Fini-Tulliani, Dagospia scivola sul tarocco

Conoscete la storia di Montecarlo e di Rue Princess Charlotte 14. Il famigerato appartamento monegasco di An, venduto alle società off-shore e poi tornato nelle disponibilità del cognato di Fini, tal galantuomo che risponde al nome di Giancarlo Tulliani. La vicenda è lo specchio del beccamortismo dei giornali italiani, nonché di attempati frequentatori del web, come può esserlo Dagospia. Ma anche dell’importanza del netizen journalism e della capacità del web di sottoporre l’informazione alla pronta verifica da parte di ognuno di noi. Il corotcircuito mediatico si innesca tanto facilmente quanto si disinnesca facilmente. Poi capita che telegiornali disattenti come quello di La7 (non me ne voglia Mentana) riciclino la panzana di Dagospia vendendola per verità assodata, quando invece è frutto del tarocco. E’ il sito di Giornalettismo.com a smascherare i lestofanti:

  • questo il teorema di Dagospia: 1- L’AFFAIRE FINI/TULLIANI POTEVA DEFLAGRARE IL 27 NOVEMBRE 2009 MA NESSUNO HA VOLUTO ACCENDERE LA MICCIA. ERA TUTTO SCRITTO SU UN BLOG, RAI E MONTECARLO E “COGNATINO” COMPRESI. COSA È SUCCESSO, ALLORA? FORSE PER “LIBERO” I TEMPI NON ERANO ANCORA BERLUSCONIAMENTE MATURI PER SFASCIARE L’EX FASCISTA FINI? – (TRA GLI ‘ADDETTI AI LIVORI’ SI SUSSURRA INFATTI CHE DIETRO IL BLOG ‘MATILDE DI CANOSSA’ SI CELI L’IDENTITÀ DELLLO ‘PISTAROLO’ FRANCO BECHIS, VICE DIRETTORE DI “LIBERO”) – 2- LA COATTISSIMA ROTTURA TRA L’EDITORE DI “LIBERO” GIAMPAOLO ANGELUCCI, CHE HA ALLE SUE DIPENDENZE IL FRATELLO DI FINI, E GIAN-MENEFREGO VA RACCONTATA PERCHé RACCHIUDE LA MEJO BATTUTA DELL’ANNO. FURIOSO, PER UN ARTICOLAZZO SU ELISABETTA, IL PRESIDENTE DEI LOS TULLIANIS TELEFONA AD ANGELUCCI. L’ARROGANTISSIMA SCENATACCIA DI FINI SI CHIUDE COSì: “IO, CON “LIBERO”, MI PULISCO IL CULO!”. “E IO DOMANI LO FARÒ DI CARTA VETRATA!”, È LA REPLICA FULMINANTE DELL’EDITORE DI “LIBERO” (Dagospia).
  • la controdeduzione di Alessandro D’amato (Gregorj) su Giornalettismo.com: è già piuttosto strano che le frasi presenti nell’articolo non si ritrovino su Google nemmeno con una ricerca mirata, ovvero tra virgolette […] viene voglia di andare a controllare la cache del motore di ricerca. Ovvero quella pagina che Google genera automaticamente ogni volta che passa a visitare una pagina per indicizzarla nel motore, e che rimane in memoria permettendo così di scoprire se nel tempo trascorso sono state effettuate delle modifiche […] la cache del blog Matilde di Canossa è stata generata il 27 luglio 2010, l’articolo del Giornale che parlava della casa a Montecarlo è del 27 (in accenno) e del 28 luglio. Ebbene, in quella data il post del blog di Matilde di Canossa si presentava molto più striminzito […] Tutta la seconda parte, che fornisce l’indirizzo di Rue Princesse Charlotte e informa che la casa era di Alleanza Nazionale, non è presente. In esso si dice solo che Tulliani ha preso la residenza fiscale a Montecarlo, senza fare accenno alla casa che era di AN […] è evidente che la modifica è stata effettuata in una fase successiva rispetto a quella in cui è passato per la penultima volta il crawler di Google (Dagospia tarocca un blog per attaccare Fini e la Tulliani).

