Nuova scomunica di Beppe Grillo. E-democracy e carisma del capo

English: Beppe Grillo in Piazza Castello in Tu...

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In un crescendo rossiniano, si è nuovamente giunti al parossistico annuncio a mezzo blog che chi si occupa del Movimento 5 Stelle ma non è fedele alla linea dell’ispiratore del Movimento 5 Stelle, allora deve essere sbattuto fuori. Valentino Tavolazzi ha avuto l’ardire di convocare una assemblea di movimentisti, più o meno ascrivibili all’area del M5S, a Rimini, ieri e ieri l’altro. Tavolazzi ha voluto mettere in discussione, insieme ad altri, la forma organizzativa del M5S e provare a risolvere i dubbi amletici che affliggono il non-partito fin dalla nascita. Per esemplificare, vi sottopongo questa ottima infografica pubblicata da Linkiesta:

Il gruppo riunitosi a Rimini lo scorso week-end ha cercato di rispondere a questi dilemmi con un metodo pratico che loro chiamano “open space technology”. Certo, per un movimento politico il metodo non può e non deve essere il fine, bensì il mezzo per realizzare la partecipazione dal basso tanto evocata da Grillo. Il gruppo di Tavolazzi ha evidenziato il fatto che la semplice interazione on-line non è sufficiente e che il rapporto umano e politico non si può risolvere in un attivismo da tastiera sempre votato all’indignazione. E’ necessario far compiere al M5S un salto di qualità, e questo si può ottenere solo con l’incontro faccia a faccia e la formulazione di proposte vere e “organiche”. Né più né meno di quello che fanno a Prossima Italia, che in questo senso dimostra di essere avanti anni luce rispetto al M5S.

La risposta di Grillo è stata una nuova scomunica. Della serie: se non sei come me, sei contro di me. Questa frase niente altro è che la riedizione ennesima della coppia dicotomica Amico-Nemico tanto cara a Carl Schmidt. Una logica che sottende sempre all’esclusione dell’altro, se l’altro non la pensa come me. A considerarlo una anomalia e a combatterlo. Ma la politica non è ‘guerra’. La politica è discussione delle regole del viver civile. E’ strano che il movimento politico ispirato dal sostenitore della ‘democrazia dal basso’ sia invece caratterizzato da dinamiche proprie di un partito carismatico. E’ il capo che giudica. E’ il capo che decide le regole (secondo il detto latino quod principi placiut habet legis vigorem) e che le cambia a proprio piacimento. La sua leadership è fondata sull’autorevolezza del proprio nome. Sulle sue gesta. E’ una caratterizzazione simbolica che trascende dalla realtà. Grillo su questo piano non è diverso da Umberto Bossi. Entrambi godono dell’aurea del Capo condottiero. E possono cacciarti, se vogliono. O premiarti con un feudo. A seconda del tuo grado di fedeltà. Valentino Tavolazzi ha tradito il M5S. Ma questa non doveva essere e-Democracy?

Valentino Tavolazzi è consigliere a Ferrara per la lista civica “Progetto per Ferrara” appoggiata a suo tempo da me. Si candidò prima della nascita del M5S (*). Non ha purtroppo capito lo spirito del M5S che è quello di svolgere esclusivamente il proprio mandato amministrativo e di rispondere del proprio operato e del programma ai cittadini. Non certamente quello di organizzare o sostenere fantomatici incontri nazionali in cui si discute dell’organizzazione del M5S, della presenza del mio nome nel simbolo, del candidato leader del M5S o se il massimo di due mandati vale se uno dei due è interrotto. Sarà sicuramente in buona fede, ma Tavolazzi sta facendo più danni al M5S dei partiti o dei giornali messi insieme. A mio avviso ha frainteso lo spirito del M5S, ha violato il “Non Statuto” e messo in seria difficoltà l’operato sul campo di migliaia di persone in tutta Italia. Per questo, anche di fronte ai suoi commenti in cui ribadisce la bontà di iniziative che nulla hanno a che fare con il M5S, è per me da oggi fuori dal M5S con la sua lista “Progetto per Ferrara”. Chi vuole lo segua. Beppe Grillo.
(*) Dopo la costituzione del M5S non è più permesso associarsi ad altre liste

Se Giovanni Favia merita il 10 e lode. Movimento 5 Stelle fra tendenze autoritarie e principio democratico. Intervista a Valerio D’Alessio.

