Dibattito sì, dibattito no e la questione sanità in Puglia.

Mentre ci si confronta sulla proposta Civati di un confronto fra i tre candidati alla segreteria PD in stile primarie americane e la risposta – l’unica per ora pervenuta – di Franceschini che ha invece rispedito al mittente l’invito sostenendo che l’unico confronto possibile è quello dell’undici di Ottobre, come previsto dallo Statuto – oibò lo Statuto non dice che questo debba essere l’unico confronto, sono possibili, anzi auspicabili, ai sensi dello Statuto dibattiti pubblici fra i tre – la Commissione d’Inchiesta sul servizio sanitario nazionale, la Commissione Marino, sbarca con una delegazione in Puglia (che ne dice sen. Gramazio? c’è anche lei in Puglia?) per le audizioni sul caso Tedesco-Tarantini and others, scandalo che è scaturito dalle indagini della pm Desireé Digeronimo e che sembra essere approdato ad un punto cruciale in cui sono emersi complicanze a livello nazionale. E’ notizia di ieri la dichiarazione del sindaco di Bari Michele Emiliano sul fatto che:

rispetto alla vicenda legata alla gestione della sanita’ in Puglia, […] “D’Alema non e’ direttamente responsabile della caduta di stile o della caduta morale di singoli esponenti del Pd, pero’ obiettivamente queste persone finiscono per raccogliersi attorno alla sua mozione” (fonte PD: EMILIANO, IN PUGLIA NON POSSIAMO FAR FINTA DI NULLA).

In ogni caso, la delegazione dovrà appurare i guasti arrecati alla sanità pubblica. Son previsti due giorni di audizioni. Qui di seguito la notizia come è stata data da SkyTG24:

Vodpod videos no longer available.

more about “Commissione Marino in Puglia“, posted with vodpod

  • tags: no_tag

    • BARI, 7 SET – Sono da oggi in Puglia per due giorni i senatori della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficienza del Servizio sanitario nazionale. Terranno audizioni e incontri legati ai risultati delle indagini giudiziarie sulla scandalo che ha travolto la gestione politico-amministrativa della sanita’ da parte della Regione Puglia.Si incontreranno alle 12 nella sede della Prefettura di Bari. Oggi pomeriggio, intorno alle 15, i senatori saranno al policlinico di Bar.
  • Dichiarazione di Ignazio sul confronto a tre con Franceschini e Bersani

    tags: no_tag

  • tags: no_tag

    • “Il Partito democratico guarda ad Obama, ma poi se proponi le primarie all’americana, con un confronto diretto sui programmi dei candidati, Franceschini rimanda a dopo i congressi dei circoli e Bersani tace. Queste sono le primarie all’italiana”
    • “Ma che senso ha la proposta di Franceschini di realizzarlo dopo i congressi dei circoli, peraltro a distanza, con tre discorsi distinti?”, si chiede Marino. “E’ questo – aggiunge – il rispetto che il segretario del piu’ grande partito d’opposizione italiano ha per i suoi iscritti? Io credo che la proposta di Pippo Civati, di realizzare il confronto il 20 settembre a Firenze, ospiti nella citta’ governata da Matteo Renzi, vada accolta senza timori”
  • tags: no_tag

    • “La ripresa dei consensi e della forza penetrante della candidatura Marino e’ legata alle due questioni principali che pone. La prima, che le altre due mozioni ignorano, e’ il ritorno allo spirito del Lingotto, depurando da quella esperienza le fasi che hanno ingessato il Pd, che hanno deluso il popolo delle primarie, che hanno generato la cristallizzazione della vita interna con la riproposizione di vecchie e nuove correnti”
    • Lo ha detto il coordinatore nazionale della mozione Marino, Michele Meta
    • “La seconda questione che abbiamo posto al centro della nostra campagna congressuale – ha ricordato Meta – e’ quella democratica: la crisi dello Stato ed un nuovo patto tra cittadini ed istituzioni. Per noi il Pd e’ nato e va rilanciato non come strumento funzionale e utile ai gruppi dirigenti ma, al contrario, come elemento indispensabile per affrontare la crisi italiana. Per poter parlare al Paese ci vuole una chiarezza di posizioni. Ci vuole quella ricetta di si’ e di no – ha concluso Meta – di cui parla senza timori Ignazio Marino, sui respingimenti, sui diritti delle persone, sul rinnovamento delle classi dirigenti. Ci vogliono soluzioni chiare, un’opposizione limpida ed intransigente”

