Area Marino, il PD che resiste.

Il PD calabrese dimostri coraggio, generosità, discontinuità e lungimiranza politica..Chiediamo troppo?

La scelta del candidato Presidente della coalizione è ormai una questione di sopravvivenza e non solo di credibilità del PD! E oggi, alla vigilia di un’assemblea regionale carica di tensioni e di preoccupazioni, avvertiamo l’esigenza di riaffermare l’unico modo per rimettere in piedi un PD che in Calabria è ormai agonizzante: il coraggio di una scelta chiara, pulita, trasparente e in discontinuità rispetto al recente passato, che dia la possibilità e la libertà a tutti noi, e a chi ci ha creduto, di batterci a viso scoperto e con ritrovato orgoglio.
Non possiamo consegnare i nostri destini al Club Scopelliti/Gentile/Trematerra, né ad una conta tutta interna al PD di Bersani, dove il niet a Loiero lo afferma con protervia incomprensibile l´altra metà di Loiero, e cioè quelli che più di Loiero hanno incarnato il Loierismo e che ciò nonostante, si propongono come sua alternativa!
Ma la Calabria non ha più bisogno dell’autoreferenzialità di una classe dirigente che ha già dato e preso tanto, che spesso ha fallito e che si trova in avanzato stato di decozione!!
La Calabria ha bisogno di ricevere ossigeno e sostegno da una classe dirigente nuova e alternativa, credibile ed affidabile, capace di incarnare la sintesi di una proposta di governo innovativo e autorevole in una regione che è in piena emergenza morale, criminale ed economica.
E noi insistiamo, rilanciamo, e chiediamo all’assemblea regionale di avere il coraggio di togliere immediatamente quel tappo che tiene in ostaggio il PD calabrese e che impedisce alla Calabria di vivere una stagione nuova, fatta di slanci, di vitalità e di freschezza politica, individuando subito, all’interno del PD o nella società civile, una persona da candidare presidente capace di ottenere il consenso dei partiti della coalizione e di allargare anche a IDV, partito di coalizione con il PD già in 11 regioni su 13 e che in Parlamento siede nelle stesse fila dei nostri senatori e deputati.
E qualora miseramente dovessimo fallire anche in questo, e non dovesse esserci nemmeno l’ombra di una persona NORMALE capace di farci intravedere un percorso politicamente sano e condiviso, abbia l’assemblea il coraggio e la responsabilità di prendere atto della nostra fiacchezza e dichiari di appoggiare senza ritardo la candidatura Callipo.
Se qualcuno ha una proposta migliore la faccia ora o taccia per sempre!!!!
Avvertiamo, infine, l’esigenza di informare tutti i componenti dell’assemblea del PD che, mentre tutti stanno preparando liste e contro liste, proponendo candidature e sostegni politici, la segreteria regionale del PD è latitante e alle promesse mancate di costituzione di esecutivi condivisi e di coinvolgimenti in dipartimenti e forum di discussione, ha aggiunto la deliberata scelta di isolare quanti di noi non fanno parte delle due bande costituitesi all’interno della mozione Bersani.
Ebbene chiediamo a questo proposito che l’assemblea si esprima e impegni la segreteria e il Direttivo regionale all’applicazione pedissequa e severa dello statuto e del codice etico che tutti, dico tutti, ci siamo obbligati a rispettare nel momento in cui ci siamo iscritti al partito!
E quindi:
1) fuori dalla lista del PD tutti coloro che hanno superato il limite dei 2 mandati o si trovino in condizioni statutarie di incandidabilità;
2) assoluto divieto di sostegno o consenso a liste presidenziali o civetta dirette ad eludere i precetti statutari.
Solo così possiamo ancora sperare nel processo di radicamento del PD e ci sentiremo moralmente, idealmente e politicamente impegnati a sostenere il compimento del sogno democratico anche in Calabria.
Nocera Terinese, 1 febbraio 2010
Fernanda Gigliotti
Consigliere Nazionale PD e Coordinatrice Regionale Area Marino

PD in Calabria sospeso sul finto dualismo Loiero-Bova

Ricevo e pubblico:

Caro Bersani, lo Statuto del PD calabrese è stato già oggetto di molte deroghe… ne vogliamo parlare???

