Al Tg1 il bignami della sentenza Mills

Depositate le motivazioni della Corte di Cassazione circa la sentenza di condanna dell’avvocato David Mills, sentenza prescritta per superamento dei termini di legge. Per il Tg1 delle 20 di ieri sera, il detto popolare ‘Aprile, dolce dormire’ è stato smentito da uno studio statistico: aumentano i casi di insonnia. Forse anche a Palazzo Grazioli.

E la senteza della Corte di Cassazione sul caso Mills? E’ ridotta a un riassuntino di trenta secondi:

DAVID MILLS, L’AVVOCATO INGLESE CONDANNATO PER CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI, FAVORI’ SILVIO BERLUSCONI, RICONDUCENDO LA PROPRIETA’ DELLE SOCIETA’ OFF SHORE GENERICAMENTE A FINIVEST E NON ALLA SUA PERSONA, IN QUANTO IMPUTATO IN QUEI PROCEDIMENTI. SONO RACCHIUSE IN 41 PAGINE LE MOTIVAZIONI CON LE QUALI LA CASSAZIONE HA DICHIARATO PRESCRITTO IL REATO NEGANDO PERO’ A MILLS L’ASSOLUZIONE. PER L’AVVOCATO DI BERLUSCONI, GHEDINI, DAL PREMIER NESSUN COMPORTAMENTO ANTIGIURIDICO.

Naturalmente, in coda al mini comunicato, la giornalista rende conto dell’opinione dell’avvocato di Berlusconi, nonché parlamentare e componente della II Commissione Permanente (Giustizia), Niccolò Ghedini, secondo cui dal premier non è provenuto alcun comportamento antigiuridico. A parte le leggi ad personam, quali Lodo Alfano e Legittimo Impedimento, per citarne solo due. Da rimarcare la formula scelta per specificare che la Cassazione avrebbe dichiarato prescritto il reato – lo aveva già dichiarato la Corte d’Appello – ma negato “l’assoluzione”. Peccato che Mills non sia mai stato assolto, in nessuno dei due gradi precedenti, come il Tg1 annunciò in una edizione delle 13.30 di qualche mese fa.

Il Tg1 tralascia però di dire che Mills è stato accusato di ‘corruzione susseguente’, ovvero di quella forma di corruzione giudiziaria in cui “la retribuzione concerne un atto già compiuto in precedenza”, e che la corruzione in atti giudiziari “oggetto del presente procedimento si incentra nella condotta processuale del testimone”. E che la Cassazione ha respinto tutte le doglianze della difesa, in primis ha riaffermato il fatto che la sentenza di Appello ha una sua “struttura razionale” sostenuta da un “apparato argomentativo logico e coerente, esteso a tutti gli elementi offerti dal processo”. Perciò si conferma la colpevolezza di Mills, sebbene la pena non si applichi per l’intervento della prescrizione: “risulta verificata la sussistenza degli estremi del reato di corruzione in atti giudiziari, dal quale discende il diritto al risarcimento della parte civile”:

La Corte di merito ha legittimamente ritenuto che Mills, con il suo comportamento configurante reato, ha cagionato alla pubblica Amministrazione un danno di natura non patrimoniale, riconoscibile anche per le persone giuridiche […] Tale danno deriva dalla lesione degli interessi di imparzialità e di buon andamento dell’amministrazione della giustizia (rappresentata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), risultando seriamente leso un diritto inviolabile riconosciuto dalla Costituzione. Al contrario – a palese smentita dell’assunto difensivo secondo il quale sarebbe stata introdotta una “funzione punitiva” del danno stesso – l’importanza del processo, il rilievo dei personaggi coinvolti e il clamore mediatico che ha accompagnato tutta la vicenda (stante la rilevanza del ruolo sociale e pubblico dei protagonisti e l’entità del discredito proiettato verso l’esterno per effetto dei mezzi di informazione) sono stati ritenuti – con corretta ed adeguata
valutazione – elementi idonei e sufficienti […] Vanno confermate, conseguentemente, le statuizioni civili ed il ricorrente va
condannato alla refusione degli onorari di parte civile del grado, liquidati in euro 10.000,00 (Sentenza Corte Cassazione Sez. Unite).

Il Direttore dimezzato: arringa televisiva in difesa di sé stesso. Io come Giovanni Amendola.

Non ce l’ha fatta a resistere dall’andare in video. Lui, Minzolini, il direttore dimezzato – a sentire le indiscrezioni sulle ultime intercettazioni, il vero direttore del TG1, il direttore ombra, è Berlusconi – parla della gogna mediatica a cui è stato sottoposto, ingiustamente, poiché nell’inchiesta di Trani, lui, non è mai stato iscritto nel registro degli indagati. E’ normale, dice il metà-direttore, che egli parli al telefono con il Presidente del Consiglio. E’ normale, funziona così, per i giornalisti. Parlano al telefono con i politici. E che cosa diranno mai? Parlano del più e del meno. Delle previsioni meteo. Del Milan.

