Paradosso PD in Calabria. Primarie per lestofanti.

Fernanda Gigliotti: DIFENDIAMO L’ISTITUTO DELLE PRIMARIE NON ANDANDO A VOTARE: un paradasso tutto calabro.

Appello ai Democratici della Calabria dell´Area Marino
Anche Bersani lo sostiene che non sempre e non dappertutto le primarie rappresentano uno strumento di innovazione e che a volte “l’innovazione ha bisogno di impulso che non sempre puo’ venire dal basso”. E tutti noi ci auguravamo un saggio intervento dal vertice nazionale del Partito che non c´è ancora stato, per come l´emergenza politica calabrese, sotto gli occhi di tutto il Paese, necessitava e che non ci sarebbe apparso né come una violazione dell´assetto federale del PD, né come una violazione della democrazia partecipata, ma come un saggio intervento arbitrale in una partita palesemente truccata ed il cui esito, annunciato, è ancora, ad oggi, una drammatica sconfitta.
Il partito democratico calabrese, nato nelle primarie del 2007, infatti, è una “proprietà privata” inespugnabile, già oggetto di un´OPA che ne ha blindato proprietà e ipotecato la gestione, attraverso l´accaparramento di tessere ed il controllo sistematico dei cacicchi. Ecco perché in Calabria, ancora una volta, forse anche a causa di una nostra storica immaturità democratica, l´innovazione non può venire dal basso perché quelli che voteranno nei circoli del PD saranno i soliti proscritti non gli iscritti al PD, saranno i soliti clientes. E se anche il popolo del centrosinistra intervenisse in massa, non potrebbe fronteggiare la forza ed i muscoli di chi governa da 5 anni una Regione in cui si vince non tanto perché hai ben amministrato e presentato un bilancio positivo dell´operato di una giunta, ma soprattutto perché hai imparato a “gestire il bisogno”, a riconoscerne le profonde sacche e a nutrirle, rendendole dipendenti da un benevolo ed arbitrario voucher, sussidio, contributo, consulenza.
Domenica 14 Febbraio in Calabria si vorrebbe emulare la Puglia. Ma qui non solo non c’è un Vendola, ma non c´è neanche un Boccia. E non ci sarà né un D´Alema né un Bersani, né altri, che vi inviteranno alle urne. Qui c´è soltanto una casta che si ri-candida e che si ri-vota per dimostrare, qui ed altrove, che è il popolo che la reclama. E sarà per questo che il “registro” dei votanti sarà pieno di adesioni dirette a certificare un´affezione alla casta e a trasformare una primaria di “mozione”, un derby (il cui risultato è stato già scritto, con inchiostro simpatico, nell´assemblea regionale del 2 febbraio in quel di Capo Suvero, con tanto di percentuali di votanti e di voti da attribuirsi ai singoli sfidanti), nella più alta legittimazione popolare di un “inciucio” che ha deciso di affidare la Calabria al peggiore centro destra possibile! Ma si sa che per la casta che “vince anche quando perde”, l´importante non è nè vincere nè partecipare, ma sopravvivere!
Ecco perché noi non andremo a votare perché intendiamo salvaguardare e proteggere l´istituto delle primarie da un uso eversivo, diretto a raggiungere obiettivi falsamente democratici, e ci appelliamo a tutti i democratici liberi della Calabria affinché contribuiscano alla salvaguardia di un metodo di selezione della classe dirigente, che tenta di rendere effettivo l´art. 49 della Costituzione, non partecipando alle primarie di domenica 14 febbraio perché svuotate di significato, invocate e convocate per non cambiare nulla, ma solo per conservare! E´ la triste storia della Calabria: tutto ciò che altrove funzione e porta ricchezza da noi non funziona o fallisce! Penso ai depuratori, agli impianti eolici, alle società miste, alla raccolta differenziata….e alle primarie! Ecco perché noi, domenica 14 Domenica, difenderemo, insieme a tutti voi, l´istituto delle primarie restando a casa!
10 febbraio 2010
Il coord. Regionale Area Marino – Cambialitalia – Fernanda Gigliotti

Area Marino, il PD che resiste.

Il PD calabrese dimostri coraggio, generosità, discontinuità e lungimiranza politica..Chiediamo troppo?

La scelta del candidato Presidente della coalizione è ormai una questione di sopravvivenza e non solo di credibilità del PD! E oggi, alla vigilia di un’assemblea regionale carica di tensioni e di preoccupazioni, avvertiamo l’esigenza di riaffermare l’unico modo per rimettere in piedi un PD che in Calabria è ormai agonizzante: il coraggio di una scelta chiara, pulita, trasparente e in discontinuità rispetto al recente passato, che dia la possibilità e la libertà a tutti noi, e a chi ci ha creduto, di batterci a viso scoperto e con ritrovato orgoglio.
Non possiamo consegnare i nostri destini al Club Scopelliti/Gentile/Trematerra, né ad una conta tutta interna al PD di Bersani, dove il niet a Loiero lo afferma con protervia incomprensibile l´altra metà di Loiero, e cioè quelli che più di Loiero hanno incarnato il Loierismo e che ciò nonostante, si propongono come sua alternativa!
Ma la Calabria non ha più bisogno dell’autoreferenzialità di una classe dirigente che ha già dato e preso tanto, che spesso ha fallito e che si trova in avanzato stato di decozione!!
La Calabria ha bisogno di ricevere ossigeno e sostegno da una classe dirigente nuova e alternativa, credibile ed affidabile, capace di incarnare la sintesi di una proposta di governo innovativo e autorevole in una regione che è in piena emergenza morale, criminale ed economica.
E noi insistiamo, rilanciamo, e chiediamo all’assemblea regionale di avere il coraggio di togliere immediatamente quel tappo che tiene in ostaggio il PD calabrese e che impedisce alla Calabria di vivere una stagione nuova, fatta di slanci, di vitalità e di freschezza politica, individuando subito, all’interno del PD o nella società civile, una persona da candidare presidente capace di ottenere il consenso dei partiti della coalizione e di allargare anche a IDV, partito di coalizione con il PD già in 11 regioni su 13 e che in Parlamento siede nelle stesse fila dei nostri senatori e deputati.
E qualora miseramente dovessimo fallire anche in questo, e non dovesse esserci nemmeno l’ombra di una persona NORMALE capace di farci intravedere un percorso politicamente sano e condiviso, abbia l’assemblea il coraggio e la responsabilità di prendere atto della nostra fiacchezza e dichiari di appoggiare senza ritardo la candidatura Callipo.
Se qualcuno ha una proposta migliore la faccia ora o taccia per sempre!!!!
Avvertiamo, infine, l’esigenza di informare tutti i componenti dell’assemblea del PD che, mentre tutti stanno preparando liste e contro liste, proponendo candidature e sostegni politici, la segreteria regionale del PD è latitante e alle promesse mancate di costituzione di esecutivi condivisi e di coinvolgimenti in dipartimenti e forum di discussione, ha aggiunto la deliberata scelta di isolare quanti di noi non fanno parte delle due bande costituitesi all’interno della mozione Bersani.
Ebbene chiediamo a questo proposito che l’assemblea si esprima e impegni la segreteria e il Direttivo regionale all’applicazione pedissequa e severa dello statuto e del codice etico che tutti, dico tutti, ci siamo obbligati a rispettare nel momento in cui ci siamo iscritti al partito!
E quindi:
1) fuori dalla lista del PD tutti coloro che hanno superato il limite dei 2 mandati o si trovino in condizioni statutarie di incandidabilità;
2) assoluto divieto di sostegno o consenso a liste presidenziali o civetta dirette ad eludere i precetti statutari.
Solo così possiamo ancora sperare nel processo di radicamento del PD e ci sentiremo moralmente, idealmente e politicamente impegnati a sostenere il compimento del sogno democratico anche in Calabria.
Nocera Terinese, 1 febbraio 2010
Fernanda Gigliotti
Consigliere Nazionale PD e Coordinatrice Regionale Area Marino

Rosarno, ora la deportazione. Gigliotti, PD: “Io sto dalla parte dei migranti”.

Stamane già demoliscono il ghetto: un’efficienza da far spavento. E dire che gli hanno fatto di tutto per sloggiarli dalla ex-cartiera: spari, incendi, furti, i migranti di Rosarno erano da anni oggetto di “certe” attenzioni:

– l’incendo della ex-cartiera, Luglio 2008

– gli spari e la miseria, 13 Dicembre 2008:

Riferiscono dal TG2 che l’area di via Nazionale, interessata dalle demolizioni, sarà destinata ad ospitare un ipermercato.  Tempismo perfetto. Le provocazioni, gli incidenti, la deportazione dei migranti, inutili in un’area dove la raccolta degli agrumi non si farà, e ora la pronta demolizione del fabbricato che li ospitava da anni, con la sorveglianza di polizia e carabinieri, i quali asseverano al compimento di un disegno che ha del criminoso.