Confrontate voi stessi:

Blog La Cattiva Strada – MatildeCanossa – attribuito a Franco Bechis, oggi:

Questo invece il post come compare nella cache di Google del 27 Luglio:

Pensate, cambia persino il titolo. E nel testo “originale” nessun riferimento a Rue Princess Charlotte 14. Certo, Dagospia e soci non hanno tenuto nella debita considerazione le sentinelle del web.

Sitografia:

  • Tutta la seconda parte, che fornisce l’indirizzo di Rue Princesse Charlotte e informa che la casa era di Alleanza Nazionale, non è presente. In esso si dice solo che Tulliani ha preso la residenza fiscale a Montecarlo, senza fare accenno alla casa che era di AN

Il Giornale vs. Fini: le fonti della menzogna

Il sito Red Stripe rivela l’inconsistenza delle fonti de Il Giornale sul caso Fini-Montecarlo. La conferma dell’inconsistenza delle accuse: Il Giornale rimesta nel torbido Leggete:

è stato definito dipendente o commesso ma, in realta’, il signor Davide Russo è un consulente come riportato in fondo al sito del mobilificio Castellucci o consulting trade come riportato sempre in fondo al sito Divanissimi, sempre vicino al copyright del sito quindi non proprio l’ultimo arrivato.
Cliccando il suo nome sul sito IDivanissimi si apre magicamente un nuovo sito, di sua proprieta’, in cui si prospetta l’apertura di una nuova attivita’, sempre come consulente d’arredo, di nome Mobilpro, in pratica si è messo in proprio (fonte: Red Stripe).

Il Giornale racconta in un articolo di un tale imprenditore, Luciano Care, che avrebbe incontrato Fini nell’androne di Boulevard Princess 14 recentemente, trovandolo particolarmente soddisfatto della casa:

La fonte monegasca è ancora piu’ strana, tal Luciano Care. Care dice di conoscere certamente lo stabile ( fonte Il Giornale ) ma non dice il perche’ visto che non ci abita e non ci sono uffici o altro ma solo abitazioni private. Su internet si trova il nome e la via della sua societa’:44 Boulevard d’Italie – Chateau d’Azur
MC-98300 PRINCIPAUTE DE MONACO PDG, FOOD & BEVERAGES INTERNATIONAL – La sede della societa’ dista 22 minuti ( fonte google map ) a piedi dalla casa del Tulliani ( 14 Boulevard de la Princesse Charlotte ) quindi non proprio dietro l’angolo (fonte: Red Stripe, cit.).

Non si capisce se questo Luciano Care è lo stesso Luciano Care’ o Caré cheè coinvolto nel 2004 in una maxi truffa conun traffico di sigarette:

Quegli scatoloni di sigarette «viaggiavano» dall’Italia all’Europa con destinazione finale l’Africa; ma le spedizioni esistevano solo sulla carta: le stecche finivano poi sul mercato del contrabbando, alimentando un giro per milioni di euro. Una truffa non nuova, ma il meccanismo stavolta era stato ben congeniato: gli uomini della Guardia di Finanza di Asti hanno lavorato per quattro anni, seguendo le labili tracce che portavano fino in Belgio in una sorta di gioco a rimpiattino che di volta in volta faceva rimbalzare le indagini (coordinate dal procuratore di Asti Sebastiano Sorbello e guidate, nell’ultima parte, dal colonnello della Fiamme Gialle Fausto Ales) a Montecarlo, Parigi, Oporto, Anversa, Katovice (Polonia), Londra e in Svizzera. Alla fine sono state denunciate otto persone: gli astigiani Giorgio Bramafarina della societa’ Bramanova e Celestino Gabutti (socio della ditta Zeus con sede in Belgio), di Luciano Care’ (Montecarlo), Roberto Palazzo e Mario Bevegni (Genova) Gennaro Vecchione (Napoli), il belga Antoine Van Hal e il portoghese Antonio Valadares (fonte La Stampa.it).

Questo il documento ufficiale della Procura di Asti relativo all’inchiesta Operazione Zeus, in cui compare il nome di Care’: Procura di Asti – N. 1299/01

Complimenti a Red Stripe per il fiuto giornalistico.

