I Droni possono uccidere cittadini americani

Gli Stati Uniti possono uccidere cittadini americani in operazioni militari il cui obiettivo dovesse essere un leader di al-Qaeda o gruppi terroristici che pongano una “immediata minaccia” al paese. Lo ha riferito il Dipartimento di Giustizia in un ‘libro bianco’ pubblicato lo scorso lunedì dalla NBC News. La pronuncia del Dipartimento è stata inviata dal governo ai membri della commissione Giustizia e Intelligence del Senato nella forma di un documento ‘classificato’. Di fatto si trattava della risposta del governo Obama alla interpellanza dei senatori, ma non era un atto pubblico. Questo perché faceva riferimento a un caso specifico, ovvero alla uccisione di Anwar al-Awlaki, cittadino americano e musulmano, colpito da un attacco di Droni nel Settembre 2011. L’attacco provocò la morte anche del figlio sedicenne dell’uomo. L’amministrazione Obama ha sempre rifiutato di fornire spiegazioni circa l’attacco sia ai media e che ai gruppi di difesa dei diritti civili. Obama, parlando della morte di al-Awlaki, descrisse l’uomo come il responsabile delle “relazioni esterne” della cellula in Yemen di al-Qaeda.

Il documento, intitolato “Lawfulness of a Lethal Operation Directed Against a U.S. Citizen Who Is a Senior Operational Leader of al-Qaeda or An Associated Force”, è stato definito come “profondamente preoccupante” dalla American Civil Liberty Union: “un’anomalia abnorme dell’esecutivo che assume su di sé il potere di dichiarare un cittadino americano una minaccia e lo uccide lontano da un campo di battaglia riconosciuto e senza alcun coinvolgimento giudiziario, né prima né dopo il fatto”.

Il documento del Dipartimento di Giustizia consente un’interpretazione elastica di quei concetti (la presenza di un leader di al-Qaeda o di gruppi terroristici che pongano una “immediata minaccia” al paese) e non richiede che l’obiettivo sia coinvolto in una ‘trama specifica’, perché al-Qaeda è “continuamente coinvolto nella pianificazione di attacchi terroristici contro gli Stati Uniti“.

Il documento evita di specificare tutta una serie di questioni, tra cui il livello di prova richiesto per un americano per essere considerato una figura del vertice operativo di al-Qaeda.

John Brennan fra una settimana diventerà nuovo capo della CIA. E’ il capo della Consiglio Antiterrorismo di Obama. Non è certamente estraneo ai fatti del Settembre 2011. La fuga di notizie, scrive il Washington Post, sembra niente affatto casuale. La pressione su Obama è immediatamente salita. Che dei Droni possano uccidere cittadini americani o stranieri, il cui coinvolgimento con le organizzazioni del Terrore è tutto da dimostrare, non è solo contro il Diritto ma pare essere inoltre un ritorno a quella unilateralità su cui era imperniata la politica estera di George W. Bush.

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Caos PD e Matrimonio Gay: il testo del documento della Commissione Diritti di Rosy Bindi

Si potrebbe dire, tanto rumore per nulla. Il caos dell’Assemblea Nazionale del PD non è grave per i contenuti bensì per l’intrinseca volontà di annichilire l’area liberale del partito, quella che ha prodotto nel corso del tempo i terzomozionisti, poi i rottamatori; l’area che ha fornito tanti punti di appoggio alla volontà di leadership di Matteo Renzi. Ecco, il voler impedire il voto sui tre ordini del giorno, due su matrimoni gay e uno sulle primarie, a firma dei vari Marino, Concia, Scalfarotto, Civati e via discorrendo, suona come un voler rimettere in riga questa disobbediente moltitudine.