“Ho girato in lungo e in largo la Calabria per motivi di lavoro e di gaudio e quando sei nella sibaritide, nel crotonese o nella piana di Gioia e al calar della sera incontri lunghe braccia cadute su corpi stanchi di uomini e donne in fila per centinai e miglia di metri, che tornano alle loro “case” dopo una giornata passata a lavorare nei campi, sotto il sole o la pioggia, il vento o il freddo, malpagati, sottopagati o affatto pagati, io non posso non ricordare i racconti dei miei nonni e della loro triste gioventù, passata nei campi di grano e negli uliveti a chinare la testa, agli ordini del caporale di turno che svendeva al padrone la loro prestazione di lavoro e ci faveva anche la cresta. Quella condizione di schiavitù sfociò nella lotta contadina, nella occupazione delle terre, alle riforme, alle lotte sindacali.
E se noi siamo passati dalla stessa schiavitù di questa gente, di questi sventurati che vengono da dove questa miserabile condizione può addirittura sembrare un’emancipazione dall’inferno, perchè non comprendiamo che è immorale per la llegge di DIO (per chi ci crede) e degli UOMINI, non rivendicare per loro gli stessi diritti che abbiamo, un tempo lontano e ormai dimenticato, conquistato per noi, ed è indecente agli occhi di DIO e degli uomini considerare le loro rivolte e le loro condizioni di vita, un turbamento insopportabile della nostra condizione di ospiti?
Ciò che è accaduto a Rosarno è la conseguenza della reazione dei caporali contro gli immigrati, resposanbili a loro giudizio, della forte denuncia che il TG3 ha mandato in onda nei giorni precedenti agli scontri, e quindi andavano severamente puniti, bisognava dare loro una lezione!!!…. tutto il resto è figlia della violenza. La violenza partorisce violenza e non si aspettasse nessuno comodi e freschi giacigli. Io mi chiedo se mai ci sarà anche per loro un nuovo movimento sindacale, una nuova stagione dei diritti e della loro difesa sopra ogni cosa. E se ci sarà anche per noi una nuova occasione di convivenza civile. Intanto registro che gli immigrati a Rosarno hanno avuto il coraggio di fare quello che noi non siamo più in grado nemmeno di pensare: ribellarci alla mafia e al potere politico corrotto!!”
Fernanda Gigliotti

PD in Calabria sospeso sul finto dualismo Loiero-Bova

Ricevo e pubblico:

Caro Bersani, lo Statuto del PD calabrese è stato già oggetto di molte deroghe… ne vogliamo parlare???

Leggendo la stampa di oggi, e gli scontri tra i pro-Loiero e i pro-Bova, si comprende che in casa PD-Calabria la lotta alla Giunta Loiero, piuttosto che ideale, politica e amministrativa, nasce dall’esigenza di blindare un partito e la sua rappresentanza in consiglio regionale, sopratutto in caso di sconfitta, per impedire che un’ipotetica nuova classe dirigente possa impadronirsi del partito senza che la gerontocrazia in carica possa essere mandata a casa come si fa nelle democrazie normali.
In sostanza per i nostri eroi andrebbe tutto bene, anche Loiero, solo se ci fosse una ulteriore deroga allo Statuto del partito che consenta di candidarsi non solo una terza, ma anche una quarta e una quinta volta!!! Ciò garantirebbe a Bova, Adamo, Pacenza e Borrello di ricandidarsi al consiglio regionale perchè, come tutti sanno, loro non hanno nè un nipote nè un cane da portare ai giardinetti, nè un libro da leggere o da scrivere, nè hanno un lavoro o il piacere di cercarselo, che possa occupare più produttivamente il loro tempo fuori dal consiglio regionale!
Del resto è consuetudine di questa classe dirigente, che è rimasta identica a quella che già imperava a metà degli anni ’80 nella Dc, nel PSI e nel PCI, cedere il posto solo in punto di morte a mogli, figli o nipoti e quando le mogli non sono spendibili, figli e nipoti non sono all’altezza della situazione, difendono il fortino e guai a chi parla di rinnovamento! Piuttosto si fanno imbalsamare!!
Del resto qui in Calabria le parole hanno un significato diverso a seconda di chi e di quando vengono pronunciate. Oggi, infatti, a differenza di quanto accadeva negli anni ’90, ai tempi del PDS, chi parla di legalità è un giustizialista forcaiolo, chi parla di rinnovamento e di alternanza delle classi dirigenti, è affetto da nuovismo e chi è libero di esprimere le proprie idee senza partigianerie di sorta, è un finto dissidente.
E’ dire che io sostegno da anni che bisogna investire di più nel tempo libero per creare nuovi posti di lavoro e per dare occasioni di svago agli affetti da una nuova grave sindrome di dipendenza: la grave Consiglio Regionale ADDICTION !!!!
Fernanda Gigliotti

Primarie PD, Gigliotti: l’insostenibile situazione del PD in Calabria.

Ricevo e pubblico la nota di Fernanda Gigliotti sull’insostenibile situazione del PD in Calabria, un partito “mai nato” (parola di Minniti):

Gravi incompatibilità ed incandidabilità nelle liste della Bersani – Nullità delle candidature regionali alle Primarie

Avevamo con Ignazio Marino evidenziato tutte le contraddizioni, politiche e non, che hanno caratterizzato la fase congressuale in Calabria e ci eravamo illusi che la nomina di una commissione di garanzia di alto profilo istituzionale, con all’interno i leaders locali delle tre mozioni, avrebbe potuto garantire il corretto svolgimento delle primarie.
Ma così non è stato giacchè i cattivi maestri, evidentemente, non possono pretendere dai loro migliori allievi altro comportamento se non quello della scorrettezza e della violazione sistematica delle regole che il partito si è dato.
Dalle notizie che sto raccogliendo in tutti i posti della Calabria, infatti, ciò che balza evidente è che molti dirigenti e iscritti del PD, anche della mozione Bersani e della mozione Franceschini, sono ormai consapevoli che la misura è colma e a nulla vale la Presenza di Loiero in commissione regionale per il congresso se poi nelle sue liste regionali ci sono candidati non iscritti al partito, candidati che sono anche presidenti di seggio e scrutatori, candidati componenti delle commissioni di garanzia provinciali, che sono altra cosa rispetto alle commissioni per il congresso. E’ come dire che si predica bene e si autorizza i propri peones a razzolare male.
Ovunque vi è un clima di grande tensione. In particolare nella commissione di garanzia della provincia di Catanzaro più che in tutto il resto della regione, il clima è rovente visto che nelle liste presentate si concentrano tutte le violazioni enunciate e su tale violazioni né la commissione provinciale né quella regionale, si sono ancora espresse.
A ciò si aggiunga che ancora oggi, nonostante la mia richiesta di chiarimenti alla commissione regionale di garanzia e a quella nazionale, non ci è stata fornita alcuna motivazione sulla mancata convocazione della convenzione regionale, nonostante l’invalicabilità dello statuto nazionale che imponeva il voto degli iscritti non solo sui candidati segretari nazionali ma anche su quelli regionali. Il che vale ad inficiare le candidature regionali alle primarie.
Gli appelli di Migliavacca alle regole e al fair play, evidentemente, sono serviti solo ad allentare la nostra tensione e controllo, affinché alcuni potessero meglio concludere le irregolarità falsando prospettive e risultati congressuali.
Stiamo navigando nel torbido da troppi mesi, ormai, e si sta ripetendo un film già visto con l’inquinamento delle Primarie, come lo furono nel 2007, a vantaggio del gruppo di potere che orbita intorno al Governatore Loiero e che ipoteca inesorabilmente il futuro del Partito.
Un partito che a causa delle guerre congressuali combattute all’interno delle bande bersaniane, soprattutto a colpi di reclutamenti di truppe cammellate, è isolato non solo nel panorama politico regionale delle grandi alleanze, ma anche fra gli elettori che accorreranno sempre più numerosi a infoltire IDV, SL e l’antipolitica.
La drammatica emergenza del pd calabrese, quindi, non può più essere nascosta e chi la copre diventa complice di disegni inconfessabili e per nulla nitidi.
Pierluigi Bersani pronunci una parola chiara e netta per separare i suoi consensi veri, che ci sono anche in Calabria, da quelli manifestamente inquinanti che ne minano la credibilità e la forza morale;
Marco Minniti che “ha confessato” che il Pd non è mai nato nel Mezzogiorno, smentisca le manovre “inciuciste” con ben noti spezzoni della Bersani in Calabria e, oltre a chiedere e pretendere una sacrosanta verifica di tutti i nominativi dei candidati e delle incompatibilità, ci indichi una alternativa a Loiero perchè a nulla serve invocare una coalizione larga senza rimuovere l’ostacolo più grande che ne compromette l’unità: la ricandidatura di Loiero che oggi, più di ieri, è la condanna a morte del Pd della Calabria e del centrosinistra per le prossime regionali.
Nocera Terinese, 20 ottobre 2009
Fernanda Gigliotti
Mozione Marino Calabria

Gigliotti: PD in Calabria, voto mercenario. Risultati di circolo in Emilia-Romagna.