Leggendo la stampa di oggi, e gli scontri tra i pro-Loiero e i pro-Bova, si comprende che in casa PD-Calabria la lotta alla Giunta Loiero, piuttosto che ideale, politica e amministrativa, nasce dall’esigenza di blindare un partito e la sua rappresentanza in consiglio regionale, sopratutto in caso di sconfitta, per impedire che un’ipotetica nuova classe dirigente possa impadronirsi del partito senza che la gerontocrazia in carica possa essere mandata a casa come si fa nelle democrazie normali.
In sostanza per i nostri eroi andrebbe tutto bene, anche Loiero, solo se ci fosse una ulteriore deroga allo Statuto del partito che consenta di candidarsi non solo una terza, ma anche una quarta e una quinta volta!!! Ciò garantirebbe a Bova, Adamo, Pacenza e Borrello di ricandidarsi al consiglio regionale perchè, come tutti sanno, loro non hanno nè un nipote nè un cane da portare ai giardinetti, nè un libro da leggere o da scrivere, nè hanno un lavoro o il piacere di cercarselo, che possa occupare più produttivamente il loro tempo fuori dal consiglio regionale!
Del resto è consuetudine di questa classe dirigente, che è rimasta identica a quella che già imperava a metà degli anni ’80 nella Dc, nel PSI e nel PCI, cedere il posto solo in punto di morte a mogli, figli o nipoti e quando le mogli non sono spendibili, figli e nipoti non sono all’altezza della situazione, difendono il fortino e guai a chi parla di rinnovamento! Piuttosto si fanno imbalsamare!!
Del resto qui in Calabria le parole hanno un significato diverso a seconda di chi e di quando vengono pronunciate. Oggi, infatti, a differenza di quanto accadeva negli anni ’90, ai tempi del PDS, chi parla di legalità è un giustizialista forcaiolo, chi parla di rinnovamento e di alternanza delle classi dirigenti, è affetto da nuovismo e chi è libero di esprimere le proprie idee senza partigianerie di sorta, è un finto dissidente.
E’ dire che io sostegno da anni che bisogna investire di più nel tempo libero per creare nuovi posti di lavoro e per dare occasioni di svago agli affetti da una nuova grave sindrome di dipendenza: la grave Consiglio Regionale ADDICTION !!!!
Fernanda Gigliotti

Primarie PD, Gigliotti: l’insostenibile situazione del PD in Calabria.

Ricevo e pubblico la nota di Fernanda Gigliotti sull’insostenibile situazione del PD in Calabria, un partito “mai nato” (parola di Minniti):

Gravi incompatibilità ed incandidabilità nelle liste della Bersani – Nullità delle candidature regionali alle Primarie

Avevamo con Ignazio Marino evidenziato tutte le contraddizioni, politiche e non, che hanno caratterizzato la fase congressuale in Calabria e ci eravamo illusi che la nomina di una commissione di garanzia di alto profilo istituzionale, con all’interno i leaders locali delle tre mozioni, avrebbe potuto garantire il corretto svolgimento delle primarie.
Ma così non è stato giacchè i cattivi maestri, evidentemente, non possono pretendere dai loro migliori allievi altro comportamento se non quello della scorrettezza e della violazione sistematica delle regole che il partito si è dato.
Dalle notizie che sto raccogliendo in tutti i posti della Calabria, infatti, ciò che balza evidente è che molti dirigenti e iscritti del PD, anche della mozione Bersani e della mozione Franceschini, sono ormai consapevoli che la misura è colma e a nulla vale la Presenza di Loiero in commissione regionale per il congresso se poi nelle sue liste regionali ci sono candidati non iscritti al partito, candidati che sono anche presidenti di seggio e scrutatori, candidati componenti delle commissioni di garanzia provinciali, che sono altra cosa rispetto alle commissioni per il congresso. E’ come dire che si predica bene e si autorizza i propri peones a razzolare male.
Ovunque vi è un clima di grande tensione. In particolare nella commissione di garanzia della provincia di Catanzaro più che in tutto il resto della regione, il clima è rovente visto che nelle liste presentate si concentrano tutte le violazioni enunciate e su tale violazioni né la commissione provinciale né quella regionale, si sono ancora espresse.
A ciò si aggiunga che ancora oggi, nonostante la mia richiesta di chiarimenti alla commissione regionale di garanzia e a quella nazionale, non ci è stata fornita alcuna motivazione sulla mancata convocazione della convenzione regionale, nonostante l’invalicabilità dello statuto nazionale che imponeva il voto degli iscritti non solo sui candidati segretari nazionali ma anche su quelli regionali. Il che vale ad inficiare le candidature regionali alle primarie.
Gli appelli di Migliavacca alle regole e al fair play, evidentemente, sono serviti solo ad allentare la nostra tensione e controllo, affinché alcuni potessero meglio concludere le irregolarità falsando prospettive e risultati congressuali.
Stiamo navigando nel torbido da troppi mesi, ormai, e si sta ripetendo un film già visto con l’inquinamento delle Primarie, come lo furono nel 2007, a vantaggio del gruppo di potere che orbita intorno al Governatore Loiero e che ipoteca inesorabilmente il futuro del Partito.
Un partito che a causa delle guerre congressuali combattute all’interno delle bande bersaniane, soprattutto a colpi di reclutamenti di truppe cammellate, è isolato non solo nel panorama politico regionale delle grandi alleanze, ma anche fra gli elettori che accorreranno sempre più numerosi a infoltire IDV, SL e l’antipolitica.
La drammatica emergenza del pd calabrese, quindi, non può più essere nascosta e chi la copre diventa complice di disegni inconfessabili e per nulla nitidi.
Pierluigi Bersani pronunci una parola chiara e netta per separare i suoi consensi veri, che ci sono anche in Calabria, da quelli manifestamente inquinanti che ne minano la credibilità e la forza morale;
Marco Minniti che “ha confessato” che il Pd non è mai nato nel Mezzogiorno, smentisca le manovre “inciuciste” con ben noti spezzoni della Bersani in Calabria e, oltre a chiedere e pretendere una sacrosanta verifica di tutti i nominativi dei candidati e delle incompatibilità, ci indichi una alternativa a Loiero perchè a nulla serve invocare una coalizione larga senza rimuovere l’ostacolo più grande che ne compromette l’unità: la ricandidatura di Loiero che oggi, più di ieri, è la condanna a morte del Pd della Calabria e del centrosinistra per le prossime regionali.
Nocera Terinese, 20 ottobre 2009
Fernanda Gigliotti
Mozione Marino Calabria