Giovanni Favia, miglior consigliere comunale di Bologna

La notizia è pubblicata dal blog di Beppe Grillo: Giovanni Favia, consigliere comunale di Bologna per le Liste a 5 Stelle, il movimento politico originatosi dall’esperienza dei Meet-Up della rete di Grillo, non è solo il più attivo fra gli altri consiglieri, ma in una scala da uno a dieci ha fatto segnare il massimo dei punti.

Che dire? Favia è candidato governatore per il MoVimento alle Regionali dell’Emilia Romagna. E’ primo in lista. L’obiettivo è chiaro: insediare uno del MoVimento in Consiglio Regionale. Uno che ha dieci in tutte le materie. Chi meglio di Favia? Se avrà voti sufficienti, non potrà più continuare l’attività di consigliere comunale. Abbandonerà i suoi progetti.

La realtà è che il MoVimento ha vissuto attimi di conflittualità quando si sono dovuti scegliere i candidati nelle varie Regioni. Un conflitto che si è originato nella scelta fra un modello ideale basato su principio democratico e linea autoritativa che promana “dal basso”, ed efficienza del meccanismo decisionale.

Erano partiti con l’idea delle “primarie dei cittadini”; hanno concluso in buona parte accettando una scelta imposta dall’alto, da Grillo stesso. Borrelli in Veneto, Fico in Campania, e Favia in Emilia-Romagna. Sì, proprio lui, il primo della classe.

Yes, political! ne ha già parlato qui e qui, criticando soprattutto l’aspetto della rinuncia al metodo democratico nella selezione della leadership, chiedendosi come sia possibile scegliere il migliore senza un vero confronto delle idee. E Grillo aveva inaugurato il suo impegno politico vero e proprio con una dura – e legittima – critica del modello delle primarie del PD, annunciando che avrebbe fatto delle “vere” primarie dei cittadini, in contrasto a quelle “finte” del PD. Di fatto, però, il PD è ancora l’unico esperimento di partito aperto esistente sinora in Europa, e le sue primarie rischiano di essere più vere di quelle di Grillo (sebbene poi l’esito abbia poi visto prevalere la corrente partitistica del PD rappresentata da Bersani).

Oggi questo blog ritorna sull’argomento “deficit democratico” del MoVimento 5 Stelle con una intervista esclusiva a Valerio D’Alessio, consigliere comunale a Bologna Savena e insieme al Meet-Up ravennate “Punto a Capo”, fronte della neo opposizione interna.

