Minzolini, 74.636,90 euro spesi con la carta di credito Rai

Con quella somma, il direttorissimo del TG1 è stato, nell’ordine, a:

Capri, Barcellona, Ischia, Cortina, Cannes, Sanremo, Venezia, Marrakesh, Dubai, Londra, Palma dei Maiorca, Monaco, Saturnia, Il Cairo. Colpisce più di tutti Saturnia. In secondo luogo, non convincono le modalità della restituzione del maltolto da parte di Minzolini.

Mi spiego.

Uno fa il direttore del TG1, ok. Avrà anche un buono stipendio. Molto buono. Il dubbio però è il seguente: come ha fatto a restituire i 65.000 euro dei 74 illegittimamente (sembra) estratti dalla carta di credito aziendale in circa tre mesi – da Marzo a Maggio 2011 – con ben tre assegni da ventimila l’uno?

Spesso anche pagava per due, e la gentile compagnia non era a libro paga della Rai. Nessuno, nemmeno la Finanza, è riuscito a sapere con chi si accompagnava, in stanza da letto, in lussuosi alberghi, il formidabile direttorissimo.

Una cosa è certa, l’unica: pagavamo noi.

Leggi l’articolo di Repubblica

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Tg1, ore 7:00, i video “pirata” su Berlusconi

Video pirata, con enfasi sulla “p”: questo sono diventati i video pubblicati ieri dal sito di Repubblica.it che ritraggono Berlusconi fuori da Palazzo Grazioli accusare la magistratura e il pm del processo Mills, De Pasquale, di associazione a delinquere, nonché raccontare barzellette sugli ebrei e su Rosy Bindi.

Già ieri il Tg di Minzolini dava menzione della pubblicazione delle immagini “rubate”, sebbene i video riguardassero colloqui pubblici avvenuti solo il giorno prima fra il (finto) premier e alcuni sostenitori avvicinatisi a lui all’uscita della sua residenza romana; oggi la definizione scandalosa di video “pirata”.

Perché pirata? Perché Berlusconi non sapeva di essere ripreso? Perché realizzati non già da una televisione ufficiale bensì da un cittadino qualunque? Si vuole forse proibire di riprendere con il proprio telefonino un fatto di cui siamo testimoni? Si vuole forse ridurre lo spazio sacro in una democrazia liberale della libertà di espressione?

Sarei molto curioso di sapere l’opinione del direttorissimo Minzolini. Non già perché importante in sé medesima, ma per analizzare in seguito la costruzione barocca su cui reggerà il suo ragionamento. Minzolini ha invece oscurato del tutto la bestemmia; poi ha praticamente dato del ladro agli autori dei filmati.

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Tg1 ore 20: scontri provocati dai manifestanti aquilani

La pagina web del Tg1 apre con la notizia degli scontri, "causati dai manifestanti"

Ore 20. Il Tg1 rende conto degli scontri a Roma fra manifestanti aquilani e polizia. Secondo il tg diretto da Minzolini, gli scontri sarebbero stati causati da manifestanti di area ‘antagonista’, estranei ai manifestanti veri e propri.

Le immagini che seguono sono da diffondersi il più possibile. Poiché è quasi totale l’oscurità sulla vicenda visto che il Tg1 delle 13.30 non ne ha fatto nemmeno menzione. E le proteste sono ancora in corso. In questi istanti si sta svolgendo un sit-in dinanzi a Palazzo Grazioli, proprio mentre il Presidente del Consiglio è in riunione con la direzione del PdL. Tutto questo viene pubblicato come reazione al silenzio del più importante telegiornale italiano, il tg della tv pubblica.

La testimonianza di un ferito:

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E il vergognoso silenzio del Tg1:

Dalle pagine di Repubblica.it si legge che Maroni è corso al Ministero dell’Interno per essere relazionato sui fatti. “Io giudico sui fatti, non sulle opinioni”. Poi aggiunge:

Maroni ha quindi riferito di “essere favorevole alle manifestazioni quando si svolgono pacificamente, senza violenze. E voglio capire perché questa non si è svolta in questo modo, voglio capire se ci sono responsabilità e da che parte” (Repubblica.it).

Il non violento Maroni? Ve lo ricordate nel 1996, resistere agli agenti della polizia mandati dall’allora pm Papalia a perquisire la loro sede? Badate bene che il ministro dell’Interno non ha atribuito la responsabilità degli scontri ai manifestanti: almeno, non ancora. Si è però lasciato andare a questa battuta, come se oggi la manifestazione SoS per L’Aquila fosse una manifestazione violenza e organizzata da violenti. Proprio lui: uno condannato a otto mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale.

Il Tg1 l’ha fatto di nuovo. Dell’Utri? Assolto!