Dico questo perché la storia del Documento finale prodotto dalla Commissione Diritti Civili costituita in seno alla Direzione del PD, è una storia travagliata e fatta di trattative e tentativi di mediazione che hanno prodotto decine di revisioni del medesimo documento. Uno degli estensori di tal documento è Michele Nicoletti, segretario Pd di Trento, ordinario di Filosofia politica nella stessa città. Nicoletti, in una intervista a L’Unità di un mese fa circa, spiegava come per realizzare questa difficilissima opera è stato scelto di non prendere una precisa “posizione politica, un sì e un no, sui temi presi in esame”. Questo perché altrimenti la mediazione era impossibile. Troppi distanti, l’ala liberal e quella cattolica. Occorreva trovare una formula più estesa, che impedisse in questa fase di incappare in elementi di divisione. Alla fine è stata scelta “la via dei principi fondamentali che devono essere terreno comune del Pd rispetto al tema dei diritti”. Il documento quindi contiene solo linee guida generali, svuotate della carica politica, dei valori. Si tratta solo di circonlocuzioni molto tecniche ma prive della necessaria concretezza e franchezza.

Il documento sui diritti civili cerca di affrontare, con la modalità sopra specificata, due temi principali: testamento biologico e unioni civili. Sul testamento biologico, e in generale sul potere biomedico, si afferma che:

  1. è essenziale incoraggiare, sostenere e rispettare il libero esplicarsi della scienza e dell’arte, ma al tempo stesso è del tutto evidente che tale immenso potenziale non possa essere lasciato alla nuda regolazione del mercato;
  2. L’integrità della persona deve essere rispettata;
  3. Occorre darsi gli strumenti, anche legislativi, affinché la persona possa esprimere, anticipatamente e con forme e modalità adeguate e consapevoli, i propri convincimenti e la propria volontà per le situazioni nelle quali potrebbe non essere più in grado di esprimerli
  4. occorre adoperarsi per estendere la tutela delle libertà personali a chi, versando in stati magari anche solo transitori di incapacità ad esprimersi, è, come soggetto debole, maggiormente esposto al rischio di manipolazione e bisognoso di protezione e di rispetto.

In sostanza, il punto 2 afferma che l’integrità personale deve essere rispettata, il punto 4 tende invece a prefigurare un “potere sopra la persona” – che quindi non ha più l’ultima parola su sé medesima – un potere opera in regime di sostituzione quando la persona risultasse incapace. Più avanti si specifica il divieto assoluto di eutanasia: “va assicurato il diritto ed il dovere del medico di non impartire al paziente stesso, il quale pure solleciti o acconsenta, trattamenti finalizzati a sopprimere la vita”.

In fatto di unioni civili, il testo di Nicoletti afferma che:

  1. non si può ignorare che nella società contemporanea le dinamiche sociali ed economiche, da un lato, e, dall’altro, le libere scelte affettive e le assunzioni di solidarietà hanno dato vita a una pluralità di forme di convivenza [no, non si può ignorare, questo lo sappiamo];
  2. esse appaiono meritevoli di riconoscimento e tutela sulla base di alcuni principi fondamentali.
    • principio della centralità del soggetto rispetto alle sue relazioni
    • principio del legittimo pluralismo, che implica il riconoscimento dei diritti e dei doveri che nascono nelle diverse formazioni sociali in cui può articolarsi la vita personale affettiva e di coppia;
  3. Tale riconoscimento dovrà avvenire secondo tecniche e modalità rispettose:
    • della posizione costituzionalmente rilevante della famiglia fondata sul matrimonio ai sensi dell’art. 29 Cost. e della giurisprudenza costituzionale;
    • dei diritti di ogni persona a realizzarsi all’interno delle formazioni sociali, che si declinano oggi in un orizzonte pluralistico secondo quanto espresso dalla Corte Costituzionale: «per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri» (138/2010).
  4. Il PD quindi opera dunque per l’adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale, anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’art. 2, speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali.

Questa formulona in giuridichese è stata studiata per evitare di dire “no ai matrimoni gay” e spaccare il partito, e nemmeno a dire “sì ai patti civili per le coppie di fatto” che avrebbe altrettanto spaccato il partito (Fioroni e la corrente cattolica, già molto critici in fase di elaborazione del documento). Devo però riconoscere a Nicoletti di esser stato più realista del Re:

Questa è solo una tappa, non il punto di arrivo finale. Un contributo che offriamo al partito e ai circoli come piattaforma di discussione. Nessuno ha mai pensato che questo documento esaurisse il tema dei diritti. Siamo partiti da una situazione in cui nell’Assemblea nazionale si erano votati documenti che riguardavano la scuola, la sanità, il lavoro ma non questo su questi temi. Ora c’è una riflessione che si sforza di inserire i diversi problemi all’interno di un quadro complessivo e non credo che questo lavoro vada banalizzato (L’Unità).

