M5S | Gambaro alla sbarra per lesa Maestà – io #difendoAdele

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Il Movimento 5 Stelle organizza il Tribunale del Popolo per mandare al rogo l’eretica Gambaro. Avrà luogo lunedì la gogna virtuale.

Il gruppo del M5s in riunione apprende da un post di Beppe Grillo l’intenzione del movimento di procedere alla valutazione dell’espulsione della senatrice Adele Gambaro. Dalla riunione si sentono urla e alcuni lasciano l’Aula. Il primo ad andarsene è Lorenzo Battista con Paola De Pinna; poi anche Rosetta Blundo (Ansa.it).

Gambaro sarebbe colpevole di non aver rispettato la propria promessa di rinunciare al seggio qualora si fosse trovata in minoranza rispetto alla linea del Movimento  – non ha rubato, non ha violato i patti del contratto con gli elettori, ha espresso un’opinione, condivisibile o meno, discutibile o meno. L’idiozia che continua ad ottenebrare le menti di chi guida la pattuglia di parlamentari sta rendendo il Movimento completamente inutile al cambiamento. L’aula è vuota, non legifera, il governo stenta a trovare soluzioni al meccanismo perfetto dell’aumento automatico dell’IVA. Mentre la situazione generale, specie quella economica, scivola quotidianamente di mano, i 5 Stelle sono invece persi a censurare una loro parlamentare. Una cittadina, meno cittadina degli altri, poiché privata della libertà di espressione in virtù della regola fideistica che ciò che vuole il Capo (Comico) ha ‘vigore’ di legge. La democrazia diretta si è trasformata in un soviet.

Io difendo Gambaro poiché difendo la possibilità di esprimere sé stessi attraverso gli atti e e le opinioni. Non ci sono non-Statuti che possano ridurre la sfera delle libertà civili di una cittadina. Io #difendoAdele; difendete Adele Gambaro anche voi. Difenderete anche un po’ voi stessi.

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M5S, Morra capogruppo al Senato prima reazione alla crisi?

Morra capogruppo per due voti. Crimi cede il posto senza nemmeno presentarsi. Fa capolino in video e appena prende parola, lancia una battuta (“scusate, mi ero perso”), una chiara citazione del recente diverbio fra sé stesso e Giarrusso ai margini della nomina del presidente della Giunta per le elezioni, carica per la quale Giarrusso medesimo aveva qualche remota aspirazione e che Crimi ha clamorosamente snobbato.

Morra è un fedelissimo di Grillo. Forse più di Crimi. Ma le differenze con Orellana sono puramente ipotetiche. Forse una parte dei senatori a 5 Stelle preferiva una figura più moderata. Ed ha scelto Morra che, con i suoi modi affabili e le citazioni colte, rappresenta certamente un passo in avanti rispetto alla grettezza di Crimi. Se volete, in un certo senso, è una notizia significativa.

Il linguaggio politico para-leghista assunto da Grillo nel dopo elezioni e durante le due campagne elettorali delle amministrative, ha causato una serie di danni difficili da quantificare per i 5 Stelle. La Sicilia, al voto in alcune città la scorsa domenica, non è più quella pentastellata delle regionali 2012. E’ successo che pure Grillo, tanto capace di comprendere il linguaggio della strada, ha parlato una lingua diversa, troppo intrisa di retorica anticasta e per questo priva di prospettive. Già, il Movimento 5 Stelle aveva uno scopo, ma l’aver rinunciato al governo con il Partito Democratico lo ha reso un guscio vuoto. I 5 Stelle, i suoi elettori, sono stati privati della prospettiva del cambiamento. L’Italia ideale è rimasta nel territorio dell’idealità, nuovamente posticipata, posta come un traguardo là nel futuro, un traguardo lontano, mentre il paese attende risposte adesso.

Lo staff se ne è accorto in ritardo. E’ corso ai ripari con le espulsioni dei contestatori interni e con corsi di formazione in comunicazione politica. Risposte ridicole. Dal Blog, Grillo continua a usare il pugno duro coi suoi e anche con tutti coloro che si permettono di discutere l’approccio alla sconfitta elettorale. Un approccio negazionista. Ma è evidente anche ai sassi che, se a Catania, solo tre mesi fa, il M5S prendeva il 30% dei voti e oggi solo il 4% – 5869 voti soltanto – non ci si può nascondere dietro giustificazioni improvvisate (la Politica! la solita Politica! lo schifo della Politica!).

No, gli elettori non ne possono più. La politica ha subito, dopo il 24-25 Febbraio, un crollo di interesse. Insieme ad essa, è crollato l’interesse verso il blog di Grillo e Grillo medesimo. I trend di ricerca di Google sono un indicatore insolitamente chiaro, in questo caso:

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