Voto nei circoli PD in Emilia-Romagna (riprendo da fb):

I risultati provvisori (321 circoli su 688) sono sicuramenti positivi.

NAZIONALE
BERSANI: 57,83% (12726 )
FRANCESCHINI: 32,04% (7051)
MARINO: 10,12% (2226)

REGIONALE
BONACCINI: 53,48% (11767)
BASTICO: 33,08% (7269)
CASADEI: 11,64% (2562)

Particolarmente brillante il risultato nella federazione di Forlì, patria di Thomas Casadei (24 circoli su 38):

NAZIONALE
BERSANI: 50,34% (886)
FRANCESCHINI: 26,76% (471)
MARINO: 22,90% (403)

REGIONALE
BONACCINI: 38,98% (686)
BASTICO: 18,07% (318)
CASADEI: 41,82% (736)

Intanto in Calabria la situazione del partito è sempre più caotica: mozione Franceschini ritirata, commissione di garanzia dimissionaria per metà dei suoi componenti, silenzio dei bersaniani. Oggi Fernanda Gigliotti torna a scrivere alla Segreteria del Partito.

Caro Bersani, Caro Franceschini,

Il ritiro della Mozione Franceschini dalla competizione congressuale nelle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, e le dimissioni di buona parte della commissione regionale di garanzia, sono il segno evidente del vulnus politico e regolamentare che abbiamo fin dall’inizio di questa farsa congressuale, espresso in solitudine.
La degenerazione di oggi ha avuto origine nelle primarie del 2007 quando denunciai che era in atto un’OPA nei confronti del costituendo PD, diretta ad ottenere il controllo del partito e quindi il governo della Regione. Un’OPA diretta e conclusa da quel gruppo di odierni bersaniani che all’epoca portò a votare a sostegno della lista Bindi, elettori che nulla avevano a che fare con il PD, alterando il dato di partecipazione al congresso, che evidentemente non era indice di entusiasmo politico, ma di afflusso di voti mercenari al seguito del Presidente.
Quella anomalia, quella infezione acuta, si è trasformata con il tesseramento in una malattia cronica, in occupazione del Partito Democratico da parte di un gruppo di potere che non c’entra nulla, caro Bersani, con nessuno di noi e con il partito democratico che anche tu ci hai detto di volere!!
La politica e il confronto congressuale è schiacciato da rapporti di forza dopati costruiti solo per difendere rapporti di potere e di clientela. Mi riferisco alla assoluta mancanza di dialettica congressuale, al fuoco incrociato tra franceschiniani e bersaniani (che hanno reso impraticabili circoli e congressi e reso labili i confini tra confronto e rissa), alle migliaia di mamme, mogli, figli, amanti che sono state/i chiamate/i e portate/i a votare nei circoli chiave, dove non si poteva fare a meno di far vedere che il congresso si celebrava. Gente ignara, tolta dalle loro occupazioni domestiche e quotidiane e portate a votare qualcosa o qualcuno solo perché qualcun altro glielo ha chiesto! Gente che non ha mai partecipato alla vita del partito, che non ha mai contribuito a decidere nulla, ma che ha affidato la propria esistenza a qualcuno che in cambio gli chiede un voto, un po’ di qua e un po’ dall’altra parte. Un meccanismo infernale che ha costretto anche noi della Mozione Marino a tesserare amici e parenti perché in questo partito, come nei clan mafiosi, se non hai una famiglia numerosa non conti nulla!
E non oso immaginare quello che accadrà alle primarie allorché tutti i precari della sanità calabrese, tutti quelli con la spada di Damocle di un concorso o di una stabilizzazione sub judice, tutti i 400 nuovi assunti nell’Arpacal, saranno chiamati a rapporto affinché possano cominciare a sdebitarsi, con il loro voto, per un’assunzione che forse spettava solo loro per meriti e titoli e non per devozione alla causa dei Bersaniani calabresi.
Oggi l’anima del PD che abbiamo sognato è in ginocchio e dopo due anni di “bavaglio” non poteva non implodere in un congresso senza confronto dialettico ma animato da solo scontro di potere e di clientela. Oggi anche il PD calabrese ha molte anime, ma lo spirito guida non è la inclusività di un pensiero politico plurale, ma la convivenza di più bande, di più clan familiari al suo interno. Noi non ci distinguiamo tra cattolici, laici, progressisti, liberali o teodem! Noi ci distinguiamo se siamo uomini di Loiero, Bova, Adamo, Oliverio, ecc. E’ una multiproprietà senza regole condivise che si autoassolve, che si autoincensa e crede di essere autosufficiente e non si accorge del suo isolamento all’interno del quadro politico di centrosinistra che sta delineandosi nel panorama regionale.
Ma il dato ancora più raccapricciante è che le mancate scelte di ieri e di oggi causeranno il vero scontro di domani che è ancora tutto da registrare, per quanto già ampiamente annunciato, all’interno della mozione Bersani. Chi la spunterà? Loiero, Bova o Lo Moro?
E’ questo il PD che vuoi caro Bersani? Ed è su questi metodi che intendi costruire il radicamento del PD nel territorio?
On.le Bersani quello che gli stanno consegnando in Calabria non è un Partito democratico serio, ma è una bomba ad orologeria che le scoppierà tra le mani perché un Partito Democratico Europeo non può più prendersi “questi voti” e poi fare la morale al berlusconismo.

Nocera Terinese, 25 settembre 2009
Avv. Fernanda Gigliotti
Candidata alla segreteria regionale del PD – Mozione Marino

Tesseropoli: la non-democrazia dei circoli PD in Calabria raccontata da Fernanda Gigliotti.

Conferenza Stampa del 22 Settembre 2009.