Testo Documento Diritti Civili – L’Unità

Dorina Bianchi rinuncia al mandato di relatore di minoranza.

Così alla fine Dorina bianchi, che per Marino è ormai un problema oggettivo per tutto il PD, ha rinunciato al mandato di relatore di minoranza nell’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486.
Ancora una volta il PD non parla a una sola voce, che è riconosciuto come il suo problema storico. Inoltre, la Bianchi ha votato in opposizione alle indicazioni del suo gruppo parlamentare. Questo voto "ribelle" non è un merito. E’ un danno per il partito stesso. Oggi Marino si è espresso con toni duri ma consapevoli del fatto che così facendo si mette il PD nelle condizioni di mostrare tutta la sua ambiguità nella direzione politica. Si mette il PD nella condizione di non saper esprimere alcuna posizione chiara rispetto ai temi etici che investono in pieno la sfera dei diritti individuali.

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    • Dorina Bianchi ha rinunciato al mandato da relatore nell’indagine conoscitiva della commissione Sanità del Senato sulla pillola Ru486. Lo ha annunciato la stessa senatrice nel corso della riunione del gruppo del Pd al Senato, che ha salutato le sue parole con un applauso. "Nessuno di noi consentirà – ha commentato la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro – che Dorina Bianchi venga utilizzata per ipotizzare divisioni nel Pd, e non lo consentirà neanche lei". 
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    • La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha convocato una riunione del gruppo alle 13 per discutere la posizione di Dorina Bianchi, in seguito alla sua decisione di votare ieri in modo difforme in commissione sanitàsull’indagine conoscitiva sulla pillola Ru486. Lo ha riferito il senatore Ignazio Marino a margine di una conferenza stampa.
    • La senatrice radicale eletta nelle liste del Pd, Donatella Poretti, ritiene «un atto dovuto» quello delle dimissioni di Dorina Bianchi da capogruppo Pd in commissione Sanità
    • Dorina Bianchi ha rinunciato al mandato di relatore di minoranza nell’indagine conoscitiva sulla pillola RU486. La capogruppo del Pd in commissione Sanità lo ha annunciato durante la riunione dei senatori democratici a Palazzo Madama.
    • «La gestione politicamente suicida della vicenda del testamento biologico – dice Poretti – avrebbe dovuto insegnare che stare sui giornali non equivale sempre ad ottenere risultati politici per il gruppo che si dice di rappresentare, e nemmeno per le idee che si dice di voler sostenere
    • Oggi ci risiamo: la senatrice Bianchi si fa nominare relatrice di una indagine conoscitiva su cui i componenti della commissione e la presidenza del gruppo avevano manifestato forti perplessità su modalità e tempi
    • Poretti: rischio revisione 194. Secondo Poretti, però, nella migliore delle ipotesi l’indagine si chiuderà «con la messa all’indice della donna che non può essere lasciata da sola ad affrontare l’aborto, e rafforzerà la tesi secondo la quale l’aborto farmacologico è un metodo che per le donne italiane non va bene, come fossero una specie a parte rispetto al resto del mondo»
    • «Nella peggiore delle ipotesi – prosegue Poretti – l’indagine si chiuderà aprendo la strada ad una modifica alla legge 194 in senso restrittivo prostrandosi alle richieste della Chiesa. Questa è la posizione del Pd o di Dorina Bianchi? La fase delle primarie del Pd potrebbe risultare utile proprio a dibattere i temi, anche quelli più scomodi»
    • «Dorina Bianchi ormai è un problema oggettivo per il Pd». Così Ignazio Marino ha commentato il voto dato ieri in commissione Sanità del Senato da Bianchi in difformità dalle indicazioni del gruppo sull’indagine conoscitiva sulla pillola RU486
    • Al di là del merito del voto di Dorina Bianchi sull’indagine conoscitiva, ha aggiunto Marino, «c’è un problema di democrazia interna nel Pd. Il capogruppo in commissione non può imporre la sua posizione, ma deve essere il portavoce degli altri componenti. E Dorina Bianchi ha più volte portato il suo voto su una posizione difforme rispetto a quella del gruppo del Pd»
    • I cronisti hanno domandato a Marino se lui, qualora divenisse segretario del Pd, prenderebbe provvedimenti disciplinari contro Bianchi: «la presidente Anna Finocchiaro ha già convocato il gruppo per discutere la posizione di Dorina Bianchi. Certo, fa sorgere dei dubbi che un capogruppo in commissione ad ogni votazione importante non riesca a rappresentare il proprio gruppo».
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    • ”Non capisco come una commissione del Senato che ha compiti legislativi abbia deciso di trasformarsi in uno strumento per giudicare sperimentazioni cliniche gia’ effettuate i cui risultati sono stati approvati da tempo dalla Fda (l’organismo americano di controllo sui farmaci) e dall’Aifa”. Cosi’ Ignazio Marino commenta la decisione presa oggi dall’ufficio di presidenza della Commissione Sanita’ del Senato di istituire una commissione di indagine sulla pillola RU486.
    • ”Mi chiedo – continua Marino – se e’ davvero questo il modo piu’ corretto di utilizzare le risorse del Senato. Con quale obiettivo si avvia un’indagine superflua dato che il Governo ha altri strumenti per elaborare le linee guida? Che ci faremo di questa indagine? Chiederemo di pubblicare un articolo scientifico? Certo, questa situazione non si sarebbe determinata se la capogruppo del Partito Democratico Dorina Bianchi non avesse dato il suo voto a favorevole e se, piu’ prudentemente, avesse fatto in modo di aprire un dibattito all’interno della commissione, in maniera collegiale”.
    • ”Non sono certo infatti, che il gruppo del PD – conclude – sia convinto di questa decisione mentre certamente non lo sono io”.