– Valerio, cosa succede al MoVimento 5 Stelle in Emilia-Romagna? Vi è già una frattura?
Sì, la frattura è una conseguenza del fatto che il candidato scelto, Giovanni Favia, è stato imposto da Bologna. Lui è già consigliere. Quando ha fatto la campagna per le elezioni comunali prometteva che avrebbe ricoperto questo ruolo per anni. Promessa caduta, oramai. Per questo a me sembra una montatura. Sembra che la campagna per le comunali sia stata usata per fare carriera.
– Favia si è disvelato come un’arrivista della politica?
Ti dirò di più. Nel Meet-up di Bologna vige il “pensiero unico”. Dopo il mio comunicato, peraltro uscito in ritardo di un mese sui fatti, mi volevano convocare. E perché questo? Avevo soltanto formulato una critica. Così non ho risposto alla convocazione. Penso che non ci sarebbe comunque stata possibilità di esprimere le proprie ragioni.
– Questa è una cattiva notizia.
Non c’è dibattito nel Meet-Up di Bologna. Posso fare un esempio traendolo dal modo di relazionarsi con i movimenti, con la sfera sociale. Ti parlo del caso di “Decrescita Felice”: avevamo avviato contatti con loro nel consiglio comunale per applicare un’idea piccola e semplice come quella di eliminare i piatti di carta dalle mense scolastiche. Si pensava di farli portare da casa. Loro – si riferisce al gruppo Favia – erano in disaccordo e hanno creato un movimento “Decrescita Felice” alternativo. Ti rendi conto?
– Anziché affrontare il dibattito, hanno costituito un organo parallelo ma sotto il loro controllo.
C’è una sorta di devozione verso il Capo, a Bologna: una devozione verso Favia.
– Tutto questo in un contesto di assenza di dibattito…
Sì. A me pare che questo modo di approcciare alla politica denunci anche incompetenza nell’affrontare le cose. Un ragazzo che frequenta il MoVimento, un ragazzo di diciasette anni, aveva osato avanzare delle critiche rispetto all’operato di Favia e soci e ha rischiato di essere allontanato dal MoVimento. Perché questo? Chi contesta viene allontanato. Il risultato è che ora questo ragazzo è sfiduciato e non crede più nella politica.
– Dove sono finite le primarie “dei cittadini”?
Bisogna precisare che non c’erano candidati avversi. Per esempio, in Piemonte si era partiti con un nome, che era quello di Pallante, di Decrescita Felice. Ma in seguito ha rinunciato poiché non condivideva alcuni aspetti della linea di Grillo. In Campania, dove fra l’altro ha sede uno dei primi Meet-Up d’Italia, quello di Napoli, il candidato alle regionali, Roberto Fico, è stato eletto per consenso, come è accaduto in Emilia-Romagna, su indicazione diretta di Grillo in seguito al Comunicato Politico n. 28. Stessa cosa in Veneto: qui è stato candidato Borrelli, uno dei personaggi più noti del MoVimento di Grillo, è stato il primo consigliere comunale ad essere eletto per le Liste civiche. Solo in Lombardia c’è stato vero dibattito, c’è stato un vero coinvolgimento di tutti i Meet-Up. In Emilia-Romagna avevamo una forza tale che si sarebbe potuto organizzare delle “primarie vere”, aperte a tutti i cittadini che volessero parteciparvi. Si sarebbe potuto organizzare una sorta di “election day” con i gazebo nelle piazze, di domenica. Sarebbe stato un mezzo per farsi conoscere dai cittadini. Era un’idea che ho tentato di avanzare, ma non è nemmeno stata presa in esame.
– C’è stato quindi un avvallo diretto di Grillo al bypassaggio delle primarie.
E’ così. Fra Settembre e Ottobre c’è stata la svolta. Favia sarà primo candidato in lista, così da esser certi che lui entri in Consiglio. Beppe Grillo ha scelto i candidati che secondo la sua ottica sarebbero i più adatti a interpretare la funzione – così la chiama – del virus. Lui vuole introdurre questo virus nel sistema, sulla falsa riga di quel che fece con l’operazione “Fiato sul Collo”. La conosci?
– Certo. Entravate nei consigli comunali con la telecamera.
Oramai è una situazione passata. Oggi nessuno più si sogna di vietare le riprese. E i comuni hanno istituito dei meccanismi di trasparenza, per esempio attraverso i siti internet.
– Tu hai parlato di “deriva autoritaria” e hai citato una data ben precisa, ovvero quella del 4 Ottobre, il giorno della riunione al Teatro Smeraldo, a Milano. Cosa è successo veramente in quella circostanza? Te lo chiedo poiché sul blog di Grillo non c’è una vera e propria cronaca dell’evento.
Grillo parlò di tre regioni: Piemonte, Emilia-Romagna, Campania. Là e solo là si sarebbe creato il MoVimento a 5 Stelle. Grillo escluse tutte le altre regioni. La cosa mi lasciò sbigottito. E poi fu presa la decisione di includere solo candidati trentenni.
– Una sorta di sbarramento anagrafico?
Capisci, è una cosa abbastanza grave. E i quarantenni? Categoria d’età della quale faccio parte?
– Certo sarebbe diverso se tu avessi fatto carriera politica nei partiti da vent’anni.
La mia storia parla per me. Mi sono sempre occupato di politica dai diciottanni, nei primi anni ottanta, ma non ho mai fatto parte di alcun partito. Mi sono sempre fermato sulla soglia. Avevo sperato nel “patto Segni”. Avevo subodorato che Forza Italia era qualcosa da cui allontanarsi. Poi il MoVimento di Grillo. Avevo sperato di poter dare il mio contributo. E invece… Sono solo pentito di una cosa. Di aver fatto il comunicato senza prima aver aperto la discussione nel Meet-Up. Però quale discussione sarebbe stata possibile in un luogo senza discussione?
– Grazie Valerio.
Prego.