Minzolini non entra – volutamente – nel merito dell’inchiesta. Non dice, Minzolini, che al telefono, Berlusconi – come altri, del resto – richiede particolari trattamenti. Richiede, come altri, come la bisca della Protezione civile, di non parlare di alcune notizie, o di dare sfumature a certe altre. Non ve ne siete accorti, voi tele-ascoltatori del Tg1. Poiché sono molti bravi. Lo dice Minzolini stesso, quella del Tg1 è la redazione più prestigiosa. Il Tg1 delle 20 è il principale canale attraverso cui il pubblico si informa, attraverso cui si forma un’opinione. Un mezzo così importante che – da anni, oramai – è eterodiretto dal (finto) premier attraverso le nomine coordinate di direttori generali, direttori di rete e direttori di telegiornale. Lo dimostrano, ahimé, ancora una volta, le intercettazioni. Quelle del caso Saccà (2007-2008), quelle odierne. Lo dimostra lo stesso Tg1, ogni maledetta sera.

L’uso sistematico che viene fatto del servizio pubblico al fine di orientare l’opinione pubblica è lampante, sotto gli occhi di tutti: oltre a dedicare la maggior parte del tempo alla “nota politica”, confezionata ad arte in modo da inserire le dichiarazioni degli oppositori in mezzo a due blocchi consistenti dedicati ai vari portavoce del governo e della maggioranza (prima governo e ministri, dopo portavoce, capigruppo, l’immancabile Gasparri – insomma, il cosiddetto “panino”). Non solo: sempre più spesso vengono dedicati servizi giornalistici che paiono fatti apposta per costituire una risposta indiretta alle inchieste delle trasmissioni considerate scomode. Santoro mostra le macerie de L’Aquila tutte ancora al loro posto? Il TG1, a metà giornale, parla dell’incessante lavorio di Vigili del Fuoco e Esercito nella rimozione delle stesse macerie, che al giovedì erano là, ancora nelle vie, nelle piazze de L’Aquila, mentre ora sono caricate a bordo di camion e trasportate in discarica dove vengono accuratamente setacciate per recuperare il recuperabile, oggetti personali, libri, denaro, tesi di laurea, ma anche le storiche pietre dei palazzi aquilani. E quanta burocrazia che blocca questa delicata, lunga, operazione!

Non è giornalismo, è politica. Il TG1 è stato trasformato in un organo di partito, alla stregua de L’Unità o de La Padania. Tanta parte del giornale – una parte sempre maggiore – viene dedicato alle non-notizie di cronaca, al gossip, alle condizioni meteo. In secondo piano la crisi economica; nemmeno citate le proteste degli operai cassaintegrati di Termini Imerese.

Il culmine della falsificazione del reale è stato raggiunto con la divulgazione della notizia della assoluzione dell’avvocato David Mills, anziché della prescrizione del reato. Il Direttore dimezzato non ha mai provveduto a rettificare l’immensa menzogna creata dal suo giornale. Il caso non è neppure stato considerato meritorio di uno dei suoi famigerati editoriali. Il Direttore non ha voce per questa materia. Si è censurato da solo. In completa autonomia e libertà.

L’abisso che corre fra la sua figura e quella, da lui stesso evocata, di Giovanni Amendola è incommensurabile: “Amendola era fautore di una linea politica liberal-democratica e si schierò decisamente contro il fascismo, non accettando le posizioni di compromesso che, sin dal 1921, avanzarono altri esponenti della classe dirigente come Giolitti e Salandra[…] Le sue posizioni critiche verso il regime gli valsero frequenti intimidazioni e aggressioni, fino a giungere all’aggressione fisica, quando fu bastonato da quattro fascisti e ferito alla testa, il 26 dicembre 1923 a Roma. […] Diventa, insieme a Filippo Turati, il massimo esponente dell’opposizione aventiniana e promuove una linea non violenta di opposizione al fascismo, confidando che, dinanzi alle responsabilità del fascismo nella morte di Matteotti, il re si decida a nominare un nuovo governo. […]  Il deputato liberale fu aggredito dagli squadristi a Serravalle Pistoiese il 20 luglio 1925 e non si sarebbe più ripreso dalle percosse subite. È considerato l’ispiratore del Manifesto degli intellettuali antifascisti” (fonte Wikipedia).

L'”aggressione” mediatica che Minzolini lamenta di aver ricevuto è in realtà, nella realtà tanto scomoda e da mascherare, l’opera diegetica del parresiastes, della parola libera, che nella sua funzione disvelatrice, leva la maschera e sottopone alla luce della opinione pubblica l’uomo Minzolini con la sua “vera” storia. La verità è ribaltata in gogna, la libertà di parola – la stessa libertà di parola che Amendola osava esibire al cospetto del potere totalitario fascista – in aggressione. L’opera del ribaltamento di senso è così compiuta.