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L’attacco dei clerical su RU486 e testamento biologico. Marino interviene su coppie di fatto e adozioni.

Ieri Bagnasco ha criticato la sentenza del Tar, oggi prontamente Carlo Giovanardi si è prodigato in suo aiuto e ha stilato per i parlamentari più distratti un promemoria che ricordi loro il caso Englaro e cosa "ci sia da fare" per evitare che si ripeta. Ovviamente l’allusione è al DDL Calabrò, il testo approvato in Senato che obbliga il medico a reiterare la nutrizione artificiale anche in presenza di un diniego precedentemente espresso dal paziente ora non più cosciente. Insomma, la legge del sondino di Stato.
Lo stesso Calabrò, con l’aiuto di Dorina Bianchi del PD, ha votato in Commissione Sanità al Senato a favore dell’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486: un atto inutile, se i parlamentari avessero voluto conoscere gli effetti della RU486 per valutarne la compatibilità con la legge sull’aborto n. 194, avrebbero potuto leggersi l’abbondante documentazione scientifica.
Intanto Marino interviene sulla questione dei diritti civili e delle coppie di fatto esprimendosi nuovamente a favore delle unioni civili sia per le coppie dello stesso sesso che per le coppie etero. La specificazione doverosa che il Senatore ha voluto fare sgombra il dubbio sull’aspetto ghettizzante che una normativa simil civil partnership inglese avrebbe potuto far insorgere: infatti il Civil Partnership Act inglese contiene una norma che vieta l’accesso alle CP alle coppie etero, elemento che di converso crea uno stigma discriminatorio verso le coppie omo.