Ecco come comincia il servizio del Tg1 che narra della sentenza di secondo grado al processo Dell’Utri: “Assolto”. Con un ottimo taglia e cuci, viene imbastito un filmato ad hoc, in cui spicca la domanda della giornalista al Pg Antonino Gatto sulla teoria della trattativa Stato-Mafia: “Crolla tutto”, dice lei, mentre il procuratore generale la invita a aspettare le motivazioni della sentenza. Nemmeno mezza parola spesa su questa benedetta teoria della trattativa? Spatuzza, per il Tg1, è stato smentito. E che ne resta dell’accusa principale, per la quale Dell’utri era già stato condannato in primo grado a nove anni? Pena ridotta. Certo, è vero, la pena è stata ridotta, ma Dell’Utri, per i reati contestategli fino al ’92 è ritenuto colpevole dalla Corte d’Appello. Tutto questo è taciuto.

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Berlusconi indagato a Trani. Concussione e Minacce. Indagine scottante del TG1 sui distributori di sigarette.

Tutti indagati: Berlusconi, per concussione e minacce; Innocenzi, il pasdaran mediasettizzato a vita, per favoreggiamento – è stato sentito come persona informata sui fatti dalla polizia giudiziaria già a Dicembre 2009; Minzolini, anche lui interrogato in procura, ha violato il segreto istruttorio comunicando a terzi i contenuti del suo verbale.
Il TG1 infila la notizia, una vera bomba, in mezzo alla melma gossippara e divagatoria che colma il giornale dalle otto e dieci sino alla fine. Ma il TG1 ha in serbo un scoop: a Napoli, i distributori di sigarette funzionano senza tessera sanitaria, anche i bambini le comprano. E non solo: il riso fa bene. Due vere notizie da prima pagina. Un cane ingoia ventimila dolalri in diamanti: il medico prende la "sofferta decisione". lasciar correre la natura… Che dire: vera distrazione di massa.

    • Silvio Berlusconi è iscritto sul registro degli indagati della Procura di Trani. I reati contestati sono due: 317 Codice penale, ovvero concussione. L’altro reato è l’articolo 338 del Codice penale: Art. 338 Violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario Chiunque usa violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica Autorita’ costituita in collegio, per impedirne in tutto o in parte, anche temporaneamente o per turbarne comunque l’attivita’, e’ punito con la reclusione da uno a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto per influire sulle deliberazioni collegiali di imprese che esercitano servizi pubblici o di pubblica necessita’, qualora tali deliberazioni abbiano per oggetto l’organizzazione o l’esecuzione dei servizi.

    • Il riferimento è all’ufficio del Garante per le comunicazioni

    • A Giancarlo Innocenzi è invece contestato l’articolo 378 del Codice penale. Ovvero favoreggiamento. Innocenzi è stato sentito come persona informata dei fatti dalla polizia giudiziaria. Nel corso della deposizione, Innocenzi ha dichiarato il falso e dunque gli viene contestato il favoreggiamento.

    • Augusto Minzolini, invece, è indagato per l’articolo 379 bis del Codice penale. Il suo interrogatorio era stato secretato e Minzolini ha subito comunicato a terze persone il contenuto dello stesso.

Il Direttore dimezzato: arringa televisiva in difesa di sé stesso. Io come Giovanni Amendola.

Non ce l’ha fatta a resistere dall’andare in video. Lui, Minzolini, il direttore dimezzato – a sentire le indiscrezioni sulle ultime intercettazioni, il vero direttore del TG1, il direttore ombra, è Berlusconi – parla della gogna mediatica a cui è stato sottoposto, ingiustamente, poiché nell’inchiesta di Trani, lui, non è mai stato iscritto nel registro degli indagati. E’ normale, dice il metà-direttore, che egli parli al telefono con il Presidente del Consiglio. E’ normale, funziona così, per i giornalisti. Parlano al telefono con i politici. E che cosa diranno mai? Parlano del più e del meno. Delle previsioni meteo. Del Milan.

Minzolini non entra – volutamente – nel merito dell’inchiesta. Non dice, Minzolini, che al telefono, Berlusconi – come altri, del resto – richiede particolari trattamenti. Richiede, come altri, come la bisca della Protezione civile, di non parlare di alcune notizie, o di dare sfumature a certe altre. Non ve ne siete accorti, voi tele-ascoltatori del Tg1. Poiché sono molti bravi. Lo dice Minzolini stesso, quella del Tg1 è la redazione più prestigiosa. Il Tg1 delle 20 è il principale canale attraverso cui il pubblico si informa, attraverso cui si forma un’opinione. Un mezzo così importante che – da anni, oramai – è eterodiretto dal (finto) premier attraverso le nomine coordinate di direttori generali, direttori di rete e direttori di telegiornale. Lo dimostrano, ahimé, ancora una volta, le intercettazioni. Quelle del caso Saccà (2007-2008), quelle odierne. Lo dimostra lo stesso Tg1, ogni maledetta sera.

