Regionali Piemonte, è caos riconteggio: scomparsi alcuni scatoloni con le schede dei voti. Ma Cota rischia

Siamo all’ostruzionismo giudiziario: questa è la strategia difensiva di Roberto Cota, governatore sub judice del Piemonte. Il riconteggio è stato concluso ad Asti, dove le doppie croci sulle liste illegittime di Scanderebech e dei Consumatori e sul nome di Cota sono soltanto il 13% delle preferenze raccolte (un totale di 529 voti, di cui ritenuti validi al riconteggio solo 68). Cota ha già perso 461 voti.

Ma a Biella e ad Alessandria il difensore di Cota, Procacci, ha sollevato diverse obiezioni: sulla mancanza dei verbali, sull’uso di uno scotch trasparente per i sigilli che non garantirebbe la permanenza di firme e timbri sugli scatoloni, per l’assenza di un sigillo su un sacco di juta contenente le schede. Tutte eccezioni respinte dalla Camera di Consiglio del Tribunale che hanno però avuto lo scopo di rallentare i lavori. Un dato però è emerso:

solo il 10% delle schede presenta la doppia croce, il rimanente 90% ha soltanto un segno sulle liste di Scanderebech e dei Consumatori (Schede scomparse Riconteggio a rischio- LASTAMPA.it).

Cota lamenta anche la scomparsa di 200/300 voti a Biella. Dinanzi a un fatto tanto grave, pare che non si sia mosso nulla: sempre Procacci ha minacciato di bloccare il riconteggio, che tanto – a loro parere – è inutile poiché la sentenza del Tar è contraria alla legge. Su questa eccezione si pronuncerà il Consiglio di Stato il 19 Ottobre prossimo. Il secondo grado amministrativo dovrà dirimere il seguente quesito:

  • Il Tar ha annullato le liste consumatori e Scanderebech; è stato ordinato il riconteggio per verificare quanti elettori, accanto al voto di lista, avevano espresso in modo esplicito anche un voto per Cota, quindi:
  1. Opinione Cota: la legge elettorale dice che il voto per un candidato si può esprimere anche crociando soltanto il simbolo di una delle liste a lui collegate; se un elettore delle due liste coinvolte avesse voluto scegliere un candidato diverso da Cota, avrebbe potuto farlo esprimendo il cosiddetto «voto disgiunto». Se non lo ha fatto, dicono i legali del governatore, è perché la sua intenzione di voto era chiara;
  2. Opinione Bresso: la preferenza per Cota espressa attraverso il voto per una delle liste giudicate illegittime non è valida, proprio perché la sentenza del Tar ha cancellato le liste (fonte: Regionali, tutti i dubbi sul riconteggio- LASTAMPA.it)

Pensate che solo i legali di Cota facciano ostruzionismo? No, ci ha pensato anche Chiamparino, il quale, nelle sue vesti di sindaco, non ha sborsato i soldi per pagare il trasporto delle schede da una via all’altra di Torino. Un paradosso: il Chiampa è deciso di attendere la decisione del Tar in merito all’istanza dei legali di Bresso su chi deve sostenere le spese per il riconteggio. Fino a tale date le schede non si muovono dal deposito del Tribunale.