Paradosso PD in Calabria. Primarie per lestofanti.

Fernanda Gigliotti: DIFENDIAMO L’ISTITUTO DELLE PRIMARIE NON ANDANDO A VOTARE: un paradasso tutto calabro.

Appello ai Democratici della Calabria dell´Area Marino
Anche Bersani lo sostiene che non sempre e non dappertutto le primarie rappresentano uno strumento di innovazione e che a volte “l’innovazione ha bisogno di impulso che non sempre puo’ venire dal basso”. E tutti noi ci auguravamo un saggio intervento dal vertice nazionale del Partito che non c´è ancora stato, per come l´emergenza politica calabrese, sotto gli occhi di tutto il Paese, necessitava e che non ci sarebbe apparso né come una violazione dell´assetto federale del PD, né come una violazione della democrazia partecipata, ma come un saggio intervento arbitrale in una partita palesemente truccata ed il cui esito, annunciato, è ancora, ad oggi, una drammatica sconfitta.
Il partito democratico calabrese, nato nelle primarie del 2007, infatti, è una “proprietà privata” inespugnabile, già oggetto di un´OPA che ne ha blindato proprietà e ipotecato la gestione, attraverso l´accaparramento di tessere ed il controllo sistematico dei cacicchi. Ecco perché in Calabria, ancora una volta, forse anche a causa di una nostra storica immaturità democratica, l´innovazione non può venire dal basso perché quelli che voteranno nei circoli del PD saranno i soliti proscritti non gli iscritti al PD, saranno i soliti clientes. E se anche il popolo del centrosinistra intervenisse in massa, non potrebbe fronteggiare la forza ed i muscoli di chi governa da 5 anni una Regione in cui si vince non tanto perché hai ben amministrato e presentato un bilancio positivo dell´operato di una giunta, ma soprattutto perché hai imparato a “gestire il bisogno”, a riconoscerne le profonde sacche e a nutrirle, rendendole dipendenti da un benevolo ed arbitrario voucher, sussidio, contributo, consulenza.
Domenica 14 Febbraio in Calabria si vorrebbe emulare la Puglia. Ma qui non solo non c’è un Vendola, ma non c´è neanche un Boccia. E non ci sarà né un D´Alema né un Bersani, né altri, che vi inviteranno alle urne. Qui c´è soltanto una casta che si ri-candida e che si ri-vota per dimostrare, qui ed altrove, che è il popolo che la reclama. E sarà per questo che il “registro” dei votanti sarà pieno di adesioni dirette a certificare un´affezione alla casta e a trasformare una primaria di “mozione”, un derby (il cui risultato è stato già scritto, con inchiostro simpatico, nell´assemblea regionale del 2 febbraio in quel di Capo Suvero, con tanto di percentuali di votanti e di voti da attribuirsi ai singoli sfidanti), nella più alta legittimazione popolare di un “inciucio” che ha deciso di affidare la Calabria al peggiore centro destra possibile! Ma si sa che per la casta che “vince anche quando perde”, l´importante non è nè vincere nè partecipare, ma sopravvivere!
Ecco perché noi non andremo a votare perché intendiamo salvaguardare e proteggere l´istituto delle primarie da un uso eversivo, diretto a raggiungere obiettivi falsamente democratici, e ci appelliamo a tutti i democratici liberi della Calabria affinché contribuiscano alla salvaguardia di un metodo di selezione della classe dirigente, che tenta di rendere effettivo l´art. 49 della Costituzione, non partecipando alle primarie di domenica 14 febbraio perché svuotate di significato, invocate e convocate per non cambiare nulla, ma solo per conservare! E´ la triste storia della Calabria: tutto ciò che altrove funzione e porta ricchezza da noi non funziona o fallisce! Penso ai depuratori, agli impianti eolici, alle società miste, alla raccolta differenziata….e alle primarie! Ecco perché noi, domenica 14 Domenica, difenderemo, insieme a tutti voi, l´istituto delle primarie restando a casa!
10 febbraio 2010
Il coord. Regionale Area Marino – Cambialitalia – Fernanda Gigliotti

Area Marino, il PD che resiste.

