Popolo Viola, l’involuzione dalla Rete alle convénscion

Il 5 Dicembre 2009 si svolse a Roma la prima manifestazione nazionale autoconvocata. Il medium che metteva in comunicazione circa 500 mila persone era la Rete Internet. Una partecipazione grandissima e insperata, che manifestava il bisogno di poter contare nella politica italiana. Era quella la via per far tornare alla luce una opinione pubblica viceversa annichilita nel modello videocratico e acclamativo della sfera pubblica italiana.

A distanza di un anno, il movimento, anziché progredire verso una forma nuova di partecipazione, che include mobilitando pur non avendo nessun padrino politico nei partiti, mantenendo la distanza dalla politica di professione, ha compiuto una involuzione che ne annulla in parte o in tutto la carica innovativa. In primo luogo, il movimento si è spezzato: i curatori della Pagina Nazionale del Popolo Viola hanno assunto sempre più il ruolo di ‘protavoce’ del movimento, carica che si sono di fatto appropriati senza la preliminare discussione sulla forma organizzativa del movimento medesimo. Una divisione che si è palesata a Ottobre, quando il Paginone Nazionale, che si identifica nella sezione romana del Popolo Viola e che ha come vertice Gianfranco Mascia e ufficio stampa coordinato da Silvia Bartolini e Paola Barbati, ha messo in piedi la versione numero due della manifestazione, il No B Day 2, peraltro raccogliendo adesioni in misura decisamente inferiore all’anno precedente; mentre, dall’altra parte sono rimasti i Gruppi Locali della Rete Viola, rappresentati su Fb dalla pagina Popolo Viola – Rete Locale, che non aderendo alla manifestazione del No B Day 2, sono confluiti verso sinistra allacciandosi alla manifestazione FIOM dello scorso 16 Ottobre. Tanto più che in questa crepa si può individuare la medesima cesura esistente nel quadro partitico fra la sinistra vendoliana e la sinistra che è migrata verso IDV: un effetto di quella diaspora iniziata nel 2008 a causa della svolta veltroniana del PD. O se volete, da un lato è rimasta la parte del movimento che vuole avere peso e appeal verso i partiti, e IDV ha un posto di prim’ordine vista la relazione di Mascia con esso; dall’altra la parte oltranzista e antipartitica, in un certo senso più affine al Movimento 5 Stelle di Grillo, ma anche con la sinistra extraparlamentare (caso di Torino e della contestazione a Bonanni).

Oggi si sta svolgendo la prima convention nazionale del Popolo Viola. Non c’è diretta streaming. Non c’è diretta blog. La rete, che ha permesso di mobilitare i 500 mila del 2009, è messa ai margini. Non si è nemmeno voluta cogliere l’occasione per rimarginare la ferita con i Gruppi Locali. Mascia e soci sono al tavolo con Di Pietro e Vendola. Discutono, a quanto pare, di percentuali. Si dice, su Fb, che stia girando un sondaggio in cui l’entità Popolo Viola, trasformata in partito, varrebbe circa un 9%. Sulla Pagina Nazionale del Popolo Viola, fra l’altro, va in scena una guerriglia di post in cui la Rete Locale ribadisce la propria indipendenza e “autonomia dalla Pagina del Popolo Viola cosiddetto Nazionale, al quale non riconoscono alcun diritto di ingerenza o di prevaricazione sulle realtà locali, poichè realtà ALTRE” (Carta Etica del Popolo Viola – Rete Locale).

Sito www.reteviola.org