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

Annunci

Le risposte di Marino. Un resoconto minimo da L’Espresso.

Ancora un articolo, questa volta su L’Espresso, in cui vengono poste domande ai tre candidati PD: Bersani, Franceschini, Marino.

Questo il link (http://temi.repubblica.it/espresso-speciale-pd/). Assolutamente da leggere. Qui si riportano alcuni estratti dalle risposte più convincenti rilasciate da Marino.

Una sola critica da fare: Marino dichiara, riguardo al tema del conflitto d’interesse, di “guardare con favore” alla bozza Veltroni: in merito a ciò, e alle riserve già espresse in Yes, political! su tale DDL, ci si augura che il suo contributo a questo lavoro possa far cambiare gli aspetti che non convincono di questa bozza, a cominciare dal fatto che Veltroni lasci pendere il giudizio di incompatibilità ad una Autority piuttosto – come invece nella bozza Colombo – che attribuirlo al magistrato. La terzietà del giudizio, questo è l’aspetto su cui lavorare.

Tema Giustizia:

  • Sul lodo Alfano: “Dovremmo invece vincere le elezioni e abrogare in parlamento le leggi vergogna, dalla prima all’ultima. Nel frattempo, ho fiducia nel lavoro e nel giudizio della Corte Costituzionale, che presto si esprimerà a proposito dell’aderenza di questa legge che mina il principio di eguaglianza insito nella nostra Costituzione.”
  • Criminalità e Immigrazione: “Penso che qualsiasi posizione sull’immigrazione non può che passare dalla presa d’atto del fallimento della legge Bossi-Fini, nel suo intero approccio. La lotta alla criminalità va fatta senza sconti: norme stringenti sulle gare d’appalto e vere e proprie operazioni di polizia volte a bonificare i paesi, i quartieri, le città interamente in mano alla mafia.
  • Parlamento pulito: “Sono contrario al fatto che siedano in Parlamento persone che sono state condannate in via definitiva. Non credo sia impossibile, in un paese di 60 milioni di abitanti, individuarne mille che non abbiano avuto problemi con la giustizia per presentarli agli elettori.”

Scuola pubblica/privata: “La scuola pubblica va sostenuta in maniera prioritaria dallo Stato, lo prevede la Costituzione e credo che dovremmo davvero concentrare i nostri sforzi per fare funzionare meglio un’istituzione importantissima per il futuro dei nostri figli e del paese intero. La scuola privata va tutelata ma se servono maggiori finanziamenti non credo sia compito dello Stato fornirli, soprattutto quando si applicano tagli drastici alla scuola pubblica.”

Costituzione e Parlamento:

  • Riforme: “Credo che i politici debbano osservare scrupolosamente i principi della Costituzione, prima di pensare a modificarli.”
  • Federalismo: “L’Unione Europea molti anni fa ha inventato la “sussidiarietà”, cioè quel principio per cui più i luoghi decisionali sono vicini ai cittadini, meglio vengono prese le decisioni e meglio funzionano le istituzioni. Ne sono fermamente convinto, e penso che il decentramento dei poteri possa dare all’Italia qualità ed equità.”
  • Forma di governo: “Credo nel ruolo importantissimo del Parlamento, in quanto luogo in cui trova rappresentanza la volontà popolare. Oggi Berlusconi ha esautorato di fatto questo ruolo: assistiamo ad una modifica materiale della Costituzione e viviamo in una repubblica presidenziale de facto. Il credo invece che il Parlamento dovrebbe recuperare un ruolo centrale, in un sano equilibrio tra efficacia, esigenze di governabilità e confronto tra i poteri.”
  • Conflitto d’interessi: “obbligare i proprietari di ingenti patrimoni, specie se titolari di concessioni pubbliche, a cedere le loro partecipazioni a un blind trust prima di candidarsi a incarichi di governo. Anche qui tutti sono d’accordo ma nessuno lo fa. Guardo con favore alla proposta elaborata da Veltroni: mi chiedo però perché arrivi con quindici anni di ritardo, e mentre siamo all’opposizione.
  • Riforma parlamento: “Tutti si dicono d’accordo nel superare il bicameralismo perfetto, riformare i regolamenti parlamentari, ridurre il numero di deputati e senatori. Io aggiungo: definiamo uno stipendio base per gli eletti e poi fissiamo dei premi di produttività sulla base del lavoro svolto, disegni di legge presentati, presenza in aula e commissione, interventi, interrogazioni”.
  • Legge elettorale: “Considerata la reazione a catena che ha innescato nella chiusura delle istituzioni, nell’annullamento della rappresentanza e nel peggioramento della qualità della classe dirigente, penso che il “Porcellum” sia finora il peggior lascito dell’era berlusconiana. Non va modificato: va cancellato. In attesa che ci sia la maggioranza per farlo, impegniamoci a comporre le nostre liste elettorali con le primarie: saranno i cittadini a decidere chi mandare in Parlamento. E niente candidature multiple: gli elettori non vanno presi in giro.”

Sul perché si dovrebbe votarlo: “Stimo Franceschini e Bersani e penso che abbiamo buone idee in comune su come cambiare il Paese. Non sono mai mancate le buone idee, bensì la capacità e la credibilità per metterle in pratica. Franceschini e Bersani sono espressione di una classe dirigente che ha avuto la sua occasione e l’ha sprecata, basti pensare al conflitto d’interessi: dal 1996 sono stati al governo per un totale di sette anni e il problema non è stato affrontato, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti… Oggi non serve una persona nuova: serve una politica nuova e un nuovo metodo di concepire la politica. Sono convinto di poter rappresentare le persone che hanno la stessa convinzione. Persone che possono cambiare meccanismi sbagliati perché ne sono estranei e possono dare all’Italia il partito riformista che non ha mai avuto.”

Quello che segue è invece un articolo scritto direttamente da Marino – che compare qui e che sarà pubblicato la prossima settimana su L’Espresso edizione cartacea – sul problema dello spreco del denaro pubblico nel servizio sanitario.

