A titolo personale, Di Battista

E’ fin troppo facile la linea politica del Movimento 5 Stelle. Gridare dai banchi superiori, apostrofare come collusi i deputati del Partito Democratico, usare termini tecnici come ‘supercazzola’, in un replay infinito delle patetiche elucubrazioni via blog del Capo Comico.

Il dibattito sulla mozione congiunta M5S-Sel e dissidenti del PD era l’occasione per instaurare una buona pratica discorsiva con le altre forze d’opposizione, comprese quelle che non sono pienamente manifeste e che giocoforza risiedono dentro la maggioranza. Sugli F-35 vi era l’occasione concreta di compattare il PD a sinistra ma la furia cieca dei 5 Stelle prevale su qualunque iniziativa dei moderati del gruppo. In sostanza, vi era l’opportunità di far votare il PD insieme a Sel e M5S, ma prima l’inziativa isolata di Francesco Boccia, poi la sciabolata di Di Battista hanno respinto i democratici favorevoli al ritiro dell’Italia dal programma degli Joint Strike Fighter. I quattordici firmatari del PD hanno così votato unicamente la mozione del gruppo, che intanto di ora in ora si era fatta sempre più stinta e stemperata per opera dei colleghi di Pdl e Scelta Civica.

Di Battista ha preso la parola quando in aula già si conosceva il testo della mozione Speranza, la quale contenteva una soluzione di compromesso (la richiesta di astensione del governo da decisioni su eventuali acquisti degli F35). Non il massimo della vita, sia chiaro, in quanto i 14 miliardi già stanziati rimangono lì dove sono e non è in previsione che vengano stanziati per altre questioni (per esempio, evitare l’aumento dell’acconto Irpef di Novembre al 100%, un anticipo delle tasse che dovremmo pagare sui redditi 2014, di cui parlerò a breve poiché a mio avviso è un provvedimento da ‘ultima spiaggia’).  A presiedere l’aula vi era il collega Luigi di Maio, il quale, mentre Di Battista a titolo personale mandava in aria il tavolo delle trattative con i dissidenti del PD, era nel mezzo di una crisi di identità e non sapeva se il fatto di castigare l’intervento del suo sodale poteva esser ravvisato dal supremo Capo Comico come fattispecie di reato che ne determinasse ipso facto l’espulsione dal Movimento.

Di Battista, anche se parlava a titolo personale, ha ricevuto gli applausi infervorati dei colleghi di gruppo. Il suo discorso non era diverso dalle invettive leghiste di vari Borghezio, Calderoli e così via, specie per il tono impiegato. Quel che appare sempre più evidente è la solitudine dei moderati dei 5S. Viene lasciata loro libertà di interagire e poi, in aula, le delicate trame che hanno intessuto vengono brutalmente spezzate dai Generalissimi. Una prassi che a breve comporterà altre dure e inevitabili conseguenze per ciò che resta del M5S.

Sugli F35 il PD chede al governo un impegno a non procedere

Dal blog di Civati:

La Camera impegna il governo a non procedere a nessuna fase di acquisizione degli F35 senza che il parlamento si sia espresso nel merito ai sensi della legge 244 del 2012.

Per ora il testo della mozione del Pd dice così. Ed è una buona mediazione, tra le varie anime che in questi giorni si sono manifestate, tra caccia, elicotteri e tutto il resto.

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