Sapevamo fin dall’inizio di essere una minoranza e sapevamo anche che il congresso del PD era stato preceduto da un tesseramento anomalo, sospetto, ingiustificato, per numero e nomi di tesserati rapportato ai residenti nella regione e ai voti ottenuti alle ultime due tornate elettorali.
Sapevamo che gli elenchi degli iscritti era lungo, lunghissimo, e spesso gli iscritti erano e sono ignari di esserlo.
E sapevamo che al tesseramento dei “designati volontari” è seguito l’accomodamento di uomini e donne fidate, e titolari di pacchetti azionari, all’interno degli organi di governo e sottogoverno regionale.
Come il campionato di calcio della serie A di qualche anno fa: Tutti sapevano che a vincere sarebbe stata la Juve, ma ognuno ha giocato il suo campionato, cercando di fare un bel gioco, di non deludere completamente i tifosi.
Sapevamo tutto! Ma ciò nonostante abbiamo avuto l’entusiasmo e la forza d’animo di partecipare, di proporci, di esserci, perché speravamo di contribuire alla nascita di un PD di cui andare fieri e del quale non doversi vergognare in qualche parte d’Italia. Tutto ciò nella speranza, che questo PD, nonostante i peccati di origine, fosse comunque in grado di affrontare un congresso vero, al di la dei numero e delle percentuali. E cioè una occasione in cui i circoli venivano aperti alla discussione politica, all’analisi, all’incontro, anche allo scontro, se necessario, ma politico!
E invece ci siamo da subito trovati in un partito di congiurati, un partito in cui il valore del congresso non era la discussione su una proposta politica, ma il momento della resa dei conti, dell’uno contro l’altro, di Bova contro Naccari, di Loiero contro Minniti, di Oliverio contro Adamo, e viceversa! Del tutto contro tutti! Un congresso in cui, nei fatti, non si è potuto parlare di politica, perchè l’anima e lo spirito che lo sostiene non è stato quello di una partecipazione democratica, ma l’irrazionale e pericoloso istinto di tifoseria calcistica da curva sud, degno di un campionato di Promozione.
Siamo arrivati a ridosso del congresso dei circoli con feste di piazza sponsorizzate, pagate e svolte sotto l’egida del simbolo del partito democratico nelle quali, fatta salva qualche nobile eccezione, non c’è stato nessun confronto congressuale. La mozione Bersani e quella Franceschini, l’una contro l’altra, hanno mostrato i loro muscoli e mosse da spirito di conta e di congiura, assetate dal monopolio di visibilità, si sono rese complici di una conventio ad excludendum della Mozione Marino che hanno sopportato solo perché, con la nostra presenza si è VALIDATO un congresso che democratico non è!
Oggi il congresso è in pieno svolgimento e ogni giorno registriamo la costante,
reiterata e fisiologica violazione delle regole congressuali che è diretta a certificare soltanto la forza numerica e la stabilità delle quote di sottoscrizione azionaria di bersaniani e franceschiniani.
E’ in linea con ciò è accaduto, per esempio, che in molti piccoli circoli hanno votato quasi sempre tutti gli iscritti e tutti si sono espressi a favore di Bersani! Sapevamo, ovviamente, che l’OPA del PD era stata sferrata e realizzata dai bersaniani, azionisti di maggioranza del PD calabrese. Ciò però non è servito a calmarli e a rasserenarli e, dall’alto della loro maggioranza numerica, anzicchè avviarsi verso una competizione congressuale trasparente, leggera, democratica, come si conviene ai vincitori, si sono trasformati in guardiani fedeli, e li abbiamo visti nei seggi suggerire il voto, contendersi il compagno, affiancare, controllare!
Questo non è il partito democratico che abbiamo sognato! E il clima congressuale non è quello entusiasmante di un partito che si candida alla guida di un Paese e di una regione, ma è quello della resa dei conti! Nessuna traccia di vitalità democratica nei circoli! Sono tutti Bersani o Franceschin, ma manca la vitalità, la dialettica democratica. Sarà anche possibile ma è più che legittimo il sospetto che stiamo assistendo solo alla verifica della distinta degli iscritti e non di un vero congresso!
Al clima torbido del congresso si sono aggiunte, inoltre, le numerose denunce di irregolarità e le violazioni delle norme congressuali, soprattutto quelle a tutela della segretezza del voto. Ma ci sono anche scostamenti di numeri tra quelli che risultano gli iscritti all’anagrafe in nostro possesso e consegnataci dalla Direzione Regionale del Partito in data 26 agosto. Il dubbio e, quindi, la denuncia politica e quella alla Commissione di Garanzia, a questo punto è d’obbligo: Ci hanno fornito un’anagrafe parziale, in qualche modo confusa, contenente dati non esatti?
Ovunque si è votato senza cabina elettorale e senza alcuna garanzia di tutela della segretezza del voto (si è votato tutti insieme, in corridori e stanze o addirittura all’aperto, su schede consegnate anche a chi non ha dato prova di esser iscritto al partito e troppo spesso identificato solo per conoscenza personale). E’ tutto ciò se può sembrare normale e tollerabile a chi vive in un partito da una vita, non è comprensibile a chi ci guarda da fuori, a chi per la prima volta si è iscritto al partito. Ma è accaduto anche che uomini di partito e amministratori pubblici non si sono limitati a dare indicazioni su chi e come votare, ma taluni hanno compilato le schede anche al posto degli iscritti! Erano degli analfabeti o, come al solito, il controllo del voto nella nostra regione è appannaggio della mafia ma anche della politica, e anche di quella parte politica che sponsorizza una legge elettorale sulle primarie regionali?
Questo è il quadro che abbiamo registrato ovunque siamo riusciti ad essere presenti. Il risultato congressuale, a questo punto, è talmente scontato che il congresso delle tessere poteva essere evitato! Sarebbe bastato chiedere ai capi della politica del PD calabrese quante tessere aveva in tasca e procedere a tavolino alla divisione dei voti e dei relativi delegati, con risparmio di tempo, energia, faccia e democrazia.
Ecco perché, al di la delle irregolarità che sono state portate all’attenzione della commissione regionale e nazionale di garanzia, era irrinviabile una denuncia politica forte perché il partito democratico che vogliamo non può essere governato e controllato con gli stessi metodi con cui altre associazioni governano e controllano il territorio. E ho invitato i deputati e i senatori calabresi del PD ad assumere pubblicamente una loro posizione, a dire se si sentono garantiti da questi congressi. E la mia impressione è che ognuno si senta garantito nei seggi in cui la sua capacità di controllo può essere esercitata, ma si lamenta del congresso in cui prevale l’antagonista! Questo non è serio!!! Le garanzie devono essere di tutti e per tutti e in ogni circolo!
Ho invitato inoltre Franceschini e Bersani a fare immediatamente i conti con questo partito calabrese che non consentirà né a l’uno né a l’altro, di vincere nessuna battaglia politica sulla base della loro semplice proposta, ma solo attraverso il ricorso ai muscoli e a metodi che non appartengono alla democrazia e alla legalità che tutti invochiamo nelle nostre mozioni.
La nostra presenza che voleva essere di arricchimento del dibattito, di vivacità dialettica, di contributo per una nuova proposta di governo, si è nostro malgrado trasformata in uno specchietto per le allodole, una presenza che non disturba le due tifoserie l’una contro l’altra armate, ma che allo stesso tempo attribuisce valore e certificazione di regolarità democratica in un congresso che di regolarità e di democrazia ha molto poco.
Ecco perché abbiamo deciso di sollevare il caso polito e le irregolarità che dovranno essere verificate ed eventualmente sanzionate, e ho annunciato, stando così le cose, il mio ritiro dalla competizione congressuale regionale, troppo avvelenata da un clima di congiura.
Se l’agibilità democratica sarà garantita, tutti noi volontari della mozione Marino, continueremo alla diffusione nei circoli, nei congressi e, infine nelle primarie, della Mozione di Ignazio Marino che ci ha caricato di entusiasmo e di ritrovata voglia di fare politica in Calabria e in Italia dove il berlusconismo si può combattere solo con una proposta di governo laico, che difenda il merito e che ponga la questione morale al di sopra di ogni altra priorità.
Aggiungo, in conclusione, poiché io non mi sono candidata da sola ma insieme a tutti coloro che mi hanno sostenuta, che il mio ritiro dalla competizione non sarà un fatto personale, ma se portato alle estreme conseguenza sarà una decisione di tutto il gruppo dei Volontari Calabresi.
Avv. Fernanda Gigliotti – candidata alla segreteria regionale del PD per la Mozione Marino

Marino e il PD malato. In Calabria c’è un bubbone.

Non siamo in grado di esercitare la democrazia. Il Partito Democratico in Calabria mette in mostra tutti i limiti di questo paese nel rispetto delle regole che ci si è dati comunemente. Nei circoli non c’è democrazia. C’è l’occupazione da parte dell’apparato più becero e l’esclusione dal dibattito. Non è la sconfitta a far parlare così. Non c’è sconfitta laddove non si è nemmeno giocato. La discussione nei circoli è stata azzoppata. Sono stati dimenticati i numerosi iscritti che si sapeva essere pro-Marino o pro-Franceschini. Bersani dovrebbe mostrare trasparenza e rifiutare il voto. E Franceschini – insieme agli organi di garanzia del partito stesso – dovrebbe assumersi la responsabilità politica di questo fallimento, chiudere questi congressi fasulli e chiedere spiegazioni a chi in Calabria regge le sorti del PD.

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  • Per il Pd ”c’è secondo me un ascesso, un bubbone, lo dico da medico, che è la Calabria, dove effettivamente ci sono delle situazioni che non sono accettabili”. Lo afferma Ignazio Marino ospite di Maurizio Belpietro. Parlando di quanto è accaduto a Catanzaro, il candidato alla segreteria del Pd osserva: “Mi aspetto che Bersani e Franceschini possano dimostrare di essere capaci di camminare sull’acqua”

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  • Congressi di circolo del Pd agitati da accuse di irregolarità – Sospetti anche sulle votazioni in Campania – LaRepubblica
    Franceschini e Marino: fermare tutto
    I bersaniani: “serve responsabilità”. D’Alema alle Iene: “Veltroni, ti voglio bene”di GIOVANNA CASADIO su Repubblica

    ROMA – Franceschini, il segretario uscente del Pd, denuncia irregolarità “gravi” in Calabria: i congressi dei circoli, in particolare a Reggio Calabria, ma anche a Vibo, sono da azzerare. E la sua mozione, così come il candidato alla segreteria regionale, Pino Caminiti, si ritira, non parteciperà più alla gara in quella regione. Fino a quando i “garanti” da Roma non andranno a vedere cosa sta davvero accadendo.

    Ettore Rosato, che della campagna elettorale di Franceschini è il coordinatore, spiega: “Così torna il partito dei capibastone. C’è in Calabria un braccio di ferro sulle regole e le cose sono diventate ingestibili: gli iscritti non sono informati delle convocazioni; non possono partecipare”.

    Accuse pesanti che Ignazio Marino, il senatore-chirurgo, sfidante di Dario Franceschini e di Pierluigi Bersani alla leadership dei Democratici, rincara: “La Calabria è un ascesso che sta contagiando il congresso del Pd: o s’interviene annullando i voti dei circoli o si manda in setticemia l’intero corpo del partito”. Marino ha le segnalazioni che gli hanno mandato i suoi “da giù”, e che descrivono circoli in cui i votanti sono stati più degli iscritti; allestite tre cabine e su ciascuna segnalato il nome del candidato, alla faccia della segretezza del voto; pacchetti di voti convogliati su questo o su quello. “A Bersani chiedo di assumersi la responsabilità politica di dire “io i voti della Calabria non li voglio”; mentre l’attuale segretario Franceschini azzeri quei congressi calabresi”.