Punto critico

Quanto spreca quel Servizio

DI IGNAZIO MARINO
Nonostante i tagli, il costo per le consulenze del Servìzio sanitario nazionale aumenta ed è arrivato, nel 2007, a 340 milioni di euro, pari quasi allo 0,5 per cento della spesa sanitaria. Rispetto all’anno precedente si è registrato un aumento del 27,67 per cento secondo i dati della relazione al Parlamento del ministro Brunetta: nel 2006 sono stati 244 gli enti pubblici a dichiarare incarichi a collaboratori esterni mentre nel 2007 il numero è salito a 272. La maggiore trasparenza potrebbe spiegare il perché dell’aumento della spesa. La relazione mette in luce anche una forte differenza a livello regionale: la Lombardia è la regione che fa maggiore ricorso alle consulenze esterne (nel 2007 gli incarichi sono stati 6.264 con oltre 60 milioni di euro destinati ai compensi) seguita da Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Toscana. Ma se i numeri sono utili per comprendere il fenomeno dal punto di vista quantitativo tuttavia non bastano per esprimere un giudizio sulla qualità dei servizi prestati allo Stato dai collaboratori esterni. Non appare sempre chiaro il tipo di consulenza: quali compiti sono stati affidati? Indispensabili? In provincia di Bolzano, per esempio, tra i 1500 consulenti della ASL, sono calcolati anche i contratti a medici e infermieri per coprire i posti vacanti in pianta organica, data l’assenza di personale sanitario sul mercato del lavoro in quella zona. Ma scorrendo le liste si trova un incarico per l’analisi delle problematiche connesse alla medicina di genere, un altro per l’elaborazione di un progetto sull’integrazione della medicina occidentale con quella orientale, con particolare riferimento alla medicina tradizionale cinese e all’ayurveda. Sono due esempi scelti a caso; ma, se vi è il sospetto di consulenze facili e non tutte utili, come si fa a scoprirlo? La Corte dei Conti segnala che spesso le consulenze risultano per incarichi che sulla carta sono già assegnati al personale dell’amministrazione, ovvero a persone già pagate per svolgere quelle funzioni. E così il servizio sanitario rischia di pagare due volte lo stesso lavoro. Il ruolo della magistratura contabile si ferma alla segnalazione: se ha un sospetto non può indagare. Questo spetta al magistrato nel momento in cui riceve un’informazione. Nel complesso, però, il meccanismo di controllo sull’allegro sistema delle consulenze è talmente contorto che rende difficili le verifiche. Forse sarebbe più opportuno affidare direttamente alla Corte dei Conti la possibilità di indagare, o quantomeno segnalare le anomalie alla Procura, una volta rilevate delle spese sospette.

La grana di Bari

E’ stata “visitata” anche la sede della Lista Emiliano, il partito del sindaco di Bari Michele Emiliano, proposto come candidato unico alla segreteria pugliese del PD sostenuto da Franceschini e Marino(ma osteggiato da Bersani e dai dalemiani). Ora, allo stato attuale delle indagini, non è dato sapere quale è il grado di coinvolgimento nella vicenda di Emiliano, né se è coinvolto personalmente. In ogni caso, la vicenda sporca la candidatura di Emiliano e verrebbe da chiedersi se non fosse il caso di un avvicendamento. D’altronde l’inchiesta mostra a che livello sia il sacco della sanità pubblica e come questa sia una pratica condivisa, a destra e a sinistra. La sanità e il suo risanamento,poi, sono il nerbo della mozione Marino, il suo tratto distintivo, in forza della sua grande cultura medica.

  • tags: no_tag

    • Appalti per finanziare i partiti e voto di scambio. Sono queste le ipotesi avanzate nel provvedimento con cui il pm di Bari, Desirè Digeronimo ha ordinato ai carabinieri di acquisire i bilanci di alcuni partiti politici del centrosinistra pugliese
    • cinque formazioni politiche: Pd, Prc, Socialisti autonomisti, Lista Emiliano e Sinistra e Libertà.
    • ipotesi di illecito finanziamento pubblico ai partiti in riferimento al periodo compreso dal 2005 ad oggi, comprese le ultime elezioni al Comune di Bari.
    • indagate una quindicina di persone tra cui l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco, ora senatore e le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, al falso, alla truffa; per alcuni reati si ipotizza l’aggravante di aver favorito un’associazione mafiosa. Al centro dell’indagine anche l’ipotesi della contiguità tra un clan della criminalità barese e un partito politico.

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

Sanità, il vero affare che nessuno vuole mollare

Sì. la Sanità pubblica è il grande buco nero in cui spariscono decine di miliardi di euro. E il servizio sanitario è uno schifo: strutture specialistiche alla chiusura, liste di attesa infinite, strutture dei servizi complementari affidate a cooperative non selezionate sulla base dei requisiti ma cooptate per vicinanza di loggia. Il business che inventa necessità non reali, come quello di costruire nuovi ospedali, lasciando al degrado gli edifici già esistenti.