L’uso sistematico che viene fatto del servizio pubblico al fine di orientare l’opinione pubblica è lampante, sotto gli occhi di tutti: oltre a dedicare la maggior parte del tempo alla “nota politica”, confezionata ad arte in modo da inserire le dichiarazioni degli oppositori in mezzo a due blocchi consistenti dedicati ai vari portavoce del governo e della maggioranza (prima governo e ministri, dopo portavoce, capigruppo, l’immancabile Gasparri – insomma, il cosiddetto “panino”). Non solo: sempre più spesso vengono dedicati servizi giornalistici che paiono fatti apposta per costituire una risposta indiretta alle inchieste delle trasmissioni considerate scomode. Santoro mostra le macerie de L’Aquila tutte ancora al loro posto? Il TG1, a metà giornale, parla dell’incessante lavorio di Vigili del Fuoco e Esercito nella rimozione delle stesse macerie, che al giovedì erano là, ancora nelle vie, nelle piazze de L’Aquila, mentre ora sono caricate a bordo di camion e trasportate in discarica dove vengono accuratamente setacciate per recuperare il recuperabile, oggetti personali, libri, denaro, tesi di laurea, ma anche le storiche pietre dei palazzi aquilani. E quanta burocrazia che blocca questa delicata, lunga, operazione!

Non è giornalismo, è politica. Il TG1 è stato trasformato in un organo di partito, alla stregua de L’Unità o de La Padania. Tanta parte del giornale – una parte sempre maggiore – viene dedicato alle non-notizie di cronaca, al gossip, alle condizioni meteo. In secondo piano la crisi economica; nemmeno citate le proteste degli operai cassaintegrati di Termini Imerese.

Il culmine della falsificazione del reale è stato raggiunto con la divulgazione della notizia della assoluzione dell’avvocato David Mills, anziché della prescrizione del reato. Il Direttore dimezzato non ha mai provveduto a rettificare l’immensa menzogna creata dal suo giornale. Il caso non è neppure stato considerato meritorio di uno dei suoi famigerati editoriali. Il Direttore non ha voce per questa materia. Si è censurato da solo. In completa autonomia e libertà.

L’abisso che corre fra la sua figura e quella, da lui stesso evocata, di Giovanni Amendola è incommensurabile: “Amendola era fautore di una linea politica liberal-democratica e si schierò decisamente contro il fascismo, non accettando le posizioni di compromesso che, sin dal 1921, avanzarono altri esponenti della classe dirigente come Giolitti e Salandra[…] Le sue posizioni critiche verso il regime gli valsero frequenti intimidazioni e aggressioni, fino a giungere all’aggressione fisica, quando fu bastonato da quattro fascisti e ferito alla testa, il 26 dicembre 1923 a Roma. […] Diventa, insieme a Filippo Turati, il massimo esponente dell’opposizione aventiniana e promuove una linea non violenta di opposizione al fascismo, confidando che, dinanzi alle responsabilità del fascismo nella morte di Matteotti, il re si decida a nominare un nuovo governo. […]  Il deputato liberale fu aggredito dagli squadristi a Serravalle Pistoiese il 20 luglio 1925 e non si sarebbe più ripreso dalle percosse subite. È considerato l’ispiratore del Manifesto degli intellettuali antifascisti” (fonte Wikipedia).

L'”aggressione” mediatica che Minzolini lamenta di aver ricevuto è in realtà, nella realtà tanto scomoda e da mascherare, l’opera diegetica del parresiastes, della parola libera, che nella sua funzione disvelatrice, leva la maschera e sottopone alla luce della opinione pubblica l’uomo Minzolini con la sua “vera” storia. La verità è ribaltata in gogna, la libertà di parola – la stessa libertà di parola che Amendola osava esibire al cospetto del potere totalitario fascista – in aggressione. L’opera del ribaltamento di senso è così compiuta.

Chi è Giancarlo Innocenzi, il fedelissimo.

Giancarlo Innocenzi, il membro dell’AGCOM pescato a colloquio con Mr b, l’uomo ombra che tramava, insieme al dg Rai Masi, per la chiusura di Annozero al fine di compiacere il “capo”, non è nuovo a questo genere di interventi. Eccolo, raccontato dalle parole di Marco Lillo alla presentazione del libro “Bavaglio” (era il 3 settembre 2008), al telefono con Saccà nell’agosto 2007, quando allora Berlusconi era capo dell’opposizione:

Allora si trattava di sistemare qualche soubrette:

Niente di nuovo sul fronte berlusconiano.

(continua…)