Pillola RU486, lo stop del Senato.

Il Senato chiede lo stop alla RU486 "Prima il parere del Ministero"
Ignazio Marino: “Non capisco come una Commissione del Senato che ha compiti legislativi abbia deciso di trasformarsi in uno strumento per giudicare sperimentazioni cliniche già effettuate, i cui risultati sono stati approvati da tempo sia dalla Fda, l’organismo americano di controllo sui farmaci, che dall’Aifa, Agenzia Italiana per il Farmaco, che dall’Emea, agenzia europea dei medicinali . Sulle queste questioni dovremmo seguire le linee delineate dai medici esperti del settore. Comunque è accettabile che si discuta in Senato ma non ostacoliamo né rallentiamo il lavoro svolto finora dall’Agenzia italiana per il farmaco” così il senatore del Pd, Ignazio Marino, commenta le decisioni prese oggi dalla Commissione Sanità al Senato

Riguardo alla riunione del gruppo Pd di domani al Senato, Ignazio Marino aggiunge di augurarsi “una discussione libera e aperta che però faccia emergere la visione unitaria, chiara e condivisa da tutto il gruppo del Pd che rispetti i principi indicati dalla comunità scientifica nazionale e internazionali. Penso che la decione finale su questa delicata scelta delle donne debba maturare unicamente nell’intimo rapporto tra la paziente e il medico”.
http://www.ignaziomarino.it/sulla-ru486-il-pd-deve-avere-una-posizione-chiara/
La commissione Sanità del Senato ha approvato, a maggioranza, con i voti favorevoli di Pdl e Lega (13) e quelli contrari (8) del Pd, il documento finale dell’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486 presentato dal presidente e relatore Antonio Tomassini […]

l’interruzione di gravidanza diventerebbe molto più facile rispetto alle procedure previste dalla legge sull’aborto. Per questo il centrodestra si batte per impedire che venga messa in vendita e per frenarne l’utilizzo anche nelle strutture ospedaliere. […] Sulle ricadute politiche del voto, Tomassini non si sbilancia: "Ora tutto comparirà sui resoconti parlamentari – ha spiegato – e sarà inviato agli organi di Governo. Tutto è stato fatto in modo approfondito e imparziale, quindi l’indagine assume ancora più rilevanza". La richiesta della Commissione secondo Silvio Viale, il ginecologo torinese che ha sperimentato la RU486, "allinea l’Italia alle posizioni di Polonia, Malta e Irlanda, dove l’aborto è vietato. Sul piano scientifico è il sintomo di come la donna sia sempre più lasciata sola in balia di posizioni antiabortiste che manipolano la scienza per i propri scopi politici".

Soddisfazione per lo stop è stata espressa anche dal presidente dell’Udc Rocco Buttiglione, dal senatore del PdL Stefano De Lillo, da Arturo Iannaccone, parlamentare e responsabile del dipartimento sanità del Mpa: " E’ evidente che la commercializzazione della pillola è in palese contrasto con la legge 194, che punta a evitare che l’aborto venga considerato un metodo contraccettivo". […]
presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri: "C’erano troppi dubbi sulle conseguenze che la pillola avrebbe potuto avere sulla salute delle donne. E’ assurdo che le opposizioni, accecate dal pregiudizio politico, invece di accogliere con favore la sospensione della pillola pensino a fare demagogia, incuranti degli effetti devastanti che può avere sulle donne. Per noi lo stop è una vittoria di civiltà, una vittoria in difesa della salute".
[…]Per il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro: "Quelle della maggioranza e del governo ancora una volta sono chiacchiere, ci dicano una volta per tutte cosa vogliono fare. Ho l’impressione che il ministro Sacconi avrebbe potuto sollevare un arbitraggio sulla scorta delle valutazioni dell’Agenzia europea del farmaco (Emea), invece non l’ha fatto – ha aggiunto Finocchiaro -. Non c’è il coraggio di dire che non vogliono la commercializzazione della pillola". Per Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci: "E’ una vergogna, tipica di un regime fondamentalista".
Fonte La Repubblica http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/pillola-abortiva/pillola-abortiva.html

Virus A-H1N1 resistente al Tamiflu? Fazio non risponde.

Alla domanda del senatore Ignazio Marino sulla eventuale resistenza del ceppo di A-H1N1 in circolazione in Italia al farmaco antivirale della Roche, il Tamiflu, il viceministro Fazio ha detto di non avere elementi per rispondere. Si documenterà, ha affermato il viceministro.
Casi di resistenza al Tamiflu si registrano dall’avvio della pandemia in Messico. Alcuni dubbi sull’efficacia del Tamiflu sorsero anche ai tempi dell’Aviaria. Ne potete trovare tracce sul web. Con una conferenza stampa dello scorso 11 Settembre 2009, la casa di produzione del farmaco, la Roche, rendeva noto che i casi di resistenza al Tamiflu documentati erano 23. Recentemente si è avuto notizia di un nuovo caso di resistenza riscontrato in Olanda, il 4 novembre scorso, su un paziente ricoverato in ospedale per l’influenza. Un ceppo di virus A-H1N1 swl resistente al Tamiflu era in circolazione al confine fra USa e Messico, nella città di El Paso e vicino a McAllen, in Texas, già all’inizio di Agosto. Altri casi si sono registrati in tutto il mondo, dal Giappone, alla Danimarca al Vietnam.

  • Roche Holding AG ha detto Venerdì (11/09/09) che ci sono stati solo 23 casi segnalati in cui  l’influenza suina A-H1N1 ha resistito agli effetti del farmaco antivirale Tamiflu.
  • Dr. David Reddy, che guida la tasl force pandemica di Roche, ha detto ai giornalisti che il numero è in linea con ciò che l’azienda aveva osservato nei propri studi clinici.
  • più il farmaco verrà utilizzato, più vedremo questi casi come isolati nel tempo", Reddy ha detto in una conferenza stampa
  • Circa 13 dei casi di resistenza si sono verificati in persone che erano nuove all’esposizione  al virus H1N1 e hanno avuto una bassa dose di farmaco per prevenire l’infezione
  • L’anno scorso, il virus H1N1 dell’influenza stagionale – un ceppo diverso da H1N1 dell’influenza suina – ha sviluppato una resistenza contro il Tamiflu negli Stati Uniti e in molti altri paesi.
  • i medici dovrebbero osservare i propri pazienti più da vicino e optare per incrementi di dose se essi continuano a essre ammalati
    • Le autorita’ sanitarie olandesi hanno registrato il primo caso di resistenza all’antivirale Tamiflu (oseltamivir), il farmaco piu’ ‘gettonato’ contro il virus A/H1N1. Si tratta, in altre parole, di un paziente che non risponde alla terapia basata sull’assunzione di questo medicinale. Finora l’Organizzazione mondiale della sanita’ ha registrato 39 casi di resistenza al Tamiflu.

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