Lo scandalo corruzione a Gli intoccabili: tutto su Maurizio Grassano

La voce intercettata nell’emiciclo di Montecitorio dal parlamentare talpa della trasmissione di Gianluigi Nuzzi, gli Intoccabili, l’avrete udito, è quella di Maurizio Grassano, Responsabile, compagno di partito di Scilipoti, uno dei peones che votò la fiducia quel famigerato, tragico, 14 Dicembre del 2010. E chi è Maurizio Grassano? “Un disoccupato”, risponderebbe lui. Quattroanni Grassano. Sì, il signore è stato condannato a quattro anni in primo grado per truffa ai danni del Comune di Alessandria, di cui era fino a qualche anno fa presidente del consiglio comunale in quota Lega Nord. Pensò bene, il neo Responabile, di farsi riassumere dall’azienda in cui lavorava con uno stipendio quattro volte quello originale per ottenere il rimborso comunale.

Su questo blog abbiamo trattato ampiamente la storia di Maurizio Grassano, disoccupato, in cerca di vitalizio:

1. Il Responsabile Grassano condannato a quattro anni per truffa.

2. Cota si dimette da parlamentare. al suo posto un inquisito.

3. Regionali 2010: se in Piemonte vince Cota, al suo posto in parlamento un inquisito.

4. Come la pensa Grassano sull’abolizione dei vitalizi.

Il Responsabile Grassano condannato a quattro anni per truffa

Il neonato gruppo dei Responsabili, che vanta un capogruppo che è anche ministro (dell’Agricoltura) sospettato di mafia, tale Romano Francesco Saverio, ha all’attivo qualcosa che lo contraddistinguono fra le forze della maggioranza: un condannato in primo grado per truffa. Trattasi del famigerato Maurizio Grassano, ex leghista, ex presidente del Consiglio comunale di Alessandria, diventato parlamentare grazie alla elezione a presidente della Regione Piemonte Cota in quanto primo dei non eletti della circoscrizione Piemonte-due.

Grassano, soltanto qualche giorno fa, è stato svergognato dalla trasmissione radiofonica La Zanzara. Essendo ‘stato trasferito’ – così ha riferito – alla commissione Esteri della Camera per questioni di equilibri di maggioranza, è stato interrogato sulla geografia. Questo l’esito:

Uno che non sa niente di Esteri e di geografia, qualche anno fa ha pensato bene, in combutta con il suo datore di lavoro, di decuplicarsi lo stipendio così da incamerare un rimborso mensile dalle casse comunali a quattro zeri. Una operazione da furbetto del quartierino che gli è costata la poltrona nonché la tessera di partito – ma quante remore prima di mandarlo via, non è vero leghisti?

Duro colpo per Maurizio Grassano e Sergio Cavanna. Tutti e due sono stati condannati a 4 anni di reclusione, di cui uno condonato, per truffa ai danni del Comune di Alessandria. Con questa sentenza si è espresso ieri il Tribunale di Alessandria nel processo penale di primo grado a carico dell’onorevole dei Responsabili ed ex presidente del consiglio comunale di Alessandria, Maurizio Grassano, e del suo ex datore di lavoro alla Vega s.r.l. di Novi Ligure, Sergio Cavanna […] Gli imputati sono stati inoltre condannati a risarcire il Comune di Alessandria, costituitosi parte civile, con 850.000 euro. Di questi, 380.000 dovranno essere versati subito a titolo di anticipo. Il Comune di Alessandria aveva chiesto un milione di euro a titolo di risarcimento. Nessuna pronuncia del giudice, al momento però, sulla richiesta del Comune di avere il “sequestro conservativo”e quindi sulla possibilità di incassare direttamente il denaro (Radiogold.it).

Per dire, ora che è un Responsabile, l’on. Grassano dovrebbe fare un gesto di responsabilità e dimettersi. Poiché, a differenza del suo capogruppo, lui la condanna ce l’ha già sulle spalle. Che fa, Grassano, se ne va?

Per una summa sull’epopea di Maurizio Grassano:

Cota si dimette da parlamentare. Al suo posto un inquisito

Regionali 2010: se in Piemonte vince Cota, un altro indagato in Parlamento

Per la Corte d’Appello, Dell’Utri tramite fra la Mafia e Berlusconi

Quella che segue è la notizia battuta dall’ANSA qualche minuto fa relativa alle motivazioni della Sentenza della Corte d’Appello di Palermo su Marcello Dell’Utri, condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa:

Il senatore Marcello Dell’Utri (Pdl) avrebbe svolto una attivita’ di ”mediazione” e si sarebbe posto quindi come ”specifico canale di collegamento” tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi. Lo scrivono i giudici della Corte d’Appello di Palermo nelle motivazioni, depositate oggi e in possesso dell’ANSA, della sentenza con la quale Dell’Utri e’ stato condannato il 29 giugno scorso a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Per i giudici, Dell’Utri ”ha apportato un consapevole contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso” (ANSA.it).

