Incredibile, Cota vince al Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Cota contro la sentenza del Tar che ha imposto il riconteggio delle schede delle elezioni Regionali 2010 in Piemonte

Così recita il dispositivo della sentenza: “considerato che all’esito della decisione in camera di consiglio è emersa la fondatezza dell’appello” [di Cota e] “l’infondatezza degli appelli incidentali proposti da Mercedes Bresso e dagli altri liti consorti, ha accolto l’istanza cautelare e per l’effetto ha sospeso integralmente l’efficacia della sentenza impugnata” (Repubblica.it – Torino). Naturalmente le motivazioni potranno essere esaminate solo fra quindici giorni. L’ansa riporta una notizia diversa:

La decisione di oggi ha carattere sospensivo, mentre, scrive l’Ansa, restano ancora da discutere nel merito i ricorsi. Le parti potranno inoltre proporre ricorso per Cassazione (ciwati).

La sentenza ha del clamoroso. Bresso non si aspettava tale esito: “le sentenze si rispettano”, ha affermato mestamente, e poi “valuteremo nel merito  quando si conosceranno le motivazioni dell’ordinanza emessa dalla Quinta sezione”. Le rimane la possibilità di ricorrere in Cassazione, ma dubito che procederà oltre. D’altronde, sul capo di Cota, pende ancora il giudizio sul caso Giovine della lista Pensionati e il falso in firme (Giovine vale altri 27mila voti, tre volte il distacco Cota-Bresso, pari a 9mila). Giovine e la sua lista fasulla fa parte della maggioranza che sostiene Cota. Bresso proseguirà sulla linea del ricorso amministrativo o cederà definitivamente al leghista le redini della Regione?

Su questo blog, alcuni lettori (uno) hanno parlato di golpe rosso se Cota fosse stato dichiarato illegittimo governatore. Sono stati usati termini pesanti che un tempo furono usati per il caso Molise (ma dall’altra parte, a centro-sinistra), dicei anni fa. Il caso-Molise si giocò anch’esso in Consiglio di Stato – sentenza 3212 del 2001. E’ curioso che il medesimo organo si pronunci diversamente su vicende così simili. così si esprimeva allora il giudice amministrativo:

La partecipazione di liste, che avrebbero dovuto essere escluse, ha inciso sull’ esito elettorale in termini che non sono esattamente individuabili. Si rende quindi necessaria la rinnovazione del procedimento elettorale (Archivio Repubblica.it).

In cosa e in quali aspetti il caso-Piemonte differisce da quello molisano? Eccovi le 39 pagine della Sentenza CDS_3212/2001:

Sentenza Consiglio di Stato 3212/2010

[della sentenza odierna su Cota non è possibile leggere neanche il dispositivo sul sito del CDS essendo esso, come noto, aggiornato sempre con qualche giorno di ritardo, quindi non è possibile sapere se il CDS ha discusso nel merito il ricorso o se si è limitato a definirne la non-infondatezza].

Riconteggio Piemonte: Cota è (quasi) senza speranza

Riconteggio Piemonte, dove eravamo rimasti? Cota praticamente non è più il Presidente della Regione: non è una predizione, è matematica. Il sito del Comitato per il Riconteggio è l’unico organo di informazione con la situazione riconteggio aggiornata. Fatti i dovuti calcoli, Bresso avrebbe 1.033.326 voti, Cota 1.027.739. Ergo, Cota è giù dalla sedia. Certo, sul riconteggio pende il ricorso della Lega in Consiglio di Stato. Motivo: la Lega contesta l’interpretazione del Tar circa l’assegnazione dei voti di lista al candidato correlato. Secondo il Tar, l’elettore avrebbe dovuto esplicitamente crociare anche il nome del candidato e non solo quello della lista, indi per cui i voti dati alle sole liste fraudolente non possono essere ritenuti validi per il candidato governatore. Da ciò è nata l’esigenza del riconteggio. Per i leghisti, tutta la procedura è nulla poiché l’interpretazione data alla legge elettorale dal Tar è errata. L’elettore, votando per la lista, ha comunque anche scelto il candidato.