    Anche il candidato per la segreteria regionale mariniano, Fernanda Gigliotti si è ritirata, dopo avere raccontando che nel circolo di Catanzaro i votanti (stragrande maggioranza pro Bersani) sono stati più degli iscritti.

    La fibrillazione cresce con l’avvicinarsi della data del congresso dell’11 ottobre, a cui seguiranno le primarie del 25. Le polemiche sulle tessere manovrate, i capibastone, le votazioni fantasma non solo in Calabria ma anche in Campania, montano. Bersani è in vantaggio e i bersaniani reagiscono: “Serve responsabilità e fiducia negli organismi di controllo”, avverte Filippo Penati. “Non si butti fango e veleno sul congresso, non si fa”, ammonisce Nico Stumpo che è nel comitato dei garanti.

    E Maurizio Migliavacca, anche lui bersaniano, nel suo ruolo di presidente del comitato di garanzia, invita a “evitare polemiche politiche, e a sottoporre i casi concreti: niente sarà tralasciato”. Per i supporter di Bersani è la sconfitta a provocare queste reazioni. Replica Rosato: “Finite le qualificazioni, comincia il campionato, cioè le primarie e lì la partita per Franceschini è aperta. In Calabria c’è una omogeneità tra l’amministrazione Loiero e lo svolgimento dei congressi locali”.

    Massimo D’Alema, grande elettore di Bersani, non entra nelle beghe interne, parla di politica e scommette: “Berlusconi perderà la prossima volta”. Pensa a una coalizione che vada dai dipietristi all’Udc. “Altre scosse? Troppe ne vedremo”. Gli chiedono dell’inimicizia tra lui e Veltroni. “Walter ti stimo – accetta di rispondere – Ti voglio bene”.

    (22 settembre 2009)

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Gigliotti: circoli PD a Catanzaro, più votanti che iscritti.

Dal fb di Fernanda Gigliotti ancora sconcertanti notizie dalla Calabria: al circolo S. Nicola di Catanzaro sono più i votanti degli iscritti e quasi tutti votano per Bersani.

E’ necessario fare chiarezza: questa non è la nostra democrazia, somiglia più a quella di Hamid Karzai, lui è riuscito a truccare addirittura milioni di schede.

Nel circolo di Catanzaro Centro su un’anagrafe di 379 iscritti, così come fornitaci dalla Direzione regionale del Partito e aggiornata al 21 luglio 2009, hanno votato ben 474 persone di cui 342 alla Mozione Bersani. Ci hanno fornito un’anagrafe parzi…ale o a Catanzaro centro ha votato in favore di Bersani molta più gente di quanto ne risulta iscritta al partito?

E’ URGENTE L’IMMEDIATA CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA PER IL CONGRESSO DEL PD

Sen. Ignazio Marino,
On.le Dario Franceschini,
On.le Pier Luigi Bersani,
Commissione Nazionale di Garanzia,
Commissione Regionale di Garanzia,
On.le Doris Lo Moro,
On.le Franco La Ratta,
On.le Nicodemo Oliverio,
On.le Maria Grazia Laganà,
On.le Marco Minniti,
On.le Rosa Calipari,
On.le Sen. Franco Bruno
Invito tutti a richiedere l’immediata convocazione della commissione di garanzia nazionale, regionale e quelle provinciali per la discussione del caso Calabria e per decidere con urgenza:
1) l’intervento immediato di osservatori nazionali per la regolarità dei congressi di circolo,
2) la verifica dei risultati del dato congressuale di Catanzaro centro
3) la verifica dell’anagrafe degli iscritti e la verifica di chi, ad oggi, con nome e cognome risulta avere personalmente votato.
Nocera Terinese, 21 settembre 2009
Avv. Fernanda Gigliotti – candidata alla segreteria regionale del PD per la Mozione Marino

Nei circoli PD in Calabria il sospetto di brogli. La denuncia di Fernanda Gigliotti.

Fernanda Gigliotti alla carica! La sua denuncia di congressi dei circoli svuotati da dibattimento e democrazia. Le votazioni si chiudono tutte a favore di Bersani, con percentuali bulgare.

Congenita inagibilità democratica dei congressi del PD

In Calabria più che in Campania e in Sicilia, il congresso del PD è stato preceduto da un tesseramento anomalo, sospetto, ingiustificato, per numero e nomi di tesserati rapportato ai residenti nella regione e ai voti ottenuti alle ultime due tornate elettorali. Un tesseramento che ha visto Presidenti, Vicepresidenti, Assessori, Onorevoli, Senatori, Consiglieri, portaborse, rastrellare tessere e comprare pacchetti azionari di un partito che si trovava alla guida del governo regionale che in Europa è ancora Obiettivo1.
Al tesseramento dei “designati volontari” è seguito l’accomodamento di uomini e donne fidate, e titolari di pacchetti azionari, all’interno degli organi di governo e sottogoverno regionale, con il compito di controllare, gestire, sfamare e far crescere il “pascolo del consenso”. Altro che proposta politica alternativa a quella del centrodestra.
Poi si è arrivati a ridosso del congresso dei circoli con feste di piazza sponsorizzate, pagate e svolte sotto l’egida del simbolo del partito democratico nelle quali, fatta salva qualche nobile eccezione, non c’è stato nessun confronto congressuale. La mozione Bersani e quella Franceschini, l’una contro l’altra, si sono dilaniate, insultate, massacrate, spendendo il nome e i soldi di un partito democratico e, accecate da tanta congiura e assetate dal monopolio di visibilità, si sono rese complici di una conventio ad excludendum della Mozione Marino.
Oggi il congresso è in pieno svolgimento e ogni giorno registriamo la costante,
reiterata e fisiologica, quasi connaturata al partito democratico di questi uomini e donne,
violazione delle regole congressuali che è diretta a certificare soltanto la stabilità delle quote di sottoscrizione azionaria di bersaniani e franceschiniani.
E in linea con ciò è accaduto, per esempio, che in molti piccoli circoli (nella provincia di Catanzaro a Cenadi, Centrache, Cicala, Davoli e Olivati), hanno votato quasi sempre tutti gli iscritti e tutti si sono espressi a favore di Bersani! Nessuna traccia di vitalità democratica! Sarà anche possibile ma è più che legittimo il sospetto che si sia trattato solo della verifica della distinta degli iscritti e non di un vero congresso! Così com’è accaduto che Catanzaro Centro su un’anagrafe di 379 iscritti, così come fornitaci dalla Direzione regionale del Partito e aggiornata al 21 luglio 2009, hanno votato ben 682 persone di cui 474 alla Mozione Bersani. Ci hanno fornito un’anagrafe parziale o a Catanzaro centro ha votato in favore di Bersani molta più gente di quanto ne risulta iscritta al partito? Ovunque si è votato senza cabina elettorale e senza alcuna garanzia di tutela della segretezza del voto (si è votato tutti insieme, in corridori e stanze o addirittura all’aperto, su schede consegnate anche a chi non ha dato prova di esser iscritto al partito e troppo spesso identificato solo per conoscenza personale). Ma è accaduto anche che uomini di partito e amministratori pubblici non si sono limitati a dare indicazioni su chi e come votare, ma taluni hanno compilato le schede anche al posto degli iscritti! Erano degli analfabeti o, come al solito, il controllo del voto nella nostra regione è appannaggio della mafia ma anche della politica, e anche di quella parte politica che sponsorizza una legge elettorale sulle primarie regionali?
Questo è il quadro che abbiamo registrato ovunque siamo riusciti ad essere presenti. Tenuto conto che tutti i congressi sono stati convocati nello stesso giorno e nella stessa ora: quelli tenuti nella città di Catanzaro, ad esempio, sono stati fissati, salvo uno, lo stesso giorno e allo stesso orario di quelli fissati nei tre circoli di Lamezia Terme. Insomma neanche superman avrebbe potuto essere presente, anche se avesse voluto! Il risultato congressuale, a questo punto, è talmente scontato che il congresso delle tessere poteva essere evitato! Sarebbe bastato chiedere ai capi bastone della politica del PD calabrese quante tessere aveva in tasca e procedere a tavolino alla divisione dei voti e dei relativi delegati, con risparmio di tempo, energia, faccia e democrazia.
In Calabria, vale la pena sottolinearlo, l’unico risultato in linea con il dato nazionale, almeno per quanto riguarda la Mozione Marino, è quello che è uscito dal congresso dei circoli di Lamezia Terme. In tutti gli altri posti il congresso è solo una prova di forza tra i due antagonisti di sempre, e lo sconto è duro e senza esclusioni di colpi, nel senso che come in guerra ogni metodo è lecito.
E’ una overdose gattopardesca dove chi ha parlato la lingua ingenua della politica non ha avuto e non avrà diritto di cittadinanza e dove nessun richiamo alla trasparenze e all’agibilità democratica troverà accoglimento, perché è impossibile governare un sistema partorito dolosamente per non essere governabile!!
I deputati e i senatori calabresi sanno che ciò che ho scritto è la verità e sarebbe il caso che anche loro, soprattutto nella loro funzione di PARLAMENTARI della REPUBBLICA, facessero un passo avanti per denunciare quanto io sto denunciando, chiedendo:
1) l’intervento immediato di osservatori nazionali per la regolarità dei congressi di circolo,
2) la verifica dei risultati del dato congressuale di Catanzaro centro
3) la verifica di un’anagrafe degli iscritti abnorme
e invitando Franceschini e Bersani a fare immediatamente i conti con questo partito calabrese che non consentirà né a l’uno né a l’altro, di vincere nessuna battaglia politica sulla base della loro semplice proposta, ma solo attraverso il ricorso ai muscoli e a metodi che non appartengono alla democrazia e alla legalità che tutti invochiamo nelle nostre mozioni.
Nocera Torinese, 20 settembre 2009
Avv. Fernanda Gigliotti – candidata alla segreteria regionale del PD per la Mozione Marino

