#NoTav, le foto di Luca Abbà sul traliccio prima di cadere

Le foto che seguono sono tratte dal video registrato dalla polizia e pubblicato da La Repubblica sul suo sito. Gli scatti chiariscono la dinamica con cui è avvenuto l’incidente a Luca Abbà, salito sul traliccio dell’alta tensione con lo scopo di rallentare le operazioni di esproprio messe in atto dagli agenti questa mattina al fine di allargare il cantiere della TAV.

Nella prima foto si vede Luca che sembra parlare al telefono: forse sono gli istanti in cui parla a Radio Black Out. Poi Luca si avvicina pericolosamente ai cavi dell’alta tensione mentre nell’ultimo fotogramma, Luca sta per essere raggiunto da un uomo della polizia.

Quello che accade dopo è la caduta di Luca a terra, folgorato dalla corrente elettrica e con un polmone perforato. Passano istanti lunghissimi prima che sia dato l’allarme e che giungano i soccorsi. La polizia ha fatto sapere oggi di aver intimato più volte a Luca di scendere dal traliccio, ma se osservate il video, tutto l’episodio si consuma in pochissimi minuti ed è quindi da escludere che ci sia stata una vera e propria trattativa per farlo scendere con le buone dal traliccio.

Luca Abbà, cosa è veramente successo – #notav

Luca Abbà è rimasto folgorato mentre, inseguito dalla polizia, è salito su un traliccio dell’alta tensione. Luca stava protestando contro l’esproprio dei terreni per ampliamento del cantiere TAV in Val Susa. Questa è la versione del leader di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero. Ferrero dice testuale che Luca è stato inseguito su per il traliccio. Luca pare essere sfuggito ai controlli della polizia ed è salito lui medesimo sul traliccio. Da lassù ha persino avuto un contatto con Radio Black Out: “Mi sono arrampicato sul traliccio dopo essere sfuggito ai controlli. La situazione è tranquilla e non vedo violenze. Sono riuscito a svicolare. Mi guardavano attoniti. Gliel’ho fatta sotto il naso un’altra volta”. Poi ha interrotto le comunicazioni dicendo che stava per essere raggiunto da un rocciatore e che “doveva difendersi”. Dopodiché la dinamica si fa meno chiara. Luca ha ustioni da folgorazione e traumi per la caduta. E’ in condizioni ritenute gravissime al CTO di Torino. Il volo di 10metri “del giovane è avvenuto a causa del contatto accidentale con dei fili scoperti dell’alta tensione presenti nel traliccio”, secondo Lawika web magazine. Quindi Luca non si è appeso volontariamente ai fili come peraltro aveva minacciato di fare poco prima alla radio.

La ricostruzione riportata da Ultime Notizie è invece più accurata, ma aggiunge un nuovo particolare alla vicenda:

Luca Abbà aveva comunicato la sera prima che sarebbero salito sul palo dell’alta tensione per tentare di rallentare i lavori e attirare l’attenzione della Val di Susa contro lo sgombero della baita che da mesi è diventato il punto di riferimento per i manifestanti No Tav. Alle nove di questa mattina Abbà inseguito dalle forze dell’ordine è salito ancora più su e poi la scintilla. L’uomo è rimasto a terra per 15 minuti con un polmone perforato, diverse fratture e ustioni sul corpo (Ultime Notizie).

Ne consegue che l’azione era premeditata. Ultime Notizie conferma la ricostruzione di Perino, secondo il quale i soccorsi sarebbero stati lentissimi. Quindici minuti con un polmone perforato. E’ agghiacciante.

Qui l’audio di Abbà a Radio Black Out.