Il TG1 della Menzogna. L’assoluzione inventata di Mr Mills.


Colui il quale ha ascoltato il TG1 delle 13.30 è stato vittima di propaganda di regime. Come tale ha tutto il diritto di rivolgersi all’AGCOM per chiedere l’immediata censura del notiziario di Raiuno. La redazione del telegiornale non fiata e l’attesa per l’edizione delle 20 cresce. Resisterà il Minzo dall’apparire sullo schermo per spiegarci il suo personale significato del termine prescrizione?

Naturalmente, dalle parti di Palazzo Grazioli, il titolo falso di stamane del TG1 sarà stato ben gradito. I signori sono senza più pudore:

Silvio Berlusconi parla di una sconfitta per il teorema dell’accusa e di una vittoria per la difesa. Ma non basta. La verità, ha  confidato il Cavaliere ad alcuni interlocutori, è che non è stato commesso nessun reato

Punto primo: non esiste alcun teorema dell’accusa. Esistono due sentenze, una di primo grado, di condanna dell’imputato; la seconda, la sentenza di Appello che conferma il primo giudizio. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione – il terzo grado – hanno annullato la sentenza per prescrizione. La motivazione presunta: il reato è stato commesso prima del 11 Dicembre 1999, quindi non è più perseguibile poiché prescritto (lungimirante l’aver approvato quella legge che riduceva i tempi per la prescrizione). Punto secondo, diretta conseguenza del primo: il reato è stato commesso. E’ stato dimostrato in due processi, da due tribunali.
Di fatto la sentenza avrà effetto diretto sul processo a Mr b, la cui posizione fu stralciata nell’attesa della pronuncia della Consulta sul Lodo Alfano, poi bocciato. Da allora il processo al Corruttore è ricominciato ma è sopravvissuto attaccato alla spina:

si prospetta una falsa ripartenza domani al processo in cui Silvio Berlusconi risponde di aver corrotto il testimone David Mills. Appare infatti molto probabile un rinvio delle udienze in attesa che la Cassazione depositi le motivazioni della sentenza con cui ieri ha dichiarato l’intervenuta prescrizione del reato per il professionista britannico che negli anni ’90 aveva creato il sistema di società off-shore utilizzato dal gruppo Fininvest.
In teoria i giudici potrebbero indicare una data antecedente all’11 novembre 1999, dichiarando in pratica "morto" anche il procedimento gemello a carico del premier. Ma si tratta di un’ipotesi più che remota (fonte: Mills, Alfano difende Berlusconi Il Pd: "Parole fuori da ogni regola" – Repubblica.it)

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Cassazione, Mills prescritto ma colpevole. Ma il “tappo” sta per saltare.

david mills

Ecco, la santa prescrirzione salva capra e cavoli. Il reato è stato commesso nel ’99. Soffermatevi sulla prima parte della frase: il reato è stato commesso. Se da un punto di vista giudiziario, la vicenda si chiude, da quello politico rimane apertissima. Al governo, come presidente del Consiglio, abbiamo un corruttore di testimoni. Sappiatelo. Tenetelo bene a mente quando tenteranno di distruggere il sistema giudiziario. Prossima tappa, la discussione in Senato del legittimo impedimento, in aula, a partire dalla seduta antimeridiana di martedì 9 marzo. Loro hanno diverse carte a disposizione. Faranno il lodo alfano costituzionale? Fini resisterà alle insinuazioni sul suo presunto coinvolgimento con il caso Fastweb? Perché nessuno si leva in difesa del Presidente della Camera? E la vicenda del senatore Di Girolamo farà saltare il tappo?

Pare che il terreno che porta alle Regionali sia alquanto minato. Attendetevi novità.

AGI) – Roma, 25 feb. – Le sezioni unite penali della Cassazione, nell’ambito del processo all’avvocato inglese David Mills, hanno ritenuto configurabile il delitto di corruzione in atti giudiziari “nella forma della corruzione susseguente”. Lo si legge nella massima provvisoria redatta dagli ermellini, presieduti da Torquato Gemelli, al termine della camera di consiglio, durata quasi cinque ore. E’ proprio la corruzione giudiziaria susseguente, il reato di cui Mills e’ stato accusato, per aver ricevuto 600 mila dollari dopo aver rilasciato dichiarazioni false o reticenti nell’interesse di Silvio Berlusconi nei processi All Iberian e in quello sulla corruzione nella guardia di finanza.

Le sezioni unite, dunque, sembrano aver condiviso in toto le richieste, avanzate oggi con la sua requisitoria, dall’avvocato generale della suprema corte, Gianfranco Ciani, secondo il quale non era possibile prosciogliere Mills nel merito, ma il reato andava considerato prescritto perche’ commesso nel novembre del ’99.

AGI News On – MILLS: CASSAZIONE, SI’ A CORRUZIONE GIUDIZIARIA SUSSEGUENTE.