Cuffaro risponde a Marino. Nuove infamie. E Loiero in Calabria nega l’evidenza della questione morale.

Loiero, il governatore della Calabria, ha avuto il coraggio di affermare che non esiste la questione morale. Certo è che – detto da un presidente la cui politica sanitaria ha prodotto un deficit di 1,7 miliardi di euro e disservizi tali da sfociare nei casi terribili di malasanità, di pazienti morti per incapacità del personale medico o per mancanza di attrezzature idonee o di posti letto – oramai è il dilagare dell’ipocrisia.
Pensate che tal Totò Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia, oggi senatore ma anche condannato in primo grado per favoreggiamento alla mafia e rivelazione del segreto d’ufficio, l’uomo dei cannoli, si è cimentato in una risposta alle dichiarazioni di ieri di Ignazio Marino a Genova sulla possibilità di una allenaza PD-UDC. Cuffaro non può che tornare alle vicende ISMETT. E si ricorda ora – lo smemorato – che Marino chiedeva sostegno contro i "cattivoni" americani. Non è andata proprio così, vero Cuffaro? Cosa fece il presidente Cuffaro per sostenere l’opera del chirurgo Marino? Perché fu Marino ad andarsene?
Domande che su Yes, political! hanno già una risposta (cercate nei tag ignazio marino e cuffaro).
E’ però bene leggere le sue dichiarazioni per diffidare di chi propone alleanze con il suo partito, che ancor oggi è retto da un segretario che lo definì "perseguitato politico".

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    • Ricorrere alla morale kantiana e agli aneddoti di un grande giornalista qual è stato Montanelli, per eludere una domanda ed insinuare le presunte immoralità di altri, è un esercizio di retorica che, a fine agosto con la temperatura a 34°, si trascina stancamente ed ha il sapore di chi sta ripetendo la lezioncina in vista degli esami di riparazione.
    • Questione morale, caro Presidente è aver detto, all’indomani della morte di Federica Monteleone “su Vibo tolleranza zero” e apprendere qualche giorno fa dal Direttore Generale di quell’Azienda Ospedaliera, che i lavori di adeguamento (ad oggi non ancora finiti) agli standard minimi di sicurezza, sono stati eseguiti con i soldi del bilancio dell’Azienda Ospedaliera Jazzolino mentre la Regione Calabria non ha ancora dato un solo centesimo!!!
    • Questione morale, caro Presidente è:
      1) non avere ancora adottato il Piano Sanitario regionale benché approvato dalla Giunta ormai da alcuni anni;
    • 2) non avere detto quali fra gli ospedali della piana di Gioia Tauro, della Locride e delle altre zone della Calabria, saranno chiusi a fronte della costruzione dei nuovi quattro ospedali;
    • 3) Questione morale è il sistema di annullamento delle competenze mediche, di sfruttamento dello stato di bisogno di medici e di infermieri precari, con la trimestralizzazione dei loro incarichi così da controllare il loro voto “a vista”! Nessun concorso per nuovi primari o medici specialisti e reparti lasciati alla diligenza e lungimiranza dei molti operatori sanitari che ancora hanno il coraggio di rischiare la loro incolumità personale lavorando in un sistema sanitario pubblico dolosamente schizofrenico. Intanto i casi di diagnosi errate e di imperizia sono la causa principale di morte per mala sanità.
    • 4) Questione morale è prendere atto che anche con l’Istituto Papa Giovanni la Politica ha fallito, perché troppo distratta a concludere affari per alimentare la propria longevità politica. Ed è questione morale concludere che il problema è stato risolto non dalla politica ma dall’intervento propiziatorio della magistratura che, in Calabria ormai, deve sostituirsi al sistema politico con regolarità e puntualità, e non come extrema ratio.
    • 5) Questione morale è avere nominato quali Presidenti e Direttori Generali, in Aziende Ospedaliere, ASL/ASP, Arpacal, Asi ecc. ecc., uomini di fede che oggi si sono dimessi dagli incarichi per potersi candidare alle Regionali a sostegno della candidatura del Presidente! Ed è questione morale il fatto che Lei e i suoi uomini ritengono tali pratiche assolutamente normali!!
    • 6) Questione morale è avere assistito inermi al sacco del nostro territorio con la depurazione affidata a società consortili, la raccolta differenziata a società miste che, utilizzate non secondo criteri aziendali, ma clientelari, hanno determinato la morte dell’ambiente calabrese, il disastro economico di tutto l’indotto e l’affossamento dell’unico sviluppo possibile: quello turistico. Questione morale è non volere affrontare argomenti di nome Gerica, Smeco, Acquereggine, Alto Tirreno Cosentino, Appennino Paolano, Pollino SpA, Vallecrati, ecc. ecc. ecc
    • 7) Questione morale significa non avere il coraggio di parlare del fallimento della politica economica regionale che negli ultimi venti anni ha usato in modo improprio strumenti societari e legislativi che mentre altrove sono stati di successo, in Calabria sono serviti soltanto per creare un sistema di potere spaventoso e che ha foraggiato, attraverso i fondi pubblici provenienti anche dalle gestioni Commissariali in capo alle Presidenze del Consiglio dei Ministri di Berlusconi-Prodi-Berlusconi, le segreterie dei partiti di tutto l’arco costituzionale, quasi nessuno escluso
    • 8) Questione morale significa leggere quotidianamente le gravi accuse di brogli, di violazione delle regole democratiche, di uso dei fondi regionali in modo clientelare, che un Suo assessore e sostenitore della mozione lancia al Presidente del Consiglio Regionale che sostiene la Sua Giunta e che sostiene la sua stessa mozione congressuale, senza registrare un suo cenno di riscontro o di richiesta di chiarimento al Presidente Bova o all’assessore Naccari!
    • 9) Questione morale è avere deluso le aspettative di quanti abbiamo votato Lei e questa giunta nella convinzione che sarebbe stato il riscatto della buona calabresità, e accorgerci di essere stati comunque governati con gli stessi metodi e dagli stessi poteri forti della Giunta Chiaravalloti!
    • 10) Questione morale è apprendere che si continua da più parti ad attribuire al congresso del PD e alla sana e naturale dialettica congressuale, e non già al fallimento di un’intera classe politica e di un’azione di governo, la responsabilità di questo indecoroso spettacolo della fine di un basso impero!!
    • Fernanda Gigliotti – Candidata alla Seg. Reg. del PD – Mozione Marino
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    • "Da mago dei trapianti a mago della comunicazione creativa il passo sembra essere stato breve per Ignazio Marino che dal suo cappello a cilindro tira fuori, oggi, un ottimo miscuglio di mezze verità, dichiarazioni ad effetto, populistici programmi fuori tempo e qualche dimostrazione di artificiale cattiva memoria". Lo dice il senatore dell’Udc, Totò Cuffaro
    • "D’altronde fin dai tempi di Palermo – aggiunge – sappiamo si fosse autonominato supervisore della pubbliche relazioni dell’Ismett oltre che amministratore delegato e frequentasse, invece, poco le corsie.
    • Eppure non era così che si comportava il novello moralizzatore Ignazio Marino quando, direttore dell’Ismett, veniva a chiedere alla Regione siciliana, che allora presiedevo, protezione contro quei cattivoni americani che volevano silurarlo constestandogli l’incasso di rimborsi gonfiati".
    • Aggiunge Cuffaro: "Allora, ricordo bene, non provava ribrezzo e non lanciava anatemi e filtri magici contro me e l’Udc, nel chiedere aiuto e sostegno".
    • "Nonostante la caduta di stile – conclude Cuffaro – auguro a Marino di vincere la sua sfida per la segreteria del Pd. Solo con una guida spregiudicata, improntata alla distruzione più che alla costruzione, allo scontro più che al dialogo ed avara di contenuti veri, come la sua si potrà garantire pace e serenità alle tante anime tormentate dello stesso Pd"

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In Calabria lo scontro è aperto. Diffamata la Gigliotti. Nuovo attacco alla mozione Marino.

