Manovra-bis, il testo finale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

Ecco il testo definitivo della Manovra-bis di Agosto come licenziato dalle Camere: LEGGE_148_DEL_14_SETTEMBRE_2011

 

Nucleare, il giallo del decreto sblocca centrali.

Il Governo ha approvato in data 10 Febbraio 2010 il cosiddetto Decreto Sblocca Centrali, come previsto dall’art. 25 della legge delega che reintroduce in Italia la produzione di energia elettrica nucleare, la legge 99/2009. Il medesimo articolo dava al Governo sei mesi di tempo per scrivere il decreto:

Art. 25 L. 99/2009, comma 1: Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto delle norme in tema di valutazione di impatto ambientale e di pubblicità delle relative procedure, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo recanti la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare […]

Il giallo riguarda la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, che non è ancora avvenuta. Pertanto il testo non ha alcun effetto: è come se non fosse mai stato deliberato.

La legge delega parla espressamente di sei mesi di tempo che scadevano appunto il 15 febbraio, dal momento che essa è in vigore dal 15 agosto 2009. Viene da chiedersi dunque se quel decreto abbia ancora validità o se per superamento dei tempi debba ritenersi decaduta la stessa legge delega. Sarebbe davvero un bell’autogol (fonte: Clamoroso! La legge delega sul nucleare decaduta per scadenza dei termini?).

Ma la mancata pubblicazione sulla Gu non sarebbe l’unico aspetto discutibile del decreto sblocca centrali. La legge 99/2009, al medesimo art. 25, prevede un iter preciso sul cui rispetto da parte del Governo ci sono parechi dubbi:

Art. 25 L. 99/2009, comma 1: I decreti sono adottati, secondo le modalità e i princìpi direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonchè nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al comma 2 del presente articolo, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, e successivamente delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario. I pareri delle Commissioni parlamentari sono espressi entro sessanta giorni dalla data di trasmissione degli schemi dei decreti legislativi.

La Conferenza Unificata chiamata in causa è la Conferenza Stato-Regioni. Le Regioni però hanno dato parere negativo e la risposta del Governo, per bocca del sottosegretario allo sviluppo economico Scaglia, “Il parere delle regioni non è vincolante, noi andiamo avanti”. Le Regioni si erano espresse negativamente, lo scorso 28 Gennaio, votando a maggioranza – unici voti favorevoli quelli delle Regioni Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Di fatto, l’atto del Governo viola la competenza concorrente delle Regioni in materia di energia, nonché il principio della leale collaborazione.

    • Il Decreto legislativo viene approvato dal Consiglio dei Ministri contro la quasi totalita’ delle Regioni (con la sola eccezione di Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia) che hanno contestato nel loro documento il mancato rispetto dei poteri concorrenti delle Regioni in materia di certificazione dei siti, autorizzazione unica degli impianti nucleari e autorizzazione unica per il deposito nazionale […] (II Decreto sarebbe) contro il Titolo V della Costituzione ed elude l’obbligo di acquisire il parere della Conferenza unificata stabilito dalla cosiddetta Delega nucleare, legge 99/2009, che all’art. 25 stabilisce che i decreti attuativi della delega siano adottati ‘su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente e con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata e successivo parere delle Commissioni parlamentari competenti”

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