Chi è Edward Snowden, la fonte del leak sui big data

Edward Snowden è la fonte che ha permesso al Guardian gli scoop sui sistemi di classificazione del traffico internet messi in atto dalla National Security Agency (NSA), lo scandalo che ha imbarazzato Obama. Ventinove anni, assistente tecnico per la Cia e attualmente dipendente di un contractor, Booz Allen Hamilton. Snowden ha lavorato presso la NSA negli ultimi quattro anni come un dipendente di vari appaltatori esterni, tra cui Booz Allen e Dell.

E’ lo stesso Snowden a scegliere di rivelare la propria identità: “Non ho fatto nulla di male e non ho bisogno di nascondermi”, ha detto ai cronisti del Guardian. “Mi faranno del male”, ha scritto in una nota che ha accompagnato la prima parte del materiale segreto, “ma sarò soddisfatto se questo potere esecutivo irresistibile, questa federazione segreta che governa il mondo che invece io amo, venga anche solo per un istante rivelata”.

Showden operava presso la sede di NSA alle Hawaii. Non più di due settimane fa ha preparato l’ultimo pacchetto di rivelazioni, poi ha preso due settimane di permesso, mentendo alla sua ragazza. Si è quindi trasferito ad Hong Kong, dove risiede tuttora. Vive barricato in un hotel lussuoso, non esce mai dalla stanza, ha timore di essere spiato, sa bene che lo andranno a prendere. I mezzi del NSA sono troppo potenti. Hanno già ‘visitato’ la sua casa due volte, interrogato la sua ragazza. Sanno chi è. Lo hanno sempre saputo. Nel giro di alcuni giorni gli USA potrebbero già pretenderne l’estradizione, oppure verrà braccato dalla Cia. E’ un uomo solo. Un nuovo Bradley Manning. Un dissidente digitale.

E’ cresciuto a Elizabeth City, Carolina del Nord. La sua famiglia si trasferì in seguito nel Maryland, vicino al quartier generale della NSA a Fort Meade.

Per sua stessa ammissione, non era uno studente eccelso. Al fine di ottenere i crediti necessari per ottenere un diploma di scuola superiore, ha frequentato un college a Maryland, studiando informatica, ma non ha mai completato i corsi.

Nel 2003 si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti e iniziò un programma di formazione per entrare nelle Forze Speciali. Invocando gli stessi principi che ora cita per giustificare le sue rivelazioni, ha detto: “Ho voluto combattere nella guerra in Iraq perché mi sentivo come se avessi un obbligo in quanto essere umano per aiutare le persone a liberarsi dall’oppressione umana”.

Ha raccontato come le sue convinzioni circa lo scopo della guerra sono stati rapidamente smarrite. “La maggior parte delle persone che ci ha formato sembrava piuttosto volta a pomparci nell’uccidere gli arabi, qualcosa che non aiuta nessuno”, ha detto. Dopo che si è rotto entrambe le gambe in un incidente in allenamento, è stato dimesso (Guardian.co.uk).

 

Leggi il resto: http://www.guardian.co.uk/world/2013/jun/09/edward-snowden-nsa-whistleblower-surveillance

 

Obama si schiera nella guerra dello Yemen.

Secondo Obama, lo Yemen, fonte dell’ultima ondata di terrorismo in occidente, è un “paese in preda a un’insurrezione che causa morte”. La relatà è che si tratta di una vera e propria guerra civile, fra ribelli sciiti che fanno capo all’Imam Abdel Malik al-Houthi e l’esercito governativo. E naturalmente anche in Yemen si ripropone la divisione del mondo arabo fra ribellismo sciita, sotto il parternariato dell’Iran, e governi filo-sauditi. Sono frequenti le ingerenze del governo saudita in Yemen: così è avvenuto lo scorso 14 Dicembre, quando un raid aereo ha provocato la morte di 70 civili nel nord del paese. Aerei sauditi, hanno detto i ribelli della fazione Houthi (fonte: http://www.rickrozoff.wordpress.com). La guerra in Yemen è guerra dell’Arabia Saudita. Altro che fronte jiadista, altro che cellule di Al Quaeda:

Il regime saudita si è inserito, ai primi di novembre, nel conflitto armato tra i suddetti Houthi e il governo dello Yemen, a sostegno di quest’ultimo, e da allora è accusato di aver condotto attacchi all’interno dello Yemen con carri armati e aerei da guerra. Anche prima di quest’ultimo bombardamento, moltissimi yemeniti erano già stati uccisi e altre migliaia erano stati costretti alla fuga dai combattimenti. L’Arabia Saudita è anche accusata di aver utilizzato bombe al fosforo. Inoltre, il gruppo ribelle noto come Giovani Credenti, con base nella comunità musulmana sciita dello Yemen che comprende il 30% dei 23 milioni di abitanti del paese, ha dichiarato il 14 dicembre che “jet da combattimento americani hanno attaccato la provincia di Sa’ada nello Yemen” e che “jet statunitensi hanno compiuto 28 attacchi contro la provincia nordoccidentale di Sa’ada” (fonte: Come Don Chishotte).

In sostanza, i Sauditi intervengono in prima persona contro i ribelli sciiti, ovvero contro l’Iran, per conto degli USA. E il crescendo dell’allarme terrorismo nelle città americane può essere interpretato come una strategia della tensione volta a legittimare un intervento diretto di militari americani. Una strategia messa in opera da chi? Chi preme sul pedale dell’acceleratore per intervenire in Yemen? Chi ha armato veramente il corpo di Umar Farouk, l’attentatore con l’esplosivo nelle mutande? Veramente l’esplosivo di cui era dotato poteva sventrare una carlinga? E come è possibile che le misure di sicurezza abbiano fallito in maniera così palese?
Domande che probabilmente si è posto anche Barack Obama. La sua sfuriata contro i vertici CIA dimostra una non collateralità del presidente rispetto all’agenzia dell’intelligence. Qualcuno ha spinto Obama sul precipizio di una nuova guerra.

    • Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha accusato esplicitamente, per la prima volta oggi, la cellula yemenita di Al Qaeda come principale responsabile dell’addestramento e del rifornimento di esplosivo al giovane nigeriano
    • il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che il suo paese è in guerra contro una «rete di odio e di violenza di grande vigore» ma ha sottolineato che il suo obiettivo è quello di «rendere sicura l’America»
    • Obama ha aggiunto: «Sappiamo che veniva dallo Yemen, un paese in preda ad una grande povertà e a un’insurrezione che causa morte»
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    • Tarpley rivela a Russia Today che il caso di Umar Farouk Abdulmutallab non è una questione isolata, ma si tratta piuttosto di uno psicolabile protetto o di un utile idiota usato in modo sistematico dalla comunità d’intelligence USA per una provocazione natalizia progettata per facilitare l’ingerenza degli USA nella guerra civile in Yemen, luogo dove a quanto si dice Umar Farouk è stato addestrato e dove gli è stato dato l’ordigno PETN.
    • Questi errori straordinari nella normale procedura mostrano che Umar Farouk faceva parte di un’operazione sponsorizzata dalla CIA, che è fruttata ora ben 4 giorni di isteria nei mass media. Obama ha enunciato la sua nuova versione dell’Asse del Male, composta da Afghanistan-Pakistan, Somalia e Yemen.
    • Nello Yemen è in corso una guerra civile fra il governo centrale sostenuto dai Sauditi e i ribelli Sciiti Houthi sostenuti dall’Iran
    • L’obiettivo qui è di far scontrare l’Iran con l’Arabia Saudita, per indebolire sia il governo Iraniano di Achmadinejad, che è filo-Russo, e sia quelle forze Saudite che si sono stancate del loro status di protettorato USA.
    • Gli USA stanno ora sponsorizzando apertamente la riorganizzazione di “al Qaeda” (la legione Musulmana della CIA) nello Yemen, e ciò include il mandare combattenti direttamente da Guantanamo. La nuova entità sintetica promossa dalla CIA è “al Qaeda nella Penisola Araba”, detta anche AQAP, un gruppo di pazzoidi USA, di utili idioti e fanatici che stanno rivendicando il fallito attentato di Umar Farouk
    • Gli USA sperano di dominare ancor di più lo sbocco del Mar Rosso e del Canale di Suez, e nel frattempo alleggerire la pressione dal distrutto dollaro USA facendo alzare il prezzo del petrolio in un’atmosfera di tensione nella penisola Araba.

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