Ignazio Marino domani comincia il tour congressuale a partire dalla Calabria. Ebbene, non ha fatto tempo a sbarcare in questa regione che già volano i coltelli. Ieri su “Il Quotidiano della Calabria”, sezione Lamezia Terme, è comparso un articolo a pagina 28, a firma di Pasquale Roppa, in cui tale Pino Cosentino, consigliere comunale di Lamezia Terme, critica la candidata alla segreteria regionale per la mozione Marino, Fernanda Gigliotti. Questa intervista è da considerarsi la risposta all’intervista rilasciata da Fernanda il 19 agosto, che potete rileggere qui. In sintesi, la Gigliotti aveva espresso pareri duri sull’attuale amministrazione regionale e sul suo presidente Loiero, a suo avviso al centro di una questione morale estremamente radicata e profonda da far parlare quasi di condizione inestirpabile. Ma l’intervista non è un mero attacco, il perno del discorso di Fernanda è relativo alla condizione della Calabria, al suo dissesto ambientale, alla questione sanità, e non ultimo al problema della raccolta rifiuti e ai progetti che lei avrebbe in quanto candidata alla segreteria regionale. Tutti temi che scottano. Sui quali non si può dibattere. Sui quali dibattere è comportamento eversivo.

La risposta del vertice PD non si è fatta attendere ed è giunta per voce di un comprimario, un assessore comunale. Dalle colonne del quotidiano calabrese il Cosentino si esercita perigliosamente in una critica alla Gigliotti che ieri la Gigliotti stessa aveva girato ai candidati delle altre due mozioni: “estendo ancora una volta l’invito a Guccione e Camiti, così come ho già fatto a Decollatura in occasione della Festa Democratica, di utilizzare il congresso non solo per un’utile discussione di cosa è il PD e di come vorremmo che fosse, ma anche di convincere l’elettore e il militante del PD che non parliamo solo di aria fritta, ma che al di la delle posizioni personali e di mozione, siamo pronti ad essere squadra nel merito delle problematiche della nostra regione”.

Cosentino inoltre accusa la Gigliotti di usare la parola meritocrazia a sproposito – a orologeria, in quanto ella stessa sarebbe, a suo avviso, stata partecipe del sistema clientelare (mi ricorda la prima diatriba Marino vs. Il foglio, in cui Il Foglio cercava a tutti i costi di far apparire Marino come uno che predica bene e razzola male – caso UPMC).

Mi chiedo: ma perché mai Cosentino parla solo ora? Se era a conoscenza di casi di assegnazione di incarichi poco chiari che riguardavano la Gigliotti, perché se ne esce solo ora con questa dichiarazione? Lui parla di meritocrazia a orologeria. Ma qui è ravvisabile la diffamazione a orologeria, se egli non avesse modo di dimostrare le sue dichiarazioni. Un comportamento alquanto sospetto, quello di Cosentino. Lascia supporre che egli abbia ricevuto un’imbeccata proveniente da molto in alto. E chi risiede là in alto – è chiaro – deve avere a disposizione un gran bel numero di persone pronte a sporcarsi le mani al proprio posto.

Doverosamente Yes, political! ospita la replica di Fernanda Gigliotti che si riporta integralmente.

LA MIA REPLICA AL VERGOGNOSO ATTACCO PERSONALE CHE HO SUBITO SULLE PAGINE DELLE CRONACHE LAMETINE DAL SIG. PINO COSENTINO CONSIGLIERE COMUNALE DEL PD A LAMEZIA TERME E UOMO DI FIDUCIA DEGLI UOMINI DI FIDUCIA DI LOIERO… PRATICAMENTE UN CAPETTO!!

Anche io come Ignazio Marino sono stata oggetto di un vergognoso attacco personale perché anche io, come lui, sono una persona e una professionista libera che non risponde a nessun organo di governo e di sottogoverno. Faccio l’avvocato e chi mi ha scelto come professionista (enti pubblici e privati cittadini) lo ha fatto per le mie competenze professionali e per il grado di fiducia che ha inteso riporre nella mia attività difensiva, e non certo perché li ha mandati Picone!
Il mio impegno e le candidature in politica, sono state sempre e solo mosse dalla passione e non dal calcolo, e chi mi conosce lo sa bene, anche perché le mie sono sempre state candidature di servizio, candidature difficili e dirette a rimediare i guasti prodotti da altri.
Stiano tranquilli, quindi, gli uomini del presidente Loiero che oggi hanno rivolto al mio indirizzo, attraverso le pagine della stampa lametina, un chiaro avvertimento in perfetto stile politico-mafioso.
Io andrò avanti per la mia strada, sostenuta da quanti appoggiano e sostengono liberamente e gratuitamente la mia campagna congressuale, senza arretramenti di sorta. Invito, pertanto, il Presidente Loiero che è uomo politico di lungo corso e che ha un ottimo capo ufficio stampa, a pubblicare il suo pensiero e a firmarsi direttamente, piuttosto che affidarlo ad improbabili ventriloqui per di più impreparati o falsamente informati.
Nel merito non conosco Pino Cosentino e, da quello che ha scritto sul mio conto, dubito che lui conosca me. Di sicuro non ha letto la mozione presentata dalla sottoscritta, non ha letto le proposte che abbiamo già avanzato, e forse non ha letto nemmeno la mia intervista pubblicata sul Quotidiano di qualche giorno fa in cui mi sono limitata a fare ovvie considerazioni politiche e a rispondere liberamente, e non sotto dettatura, alle domande che il giornalista mi ha posto. Ad ogni buon fine, e qualora l’articolo fosse improbabile farina del suo sacco, volevo solo replicare quanto segue:
1) gli incarichi da me ottenuti dall’ASL n° 6 di Lamezia Terme sono stati complessivamente una decina e risalgono agli anni 2006/2008, incarichi conferiti per rapporti di fiducia professionale con la Direzione Generale dell’epoca;
2) Dall’Asi ho ricevuto un solo incarico di arbitro e se il sig. Cosentino vuole sapere posso anche riferirgli con quali altri arbitri e presidenti ho condiviso il mandato;
3) Dalla Fincalabra, ahimè, non ho ancora ricevuto nessun incarico! Aggiungo però che sono orami 18 anni che attendo di conoscere l’esito di un concorso che feci intorno al 1990 presso la Fincalabra e di sapere come mai, malgrado quel concorso, le persone furono assunte per chiamata diretta. Eppure non mi pare che all’epoca ci fosse Loiero a guidare la Regione Calabria!! Evidentemente i Presidenti cambiano ma i metodi restono uguali!
Per chi volesse conoscere le proposte, le mozioni, gli argomenti di discussione che stiamo portanto avanti, è possibile consultarli su http://www.calabria.scelgomarino.info, sul gruppo facebbok di “Noi ..La Calabria Libera di Ignazio Marino” e sul mio pofilo personale di facebook, oltre che seguire le nostre iniziative politiche che tra il 22 e 23 agosto ci vedranno impegnati con Ignazio Marino in giro per la Calabria. Chissà che conoscendoci di persona e non per sentito dire, anche Pino Cosentino non si convinca ad appoggiarci!!
Fernanda Gigliotti
Candidata Segreteria PD – Mozione Ignazio Marino

Segue la trascrizione dell’intervista a Cosentino presente sul Quotidiano della Calabria. Potete leggerla qui.

Il Quotidiano – lamezia Terme e Piana – 20 agosto 2009 – pag. 28.

Gigliotti e le sue idee.

Pino cosentino: “sterili demonizzazioni degli altri”.