E ora Fini potrà ancora chiedere a Berlusconi senso di responsabilità per la fase della crisi di governo che verrà presumibilmente dopo il 14 dicembre? Può Berlusconi, con un macigno simile, continuare a fare il Presidente del Consiglio? Possono i deputati radicali, eletti nelle liste del PD, compiere la trasmigrazione degli scranni e votare con il PdL la fiducia a Berlusconi come ha ventilato Marco Pannella oggi:

Premier a caccia di nove deputati Pannella tratta: da noi sei voti

Il Sole 24 Ore – ‎17/nov/2010‎

Forse si tratta di una provocazione. Certamente ogni deputato ha un prezzo e pare che questi non abbiano alcun ribrezzo a trovarsi dal giorno alla notte a votare per un signore connesso alla mafia per tramite del suo socio in affari. Pensate all’onorevole per fortuna, al secolo Maurizio Grassano: diventato deputato dopo l’elezione a governatore del Piemonte di Roberto Cota, l’ex leghista, ex presidente del consiglio comunale di Alessandria, inquisito per truffa al suo stesso comune, oggi ha manifestato l’intenzione di votare per B. Grassano è stato arruolato. Leggete la sua storia. Pare essere pienamente in sintonia con il governo che andrà a sostenere:

Cota si dimette da parlamentare. Al suo posto un inquisito

maurizio grassano

Ve l’avevo detto: la gloriosa pattuglia di indagati-inquisiti presente in parlamento, alla elezione di Cota alla presidenza della Regione Piemonte, si sarebbe accresciuta di numero: ecco l’approdo a Montecitorio di un ex-leghista, tale Maurizio Grassano, ex presidente del Consiglio Comunale di Alessandria, sotto processo per truffa aggravata nei confronti dello stesso Comune di cui era presidente.

Naturalmente il signor Grassano si fece anche del carcere:

Regionali 2010: se in Piemonte vince Cota, un altro indagato in Parlamento. « Yes, political!.

Ma prima di questo ebbe la lungimirante idea di sospendersi dagli incarichi ricoperti all’interno del proprio partito. La Lega ora lo scarica:

Proprio a causa delle sue vicende giudiziarie il neo-deputato non sarà accolto nel gruppo leghista: “Il gruppo della Lega Nord – spiega il capogruppo Marco Reguzzoni – preso atto della vicenda giudiziaria del neodeputato (oggi non più appartenente alla Lega Nord a seguito del coinvolgimento in una vicenda giudiziaria per truffa aggravata e falso ai danni di ente locale) ha deciso di non accoglierlo al proprio interno” (Camera/cota si dimette da deputato. gli subentra un inquisito – Virgilio Notizie).

Così ne scrissi su questo blog:

I guai veri, per Grassano, comiciarono una mattina di Settembre dello scorso anno, quando la Guardia di Finanza si presentò al suo ufficio per interrogarlo e per disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari poiché sussitevano i pericoli di fuga e inquinamento delle prove. Nonostante il provvedimento di arresto, Grassano non si dimise dalla carica di Presidente. Decise di lasciare immediatamente il partito della Lega Nord. Poi cominciò un furibondo braccio di ferro fra di lui, l’opposizione e lo stesso Sindaco. Motivazione? “Maurizio Grassano […] ha detto di aver pensato molto alla sua vicenda e al fatto di essere in “buona compagnia” con sindaci, consiglieri e parlamentari di ogni schieramento politico inquisiti”; “mi dimetto se lo faranno tutti loro”; addirittura si presentò in conferenza stampa con “un plico di carte, il regolamento e lo Statuto del Comune di Alessandria […] per far valere i propri diritti di uomo” (RADIO GOLD – Politica – Grassano contro tutti).

Insomma, la storia di un benefattore: “Quest’uomo avrebbe rubato al Comune denari per 760.000 euro in forma di rimborsi, soldi che poi transitavano nella società di cui era amministratore delegato e quindi nelle sue tasche. Soldi sottratti a una città le cui istituzioni ora fanno fatica a mantenere l’insieme delle società municipalizzate che gestiscono i servizi, dalla raccolta dei rifiuti alle case di riposo per anziani, per le quali si pensa alla privatizzazione. E lui parla di imparzialità e democraticità. Un ottimo curriculum, a ben pensarci, per far parte del prestigioso club di Montecitorio” (Yes, political!, cit.).

Regionali 2010: se in Piemonte vince Cota, un altro indagato in Parlamento.