In ogni caso, questa la situazione aggiornata ad oggi, 12 ottobre 2010:

Provincia di Alessandria:

Provincia di Asti:

Provincia di Biella:

Provincia di Cuneo:

Provincia di Verbania:

Manca solo la provincia di Torino.

(fonte immagini: http://www.riconteggioinpiemonte.info/index.php).

Regionali Piemonte, è caos riconteggio: scomparsi alcuni scatoloni con le schede dei voti. Ma Cota rischia

Siamo all’ostruzionismo giudiziario: questa è la strategia difensiva di Roberto Cota, governatore sub judice del Piemonte. Il riconteggio è stato concluso ad Asti, dove le doppie croci sulle liste illegittime di Scanderebech e dei Consumatori e sul nome di Cota sono soltanto il 13% delle preferenze raccolte (un totale di 529 voti, di cui ritenuti validi al riconteggio solo 68). Cota ha già perso 461 voti.

Ma a Biella e ad Alessandria il difensore di Cota, Procacci, ha sollevato diverse obiezioni: sulla mancanza dei verbali, sull’uso di uno scotch trasparente per i sigilli che non garantirebbe la permanenza di firme e timbri sugli scatoloni, per l’assenza di un sigillo su un sacco di juta contenente le schede. Tutte eccezioni respinte dalla Camera di Consiglio del Tribunale che hanno però avuto lo scopo di rallentare i lavori. Un dato però è emerso:

solo il 10% delle schede presenta la doppia croce, il rimanente 90% ha soltanto un segno sulle liste di Scanderebech e dei Consumatori (Schede scomparse Riconteggio a rischio- LASTAMPA.it).

Cota lamenta anche la scomparsa di 200/300 voti a Biella. Dinanzi a un fatto tanto grave, pare che non si sia mosso nulla: sempre Procacci ha minacciato di bloccare il riconteggio, che tanto – a loro parere – è inutile poiché la sentenza del Tar è contraria alla legge. Su questa eccezione si pronuncerà il Consiglio di Stato il 19 Ottobre prossimo. Il secondo grado amministrativo dovrà dirimere il seguente quesito:

  • Il Tar ha annullato le liste consumatori e Scanderebech; è stato ordinato il riconteggio per verificare quanti elettori, accanto al voto di lista, avevano espresso in modo esplicito anche un voto per Cota, quindi:
  1. Opinione Cota: la legge elettorale dice che il voto per un candidato si può esprimere anche crociando soltanto il simbolo di una delle liste a lui collegate; se un elettore delle due liste coinvolte avesse voluto scegliere un candidato diverso da Cota, avrebbe potuto farlo esprimendo il cosiddetto «voto disgiunto». Se non lo ha fatto, dicono i legali del governatore, è perché la sua intenzione di voto era chiara;
  2. Opinione Bresso: la preferenza per Cota espressa attraverso il voto per una delle liste giudicate illegittime non è valida, proprio perché la sentenza del Tar ha cancellato le liste (fonte: Regionali, tutti i dubbi sul riconteggio- LASTAMPA.it)

Pensate che solo i legali di Cota facciano ostruzionismo? No, ci ha pensato anche Chiamparino, il quale, nelle sue vesti di sindaco, non ha sborsato i soldi per pagare il trasporto delle schede da una via all’altra di Torino. Un paradosso: il Chiampa è deciso di attendere la decisione del Tar in merito all’istanza dei legali di Bresso su chi deve sostenere le spese per il riconteggio. Fino a tale date le schede non si muovono dal deposito del Tribunale.

Regione Piemonte, nessuno intende pagare il riconteggio voti

Non si diceva pure che chi sbaglia paga? Oggi non è più così, stando a sentire il Ministero della Giustizia: il riconteggio dei voti in Piemonte, dopo la sentenza del Tar che ha annullato due liste collegate a Roberto Cota presidente di Regione, costerà la bellezza di 350.000 euro che nessuno vuole pagare, né il Consiglio Regionale, né il Ministero.

  1. spese di trasporto delle schede dal magazzino regionale di Chieri a una scuola torinese;
  2. adattamento locali;
  3. vigilanza;
  4. pagamento straordinari ai dipendenti.

I punti 1, 2, 3 incidono per circa 180.000 euro; il punto 4 per circa 168.000. Chiaro?

Si cercano volontari…