Il PD calabrese dimostri coraggio, generosità, discontinuità e lungimiranza politica..Chiediamo troppo?

La scelta del candidato Presidente della coalizione è ormai una questione di sopravvivenza e non solo di credibilità del PD! E oggi, alla vigilia di un’assemblea regionale carica di tensioni e di preoccupazioni, avvertiamo l’esigenza di riaffermare l’unico modo per rimettere in piedi un PD che in Calabria è ormai agonizzante: il coraggio di una scelta chiara, pulita, trasparente e in discontinuità rispetto al recente passato, che dia la possibilità e la libertà a tutti noi, e a chi ci ha creduto, di batterci a viso scoperto e con ritrovato orgoglio.
Non possiamo consegnare i nostri destini al Club Scopelliti/Gentile/Trematerra, né ad una conta tutta interna al PD di Bersani, dove il niet a Loiero lo afferma con protervia incomprensibile l´altra metà di Loiero, e cioè quelli che più di Loiero hanno incarnato il Loierismo e che ciò nonostante, si propongono come sua alternativa!
Ma la Calabria non ha più bisogno dell’autoreferenzialità di una classe dirigente che ha già dato e preso tanto, che spesso ha fallito e che si trova in avanzato stato di decozione!!
La Calabria ha bisogno di ricevere ossigeno e sostegno da una classe dirigente nuova e alternativa, credibile ed affidabile, capace di incarnare la sintesi di una proposta di governo innovativo e autorevole in una regione che è in piena emergenza morale, criminale ed economica.
E noi insistiamo, rilanciamo, e chiediamo all’assemblea regionale di avere il coraggio di togliere immediatamente quel tappo che tiene in ostaggio il PD calabrese e che impedisce alla Calabria di vivere una stagione nuova, fatta di slanci, di vitalità e di freschezza politica, individuando subito, all’interno del PD o nella società civile, una persona da candidare presidente capace di ottenere il consenso dei partiti della coalizione e di allargare anche a IDV, partito di coalizione con il PD già in 11 regioni su 13 e che in Parlamento siede nelle stesse fila dei nostri senatori e deputati.
E qualora miseramente dovessimo fallire anche in questo, e non dovesse esserci nemmeno l’ombra di una persona NORMALE capace di farci intravedere un percorso politicamente sano e condiviso, abbia l’assemblea il coraggio e la responsabilità di prendere atto della nostra fiacchezza e dichiari di appoggiare senza ritardo la candidatura Callipo.
Se qualcuno ha una proposta migliore la faccia ora o taccia per sempre!!!!
Avvertiamo, infine, l’esigenza di informare tutti i componenti dell’assemblea del PD che, mentre tutti stanno preparando liste e contro liste, proponendo candidature e sostegni politici, la segreteria regionale del PD è latitante e alle promesse mancate di costituzione di esecutivi condivisi e di coinvolgimenti in dipartimenti e forum di discussione, ha aggiunto la deliberata scelta di isolare quanti di noi non fanno parte delle due bande costituitesi all’interno della mozione Bersani.
Ebbene chiediamo a questo proposito che l’assemblea si esprima e impegni la segreteria e il Direttivo regionale all’applicazione pedissequa e severa dello statuto e del codice etico che tutti, dico tutti, ci siamo obbligati a rispettare nel momento in cui ci siamo iscritti al partito!
E quindi:
1) fuori dalla lista del PD tutti coloro che hanno superato il limite dei 2 mandati o si trovino in condizioni statutarie di incandidabilità;
2) assoluto divieto di sostegno o consenso a liste presidenziali o civetta dirette ad eludere i precetti statutari.
Solo così possiamo ancora sperare nel processo di radicamento del PD e ci sentiremo moralmente, idealmente e politicamente impegnati a sostenere il compimento del sogno democratico anche in Calabria.
Nocera Terinese, 1 febbraio 2010
Fernanda Gigliotti
Consigliere Nazionale PD e Coordinatrice Regionale Area Marino

Rosarno, ora la deportazione. Gigliotti, PD: “Io sto dalla parte dei migranti”.

