La talpa del Biscione: la spia del giudice Mesiano era un finanziere

La pupa D’Addario e i pupari. Complotto in 3 mosse

Ma Grillo vuole rilanciare il Pd o il suo 740?

Leggete Panorama? No? Allora vi siete persi, come il sottoscritto, l’opera omnia di Giacomo Amadori, giornalista d’assalto del settimanale di casa Mondadori/Biscione. Dovete sapere che le informazioni su cui si basano i suoi articoli, tutti affilati come gli spuntoni di un forcone, derivano da furti di dati operati da un sottufficiale della Guardia di Finanza di Pavia, “arrestato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Milano sull’accesso abusivo a sistemi informatici dati in uso al Corpo” (Notizie riservate a giornalisti, arrestato sottufficiale Gdf | Prima Pagina | Reuters).

Non è chiaro se fra i due sia intercorso del denaro, ovvero se Amadori pagasse le “prestazioni” del finanziere. Ma tant’è, lo sporco lavoro del giornalista può contemplare anche questo, sbirciare nel 730 di un giornalista (Travaglio), di un comico (Grillo), di un giudice (Mesiano), di una escort (D’Addario). Che cosa hanno in comune questi nomi? La scomodità per l’inquilino di Palazzo Grazioli e per la sua corte. D’altronde, ciò che fa Amadori è giornalismo d’assalto, ciò che fanno i giudici – nei confronti per esempio di Bertolaso, o Verdini, trattasi chiaramente di “fango”.

Ma Amadori è al centro anche dello scandalo Marcegaglia-Arpisella-Porro. Panorama, con il numero della scorsa settimana, ha rinforzato la tesi de Il Giornale sul caso Porro-Arpisella, e del dossieraggio presunto imbastito dalla redazione di Via Negri contro la presidente di Confidustria, pubblicando una telefonata intercorsa fra lo stesso Arpisella e Amadori. In quella conversazione, Arpisella avrebbe minacciato Amadori di mettere Confindustria contro il Governo qualora Panorama avesse pubblicato articoli sconvenienti sulla famiglia Marcegaglia. La registrazione è all’origine della rimozione di Arpisella dal ruolo di portavoce della Sciura di Confindustria. Arpisella era spaventato dall’intenzione di amadori di fare riferimento esplicito al ruolo di un consorzio rifiuti, Cogeam, di cui Marcegaglia è parte:

Arpisella: «Lascia fuori il nome (di Marcegaglia, ndr) dal (termine incomprensibile, ndr), ti prego per cortesia (…). Ti spiego alcune cose che non vanno dette nemmeno per telefono: guarda che si incazzano anche in alto i tuoi, su questa cosa (…), perché se incominciamo a rompere i coglioni noi al governo, cioè capisci, come Confindustria… Perché tirare in ballo questa roba qua? Ma che cazzo ti frega, nella completezza del pezzo, fare riferimento a Marcegaglia? Parla di Cogeam (il Consorzio stabile di gestioni ambientali, di cui fanno parte società di Marcegaglia, ndr), che te frega… Hai capito il senso? (…) Anche perché dobbiamo fare la copertina… facciamo (termine incomprensibile, ndr) in copertina e poi mi vieni in c… tu con quel pezzo?» (Panorama.it).

Ora viene spontaneo pensare e ipotizzare, anche solo per fare della scolastica dietrologia, che Amadori fosse in possesso di altre ulteriori informazioni che avrebbero potuto nuocere a Marcegaglia. Informazioni che si possono avere solo con fonti ben posizionate. E Amadori evidentemente le aveva.