MoVimento 5 stelle, ma quale democrazia? Le regionali mettono in crisi le liste di Grillo.

Premessa: di quanto segue non leggerete neanche una riga sul blog di Grillo. Alla faccia della trasparenza tanto sbandierata come principio fondante del MoVimento. Questa è una storia di primarie non vere. Prima guardate cosa è successo:

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Dovevano essere le primarie “dei cittadini”, in opposizione alle primarie del partito, quelle del PD. Ma Giovanni Favia, candidato alle regionali dell’Emilia Romagna per la lista MoVimento 5 stelle, non è stato eletto dalle primarie “dei cittadini”. E’ stato nominato per mezzo blog. Grillo in persona lo ha scritto in un post l’8 novembre scorso:
Il MoVimento a Cinque Stelle si presenterà alle prossime regionali che si terranno a marzo 2010. Siamo come Davide e Golia. Noi abbiamo solo la Rete, i MeetUp, il nostro entusiasmo e il miei incontri. Loro, tutto il resto. Siamo gli ultimi, gli esclusi, i derisi. Per questo ce la faremo. La mia forza e quella dell’organizzazione che mi sostiene sono limitati, senza fondi, senza soldi, senza informazione libera che parli di noi (a parte il Fatto Quotidiano) e con tutti i media contro. Dobbiamo fare delle scelte, anche se non mi piace. Per questo mi impegnerò in particolare in Emilia Romagna, in Campania e in Piemonte. Non posso però ignorare il “grido di dolore” che viene da tante Regioni d’Italia. Dal Veneto, alle Marche, alla Lombardia, alla Liguria. Per cui, se si presenteranno delle Liste a Cinque Stelle in tutte le Regioni, tutte le supporterò con le mie possibilità. Il Movimento è in fase di formazione e i tempi elettorali stringono. Per questo mi prendo la responsabilità di presentare i due candidati per Campania e Emilia Romagna: Roberto Fico e Giovanni Favia. Ho ascoltato molte voci nelle due Regioni e mi sembrano i candidati ideali. In futuro, dopo le Regionali, con le iscrizioni on line al Movimento, ogni scelta, ogni candidato, ogni punto del programma sarà votato dagli iscritti on line (vedi: Comunicato politico numero 28 – blog di Beppe Grillo).
In sostanza, secondo Grillo, la mancanza di tempo e di risorse (soldi in primis) sono buone ragioni per “sospendere” il modello di democrazia diretta che sosteneva di voler applicare. Ed ha imposto in due regioni i candidati, ovvero Favia in Emilia-Romagna e Fico in Campania. Soltanto che in Emilia-Romagna le fantomatiche primarie “dei cittadini” si sono svolte ugualmente, ma già durante il dibattito tutti i candidati concorrenti si erano o ritirati (Cinzia Pasi per Ravenna Punto a Capo) o avevano manifestanto con parole pesanti il loro malumore per esser stati estromessi dalla competizione per la candidatura (“ma davvero non si è trovato altro in tutta la regione che presentare un consigliere comunale?”).
La denuncia delle primarie fasulle è giunta agli onori della cronaca per merito del meet-up di Ravenna, “Ravenna Punto a Capo”, che ha manifestato il proprio dissenso il 18 Novembre con un comunicato e il contemporaneo ritiro della loro candidata, Cinzia Pasi: Favia ha minimizzato sostenendo che si tratta di “due esponenti di una piccola associazione ravennate”, esterni al vero MoVimento, affermazione non fondata a mio avviso, essendo i grillini di Punto a Capo in grado addirittura di esprimere una loro candidata, quindi non tanto esigui e non tanto marginali. Ci si domanda sulla base di quale cultura politica si discrediti una critica sulla base del fatto che chi critica sono solo “due” espoenenti di una “piccolissima” associazione del ravennate, quasi che il numero sia ragione dell’infondatezza (“sono in pochi a dirlo, e sono estranei”).
Invece Favia ora dovrebbe spiegare come mai le stesse critiche siano giunte anche dal consigliere comunale di Bologna Savena, Valerio D’alessio. Forse che un consigliere comunale non ha dignità di criitca? Dovrebbe spiegare, magari con il supporto del suo celebre “investitore”, come sia possibile che critiche analoghe sulle modalità di selezione dei candidati siano giunte anche dai meet-up delle Marche e da Genova.