In Calabria lo scontro è aperto. Diffamata la Gigliotti. Nuovo attacco alla mozione Marino.

Ignazio Marino domani comincia il tour congressuale a partire dalla Calabria. Ebbene, non ha fatto tempo a sbarcare in questa regione che già volano i coltelli. Ieri su “Il Quotidiano della Calabria”, sezione Lamezia Terme, è comparso un articolo a pagina 28, a firma di Pasquale Roppa, in cui tale Pino Cosentino, consigliere comunale di Lamezia Terme, critica la candidata alla segreteria regionale per la mozione Marino, Fernanda Gigliotti. Questa intervista è da considerarsi la risposta all’intervista rilasciata da Fernanda il 19 agosto, che potete rileggere qui. In sintesi, la Gigliotti aveva espresso pareri duri sull’attuale amministrazione regionale e sul suo presidente Loiero, a suo avviso al centro di una questione morale estremamente radicata e profonda da far parlare quasi di condizione inestirpabile. Ma l’intervista non è un mero attacco, il perno del discorso di Fernanda è relativo alla condizione della Calabria, al suo dissesto ambientale, alla questione sanità, e non ultimo al problema della raccolta rifiuti e ai progetti che lei avrebbe in quanto candidata alla segreteria regionale. Tutti temi che scottano. Sui quali non si può dibattere. Sui quali dibattere è comportamento eversivo.

La risposta del vertice PD non si è fatta attendere ed è giunta per voce di un comprimario, un assessore comunale. Dalle colonne del quotidiano calabrese il Cosentino si esercita perigliosamente in una critica alla Gigliotti che ieri la Gigliotti stessa aveva girato ai candidati delle altre due mozioni: “estendo ancora una volta l’invito a Guccione e Camiti, così come ho già fatto a Decollatura in occasione della Festa Democratica, di utilizzare il congresso non solo per un’utile discussione di cosa è il PD e di come vorremmo che fosse, ma anche di convincere l’elettore e il militante del PD che non parliamo solo di aria fritta, ma che al di la delle posizioni personali e di mozione, siamo pronti ad essere squadra nel merito delle problematiche della nostra regione”.

Cosentino inoltre accusa la Gigliotti di usare la parola meritocrazia a sproposito – a orologeria, in quanto ella stessa sarebbe, a suo avviso, stata partecipe del sistema clientelare (mi ricorda la prima diatriba Marino vs. Il foglio, in cui Il Foglio cercava a tutti i costi di far apparire Marino come uno che predica bene e razzola male – caso UPMC).

Mi chiedo: ma perché mai Cosentino parla solo ora? Se era a conoscenza di casi di assegnazione di incarichi poco chiari che riguardavano la Gigliotti, perché se ne esce solo ora con questa dichiarazione? Lui parla di meritocrazia a orologeria. Ma qui è ravvisabile la diffamazione a orologeria, se egli non avesse modo di dimostrare le sue dichiarazioni. Un comportamento alquanto sospetto, quello di Cosentino. Lascia supporre che egli abbia ricevuto un’imbeccata proveniente da molto in alto. E chi risiede là in alto – è chiaro – deve avere a disposizione un gran bel numero di persone pronte a sporcarsi le mani al proprio posto.