Stamane già demoliscono il ghetto: un’efficienza da far spavento. E dire che gli hanno fatto di tutto per sloggiarli dalla ex-cartiera: spari, incendi, furti, i migranti di Rosarno erano da anni oggetto di “certe” attenzioni:

– l’incendo della ex-cartiera, Luglio 2008

– gli spari e la miseria, 13 Dicembre 2008:

Riferiscono dal TG2 che l’area di via Nazionale, interessata dalle demolizioni, sarà destinata ad ospitare un ipermercato.  Tempismo perfetto. Le provocazioni, gli incidenti, la deportazione dei migranti, inutili in un’area dove la raccolta degli agrumi non si farà, e ora la pronta demolizione del fabbricato che li ospitava da anni, con la sorveglianza di polizia e carabinieri, i quali asseverano al compimento di un disegno che ha del criminoso.

“Ho girato in lungo e in largo la Calabria per motivi di lavoro e di gaudio e quando sei nella sibaritide, nel crotonese o nella piana di Gioia e al calar della sera incontri lunghe braccia cadute su corpi stanchi di uomini e donne in fila per centinai e miglia di metri, che tornano alle loro “case” dopo una giornata passata a lavorare nei campi, sotto il sole o la pioggia, il vento o il freddo, malpagati, sottopagati o affatto pagati, io non posso non ricordare i racconti dei miei nonni e della loro triste gioventù, passata nei campi di grano e negli uliveti a chinare la testa, agli ordini del caporale di turno che svendeva al padrone la loro prestazione di lavoro e ci faveva anche la cresta. Quella condizione di schiavitù sfociò nella lotta contadina, nella occupazione delle terre, alle riforme, alle lotte sindacali.
E se noi siamo passati dalla stessa schiavitù di questa gente, di questi sventurati che vengono da dove questa miserabile condizione può addirittura sembrare un’emancipazione dall’inferno, perchè non comprendiamo che è immorale per la llegge di DIO (per chi ci crede) e degli UOMINI, non rivendicare per loro gli stessi diritti che abbiamo, un tempo lontano e ormai dimenticato, conquistato per noi, ed è indecente agli occhi di DIO e degli uomini considerare le loro rivolte e le loro condizioni di vita, un turbamento insopportabile della nostra condizione di ospiti?
Ciò che è accaduto a Rosarno è la conseguenza della reazione dei caporali contro gli immigrati, resposanbili a loro giudizio, della forte denuncia che il TG3 ha mandato in onda nei giorni precedenti agli scontri, e quindi andavano severamente puniti, bisognava dare loro una lezione!!!…. tutto il resto è figlia della violenza. La violenza partorisce violenza e non si aspettasse nessuno comodi e freschi giacigli. Io mi chiedo se mai ci sarà anche per loro un nuovo movimento sindacale, una nuova stagione dei diritti e della loro difesa sopra ogni cosa. E se ci sarà anche per noi una nuova occasione di convivenza civile. Intanto registro che gli immigrati a Rosarno hanno avuto il coraggio di fare quello che noi non siamo più in grado nemmeno di pensare: ribellarci alla mafia e al potere politico corrotto!!”
Fernanda Gigliotti

PD in Calabria sospeso sul finto dualismo Loiero-Bova

Ricevo e pubblico:

Caro Bersani, lo Statuto del PD calabrese è stato già oggetto di molte deroghe… ne vogliamo parlare???