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    • I gruppi parlamentari della Commissione Igiene e Sanità del Senato hanno dato parere favorevole, all’unanimità, all’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva, che prima dell’estate aveva avuto il via libera alla commercializzazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco.
    • L’indagine, che secondo il presidente della Commissione, Antonio Tommasini, sarà "sobria e tecnico-scientifica" durerà circa 70 giorni e potrebbe partire già da questo fine settimana. I relatori dell’indagine saranno Raffaele Calabrò (PDl) e Dorina Bianchi (Pd).
    • ”Sono particolarmente soddisfatto del parere favorevole raggiunto all’unanimità dalla Commissione Sanità", ha dichiarato il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
    • Mentre l’Italia dei Valori esprime perplessità per la scelta di due relatori che hanno posizioni simili sul tema, alcuni esponenti del Pd contestano la scelta di avviare l’inchiesta.
    • "Va bene fare una ricognizione delle esperienze italiane per capire quale può essere la migliore prassi di utilizzo della pillola", spiega Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. "Trovo però bizzarro il modo in cui questa indagine è stata proposta dal centro-destra e trovo strumentale, pretestuoso e poco serio che il governo abbia bisogno di un’indagine parlamentare per emanare le sue linee guida quando, invece, sa cosa fare"
    • Anche Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Pd e Livia Turco, capogruppo del Pd in commissione Affari Sociali di Montecitorio, non approvano la decisione
    • ”Non capisco come una commissione del Senato che ha compiti legislativi abbia deciso di trasformarsi in uno strumento per giudicare sperimentazioni cliniche già effettuate i cui risultati sono stati approvati da tempo dalla Fda e dall’Aifa”, dichiara Marino. "Mi chiedo se è davvero questo il modo più corretto di utilizzare le risorse del Senato".
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    • Il testo approvato al Senato, dopo la dolorosa vicenda di Eluana Englaro, dovrà essere convertito in legge e già lo scontro si preannuncia fortissimo
    • lo schieramento di maggioranza sembra compatto nel difendere il testo di Palazzo Madama. Nell’opposizione i distinguo sono maggiori, c’è poi chi, come il senatore Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Partito Democratico, sostiene le ragioni di una visione laic
    • Già la Commisione Affari sociali è oggi al lavoro per accogliere eventuali modifiche al testo approvato al Senato
    • la vera battaglia avverrà nell’Aula della Camera e che lo scontro sarà forte lo dimostra l’appello odierno del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi che sollecita il Parlamento «a legiferare in maniera tale che un caso come quello di Eluana, non debba più ripetersi»
    • Giovanardi rende noto di aver distribuito «a tutti i deputati un piccolo promemoria sul caso Eluana Englaro perchè nel dibattito sul testamento biologico si conoscano due elementi fondamentali di verità che impongono il Parlamento di intervenire. Il primo – riferisce lo stesso Giovanardi – è la dichiarazione firmata dal dottor Riccardo Massei, primario di rianimazione dell’ospedale di Lecco che ebbe Eluana in cura dopo l’incidente, secondo il quale una persona giovane, con quel tipo di trauma, ha grandi possibilità di recupero con risultati positivi attraverso un lavoro di riabilitazione, che può durare da uno a 5 anni, ma che può anche approdare ad uno stato vegetativo permanente o persistente
    • Il parere dell’opposizione non cattolica è diametralmente opposto. Lo dimostrano le parole del senatore Ignazio Marino, medico e candidato alla segreteria del Pd, che già aveva proposto una legge in merito al testamento biologico.