Dal Meet-up di Recanati si lamenta il fatto che la volontà della “base” di dar vita a una lista del MoVimento 5 stelle anche nelle Marche sia stata pregiudicata dal comportamento controproducente di molti organizzatori del MoVimento stesso, molti di questi già “impegnati” con l’IDV. Mentre da Genova si scopre che si erano svolte correttamente tutte le procedure, erano stati svolti tutti gli incontri, si erano celebrate le primarie ed era persino stato individuato un candidato, il dr. Paolo Franceschi, ma il leader nazionale ha fermato tutto dicendo che non ci sono i presupposti per partecipare alla competizione elettorale. E quello di Grillo pretende di essere un movimento dove ognuno conta uno… Se così fosse, allora in Liguria dovrebe esserci una lista a 5 stelle per le regionali perché così hanno votato i ragazzi dei meet-up. O forse no? O forse ci sono altre ragioni di carattere politico che impediscono il libero manifestarsi di queste forme di democrazia diretta? Forse che qualcuno abbia posto dei veti per non disperdere il proprio bacino d’utenza? Forse che la mancanza di “cassa” sia solo una delle tante ragioni, per giunta nemmeno così determinante come Grillo stesso vuol far credere?
Di seguito una rassegna dei comunicati e delle reazioni del web sull’argomento che Grillo si ostina a non trattare apertamente.
  • Facebook | ELEZIONI REGIONALI: COMUNICATO UFFICIALE: Ravenna Punto a Capo, Meetup-24 Ravenna, L’Occhio Verde
    • da qualche anno ognuno di noi ha deciso di rendere costruttivo il proprio malcontento. Associazioni, meetup e liberi cittadini, si sono uniti in un’unica forza per sfociare in lista civica nel 2011, ma soprattutto per unire le forze sul territorio di Ravenna.
      Siamo arrivati al tavolo tecnico (chiuso) delle regionali con molta umiltà, per dare una mano nel nostro piccolo. Non credevamo, però, di dover mettere in discussione i nostri principi etici. Abbiamo scelto di fare politica perché quella che ci viene propinata da anni ci disgusta, eppure ci siamo ritrovati di fronte proprio a quella linea politica che contestavamo da anni. C’è sembrato di camminare come i gamberi.
    • Come tutte le associazioni abbiamo uno statuto, delle regole, un regolamento etico.
    • Lavorare con un gruppo che dovrebbe coordinare tutto il territorio regionale senza statuto, né regole, non è stato facile. La totale assenza di regole non è democrazia, è anarchia, dove vince il più furbo.
    • Abbiamo presentato dei candidati autorevoli come Cinzia Pasi.
    • Nei partiti e nei movimenti, ci sono delle tappe fondamentali che o fanno crescere il movimento o lo disgregano. Non avendo delle basi per poter crescere, siamo arrivati alla disgregazione.
    • lista regionale, dovremmo essere ciechi per non vedere il dissenso di molti davanti a questa vicenda
    • stiamo pensando a Cinzia, al nostro gruppo, a tutti quelli che si ritrovano negli ideali di democrazia partecipata e dal basso e li vogliono applicare
    • Quello che c’è mancato per anni sul nazionale è un’identità politica, il metodo, la rete che unisse non solo i meetup, ma anche tutti coloro che collaborano e lavorano con noi. Queste voci dovevano arrivare al tavolo che costruiva la lista regionale, dovevano essere ascoltate e meritavano la possibilità di esprimere un voto.
    • Ritiriamo quindi la candidatura per Ravenna di Cinzia Pasi alle “ non primarie” per la presidenza della regione, le nostre candidature, i nostri tecnici, la nostra manovalanza e il nostro supporto. Siamo certi che la lista avrà il percorso che merita e incoronerà il nuovo Capezzone di una politica che non ci appartiene e non ci rappresenta.
    • Di cui ripudiamo la sola idea che si possano minacciare le persone con l’espulsione dal tavolo tecnico perché la pensano in modo diverso. Forse si sta creando una “nuova casta”. Rispettiamo comunque la scelta intrapresa da altri,come vorremmo che fosse rispettata la nostra. “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita purché tu lo possa esprimere”. Questa è la democrazia.
  • Non c’è pace tra gli ulivi: il nostro No alla Lista Regionale di Beppe Grillo
    • Ravenna Punto a Capo meetup di Beppe Grillo di Ravenna intende comunicare e spiegare la scelta di non appoggiare la Lista Regionale del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che parteciperà alle elezioni regionali nel marzo prossimo.Nei mesi scorsi abbiamo partecipato come Provincia di Ravenna alla costruzione per la Lista Regionale in questione mediante le riunioni al tavolo tecnico di Bologna. Tavolo che fin dall’inizio è stato per pochi e scelti…Durante queste riunioni s’è vista la peggior politica della prima repubblica, fatta di intrallazzi, accordi sottobanco, politica nei corridoi, minacce d’espulsione, decisioni prese, votate e poi rimaneggiate. Tutto ciò che per anni avevamo contestato portando la bandiera di Grillo.Tutto veniva portato avanti senza metodo né regole, ma la mancanza di regole non genera la democrazia, bensì l’anarchia, dove, purtroppo, vince il più scaltro.