Il Piemonte è una delle Regioni in bilico. La Presidente uscente Mercedes Bresso ha dovuto scendere a patti con l’UDC, non senza concesssioni sulla sanità piemontese, fra le più morigerate ed efficienti nel paese. Nonostante ciò, nonostante l’accordo con il partito di Casini, la riconferma della Presidente è fortemente insidiata dalla minaccia Lega Nord, la cui forza elettorale si annuncia straripante (in Veneto è candidata a esser primo partito, in Lombardia avrà ancor più voti del PD).
Così, se in Piemonte dovesse vincere Roberto Cota (appunto, Lega Nord), si libererà uno scranno a Montecitorio. E per effetto del famigerato Porcellum, della legge elettorale a firma di Calderoli, il seggio non verrà rimesso in palio, bensì sarà allocato alla medesima lista vincitrice alle elezioni del 2008, ovvero la Lega Nord, al nominativo immediatamente successivo a quello di Cota. Il nome è quello di Maurizio Grassano (vedi Resoconto Giunta per le Elezioni). Un signore che non ha certo una grande carriera politica alle spalle, essendosi mosso sempre in ambito locale, ma che potrà generosamente contribuire a rinfoltire la schiera degli indagati – anzi, degli imputati – in Parlamento.
Questo perché Maurizio Grassano è stato consigliere nel Comune di Alessandria, poi anche Presidente del medesimo Consiglio Comunale, sino alle dimissioni, maturate, dopo un soffertissimo tira e molla con il PdL guidato dal sindaco Piercarlo Fabbio, soltanto lo scorso novembre. Grassano è sottoposto a processo, accusato di reati molto gravi quali truffa aggravata, truffa tentata e falso ai danni del medesimo Comune nel quale rivestiva la predetta carica di Presidente di Consiglio:

Andranno a processo il presidente del Consiglio Comunale Maurizio Grassano e il suo ex datore di lavoro Sergio Cavanna che devono rispondere di falso al fine di truffa ai danni del Comune. Per la Procura le prove sono evidenti. Fino al ’97 Grassano guadagnava non più di 41milioni di lire all’anno, ma dal ’98 quando ha chiesto e ottenuto il primo rimborso dal Comune le sue entrate sono progressivamente aumentate fino a guadagnare 20mila euro al mese. Secondo il Pm figurava che Grassano guadagnava il triplo del suo datore. Prima udienza l’8 febbraio (RADIO GOLD – Cronaca – Grassano a processo l’8 febbraio).

I guai veri, per Grassano, comiciarono una mattina di Settembre dello scorso anno, quando la Guardia di Finanza si presentò al suo ufficio per interrogarlo e per disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari poiché sussitevano i pericoli di fuga e inquinamento delle prove. Nonostante il provvedimento di arresto, Grassano non si dimise dalla carica di Presidente. Decise di lasciare immediatamente il partito della Lega Nord. Poi cominciò un furibondo braccio di ferro fra di lui, l’opposizione e lo stesso Sindaco. Motivazione? “Maurizio Grassano […] ha detto di aver pensato molto alla sua vicenda e al fatto di essere in “buona compagnia” con sindaci, consiglieri e parlamentari di ogni schieramento politico inquisiti”; “mi dimetto se lo faranno tutti loro”; addirittura si presentò in conferenza stampa con “un plico di carte, il regolamento e lo Statuto del Comune di Alessandria […] per far valere i propri diritti di uomo” (RADIO GOLD – Politica – Grassano contro tutti). Il Sindaco e la giunta studiarono addirittura una modifica dello Statuto Comunale che “contemplasse un mandato ridotto a metà per il presidente del consiglio comunale, con la possibilità di essere eventualmente rieletto”, ma Grassano rifiutò la modifica ad personam con sdegno, “se questa norma è stata fatta per me” ha affermato Grassano “tolgo il disturbo per rispetto nei confronti del consiglio […] mi dimetto se la giunta e i consiglieri comunali ritirano questa delibera che minaccia la democraticità del consiglio stesso e l’imparzialità che dovrebbe avere il presidente” (RADIO GOLD – Politica- Grassano si dimette).
E così si dimise, lasciando di stucco tutta l’assemblea. Quest’uomo avrebbe rubato al Comune denari per 760.000 euro in forma di rimborsi, soldi che poi transitavano nella società di cui era amministratore delegato e quindi nelle sue tasche. Soldi sottratti a una città le cui istituzioni ora fanno fatica a mantenere l’insieme delle società municipalizzate che gestiscono i servizi, dalla raccolta dei rifiuti alle case di riposo per anziani, per le quali si pensa alla privatizzazione. E lui parla di imparzialità e democraticità. Un ottimo curriculum, a ben pensarci, per far parte del prestigioso club di Montecitorio.