Leggendo la stampa di oggi, e gli scontri tra i pro-Loiero e i pro-Bova, si comprende che in casa PD-Calabria la lotta alla Giunta Loiero, piuttosto che ideale, politica e amministrativa, nasce dall’esigenza di blindare un partito e la sua rappresentanza in consiglio regionale, sopratutto in caso di sconfitta, per impedire che un’ipotetica nuova classe dirigente possa impadronirsi del partito senza che la gerontocrazia in carica possa essere mandata a casa come si fa nelle democrazie normali.
In sostanza per i nostri eroi andrebbe tutto bene, anche Loiero, solo se ci fosse una ulteriore deroga allo Statuto del partito che consenta di candidarsi non solo una terza, ma anche una quarta e una quinta volta!!! Ciò garantirebbe a Bova, Adamo, Pacenza e Borrello di ricandidarsi al consiglio regionale perchè, come tutti sanno, loro non hanno nè un nipote nè un cane da portare ai giardinetti, nè un libro da leggere o da scrivere, nè hanno un lavoro o il piacere di cercarselo, che possa occupare più produttivamente il loro tempo fuori dal consiglio regionale!
Del resto è consuetudine di questa classe dirigente, che è rimasta identica a quella che già imperava a metà degli anni ’80 nella Dc, nel PSI e nel PCI, cedere il posto solo in punto di morte a mogli, figli o nipoti e quando le mogli non sono spendibili, figli e nipoti non sono all’altezza della situazione, difendono il fortino e guai a chi parla di rinnovamento! Piuttosto si fanno imbalsamare!!
Del resto qui in Calabria le parole hanno un significato diverso a seconda di chi e di quando vengono pronunciate. Oggi, infatti, a differenza di quanto accadeva negli anni ’90, ai tempi del PDS, chi parla di legalità è un giustizialista forcaiolo, chi parla di rinnovamento e di alternanza delle classi dirigenti, è affetto da nuovismo e chi è libero di esprimere le proprie idee senza partigianerie di sorta, è un finto dissidente.
E’ dire che io sostegno da anni che bisogna investire di più nel tempo libero per creare nuovi posti di lavoro e per dare occasioni di svago agli affetti da una nuova grave sindrome di dipendenza: la grave Consiglio Regionale ADDICTION !!!!
Fernanda Gigliotti

Primarie PD, Gigliotti: l’insostenibile situazione del PD in Calabria.

Ricevo e pubblico la nota di Fernanda Gigliotti sull’insostenibile situazione del PD in Calabria, un partito “mai nato” (parola di Minniti):

Gravi incompatibilità ed incandidabilità nelle liste della Bersani – Nullità delle candidature regionali alle Primarie

Avevamo con Ignazio Marino evidenziato tutte le contraddizioni, politiche e non, che hanno caratterizzato la fase congressuale in Calabria e ci eravamo illusi che la nomina di una commissione di garanzia di alto profilo istituzionale, con all’interno i leaders locali delle tre mozioni, avrebbe potuto garantire il corretto svolgimento delle primarie.
Ma così non è stato giacchè i cattivi maestri, evidentemente, non possono pretendere dai loro migliori allievi altro comportamento se non quello della scorrettezza e della violazione sistematica delle regole che il partito si è dato.