  • tags: no_tag

    • Conti in rosso, un sistema spesso inefficiente (nonostante punte di eccellenza) e la "grave" crisi finanziaria: tre fattori che se mescolati possono produrre "un effetto devastante nel 2010" sulla sanità in Italia e in particolare su quella del Centro-Sud.
    • il governo decide di commissariare il settore sanitario in Campania e Molise (prossimamente potrebbe toccare alla Calabria) un documento riservato del ministero del Welfare mette in fila i numeri e lancia l’allarme.
    • "disavanzo strutturale" nel solo campo della sanità in Italia si aggira intorno ai 4 miliardi, di cui l’83,39% è sulle spalle delle Regioni che vanno dal Lazio in giù.
    • Chi fa peggio è il Lazio (-1,7 mld), seguito subito dopo dalla Campania (-554,5), dalla Sicilia (-351), dalla Puglia (-212) dalla Calabria (-160) e dalla Sardegna (-109). Poi ci sono le regioni più piccine che pure hanno il segno meno: l’Abruzzo ha un disavanzo di 99 milioni, mentre quello del Molise è a quota 80,5. Ultima la Basilicata con un disavanzo di 17,4 milioni.
    • dimensioni preoccupanti non solo come entità della spesa ma anche come dinamica che procede negli anni a ritmi dal 4% al 6%, di gran lunga sopra l’inflazione del Pil
    • Tale "effetto può essere devastante nel 2010 – si evidenzia – in presenza di un netto calo incrementale delle risorse destinate alla sanita".
    • sistemi contabili e informativi regionali che sarebbero indispensabili ma che sono inaffidabili
    • l’indebitamento altissimo delle aziende erogatrici di servizi sanitari ospedalieri e territoriali
    • Una gestione economica inefficiente spesso si accompagna a una gestione dei servizi che lascia a desiderare. La maglia nera per la ‘qualita” è della Calabria.
  • tags: no_tag

  • “Il presidente della regione Emilia-Romagna e presidente della conferenza stato regioni, Vasco Errani, ha ragione a chiedere al Governo chiarimenti su un documento riservato che prevederebbe tagli pesanti per la sanità nel fondo 2010-2011. E’ un problema storico, giacché mediamente il disavanzo è stato, dal 1978 ad oggi, dello 0,5% annuo. Da un lato credo ci sia sempre stato un finanziamento sottostimato rispetto alle reali necessità dell’assistenza sanitaria, dall’altro è mancato un sistema di regolamentazione e di verifica di un’autorità terza e super partes”. Così Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Partito Democratico. “Penso che il commissariamento sia uno strumento che vada utilizzato nell’ottica di aiutare le regioni a crescere e a correggersi. Ho seri dubbi che sia risolutivo – ha affermato Marino – Oltre un milione di cittadini si spostano ogni anno per avere adeguata assistenza sanitaria. Che cosa si fa concretamente per loro? Ci vuole una road map nazionale, come utile strumento da affiancare i piani sanitari regionali. Un Piano nazionale di sanità pubblica deve contenere tre passaggi chiave: l’identificazione di pochi chiari obiettivi strategici, un sistema di valutazione dell’attuazione e il coinvolgimento dei cittadini e delle società scientifiche”.

    tags: no_tag

  • Francesco Cantafia, responsabile del Dipartimento Legalità della Cgil siciliana, in una nota rilasciata all’ANSA ha ricordato come Ignazio Marino, all’ISMETT di Palermo, avesse apportato delle notevoli innovazioni procedurali per combattere le infiltrazioni mafiose. Infatti, con l’introduzione di un protocollo di legalità, Ignazio Marino rimetteva alle forze dell’ordine, coordinate dal prefetto, il controllo di tutte le aziende interessate ad appalti o sub appalti e dei professionisti che avessero dovuto avere un qualsiasi ruolo nella costruzione dei padiglioni dell’Ismett. Il controllo aveva lo scopo di verificare, al di là delle normali procedure antimafia, qualunque contatto, anche indiretto, con ambienti mafiosi. In caso di esiti positivi, i soggetti coinvolti sarebbero stati cancellati dagli elenchi fornitori.

    tags: no_tag

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

A chi fa paura Marino. Possibili risposte. La Peste sanitaria.