PIOGGIA di critiche del consigliere comunale Pino Cosentino dopo le esternazionidi Fernanda Gigliotti, candidata a segretario regionale del PD. «Ci saremmo aspettati, in un momento di grandi difficoltà per il paesee soprattutto per la Calabria, conoscere le sue idee, apprezzare le linee programmatiche in cui si sostanzierebbe la sua nuova proposta politica». Ed invece,osserva Cosentino «attacca tutto e tutti: anziché vincere (convincere) con il valore delle idee investe tutte le sue argomentazioni con la sterile demonizzazione degli altri candidati, con buon gioco della democrazia e delle sue regole. Punta insomma su un sistema di propaganda irrimediabilmente ed esasperatamente datato e fallimentare».
Dì più osserva «la gente non è interessata alle schermaglie interne alla politica, vuole che si parli dei problemi. Si (con)vince con il consenso e il consenso si ottiene con la gente e tra la gente, che ha dei bisogni concreti e insieme l’esigenza che detti bisogni vengano ascoltati;fondare la candidatura su alterchi e diverbi personali che esulano nella sostanza da ciò che la gente si aspetta non ha né potrebbe ora rappresentare un criterio di discernimento vincente».
Per Cosentino «sarebbe riduttivo oltre che offensivo di tante menti pensanti irridere del consenso altrui, o peggio ancora farsi promotori di un moralismo tutto etica e meritocrazia che viene tirato fuori ad orologeria: è fatto notorio che l’aspirante segreteria – che reclama merito e trasparenza – abbia finora ricoperto incarichi profèssionali attribuitigli da chi dirigeva e dirige (per volere proprio di quei governanti del PD che attacca), l’Asl di Catanzaro-Lamezia, l’ex Asl 6 e la Fincalabra!».
E qui rimarca «l’avvocato Gi gliotti ha alla spalle risultati che la dicono lunga sulla sua compatibilità con la vita politica partecipata, fatta di contatto costante con le persone e di buone relazioni che però non sempre le hanno consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati come quando si è misurata alle elezioni comunali di Lamezia nel 2001, con la candidatura a sindaco di Nocera nel 2002 e nel 2004 con la candidatura alle provinciali».
E ancora «non è l’aver irrimediabilmente mancato i traguardi perseguiti nelle precedenti tornate elettorali a provocare un moto di sconcerto per le dichiarazioni da ella rese,quanto il dato che ogni suo insuccesso le sia stato benignamente compensato da chi in politica non sempre ha mostrato grande appeal con il quotidiano della gente comune né la capacità di costruire relazioni che andassero oltre quella “ristretta cerchia” nella quale sembra essere reclusa».
Viene da chiedersi – osserva – « in tal caso gli incarichi professionali di cui sopra sono stati attribuiti per merito o semplicemente in ragione dell’appartenenza ad un sistemino di potere che si perpetua all’ombra del sottogoverno regionale?». Ciò per dire che «voler allora apparire del tutto sganciata, scandalizzata dal sistema correntizio dei soliti “noti” che inevitabilmente finisce per caratterizzare un grande partito di massa, potrebbe apparire agli occhi di chi conosce fatti e misfatti della politica nella sua quotidianità è un esercizio intellettualmente ipocrita, riduttivo della sua personalità che non le aggiungerà altri consensi».
Ecco perché per Cosentino « Sarebbe stato più interessante e persuasivo conoscere le sue idee e i suoi programmi politici». Per tutti coloro che sono in politica dice « è lecito ambire a ricoprire incarichi di rilievo, ma per fare ciò non è pensabile (né rispettabile) che possa bastare una mera designazione dall’alto è indispensabile misurarsi pur sempre espressione di libero consenso (democraticamente) nella stragrande maggioranza dei casi dato a chi ha profuso impegno concreto per la ricerca del bene comune, ha intessuto rapporti e contatti quotidiani, da quelle medesime persone che poi nelle competizioni elettorali avvalendosi del proprio diritto di voto, sceglieranno chi “merita” quella ‘Visibilità”, scusate se è poco».
Auspico – conclude – che «la mia preferenza venga a scaturire dal confronto dialettico delle idee e dei programmi dei candidati, che la corsa verso la segreteria regionale si incentri sul piano della concretezza e soprattutto della correttezza, nel rispetto di chi ci scruta e dovrà scegliere, ringraziando anticipatamente per la loro disponibilità Pino Caminiti, Carlo Guccione e Fernanda Gigliotti sapendo che all’indomani della imminente competizione dovremmo essere tutti uniti per le prossime impegnative tornate elettorali».

Ricevo e pubblico. La Calabria libera di Ignazio Marino. La candidatura Gigliotti.

Ignazio Marino si accinge ad aprire il suo tour congressuale. Il 22 e 23 di Agosto sarà in Calabria ad accompagnare la candidatura alla segreteria regionale di Fernanda Gigliotti.

Quello che segue è il messaggio introduttivo di Fernanda, che ricevo e pubblico.

“E mentre gli altri litigano, il tour congressuale di Ignazio Marino riparte dalla Calabria.

Il tour congressuale di Ignazio Marino partirà dalla Calabria il 22 e 23 agosto perché, come lui stesso afferma occorre essere presenti “dove la democrazia è meno garantita perché c’è il controllo della criminalità organizzata” e dove i cittadini “preferirebbero al Ponte sullo Stretto un pronto soccorso efficiente”. Mai incipit fu più azzeccato per la Calabria e per il PD Calabrese che, forse più degli altri, deve riflettere su ciò che dice di essere e su ciò che nei fatti è diventato.

Basta guardare la totale assenza di argomenti politici dal dibattito, animato solo dalle guerre all’interno della Mozione Bersani che riesce a trovare unità di intenti solo quando si deve parlare male della Mozione di Franceschini.

La venuta di Marino in Calabria forse potrà rappresentare l’occasione per cominciare a discutere del vero problema del partito che non è “quale struttura avere” (solido, liquido, gassoso?), essendo già il partito dei circoli, ma quale identità abbracciare, quale comune denominatore porre alla base della nuova proposta di governo che non può essere solo l’antiberlusconismo.

Ecco perché ai temi scottanti ed universali della laicità, meritocrazia, questione morale, temi sui quali la Mozione Marino si misurerà ad ogni occasione di dibattito, perché unici veri argomenti su cui si può formare un consenso identitario e culturale per il partito democratico, occorre animare il dibattito calabrese e affrontare alcune emergenze di civiltà e di democrazia. E non si può invocare e pretendere “il silenzio” sulle questioni interne ed esterne del partito, pena la denuncia per lesa maestà, perché ciò è uno stridente contrasto con lo spirito congressuale.

E allora estendo ancora una volta l’invito a Guccione e Camiti [i candidati delle mozioni uno e due], così come ho già fatto a Decollatura in occasione della Festa Democratica, di utilizzare il congresso non solo per un’utile discussione di cosa è il PD e di come vorremmo che fosse, ma anche di convincere l’elettore e il militante del PD che non parliamo solo di aria fritta, ma che al di la delle posizioni personali e di mozione, siamo pronti ad essere squadra nel merito delle problematiche della nostra regione. Senza offendere Obama e la Clinton, ma bisogna guardare anche alla loro capacità di dire a chiare lettere quale partito, quale governo e quale presidente avrebbero voluto, ma che alla fine lavorano per lo stesso partito e per lo stesso governo!

E se vogliamo costruire un vero partito democratico e non una banda, un clan, un società chiusa, dobbiamo favorire il dibattito interno senza timori, paure e riverenze, e per ciò che riguarda i grandi temi della Regione, le grandi emergenze dobbiamo assumere delle decisioni condivise:

1) Vogliamo riappropriarci della battaglia della legalità che non può essere appannaggio dell’antipolitica, e ripartire tutte e tre le mozioni da Rossano a sostegno e difesa della dirigente INPS che vive sotto scorta per avere avuto il coraggio di svolgere il proprio lavoro?

2) Vogliamo prendere atto che l’emergenza sanitaria in Calabria non è solo il debito, ma sono le morti sempre più sospette che si registrano nelle piccole strutture ospedaliere e in cliniche accreditate! Vogliamo chiedere tutti e tre, insieme, al Presidente Loiero, a fronte dei 4 nuovi ospedali e dell’introduzione della SUA, quali sono i piccoli ospedali pericolosi per la salute pubblica che verranno chiusi? E vogliamo insieme chiedere al Presidente Loiero di indicare quale Direttore-Generale dell’Azienda Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, una persona di altro profilo istituzionale e che sia di garanzia per tutti e soprattutto per i pazienti calabresi?

3) Vogliamo chiedere all’Assessore Greco un immediato tavolo tecnico-politico, a cui invitare anche le aziende che si sono occupate materialmente della gestione, che meglio di altri conoscono fatti e misfatti della depurazione calabrese, per verificare lo stato dell’arte e le cosa che dobbiamo fare subito per ridare dignità al nostro mare e al nostro territorio che è in “emergenza ambientale” e non sono in “emergenza balneare”?

Infine possiamo inaugurare un nuovo modo di fare il congresso e chiedere al Partito democratico, alla Direzione Regionale, al suo Tesoriere di non disporre alcun rimborso spese in favore di noi candidati alla Segreteria Regionale, ma di farsi garante e proponente autorevole di cinque dibattiti di alto profilo mediatico e politico, in ciascuna delle province calabresi, sotto la conduzione di autorevoli giornalisti, affinché ciascuno di noi possa avere stessa visibilità e stesso trattamento?”

Fernanda Gigliotti

Candidata Segreteria PD – Mozione Ignazio Marino