Dalle notizie che sto raccogliendo in tutti i posti della Calabria, infatti, ciò che balza evidente è che molti dirigenti e iscritti del PD, anche della mozione Bersani e della mozione Franceschini, sono ormai consapevoli che la misura è colma e a nulla vale la Presenza di Loiero in commissione regionale per il congresso se poi nelle sue liste regionali ci sono candidati non iscritti al partito, candidati che sono anche presidenti di seggio e scrutatori, candidati componenti delle commissioni di garanzia provinciali, che sono altra cosa rispetto alle commissioni per il congresso. E’ come dire che si predica bene e si autorizza i propri peones a razzolare male.
Ovunque vi è un clima di grande tensione. In particolare nella commissione di garanzia della provincia di Catanzaro più che in tutto il resto della regione, il clima è rovente visto che nelle liste presentate si concentrano tutte le violazioni enunciate e su tale violazioni né la commissione provinciale né quella regionale, si sono ancora espresse.
A ciò si aggiunga che ancora oggi, nonostante la mia richiesta di chiarimenti alla commissione regionale di garanzia e a quella nazionale, non ci è stata fornita alcuna motivazione sulla mancata convocazione della convenzione regionale, nonostante l’invalicabilità dello statuto nazionale che imponeva il voto degli iscritti non solo sui candidati segretari nazionali ma anche su quelli regionali. Il che vale ad inficiare le candidature regionali alle primarie.
Gli appelli di Migliavacca alle regole e al fair play, evidentemente, sono serviti solo ad allentare la nostra tensione e controllo, affinché alcuni potessero meglio concludere le irregolarità falsando prospettive e risultati congressuali.
Stiamo navigando nel torbido da troppi mesi, ormai, e si sta ripetendo un film già visto con l’inquinamento delle Primarie, come lo furono nel 2007, a vantaggio del gruppo di potere che orbita intorno al Governatore Loiero e che ipoteca inesorabilmente il futuro del Partito.
Un partito che a causa delle guerre congressuali combattute all’interno delle bande bersaniane, soprattutto a colpi di reclutamenti di truppe cammellate, è isolato non solo nel panorama politico regionale delle grandi alleanze, ma anche fra gli elettori che accorreranno sempre più numerosi a infoltire IDV, SL e l’antipolitica.
La drammatica emergenza del pd calabrese, quindi, non può più essere nascosta e chi la copre diventa complice di disegni inconfessabili e per nulla nitidi.
Pierluigi Bersani pronunci una parola chiara e netta per separare i suoi consensi veri, che ci sono anche in Calabria, da quelli manifestamente inquinanti che ne minano la credibilità e la forza morale;
Marco Minniti che “ha confessato” che il Pd non è mai nato nel Mezzogiorno, smentisca le manovre “inciuciste” con ben noti spezzoni della Bersani in Calabria e, oltre a chiedere e pretendere una sacrosanta verifica di tutti i nominativi dei candidati e delle incompatibilità, ci indichi una alternativa a Loiero perchè a nulla serve invocare una coalizione larga senza rimuovere l’ostacolo più grande che ne compromette l’unità: la ricandidatura di Loiero che oggi, più di ieri, è la condanna a morte del Pd della Calabria e del centrosinistra per le prossime regionali.
Nocera Terinese, 20 ottobre 2009
Fernanda Gigliotti
Mozione Marino Calabria