      Nonostante ci fossero tre candidati alle primarie per il ruolo di Presidente, con un comunicato da veggente Grillo annuncia sul suo blog che il candidato è Giovanni Favia, neo eletto consigliere comunale a Bologna, che si appresta pertanto a lasciare l’incarico per il quale è stato votato dai cittadini dopo solo 5 mesi.

      Successivamente si sono inscenate delle primarie a numero chiuso, con delegati scelti in maniera poco trasparente e con voto palese per la maggioranza di essi.

      In vista della presentazione ufficiale alla stampa della Lista Regionale, Ravenna Punto a Capo, L’Occhio verde e il meetup 24 di Ravenna vogliono ribadire ai ravennati che : abbiamo ritirato ogni disponibilità per appoggiare questa politica senza etica, non saremo noi a raccogliere le firme necessarie a Ravenna, e che continueremo a costruire quell’alternativa politica in cui credevamo, fatta dai cittadini con la democrazia dal basso.

      Ravenna Punto a Capo

  • Il Meet Up di Genova in dissenso con Beppe Grillo sulle regionali
    • Relativamente alla presentazione di una Lista Civica 5 Stelle “beppegrillo.it” per la Liguria, il Meet Up Beppe Grillo Genova vuole pubblicamente sottolineare l’impegno speso ad attivare una procedura che tenesse conto in modo rigoroso di quanto il referente nazionale va predicando in modo convincente da molti anni.
    • Abbiamo avuto cura a che la partecipazione fosse la più ampia possibile, aprendo confronti con il territorio, tenendo riunioni nelle province con tutte le realtà associative interessate, oltre che con tutti i Meet Up della “rete del Grillo”. Di fronte a una molteplicità di associazioni, realtà civiche, legate o meno al Movimento 5 Stelle, si sono condivisi il metodo e il merito di una Lista Civica 5 Stelle. Abbiamo aperto a chiunque lo volesse la possibilità di candidarsi a presidente della Regione, partecipando poi alle nostre “primarie”. Questo metodo di selezione ci è parso, ed è, il più partecipativo e il più orizzontale a disposizione, anche sulla scorta di quanto hanno fatto i Meet Up di altre regioni.
    • Un altro parametro tipicamente “grillino” è stata la pubblicità degli atti: tutto è stato reso pubblico e trasparente sui forum online. Ci siamo assunti il rischio dell’accesso di disturbatori e sabotatori, o di far conoscere in anticipo ai nostri avversari le mosse che avremmo fatto, perché era nostro interesse seguire con intransigenza anche questo “must” dettato da anni da Beppe Grillo. Ancora, abbiamo imposto, sempre consensualmente, un parametro che dovrebbe essere il non plus ultra del grillismo, ossia che i candidati consiglieri e il candidato presidente non avessero alle spalle nell’ultimo anno incarichi di partito o cariche elettive in nome e per conto di un partito politico.
    • Il movimento di Beppe Grillo si dichiara apertamente anti-partitico, dunque la norma era coerente, e ci preservava
