L’Operazione Memoria la facciamo noi, 2a parte: le manovre per bloccare Annozero

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Intercettazioni Inchiesta Trani

(Immagini tratte da Raiperunanotte)

Operazione Memoria, parte seconda: quando B. voleva far chiudere Annozero, nessuno ne ha mai chiesto le dimissioni, certo non dalle colonne de Il Giornale, che oggi parla di ‘par condicio’. Lui, B., presidente del Consiglio, telefona al commissario Agocom Giancarlo Innocenzi, suo fedelissimo dai tempi della prima Finivest, per sollecitare interventi da parte del presidente Calabrò in forma preventiva contro la trasmissione di Santoro, che si accingeva a parlare del processo Mills, a fare – secondo B. medesimo – un processo mediatico senza contradditorio.
Naturalmente Berlusconi non vuole che si parli del processo Mills. Fa pressione su Innocenzi al fine di agire su Mauro Masi, il dg Rai, il quale alla fine sbotta, “queste cose neanche nello Zimbawe”. Berlusconi non ha mai spiegato questo particolare interessamento per Santoro, ma ha giustificato in pubblico le sue azioni. Non contento, ha chiesto al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di inviare gli ispettori a Trani (ispettori guidati allora da un certo Arcibaldo Miller, un signore che cena con Flavio Carboni, Dell’Utri, Verdini e Alfonso Marra, architettando come intervenire sulla Consulta in procinto di pronunciarsi sul lodo Alfano).
A vostro giudizio, tutto quanto descritto sopra, è più grave o meno grave di una casa a Montecarlo?

Berlusconi indagato a Trani. Concussione e Minacce. Indagine scottante del TG1 sui distributori di sigarette.

Tutti indagati: Berlusconi, per concussione e minacce; Innocenzi, il pasdaran mediasettizzato a vita, per favoreggiamento – è stato sentito come persona informata sui fatti dalla polizia giudiziaria già a Dicembre 2009; Minzolini, anche lui interrogato in procura, ha violato il segreto istruttorio comunicando a terzi i contenuti del suo verbale.
Il TG1 infila la notizia, una vera bomba, in mezzo alla melma gossippara e divagatoria che colma il giornale dalle otto e dieci sino alla fine. Ma il TG1 ha in serbo un scoop: a Napoli, i distributori di sigarette funzionano senza tessera sanitaria, anche i bambini le comprano. E non solo: il riso fa bene. Due vere notizie da prima pagina. Un cane ingoia ventimila dolalri in diamanti: il medico prende la "sofferta decisione". lasciar correre la natura… Che dire: vera distrazione di massa.

    • Silvio Berlusconi è iscritto sul registro degli indagati della Procura di Trani. I reati contestati sono due: 317 Codice penale, ovvero concussione. L’altro reato è l’articolo 338 del Codice penale: Art. 338 Violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario Chiunque usa violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica Autorita’ costituita in collegio, per impedirne in tutto o in parte, anche temporaneamente o per turbarne comunque l’attivita’, e’ punito con la reclusione da uno a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto per influire sulle deliberazioni collegiali di imprese che esercitano servizi pubblici o di pubblica necessita’, qualora tali deliberazioni abbiano per oggetto l’organizzazione o l’esecuzione dei servizi.

    • Il riferimento è all’ufficio del Garante per le comunicazioni

    • A Giancarlo Innocenzi è invece contestato l’articolo 378 del Codice penale. Ovvero favoreggiamento. Innocenzi è stato sentito come persona informata dei fatti dalla polizia giudiziaria. Nel corso della deposizione, Innocenzi ha dichiarato il falso e dunque gli viene contestato il favoreggiamento.

    • Augusto Minzolini, invece, è indagato per l’articolo 379 bis del Codice penale. Il suo interrogatorio era stato secretato e Minzolini ha subito comunicato a terze persone il contenuto dello stesso.

Chi è Giancarlo Innocenzi, il fedelissimo. Parte Seconda: da Fininvest a Forza Italia, l’idea di una interattività fra pubblico e privato.