Doverosamente Yes, political! ospita la replica di Fernanda Gigliotti che si riporta integralmente.

LA MIA REPLICA AL VERGOGNOSO ATTACCO PERSONALE CHE HO SUBITO SULLE PAGINE DELLE CRONACHE LAMETINE DAL SIG. PINO COSENTINO CONSIGLIERE COMUNALE DEL PD A LAMEZIA TERME E UOMO DI FIDUCIA DEGLI UOMINI DI FIDUCIA DI LOIERO… PRATICAMENTE UN CAPETTO!!

Anche io come Ignazio Marino sono stata oggetto di un vergognoso attacco personale perché anche io, come lui, sono una persona e una professionista libera che non risponde a nessun organo di governo e di sottogoverno. Faccio l’avvocato e chi mi ha scelto come professionista (enti pubblici e privati cittadini) lo ha fatto per le mie competenze professionali e per il grado di fiducia che ha inteso riporre nella mia attività difensiva, e non certo perché li ha mandati Picone!
Il mio impegno e le candidature in politica, sono state sempre e solo mosse dalla passione e non dal calcolo, e chi mi conosce lo sa bene, anche perché le mie sono sempre state candidature di servizio, candidature difficili e dirette a rimediare i guasti prodotti da altri.
Stiano tranquilli, quindi, gli uomini del presidente Loiero che oggi hanno rivolto al mio indirizzo, attraverso le pagine della stampa lametina, un chiaro avvertimento in perfetto stile politico-mafioso.
Io andrò avanti per la mia strada, sostenuta da quanti appoggiano e sostengono liberamente e gratuitamente la mia campagna congressuale, senza arretramenti di sorta. Invito, pertanto, il Presidente Loiero che è uomo politico di lungo corso e che ha un ottimo capo ufficio stampa, a pubblicare il suo pensiero e a firmarsi direttamente, piuttosto che affidarlo ad improbabili ventriloqui per di più impreparati o falsamente informati.
Nel merito non conosco Pino Cosentino e, da quello che ha scritto sul mio conto, dubito che lui conosca me. Di sicuro non ha letto la mozione presentata dalla sottoscritta, non ha letto le proposte che abbiamo già avanzato, e forse non ha letto nemmeno la mia intervista pubblicata sul Quotidiano di qualche giorno fa in cui mi sono limitata a fare ovvie considerazioni politiche e a rispondere liberamente, e non sotto dettatura, alle domande che il giornalista mi ha posto. Ad ogni buon fine, e qualora l’articolo fosse improbabile farina del suo sacco, volevo solo replicare quanto segue:
1) gli incarichi da me ottenuti dall’ASL n° 6 di Lamezia Terme sono stati complessivamente una decina e risalgono agli anni 2006/2008, incarichi conferiti per rapporti di fiducia professionale con la Direzione Generale dell’epoca;
2) Dall’Asi ho ricevuto un solo incarico di arbitro e se il sig. Cosentino vuole sapere posso anche riferirgli con quali altri arbitri e presidenti ho condiviso il mandato;
3) Dalla Fincalabra, ahimè, non ho ancora ricevuto nessun incarico! Aggiungo però che sono orami 18 anni che attendo di conoscere l’esito di un concorso che feci intorno al 1990 presso la Fincalabra e di sapere come mai, malgrado quel concorso, le persone furono assunte per chiamata diretta. Eppure non mi pare che all’epoca ci fosse Loiero a guidare la Regione Calabria!! Evidentemente i Presidenti cambiano ma i metodi restono uguali!
Per chi volesse conoscere le proposte, le mozioni, gli argomenti di discussione che stiamo portanto avanti, è possibile consultarli su http://www.calabria.scelgomarino.info, sul gruppo facebbok di “Noi ..La Calabria Libera di Ignazio Marino” e sul mio pofilo personale di facebook, oltre che seguire le nostre iniziative politiche che tra il 22 e 23 agosto ci vedranno impegnati con Ignazio Marino in giro per la Calabria. Chissà che conoscendoci di persona e non per sentito dire, anche Pino Cosentino non si convinca ad appoggiarci!!
Fernanda Gigliotti
Candidata Segreteria PD – Mozione Ignazio Marino

Segue la trascrizione dell’intervista a Cosentino presente sul Quotidiano della Calabria. Potete leggerla qui.

Il Quotidiano – lamezia Terme e Piana – 20 agosto 2009 – pag. 28.

Gigliotti e le sue idee.

