Rai, contratto di Servizio o contratto di asservimento?

Il contratto di servizio conterrà una norma che istituisce un Comitato di Valutazione Qualitativa, definito Qualitel, che avrebbe il compito di valutare la programmazione Rai in termini qualitativi e di rispondenza ai termini del contratto di servizio stesso. L’indiscrezione è comparsa su Il Fatto Quotidiano, nell’edizione di oggi. L’Agcom si è affrettata a smentire l’interpretazione del gionalista de Il Fatto: Qualitel non è altro che il medesimo – già esistente – Comitato Scientifico, ora nominato in buona parte dalla Rai stessa, domani invece composto da soggetti nominati dall’Agcom stessa, in accordo con il Mnistero dello Sviluppo Economico, ovvero con l’attuale ministro Claudio Scajola (a volte ritornano).
L’anomolia della nomina governativa è in questo caso soltanto travestita: anche l’Agcom è di nomina governativa – il suo presidente lo è – e pertanto si presume che esso non agirà contro il volere del governo che lo ha messo nel posto in cui si trova. Pertanto suggerirà al comitato Agcom le nomine ispirate dal governo e si adopererà in modo da farle approvare.
Il presunto ex comitato scientifico valuterà qualità e rispondenza ai termini del contratto di servizio dell’offerta Rai: più volte esponenti del governo hanno impiegato questo criterio per attaccare la trasmissione di Annozero. Quando Santoro mise in onda l’intervista alla D’Addario, lo stesso Scajola il giorno dopo si esprimeva con toni duri e chiedeva all’Agcom stessa di verificare la congruità della trasmissione con le norme del contratto. Sottoporre la Rai alla verifica di un comitato esterno, significa sottoporla a un tipo di controllo che mira a essere censorio, e questo anche in forma preventiva. Chi si esporrà a fare trasmissioni giornalistiche critiche nei confronti del governo, sapendo che l’indomani dovrà temere la scure del Qualitel? Tutto ciò in barba alle sentenze della Consulta che prevedono l’assoggettabilità della Rai al controllo del solo Parlamento.

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    • "L’Autorità – aggiunge Tecce – si confonde sapendo di farlo: il contratto di servizio 2007/09 prevedeva un Comitato scientifico composto da sei membri, scelti tra personalità di notoria indipendenza di giudizio e di indiscussa professionalità, di cui tre designati dalla Rai, uno designato dal Consiglio Nazionale degli Utenti, uno designato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e uno designato dal Ministero, con funzioni di Presidente del Comitato. Una previsione – continua – ben diversa da un sistema di valutazione della qualità – come si legge nelle linee guida approvate dall’Autorità -, un organismo nominato dalla Rai ma scelto dall’Agcom e dal ministero"

    • L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni esprime in una nota "grande sorpresa per alcune notizie di stampa relative alle linee guida del contratto di servizio della Rai 2010-2012 inviate al ministero per lo Sviluppo economico per il prescritto concerto

    • "la tesi secondo cui, attraverso l’istituzione di un organismo di controllo, non indipendente, ma nominato dal Governo, si – imbavaglierà l’informazione ancor di più di quanto non sia adesso- -, risulta del tutto infondata; anzi, si tratta di una ricostruzione tendenziosa che rovescia la realtà dei fatti"

    • la previsione di un organismo di valutazione riguarda esclusivamente la qualità dell’offerta dei programmi e non l’informazione radiotelevisiva

    • "Le nuove linee guida – continua l’Autorità – rafforzano anzi l’indipendenza di tale organismo, il quale sarà nominato dall’Autorità d’intesa con il ministero, mentre il contratto di servizio attuale prevedeva che il presidente del Comitato fosse direttamente nominato dal ministero

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    • L’Autorità allarga la sua influenza per restringere la libertà della Rai, subordinata al controllo di un comitato esterno all’azienda, selezionato su parere del ministero dello Sviluppo economico. Volontà di Claudio Scajola.

    • Articolo 3, punto 31: “Il sistema di valutazione della qualità dell’offerta – si legge – dovrà essere realizzato sulla base degli appositi indicatori previsti dal contratto di servizio e dovrà essere sottoposto alla vigilanza di un organismo esterno, composto da esperti qualificati in materia, scelti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni d’intesa con il ministero e nominati dalla Rai”

    • Il presidente Corrado Calabrò intende picchettare il deserto, ridisegnare l’autonomia della Rai e asservirla al Consiglio dei ministri: “Compete all’Autorità la mancata osservanza da parte della Rai degli indirizzi impartiti”

    • l’Agcom esonda per favorire il governo e sterilizzare la commissione di Vigilanza parlamentare

    • “L’affidamento dei poteri all’Agcom e al ministero delle Comunicazioni finisce per attribuire al governo un potere di intervento sull’informazione e la programmazione televisiva, in contrasto con i principi ripetutamente affermati dalla Corte Costituzionale, secondo cui l’emittente pubblica deve essere soggetta soltanto al controllo del Parlamento. Con la creazione dell’organismo esterno si realizzerebbe l’obiettivo di reincarnare, dopo 70 anni, il defunto MinCul-Pop”

    • Il messaggio è obliquo eppure chiaro: attenzione, voi che fate informazione – Annozero? – se pronunciate un pensiero “a” dovete ritrattarlo con un pensiero “b”. Non basta? “Ciò esige un’applicazione attenta della deontologia professionale del giornalista, coniugando il principio di libertà con quello di responsabilità”

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