A chi fa paura Marino? Perché attaccare Marino e stendere un silenzio tombale sugli altri candidati alle primarie PD?
Proviamo a rispondere.

  1. una delle possibili risposte risiede nella persona Ignazio Marino. Se Ignazio Marino vince, le giunte regionale che fanno capo al PD vedrebbero un cambio netto della politica sanitaria, del sacco della sanità pubblica che viene perpetrato ai danni degli assistiti. Leggete il programma di Marino sulla sanità (qui): è incompatibile con quanto attualmente fanno le giunte regionali.
  2. Marino quindi – quale riformatore, e in quanto esperto in tema di sanità – sarebbe un pericolo per gli interessi di coloro che mungono finanziamenti dalla sanità pubblica, con il beneplacito dei politici che incassano in tempi di elezioni il loro consenso. Un nome su tutti: Comunione e Liberazione. Quella che passa al nome di Peste Lombarda – per i legami fortissimi con il governatore Formigoni – ma che in realtà è una rete intricatissima e diramata in tutta la penisola, che ha il monopolio dei servizi correlati alle strutture ospedaliere.
  • tags: no_tag

    • Roberto Formigoni è l’Amico degli Amici del Movimento. Il Movimento, ecclesiale e fondamentalista, si chiama Comunione e Liberazione (CL). Comunione e Liberazione è sinonimo di Potere. Formigoni e CL guidano la Regione Lombardia ininterrottamente dal 1995.
    • ha costruito nell’arco di questi anni un sistema clientelare basato sul trinomio Religione-politica-affari, ponendo le fondamenta di una discriminazione tra coloro che sono parte di questo sistema e coloro che non ne sono parte o più semplicemente non l’accettano. Tutto questo è stato possibile grazie a CL.
    • I membri di CL, gli “Amici del Movimento”, stringono tra loro un patto di amicizia sulla base delle loro convinzioni etico-religiose. Molti del Movimento scelgono di privilegiare la natura di questi rapporti nei vari settori della società indipendentemente dai meriti del singolo.
    • La coesione interna al Movimento è fortissima. CL “segue” l’adepto dalla scuola, all’università e poi nel mondo del lavoro. In Lombardia vi sono maggiori opportunità di successo per chi sposa le idee cielline.
    • Il potere di nomina della Regione e la natura delle relazioni cui si è appena accennato fanno sì che la Sanità lombarda e altri settori pubblici siano in mano agli “Amici del Movimento”.
    • La Compagnia delle Opere, un’articolazione del potere ciellino a cui aderiscono migliaia di aziende, nonostante i richiami alla libera concorrenza, non disdegna di ricevere finanziamenti pubblici.
    • Insomma, un movimento ecclesiale numericamente esiguo ha in mano una Regione.
    • Perfino alcuni esponenti di Forza Italia – principale riferimento partitico di CL – tra i quali Guido Podestà, Francesco Fiori e Ombretta Colli hanno sostenuto che «Il ruolo e il potere che hanno assunto Formigoni e il sistema connesso di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere determinano la quasi totalità delle scelte politiche e amministrative, a fronte di un peso elettorale che non raggiunge un decimo dei voti di Forza Italia» (Corriere della Sera, 7.6.2005).
    • sistema esclusivo e quasi monopolistico creato da Formigoni & Co. viene gestito attraverso assessorati, nomine di esponenti ciellini alla direzione o nei consigli di amministrazione di aziende pubbliche, in special modo sanitarie, assegnazione di fondi ad associazioni no profit vicine a CL e alla Compagnia delle Opere o ad imprese private ad essa collegate. Un pericoloso connubio tra pubblico e privato in nome del principio di sussidiarietà, parola d’ordine e mantra ciellino.
    • Tutto questo è possibile grazie anche al silenzio dei media, collusi con CL. Un sistema clientelare che gestisce la cosa pubblica, consolidato da una diffusa abilità tra gli uomini di Formigoni, capaci anche di distribuire fette di potere, rigorosamente minoritarie, ad altre lobbies.

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.