Pino cosentino: “sterili demonizzazioni degli altri”.

PIOGGIA di critiche del consigliere comunale Pino Cosentino dopo le esternazionidi Fernanda Gigliotti, candidata a segretario regionale del PD. «Ci saremmo aspettati, in un momento di grandi difficoltà per il paesee soprattutto per la Calabria, conoscere le sue idee, apprezzare le linee programmatiche in cui si sostanzierebbe la sua nuova proposta politica». Ed invece,osserva Cosentino «attacca tutto e tutti: anziché vincere (convincere) con il valore delle idee investe tutte le sue argomentazioni con la sterile demonizzazione degli altri candidati, con buon gioco della democrazia e delle sue regole. Punta insomma su un sistema di propaganda irrimediabilmente ed esasperatamente datato e fallimentare».
Dì più osserva «la gente non è interessata alle schermaglie interne alla politica, vuole che si parli dei problemi. Si (con)vince con il consenso e il consenso si ottiene con la gente e tra la gente, che ha dei bisogni concreti e insieme l’esigenza che detti bisogni vengano ascoltati;fondare la candidatura su alterchi e diverbi personali che esulano nella sostanza da ciò che la gente si aspetta non ha né potrebbe ora rappresentare un criterio di discernimento vincente».
Per Cosentino «sarebbe riduttivo oltre che offensivo di tante menti pensanti irridere del consenso altrui, o peggio ancora farsi promotori di un moralismo tutto etica e meritocrazia che viene tirato fuori ad orologeria: è fatto notorio che l’aspirante segreteria – che reclama merito e trasparenza – abbia finora ricoperto incarichi profèssionali attribuitigli da chi dirigeva e dirige (per volere proprio di quei governanti del PD che attacca), l’Asl di Catanzaro-Lamezia, l’ex Asl 6 e la Fincalabra!».
E qui rimarca «l’avvocato Gi gliotti ha alla spalle risultati che la dicono lunga sulla sua compatibilità con la vita politica partecipata, fatta di contatto costante con le persone e di buone relazioni che però non sempre le hanno consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati come quando si è misurata alle elezioni comunali di Lamezia nel 2001, con la candidatura a sindaco di Nocera nel 2002 e nel 2004 con la candidatura alle provinciali».
E ancora «non è l’aver irrimediabilmente mancato i traguardi perseguiti nelle precedenti tornate elettorali a provocare un moto di sconcerto per le dichiarazioni da ella rese,quanto il dato che ogni suo insuccesso le sia stato benignamente compensato da chi in politica non sempre ha mostrato grande appeal con il quotidiano della gente comune né la capacità di costruire relazioni che andassero oltre quella “ristretta cerchia” nella quale sembra essere reclusa».
Viene da chiedersi – osserva – « in tal caso gli incarichi professionali di cui sopra sono stati attribuiti per merito o semplicemente in ragione dell’appartenenza ad un sistemino di potere che si perpetua all’ombra del sottogoverno regionale?». Ciò per dire che «voler allora apparire del tutto sganciata, scandalizzata dal sistema correntizio dei soliti “noti” che inevitabilmente finisce per caratterizzare un grande partito di massa, potrebbe apparire agli occhi di chi conosce fatti e misfatti della politica nella sua quotidianità è un esercizio intellettualmente ipocrita, riduttivo della sua personalità che non le aggiungerà altri consensi».
Ecco perché per Cosentino « Sarebbe stato più interessante e persuasivo conoscere le sue idee e i suoi programmi politici». Per tutti coloro che sono in politica dice « è lecito ambire a ricoprire incarichi di rilievo, ma per fare ciò non è pensabile (né rispettabile) che possa bastare una mera designazione dall’alto è indispensabile misurarsi pur sempre espressione di libero consenso (democraticamente) nella stragrande maggioranza dei casi dato a chi ha profuso impegno concreto per la ricerca del bene comune, ha intessuto rapporti e contatti quotidiani, da quelle medesime persone che poi nelle competizioni elettorali avvalendosi del proprio diritto di voto, sceglieranno chi “merita” quella ‘Visibilità”, scusate se è poco».
Auspico – conclude – che «la mia preferenza venga a scaturire dal confronto dialettico delle idee e dei programmi dei candidati, che la corsa verso la segreteria regionale si incentri sul piano della concretezza e soprattutto della correttezza, nel rispetto di chi ci scruta e dovrà scegliere, ringraziando anticipatamente per la loro disponibilità Pino Caminiti, Carlo Guccione e Fernanda Gigliotti sapendo che all’indomani della imminente competizione dovremmo essere tutti uniti per le prossime impegnative tornate elettorali».