    • Un paese come l’Italia – dice Marino – non può scrivere una legge in materia di cure mediche senza tenere presente le conoscenze scientifiche di quel momento, se una persona non può respirare da sola oggi si può mantenere in via attraverso una procedura che permette di mantenerla in vita. Se invece una persona perde la capacità di inghiottire, in quel caso con un tubo inserito nello stomaco può essere nutrita. Si tratta di cure mediche, è quindi bizzarro che il Senato abbia detto che non sono cure mediche.
    • chi meglio della famiglia può stabilire se volere o non volere quelle cure, non certo lo stato con una legge
    • il punto di riferimento deve essere la Carta costituzionale: «Io penso che un paese laico come l’Italia deve utilizzare un metodo laico nella lettura della Costituzione. Esiste l’articolo 32 che dice che la salute è un diritto degli individui
    • Fu un idea di un giovane Aldo Moro il quale pensava che nessuna cura poteva essere obbligatoria. Il principio è già chiaro dunque: noi non dobbiamo confondere il compito di un Parlamento con il compito della Chiesa
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    • Noi vogliamo parole chiare su tutto. Sui diritti civili noi diciamo con chiarezza che dobbiamo ottemperare alle indicazioni dell’Europa, quindi si’ alle unioni civili, si’ alle adozioni ai singoli. E sì alle unioni gay
    • "Noi vogliamo parole chiare su tutto. Sui diritti civili noi diciamo con chiarezza che dobbiamo ottemperare alle indicazioni dell’Europa, quindi si’ alle unioni civili, si’ alle adozioni ai singoli.
    • mi riferisco alle unioni civili di un milione e mezzo di persone che in Italia, pur avendo tre figli, se uno dei due si ammala, nel momento in cui entra rianimazione diventa un estraneo per l’altro e l’altro non puo’ neanche entrare a fargli una carezza sulla guancia
    • Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime soddisfazione per le parole pronunciate dall’esponente del Pd, l’unico finora ad avere espresso a chiare lettere la propria posizione rispetto ai temi della questione omosessuale e transessuale
    • In questo periodo in cui tutta la comunità glbt è sotto pressione a causa degli ultimi, incresciosi avvenimenti, le parole laiche e democratiche del senatore Marino oltre che confortanti, speriamo siano di stimolo per tutto il suo Partito” commenta Rossana Praitano, Presidente del Circolo
    • E’ indubbio infatti che è sempre più necessaria una posizione chiara della sinistra rispetto alla questione omosessuale e transessuale, come anche rispetto ai temi etici.
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    • Probabilmente arriverà secondo, ma se dovesse riuscire a scalzare la leadership che in questo momento vede Luigi Bersani in pole position per la guida alla segreteria Pd, probabilmente lo scenario politico italiano muterebbe parecchio.
    • il candidato alla poltrona di segretario Pd, Ignazio Marino, ha speso parole nette ed encomiabili su quello che intende fare sul fronte dei diritti civili, probabilmente facendo sobbalzare dalla poltrona qualche porporato e, magari anche l’ala conservatrice del suo stesso partito.
    • Noi diciamo con chiarezza – ha replicato Marino alla domanda del conduttore – che dobbiamo ottemperare alle indicazioni dell’Europa sui diritti civili. Quindi sì alle unioni di fatto e anche sì alle adozioni ai singoli
    • Ignazio Marino ha visto ultimamente, almeno nelle grandi città dove ha parlato in pubblico, salire di molto il gradimento tra coloro che dovranno eleggere il nuovo segretario Pd
    • Marino ritiene che a livello nazionale la sua mozione supererà ”il 10-15%, che e’ un grande successo. Alle primarie di popolo io penso di avere la possibilita’ di vincere la segreteria del Pd
    • Dalla sua, Marino, ha la chiarezza e l’intelligenza di affermare idee e principi di libertà che molti, nel Pd, scansano o intendono non occuparsene
    • avrebbe voluto un contraddittorio pubblico e/o televisivo con gli altri due candidati. “E’ già tutto scritto nelle rispettive mozioni”, è stata la riposta