Gigliotti: PD in Calabria, voto mercenario. Risultati di circolo in Emilia-Romagna.

Voto nei circoli PD in Emilia-Romagna (riprendo da fb):

I risultati provvisori (321 circoli su 688) sono sicuramenti positivi.

NAZIONALE
BERSANI: 57,83% (12726 )
FRANCESCHINI: 32,04% (7051)
MARINO: 10,12% (2226)

REGIONALE
BONACCINI: 53,48% (11767)
BASTICO: 33,08% (7269)
CASADEI: 11,64% (2562)

Particolarmente brillante il risultato nella federazione di Forlì, patria di Thomas Casadei (24 circoli su 38):

NAZIONALE
BERSANI: 50,34% (886)
FRANCESCHINI: 26,76% (471)
MARINO: 22,90% (403)

REGIONALE
BONACCINI: 38,98% (686)
BASTICO: 18,07% (318)
CASADEI: 41,82% (736)

Intanto in Calabria la situazione del partito è sempre più caotica: mozione Franceschini ritirata, commissione di garanzia dimissionaria per metà dei suoi componenti, silenzio dei bersaniani. Oggi Fernanda Gigliotti torna a scrivere alla Segreteria del Partito.

Caro Bersani, Caro Franceschini,

Il ritiro della Mozione Franceschini dalla competizione congressuale nelle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, e le dimissioni di buona parte della commissione regionale di garanzia, sono il segno evidente del vulnus politico e regolamentare che abbiamo fin dall’inizio di questa farsa congressuale, espresso in solitudine.
La degenerazione di oggi ha avuto origine nelle primarie del 2007 quando denunciai che era in atto un’OPA nei confronti del costituendo PD, diretta ad ottenere il controllo del partito e quindi il governo della Regione. Un’OPA diretta e conclusa da quel gruppo di odierni bersaniani che all’epoca portò a votare a sostegno della lista Bindi, elettori che nulla avevano a che fare con il PD, alterando il dato di partecipazione al congresso, che evidentemente non era indice di entusiasmo politico, ma di afflusso di voti mercenari al seguito del Presidente.
Quella anomalia, quella infezione acuta, si è trasformata con il tesseramento in una malattia cronica, in occupazione del Partito Democratico da parte di un gruppo di potere che non c’entra nulla, caro Bersani, con nessuno di noi e con il partito democratico che anche tu ci hai detto di volere!!
La politica e il confronto congressuale è schiacciato da rapporti di forza dopati costruiti solo per difendere rapporti di potere e di clientela. Mi riferisco alla assoluta mancanza di dialettica congressuale, al fuoco incrociato tra franceschiniani e bersaniani (che hanno reso impraticabili circoli e congressi e reso labili i confini tra confronto e rissa), alle migliaia di mamme, mogli, figli, amanti che sono state/i chiamate/i e portate/i a votare nei circoli chiave, dove non si poteva fare a meno di far vedere che il congresso si celebrava. Gente ignara, tolta dalle loro occupazioni domestiche e quotidiane e portate a votare qualcosa o qualcuno solo perché qualcun altro glielo ha chiesto! Gente che non ha mai partecipato alla vita del partito, che non ha mai contribuito a decidere nulla, ma che ha affidato la propria esistenza a qualcuno che in cambio gli chiede un voto, un po’ di qua e un po’ dall’altra parte. Un meccanismo infernale che ha costretto anche noi della Mozione Marino a tesserare amici e parenti perché in questo partito, come nei clan mafiosi, se non hai una famiglia numerosa non conti nulla!
E non oso immaginare quello che accadrà alle primarie allorché tutti i precari della sanità calabrese, tutti quelli con la spada di Damocle di un concorso o di una stabilizzazione sub judice, tutti i 400 nuovi assunti nell’Arpacal, saranno chiamati a rapporto affinché possano cominciare a sdebitarsi, con il loro voto, per un’assunzione che forse spettava solo loro per meriti e titoli e non per devozione alla causa dei Bersaniani calabresi.
Oggi l’anima del PD che abbiamo sognato è in ginocchio e dopo due anni di “bavaglio” non poteva non implodere in un congresso senza confronto dialettico ma animato da solo scontro di potere e di clientela. Oggi anche il PD calabrese ha molte anime, ma lo spirito guida non è la inclusività di un pensiero politico plurale, ma la convivenza di più bande, di più clan familiari al suo interno. Noi non ci distinguiamo tra cattolici, laici, progressisti, liberali o teodem! Noi ci distinguiamo se siamo uomini di Loiero, Bova, Adamo, Oliverio, ecc. E’ una multiproprietà senza regole condivise che si autoassolve, che si autoincensa e crede di essere autosufficiente e non si accorge del suo isolamento all’interno del quadro politico di centrosinistra che sta delineandosi nel panorama regionale.
Ma il dato ancora più raccapricciante è che le mancate scelte di ieri e di oggi causeranno il vero scontro di domani che è ancora tutto da registrare, per quanto già ampiamente annunciato, all’interno della mozione Bersani. Chi la spunterà? Loiero, Bova o Lo Moro?
E’ questo il PD che vuoi caro Bersani? Ed è su questi metodi che intendi costruire il radicamento del PD nel territorio?
On.le Bersani quello che gli stanno consegnando in Calabria non è un Partito democratico serio, ma è una bomba ad orologeria che le scoppierà tra le mani perché un Partito Democratico Europeo non può più prendersi “questi voti” e poi fare la morale al berlusconismo.

Nocera Terinese, 25 settembre 2009
Avv. Fernanda Gigliotti
Candidata alla segreteria regionale del PD – Mozione Marino

Tesseropoli: la non-democrazia dei circoli PD in Calabria raccontata da Fernanda Gigliotti.

Conferenza Stampa del 22 Settembre 2009.

