M5S, cittadini eletti per non contare nulla

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L’arroccamento è una strategia molto utile per non cambiare nulla di questo paese. Questo sta facendo il Movimento 5 Stelle, ispirato dal Comico Supremo. Grillo pretende l’incarico – per sé o per qualcuno dei suoi – altrimenti chiede le presidenze di Copasir e della Vigilanza Rai. Roberta Lombardi ha criticato oggi l’atteggiamento degli altri partiti che, a suo dire, non avrebbe loro consentito di ottenere alcuna rappresentanza nelle Istituzioni. Hanno imbastito tutto un discorso circa il loro ingresso nella stanza dei bottoni, quella dei Questori della Camera. Devono votare i nostri questori, si sente ripetere dai loro banchi, ma noi mai per loro. E’ una formula comoda e comica insieme. Non sanno cosa significhi minimamente il lavoro in una Assemblea Rappresentativa sebbene abbiano a conforto l’esperienza siciliana.

A me pare che questa soluzione, andare da Napolitano e rivendicare un primato che non hanno, suggerire un mandato a 5 Stelle senza per questo riuscire a indicare un nome, significhi una cosa sola: i 5S hanno l’intenzione di sottrarsi alla possibilità di contare davvero nell’azione di governo nonché quella di venire marginalizzati in una opposizione sterile e ancorché priva di contenuti altri rispetto alla retorica anticasta. I 5S hanno riproposto i venti punti, venti punti assolutamente insufficienti a governare la crisi di questo paese. Intrisi di aspetti di riduzione della spesa per la politica, lì si fermano, rimanendo nella marginalità senza affrontare il nodo principale, ovvero la crescita e l’occupazione.

Laura Boldrini e Pietro Grasso oggi si sono ridotti lo stipendio del 50%. Guadagneranno meno dei deputati e dei senatori a 5 Stelle, i quali non sono riusciti sinora a scendere sotto gli undicimila euro. Con un po’ di buona volontà, il tema dei privilegi di Casta può essere prosciugato nell’arco di poche settimane. Alcuni diranno che i 5S cambiano la Politica già soltanto con la loro presenza. E’ vero, ma non è tutto. Un mandato politico come quello che i 5S hanno ricevuto non può esaurirsi in un mero presenzialismo. I loro colleghi all’Assemblea Regionale Siciliana, partecipano ai lavori della maggioranza, hanno il record di interpellanze e interrogazioni. Fanno vita parlamentare, senza rivendicare poltrone. Su Cancelleri mi devo ricredere: ha mostrato sinora di essere capace di condurre il gioco con il presidente Crocetta, di saper tenere a bada i suoi, di saper definire una linea politica senza necessità dell’intervento del Comico Supremo. Crimi e Lombardi sono distanti in maniera siderale da questo modello. Non sanno parlare con i giornalisti, non sono in grado di tenere insieme i gruppi parlamentari né di condurre le riunioni deliberative. Hanno già fatto magre figure per mezze battute o frasi malamente espresse in circostanze evitabili. Ma quel che più conta è quanto segue: non sono riusciti a mantenere una linea di indipendenza dal vertice, auto-costituitosi tale, del M5S. La foto di Crimi e Lombardi sottobraccio a Grillo sulla porta del Quirinale rende bene l’idea di due capitati lì per caso, che non sono in grado di far nulla di propria volontà, che nemmeno possono star in piedi da soli.