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Libertà d’informazione: dire no alla lottizzazione.

Ignazio Marino oggi su La Stampa torna sul tema della libertà d’informazione e del conflitto d’interesse: mette in evidenza la scomparsa dei fatti, sostituiti da una meta realtà frutto dell’opera narrativa dei media posti sotto controllo. L’obiettivo è il controllo, non già dei corpi, bensì del pensiero. Fomentare la paura per non essere vittime della paura.

L’azione del PD, secondo Marino, deve essere chiara, sibillina: auto-estromettersi dalla corsa all’oro, sottrarsi al mercimonio delle poltrone RAI, impegnarsi per mettere fuori legge chi ricade in conflitto d’interesse con una normativa che non lasci spazio a interpretazioni di qualsivoglia Authority.

Si esprime inoltre in maniera critica sul tema del Partito del Sud, e in fatto di RU486 ribadisce l’esigenza che la politica non occupi gli spazi della sfera della scelta individuale fatta secondo coscienza.

  • L’intervista a Marino su La Stampa.

    • Per essere credibili bisogna restare fuori dalla spartizione
    • Berlusconi confonde servizio pubblico con tv di Stato. Il servizio pubblico non può essere un mezzo di propaganda del governo, chiunque sia al governo
    • Ignazio Marino, senatore e candidato alla segreteria del Pd, chiede a Franceschini e Bersani un passo indietro nella lottizzazione della Rai, e di fare della libertà d’informazione un tema centrale del congresso, «una manifestazione da sola non basta»
    • L’informazione è cruciale in una democrazia, i diritti sono oltre ogni criterio di opportunità. Il Pd deve avere questo coraggio
    • Il coraggio che non ha mai avuto, se Veltroni deposita oggi un disegno di legge sul conflitto d’interessi, tema mai risolto dal centrosinistra quando era maggioranza.
      «Il centrosinistra non l’ha affrontato negli anni in cui era al governo, quando sia Franceschini che Bersani ricoprivano ruoli di rilievo, ed è importante che oggi Franceschini riconosca l’errore. Bene sarebbe guardare non solo al conflitto d’interessi di 10 anni ma anche a quello del futuro: in Italia può accadere ad Internet e alla banda larga quello che accade oggi in Rai. Perché la non ancora legge Alfano sulle intercettazioni mette ai blog le regole che riguardano l’informazione, e perché il digitale terrestre già dal 2012 libererà frequenze che passeranno probabilmente alla banda larga. Non si diffonderà democrazia, ma ulteriori bavagli. E l’unica strada per essere efficaci e credibili è proprio fare un passo indietro in Rai».
      • mentre la proposta veltroni sottoporrebbe i casi di conflitto di interesse all’AGCOM, l’autority per le garanzie nel settore delle comunicazioni, che è di nomina governativa! – post by cubicamente
    • In questo Paese controllare i media è diventato sinonimo di successo politico. Il capo del governo è il primo editore del Paese, e il controllo sull’informazione per la destra è una strategia. Mi ricordo gli anni della guerra in Iraq quando, attraverso la Fox, Bush orientava la pubblica opinione. Io stavo all’università di Jefferson e lì vicino, nel Delaware, c’era una base militare nella quale mettevano tutte le bare dei soldati caduti, quelle bare che in tv non si erano mai viste.
    • Finché una donna soldato di quella base non le fotografò, e quelle foto non dilagarono su Internet. Fino a quel momento i morti americani in Iraq non esistevano, perché nessuno poteva vederne le bare. Ecco cosa può accadere quando si manipolano i media, ed ecco perché il servizio pubblico non può essere al servizio del governo, chiunque sia al governo.
    • Berlusconi ha paura della libertà e degli effetti della propria politica. Come Bush con i soldati morti, ha paura degli 8 milioni di italiani in povertà, della caduta di 6 punti di Pil, dei disoccupati. Credo sia strategico che il tema dell’informazione sia centrale nel congresso del Pd, perché è centrale per la democrazia italiana
      • è il tema della realtà sostituita dalla non-realtà, dalla non fattualità, della fine dei fatti e dell’iimpossibilità di scrivere la Storia, che sia una e non molteplice – tema più volte richiamato anche qui su Yes, Political! – leggasi “Il Grande Ossimoro”, in Pensiero Divergente. – post by cubicamente
    • dobbiamo avere la forza di non stare al gioco solo per poter nominare i direttori dei tg, di dire con chiarezza che l’obiettivo è la democrazia nell’informazione. Per la Rai vanno cambiate le regole. Deve tornare ad essere un’azienda regolata dal codice civile, con un amministratore delegato e un cda nominato da una fondazione, com’è per la Bbc in Inghilterra
    • Cosa pensa del dibattito interno al Pdl? Il partito del Sud?
      «Hanno tolto i fondi al Sud per poter finanziare il taglio dell’Ici, e un milione di cittadini del Mezzogiorno ogni anno va a farsi curare negli ospedali del Nord. Secondo lei quei cittadini dallo Stato si aspettano il Ponte sullo Stretto?».
    • L’attacco alla RU486 nasconde un attacco alla legge sull’aborto?
      «La politica non dovrebbe entrare nel rapporto tra medico e paziente. Di fronte a una donna che arriva alla drammatica decisione dell’aborto, e che ha avuto magari precedenti complicanze da anestesia generale, un medico non deve spiegare che esistono alternative non chirurgiche? E questa è cosa che compete al Parlamento, o a quella donna e al suo medico?».

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