Feltri, facce ride’

Il Giornale ha fatto lo scoop, ha pubblicato la prova delle prove, ha incastrato Gianfranco Fini alle sue colpe. Lui e Tulliani hanno comprato una cucina a soli 4.523 euro. Si vergognino!

Il tanto atteso giorno della pubblicazione dei documenti che testimonierebbero il pieno coinvolgimento di Fini nell’affaire Montecarlo è arrivato. Una delusione per chi si aspettava grandi rivelazioni. Nel documento si legge il nome Tulliani. E basta. La modica somma spesa – per una cucina è un prezzo bassissimo – e null’altro. Feltri fa ridere. Sul sito web hanno specificato che – guarda caso – il mobilificio non ha curato il trasporto dei mobili acquistati. Quindi, Feltri è stato pescato con la pistola fumante; lui, non Fini. La fattura, di per sé, non spiega niente. Dimostra soltanto che Tulliani ha comprato una cucina economica. Volerla impiegare come prova per smentire Fini è semplicemente sciocco. Una riprova di quanto detto ieri su questo blog: punire Fini sulla questione della legalità è strumentale alla difesa di Berlusconi e del governo, avviluppato nella spirale della corruzione. Che pena.

Tutte le immagini dei documenti pubblicati oggi da Il Giornale: qui.

Il Giornale vs. Fini: il metodo del ‘così fan tutti’

Poche parole per liquidare – definitivamente? – il caso della casa a Montencarlo di Fini-Tulliani. Ricordate Boffo? Lo scorso anno il finto scoop di Feltri servì a liquidare il direttore de L’Avvenire, non già perché reo di lesa maesta nei confronti di Berlusconi – troppo timide le critiche de L’Avvenire sullo scandalo sessuale di Papi-Noemi – bensì perché il suo “profilo” si prestava per essere sacrificato sulla pubblica piazza al grido di così fan tutti:

Il direttore de Il Giornale sottolinea poi che all’epoca, «un periodo di fuochi d’artificio sui presunti eccessi amorosi di Berlusconi», venne giudicato interessante il caso Boffo «per cercare di dimostrare che tutti noi faremmo meglio a non speculare sul privato degli altri, perché anche il nostro, se scandagliato, non risulta mai perfetto. Poteva finire qui» (Feltri ci ripensa: Boffo va ammirato – Corriere.it).

Chiaro e lineare. Si tratta di manipolare il dibattito pubblico al fine di salvaguardare Berlusconi dallo scandalo di turno. Ieri il sesso, oggi la corruzione che dilaga nel governo. C’è una tesi e una linea comune da perseguire, anche attraverso altri media o fonti di informazione. Solo in questi giorni si è parlato dello yacth di Vasco Rossi o di Massimo Boldi. Pensate che a Ferragosto le Fiamme Gialle siano doppiamente operative? La notizia fa parte del quadro che vi vogliono vendere: così fan tutti. Tutti evadono le tasse, tutti hanno truffato sull’acquisto delle case, tutti sono corrotti, più o meno come Berlusconi. Anche il nostro privato, se scandagliato, non è perfetto. Lui ha finanziato Provenzano? Pazienza, anche voi nel vostro piccolo avete favorito qualche prepotente di turno. Avete chiuso un occhio. Siete, persino voi, un po’ come B. Rassegnatevi.

Poi ci sono tutte le ragioni politiche: dividere i finiani in primis. Oggi Il Giornale ha avvisato che nel numero di domattina saranno pubblicate le fatture che dimostrano l’acquisto dei mobili da parte di Fini e Tulliani per la casa di Montecarlo. Peccato che oggi l’azienda dei mobili chiamata in causa abbia smentito:

La società Castellucci Maria Teresa, con esercizio in Roma via Aurelia Km 13,400, in relazione alle notizie di stampa apparse su alcuni quotidiani precisa di non aver mai effettuato trasporto o montaggio di mobili acquistati presso il proprio esercizio da Roma a Montecarlo, nell’interesse di Elisabetta Tulliani o suoi familiari o dell’onorevole Fini (L’Unione Sarda.it).

La prova provata non c’è? Scommettete che la prima pagina de Il Giornale di domani offrirà delle sorprese? Per esempio, un’improvviso cambio di rotta sul caso Montecarlo?