      dall’assalto di eventuali esclusi nelle liste dei partiti classici.
    • nfine sul programma abbiamo dichiarato che avremmo seguito linee progettuali rigorose e nettamente alternative non solo a quelle ordinariamente elaborate dal degenerato sistema dei partiti, ma anche e soprattutto a quelle vie di mezzo, a quelle soluzioni compromissorie a cui purtroppo anche talune frange del movimento “grillino”, anche già a Genova, tendono ad indulgere.
    • Che questo processo rigoroso e realmente “dal basso”, fatto da cittadini “con l’elmetto”, fosse la strada giusta lo dimostra l’esito, ossia la designazione di un profilo altissimo come il Dr. Paolo Franceschi, a cui si sono affiancati altri nomi noti per la severità delle loro posizioni anti-sistema e a favore di una politica e un’amministrazione vicine ai cittadini. Tanto autorevole questa designazione che in breve ha coagulato attorno a sé, facendo superare ogni divisione, il consenso di tutta la rete “grillina” ligure da La Spezia a Savona, fino a Sanremo.
    • È dunque incontrovertibile che il nostro percorso rientrasse pienamente nei parametri di consensualità, partecipazione, trasparenza e coinvolgimento “dal basso” che tanto Grillo diffonde, anche appendendosi alle statue. Quel 2,4-2,5% che i sondaggi attribuiscono a un’eventuale Lista 5 Stelle in Liguria, con un percorso del genere e un candidato come Paolo Franceschi, era probabilmente destinato a raddoppiare.
    • Stante tutto questo, il Meet Up di Beppe Grillo Genova dissente radicalmente con la valutazione del comico genovese secondo cui non ci sono nella regione le condizioni per scendere nell’agone elettorale.
    • Beppe Grillo ha così invalidato un percorso che invece avrebbe dovuto appuntarsi al bavero con orgoglio, e che avrebbe dovuto riconoscere quasi ad occhi chiusi. Sul motivo per cui non l’abbia fatto occorrerà interrogarsi nell’immediato futuro, cercando di capire se e quanto il leader di un movimento anti-partitico è davvero libero e indipendente dalle pressioni trasversali di quei partiti che sarebbero danneggiati dalla presenza di una Lista Civica 5 Stelle.
    • Il Meet Up di Genova si dichiara amareggiato e deluso dalle scelte di Beppe Grillo, che hanno come primo risultato un’incrinatura nella credibilità del personaggio per la dimostrata sua palese non consistenza con quanto predicato da anni. Ora si attendono ulteriori eventuali prese di posizione in merito alle elezioni regionali in Liguria, a seguito delle quali quello che ora è un semplice dissenso in breve potrebbe rischiare, cosa che comunque non auspichiamo, di diventare aperta rottura.
    • Il percorso ed il progetto che ha messo insieme persone e soggetti collettivi, a questo punto, indipendentemente dalle elezioni regionali del 2010, va comunque avanti, perché un impegno civile condiviso, coerente e determinato è in grado di camminare con gambe proprie.
  • Blog di Beppe Grillo – Mafia a Milano
    • MARCHE: DALLE STELLE ALLO STALLO

