Oltre la denuncia. Riprendiamoci la politica

Il post di Cristiana Alicata, oggi su Cambia l’Italia, il portale nato sulle ceneri della Mozione Terza di Ignazio Marino, è come un sasso nello stagno. Sì, lo stagno delle torbide acque del governo, immischiate di piduisti, anzi piterzisti, di cricche, di speculatori, di palazzinari, di cementificatori senza alcuna morale se non quella del guadagno. Il medesimo stagno in cui l’opposizione del PD affonda i suoi stanchi piedi: già, è forse ora il caso di smetterla con la denuncia fine a se stessa:

Tutto il loro governo si occupa solamente di mantenere salda una posizione che più che di potere sembra ormai essere divenuta di difesa. Parlando con gli imprenditori, con quella parte d’Italia poco ideologica e precaria che ha creduto al sogno berlusconiano, ci si rende conto di quanto le istanze liberiste e liberatorie, anticorporativiste e antipolitiche siano state tradite, vilipese, umiliate […] Cosa dobbiamo fare adesso? Continuare a chiedere dimissioni, continuare a chiedere democrazia, libertà di stampa, atteggiamenti etici? Siamo sicuri che sia la strada giusta e che invece tutto questo non ci stia trascinando su un terreno che alimenta solamente l’astensione elettorale? (C. Alicata, cit.).
Allora serve agire. Parola e Azione significa aprire uno squarcio sul futuro. Significa imprevedibilità e sfuggire al controllo. Significa libertà. Il PD si liberi della pesante veste che ha indossato, fatta di tentennamenti e ricerche del compromesso. Cominci laddove è più vicino alla persona – non già al cittadino, ma alla persona – e faccia laggiù, nel più profondo localismo, la politica migliore che consta poi della diretta partecipazione, del più alto coinvolgimento possibile.
Sfidiamolo, oggi che siamo in preda ad una crisi profondissima economica e sociale, a parlare solo di quello. Sfidiamolo a proporre una via d’uscita, cosa che non ha, non sa, preso da totale impreparazione nei confronti dei problemi degli altri […] Diciamo, chiaramente, che un premier così occupato dalle proprie vicissitudini (sue e di tutti i suoi amici) sta facendo andare il Paese alla Malora. Parliamo noi di piano anti-crisi, facciamo intendere che possiamo averla questa benedetta fiducia […] adesso che il castello di carte si sta smontando, noi non teniamoglielo in piedi, radiamolo al suolo con la politica, quella vera (C. alicata, cit.).
Il tempismo è fondamentale: portare via a B. la possibilità di dettare i tempi della politica sarebbe la strategia migliore. Lui conosce solo il mondo che racconta ai convegni di Confindustria. E’ un uomo incapace di vedere il futuro, è legato al ricordo e può solo condurre strategie di conservazione. Nel centro del mondo di B. c’è soltanto B. Al centro del nostro mondo mettiamo le persone.
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