Sapevamo fin dall’inizio di essere una minoranza e sapevamo anche che il congresso del PD era stato preceduto da un tesseramento anomalo, sospetto, ingiustificato, per numero e nomi di tesserati rapportato ai residenti nella regione e ai voti ottenuti alle ultime due tornate elettorali.
Sapevamo che gli elenchi degli iscritti era lungo, lunghissimo, e spesso gli iscritti erano e sono ignari di esserlo.
E sapevamo che al tesseramento dei “designati volontari” è seguito l’accomodamento di uomini e donne fidate, e titolari di pacchetti azionari, all’interno degli organi di governo e sottogoverno regionale.
Come il campionato di calcio della serie A di qualche anno fa: Tutti sapevano che a vincere sarebbe stata la Juve, ma ognuno ha giocato il suo campionato, cercando di fare un bel gioco, di non deludere completamente i tifosi.
Sapevamo tutto! Ma ciò nonostante abbiamo avuto l’entusiasmo e la forza d’animo di partecipare, di proporci, di esserci, perché speravamo di contribuire alla nascita di un PD di cui andare fieri e del quale non doversi vergognare in qualche parte d’Italia. Tutto ciò nella speranza, che questo PD, nonostante i peccati di origine, fosse comunque in grado di affrontare un congresso vero, al di la dei numero e delle percentuali. E cioè una occasione in cui i circoli venivano aperti alla discussione politica, all’analisi, all’incontro, anche allo scontro, se necessario, ma politico!
E invece ci siamo da subito trovati in un partito di congiurati, un partito in cui il valore del congresso non era la discussione su una proposta politica, ma il momento della resa dei conti, dell’uno contro l’altro, di Bova contro Naccari, di Loiero contro Minniti, di Oliverio contro Adamo, e viceversa! Del tutto contro tutti! Un congresso in cui, nei fatti, non si è potuto parlare di politica, perchè l’anima e lo spirito che lo sostiene non è stato quello di una partecipazione democratica, ma l’irrazionale e pericoloso istinto di tifoseria calcistica da curva sud, degno di un campionato di Promozione.
Siamo arrivati a ridosso del congresso dei circoli con feste di piazza sponsorizzate, pagate e svolte sotto l’egida del simbolo del partito democratico nelle quali, fatta salva qualche nobile eccezione, non c’è stato nessun confronto congressuale. La mozione Bersani e quella Franceschini, l’una contro l’altra, hanno mostrato i loro muscoli e mosse da spirito di conta e di congiura, assetate dal monopolio di visibilità, si sono rese complici di una conventio ad excludendum della Mozione Marino che hanno sopportato solo perché, con la nostra presenza si è VALIDATO un congresso che democratico non è!
Oggi il congresso è in pieno svolgimento e ogni giorno registriamo la costante,
reiterata e fisiologica violazione delle regole congressuali che è diretta a certificare soltanto la forza numerica e la stabilità delle quote di sottoscrizione azionaria di bersaniani e franceschiniani.
E’ in linea con ciò è accaduto, per esempio, che in molti piccoli circoli hanno votato quasi sempre tutti gli iscritti e tutti si sono espressi a favore di Bersani! Sapevamo, ovviamente, che l’OPA del PD era stata sferrata e realizzata dai bersaniani, azionisti di maggioranza del PD calabrese. Ciò però non è servito a calmarli e a rasserenarli e, dall’alto della loro maggioranza numerica, anzicchè avviarsi verso una competizione congressuale trasparente, leggera, democratica, come si conviene ai vincitori, si sono trasformati in guardiani fedeli, e li abbiamo visti nei seggi suggerire il voto, contendersi il compagno, affiancare, controllare!
Questo non è il partito democratico che abbiamo sognato! E il clima congressuale non è quello entusiasmante di un partito che si candida alla guida di un Paese e di una regione, ma è quello della resa dei conti! Nessuna traccia di vitalità democratica nei circoli! Sono tutti Bersani o Franceschin, ma manca la vitalità, la dialettica democratica. Sarà anche possibile ma è più che legittimo il sospetto che stiamo assistendo solo alla verifica della distinta degli iscritti e non di un vero congresso!
