore 14

Diretta web via twitter della manifestazione romana di ‘Se non ora, quando?’ (box a lato).