La lunga carriera nell’entourage berlusconiano di Giancarlo Innocenzi, il membro AGCOM al centro dello scandalo pressioni di Berlusconi per far chiudere Annozero, gli ha fatto meritare l’appellativo di “Inox”, inossidabile, per la fedeltà al padrone. Inox è stato colui che ha introdotto e inventato l’informazione giornalistica in Fininvest. Siamo nel 1985 e Innocenzi è il direttore editoriale dell’intero network. All’epoca, Berlusconi anelava di poter far concorrenza alla Rai sui telegiornali. Senza diretta e senza giornalisti, affida l’incarico a Innocenzi che nell’arco di un anno fa incetta di grandi firme: Arrigo Levi, Giorgio Bocca, Indro Montanelli, Jas Gawronski. L’opera titanica di costruire le news mediaset comincia lontano per concludersi con il 1991 e la Guerra del Golfo, con Emilio Fede e la formula di “Studio Aperto”. Innocenzi già aveva preconizzato, insieme a Berlusconi, l’importanza di sottrarre il monopolio dell’informazione televisiva alla Rai:

Il problema numero uno di Berlusconi resta comunque quello relativo alla possibilità di “fare informazione” in presa diretta, vale a dire la possibilità di fare un telegiornale tutto suo da trasmettere in contemporanea sull’ intero territorio nazionale (BERLUSCONI: GRANDI FIRME IN ATTESA DEL FUTURO TG – Repubblica.it » Ricerca, 1985);

“non lo nascondo, di idee, e di progetti davvero ne abbiamo in quantità. Ma il punto è un altro: com’ è possibile fare attualità televisiva con l’ handicap, che tuttora soffriamo di non poter usare uno strumento prezioso come la diretta?”
“Vogliamo lavorare, anche nel campo giornalistico, alla pari con gli altri” conferma Innocenzi (LE INCHIESTE DI GIORGIO BOCCA UN DOSSIER LA SETTIMANA E LA SCIENZA PER – Repubblica.it » Ricerca – 1985).

I problemi tecnici e legislativi relativi alla diretta saranno presto superati. Innocenzi intanto diventa direttore generale per la Titanus e fonda il network Odeon Tv, venduto alla fine degli ottanta a Callisto Tanzi, che addirittura si mette a fare concorrenza a Berlusconi sulla trasmissione di una partita di coppa fra Real Madrid e Napoli (1987). Innocenzi resta però sempre nell’orbita Mediaset. Nel 1994, viene reclutato nel Partito Azienda e diventa responsabile del settore media di Forza Italia.

  • Qual è in sostanza il progetto di Forza Italia? I mercati nazionali non esistono più, stanno per scomparire. La televisione europea e planetaria è già una realtà. Quella della Fininvest che fa tanta paura ai più, il ‘ gigante cattivo’ in Italia, appare uno dei tanti, piccoli, modesti ‘ competitor’ sul mercato europeo e internazionale;
  • Che senso ha ‘proteggere’, porre barriere tra privato e pubblico, tetti antitrust in un sistema interno quando il satellite e il cavo ci porteranno in casa un’ offerta non ancora immaginabile;
  • l’ ipotesi di privatizzare la Rai appare assolutamente prematura. In linea di principio, questa non è un’ ipotesi da scartare. Voglio estremizzare: anche un’ impresa privata può sviluppare al meglio un ‘ servizio pubblico’ (‘ STATO E PRIVATI ALLEATI INTERATTIVI’ – Repubblica.it » Ricerca).

Innocenzi sposa in pieno la linea Confalonieri: annullare le barriere fra pubblico e privato in un’ottica globale. Annullare i tetti antitrust. Le loro parole erano già intrise della logica della fusione fredda dei due competitors nazionali, Rai e Mediaset. Il mostro che ne deriva, Raiset, fatto di interazioni e porte scorrevoli, di manager Rai “a doppia razionalità” (che decidono cioè non nell’interesse dell’azienda pubblica, bensì nell’ottica di non arrecare danno al privato), è ora sotto i nostri occhi.

Innocenzi è stato ed è un personaggio cruciale nel passaggio di Berlusconi dall’imprenditoria alla politica: ha organizzato il sistema delle news nazionali, ha applicato la politica Mediaset al partito, traslandone le direttive prima in Commissione Poste e Telecomunicazioni, poi all’AGCOM, dove ha mantenuto il filo diretto con il “capo”, costituendo il medium fra Palazzo Grazioli e i vertici Rai.

Chi è Giancarlo Innocenzi, il fedelissimo.

Giancarlo Innocenzi, il membro dell’AGCOM pescato a colloquio con Mr b, l’uomo ombra che tramava, insieme al dg Rai Masi, per la chiusura di Annozero al fine di compiacere il “capo”, non è nuovo a questo genere di interventi. Eccolo, raccontato dalle parole di Marco Lillo alla presentazione del libro “Bavaglio” (era il 3 settembre 2008), al telefono con Saccà nell’agosto 2007, quando allora Berlusconi era capo dell’opposizione:

Allora si trattava di sistemare qualche soubrette:

Niente di nuovo sul fronte berlusconiano.

(continua…)