Al clima torbido del congresso si sono aggiunte, inoltre, le numerose denunce di irregolarità e le violazioni delle norme congressuali, soprattutto quelle a tutela della segretezza del voto. Ma ci sono anche scostamenti di numeri tra quelli che risultano gli iscritti all’anagrafe in nostro possesso e consegnataci dalla Direzione Regionale del Partito in data 26 agosto. Il dubbio e, quindi, la denuncia politica e quella alla Commissione di Garanzia, a questo punto è d’obbligo: Ci hanno fornito un’anagrafe parziale, in qualche modo confusa, contenente dati non esatti?
Ovunque si è votato senza cabina elettorale e senza alcuna garanzia di tutela della segretezza del voto (si è votato tutti insieme, in corridori e stanze o addirittura all’aperto, su schede consegnate anche a chi non ha dato prova di esser iscritto al partito e troppo spesso identificato solo per conoscenza personale). E’ tutto ciò se può sembrare normale e tollerabile a chi vive in un partito da una vita, non è comprensibile a chi ci guarda da fuori, a chi per la prima volta si è iscritto al partito. Ma è accaduto anche che uomini di partito e amministratori pubblici non si sono limitati a dare indicazioni su chi e come votare, ma taluni hanno compilato le schede anche al posto degli iscritti! Erano degli analfabeti o, come al solito, il controllo del voto nella nostra regione è appannaggio della mafia ma anche della politica, e anche di quella parte politica che sponsorizza una legge elettorale sulle primarie regionali?
Questo è il quadro che abbiamo registrato ovunque siamo riusciti ad essere presenti. Il risultato congressuale, a questo punto, è talmente scontato che il congresso delle tessere poteva essere evitato! Sarebbe bastato chiedere ai capi della politica del PD calabrese quante tessere aveva in tasca e procedere a tavolino alla divisione dei voti e dei relativi delegati, con risparmio di tempo, energia, faccia e democrazia.
Ecco perché, al di la delle irregolarità che sono state portate all’attenzione della commissione regionale e nazionale di garanzia, era irrinviabile una denuncia politica forte perché il partito democratico che vogliamo non può essere governato e controllato con gli stessi metodi con cui altre associazioni governano e controllano il territorio. E ho invitato i deputati e i senatori calabresi del PD ad assumere pubblicamente una loro posizione, a dire se si sentono garantiti da questi congressi. E la mia impressione è che ognuno si senta garantito nei seggi in cui la sua capacità di controllo può essere esercitata, ma si lamenta del congresso in cui prevale l’antagonista! Questo non è serio!!! Le garanzie devono essere di tutti e per tutti e in ogni circolo!
Ho invitato inoltre Franceschini e Bersani a fare immediatamente i conti con questo partito calabrese che non consentirà né a l’uno né a l’altro, di vincere nessuna battaglia politica sulla base della loro semplice proposta, ma solo attraverso il ricorso ai muscoli e a metodi che non appartengono alla democrazia e alla legalità che tutti invochiamo nelle nostre mozioni.
La nostra presenza che voleva essere di arricchimento del dibattito, di vivacità dialettica, di contributo per una nuova proposta di governo, si è nostro malgrado trasformata in uno specchietto per le allodole, una presenza che non disturba le due tifoserie l’una contro l’altra armate, ma che allo stesso tempo attribuisce valore e certificazione di regolarità democratica in un congresso che di regolarità e di democrazia ha molto poco.
Ecco perché abbiamo deciso di sollevare il caso polito e le irregolarità che dovranno essere verificate ed eventualmente sanzionate, e ho annunciato, stando così le cose, il mio ritiro dalla competizione congressuale regionale, troppo avvelenata da un clima di congiura.
Se l’agibilità democratica sarà garantita, tutti noi volontari della mozione Marino, continueremo alla diffusione nei circoli, nei congressi e, infine nelle primarie, della Mozione di Ignazio Marino che ci ha caricato di entusiasmo e di ritrovata voglia di fare politica in Calabria e in Italia dove il berlusconismo si può combattere solo con una proposta di governo laico, che difenda il merito e che ponga la questione morale al di sopra di ogni altra priorità.
Aggiungo, in conclusione, poiché io non mi sono candidata da sola ma insieme a tutti coloro che mi hanno sostenuta, che il mio ritiro dalla competizione non sarà un fatto personale, ma se portato alle estreme conseguenza sarà una decisione di tutto il gruppo dei Volontari Calabresi.
Avv. Fernanda Gigliotti – candidata alla segreteria regionale del PD per la Mozione Marino