Contro lo Sceriffo AGCOM, #NotteRete Libera Tutti

Non sarà una vigilia tranquilla per l’Agcom: sarà, piuttosto, “La Notte della Rete”. Il 5 luglio, a 24 ore dall’approvazione della Delibera definita “ammazza-Internet” dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento.

Martedì 5 luglio dalle 17.30 alle 21 alla Domus Talenti a Roma ( via delle Quattro Fontane, 113 ) partecipa anche tu alla nostra mobilitazione. Fai sentire la tua voce!

Fra i presenti già confermati:

Olivero Beha, Pippo Civati, Antonio Di Pietro, Dario Fo, Giovanbattista Frontera, Alessandro Gilioli, Peter Gomez, Beppe Giulietti, Flavio Granata, Giulia Innocenzi, Gianfranco Mascia, Roberto Natale, Flavia Perina, Marco Pierani, il Piotta, Enzo Raisi, Franca Rame, Fulvio Sarzana, Marco Scialdone, Guido Scorza, Mario Staderini, Vincenzo Vita, Vittorio Zambardino.

Come fare:

Censura Internet, Calabrò risponde: la vostra, una battaglia contro i mulini a vento

Corrado Calabrò, presidente AGCOM, risponde dalle colonne de La Stampa alle critiche dei giorni scorsi sulla prossima delibera AGCOM in fatto di diritto d’autore e internet che pone nelle mani dell’AGCOM stessa un potere bieco di censura dei siti che la violassero. Scrive Calabrò:

Sempre su La Stampa, Laura Aria, Direttore contenuti audiovisivi e multimediali dell’AGCOM, tenta di smontare l’argomentazione principale di chi contesta la delibera censura-internet, ovvero che l’AGCOM, autorità amministrativa, non possa sostituirsi al giudice:

L’interpretazione secondo la quale accertare le lesioni del diritto d’autore spetta solo al giudice e in via preventiva – questione centrale nell’articolo di De Martin – non si evince dalla normativa, la quale afferma una cosa diversa. Il decreto legislativo n. 70/2003 di recepimento della direttiva sul commercio elettronico chiama in causa sia l’autorità giudiziaria sia “l’autorità amministrativa avente funzioni di vigilanza”, conferendo a quest’ultima il potere di richiedere al prestatore di servizi di porre fine alle violazioni commesse.

Aria sostiene che è incoerente considerare incostituzionale l’intervento dell’autority per arginare la pirateria online quando viceversa il suo intervento in materie delicatissime come quelle dell’informazione, del bilanciamento tra pluralismo politico e diritto di cronaca è considerato pienamente legittimo. La differenza che Aria non coglie e non mette in evidenza è che, per esempio, gli interventi AGCOM in fatto di pluralismo dell’informazione non sono censori, semmai sanzionatori. Il TG4 non è mai stato chiuso per la sproporzione degli interventi del premier rispetto a quelli dell’opposizione. Ad esso è stata comminata qualche multa. Non sono stati inflitti minuti di sospensione alla messa in onda, né è stato mai chiesto al suo editore di bloccarne la emissione. Quindi è palese una sproporzione fra i poteri che AGCOM si è auto-conferito con questa delibera e quelli che realmente già possiede e esplica per mezzo delle sue sanzioni.

E’ vero però che il testo della delibera non è ancora pubblico. Calabrò si rilassi: non appena lo sarà, la rete analizzerà quel testo prima che se ne possa rendere conto. Le battaglie contro i mulini a vento – a quel punto – le dovrà fare lui.