      LA POSSIBILITÀ DI PARTECIPAZIONE DELLA LISTA CIVICA A 5 STELLE ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI NELLE MARCHE È ORMAI DEL TUTTO TRAMONTATA, O QUASI

      MOLTI ORGANIZERS E ASSISTANTS DI DIVERSI MEETUP HANNO DATO FORFAIT, NEGANDO AI LORO ISCRITTI E AGLI ALTRI CITTADINI MARCHIGIANI LA POSSIBILITÀ DELLA “NOSTRA ALTERNATIVA” ALLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2010; QUALCUNO ADDUCENDO MOTIVAZIONI RIDICOLE RISPETTO AL MOMENTO, DEGNE DEI BENPENSANTI, ALTRI DEFILANDOSI DIETRO IL LORO IMPEGNO CON IDV, ALTRI ANCORA MANIFESTANDO APERTAMENTE LA LORO AVVERSITÀ AL MOVIMENTO A 5 STELLE E, IN QUALCHE CASO, ANCHE VERSO BEPPE GRILLO,

      PRENDIAMO ATTO CHE I SABOTATORI, GLI INFILTRATI E I DOPPIOGIOCHISTI HANNO PORTATO A TERMINE IL LORO LAVORO; A QUESTO PUNTO NON ABBIAMO PIÙ NESSUN BISOGNO DELLA LORO CONTRO-COLLABORAZIONE E RITENIAMO CHE DOPO LA CHIAREZZA, PERCHÉ ORMAI IL QUADRO È CHIARO, VADA FATTA PULIZIA.

      RIVOLGIAMO ANCHE AGLI ATTENDISTI, AGLI INCERTI E AI TENGOFAMIGLISTI IL NOSTRO DISAPPUNTO.

      NON POSSIAMO OMETTERE LA NOSTRA PERPLESSITA’ AL FATTO CHE DALLO STAFF DI BEPPE GRILLO NON CI SIA STATO ALCUN INTERESSAMENTO E COLLABORAZIONE, NONOSTANTE FOSSE NOTO IL TENTATIVO DI DARE VITA ALLA LISTA CIVICA REGIONALE “MARCHE A 5 STELLE”.

      Roberto, Samuele e Stefano del MEETUP di Recanati.

  • Lista ‘grillina’ alla Regionali, emergono fratture
    • Non si scompone Giovanni Favia, candidato dei grillini alle elezioni regionali, di fronte al fatto che “un’associazione privata non facente parte delle reti legate al blog di Beppe Grillo non raccogliera’ le firme” per sostenerlo. Non si scompone perche’ non reputa significativo il dissenso che arriva da Ravenna. E, inoltre, dice, “le firme per le regionali, come era gia’ previsto le raccoglieranno quelle centinaia di cittadini iscritti al sito del movimento a cinque stelle nazionale”
    • Favia, in una lunga nota, smonta poi i suoi ‘accusatori’. “Due esponenti di una piccola associazione ravennate
    • il comunicato del Meetup ravennate “e’ pura calunnia” e quindi, “probabilmente, dovendo difendere il lavoro di centinaia di attivisti in regione, dovremmo procedere per vie legali”