Bufala chiama bufala: il No B Day opera di Di Pietro già ad Aprile? Il dipietrismo occulto.

Qualcuno – su Aurora – ha pensato di ragionare sulla manifestazione di ieri e si è sorpreso nel non riuscire a interpretarla fino in fondo. E allora ha preso scorciatoie che, anziché avere in vista il vero, conducono mestamente alla mistificazione. Magari senza volerlo. La tesi di fondo è questa: ma quale spontaneismo che promana dalla rete, è tutta una montatura di Di Pietro. La prova? Il banner del sito di Di Pietro stesso: ad Aprile già recava l’icona viola che poi sarebbe stata effige del No B Day, nato “ufficialmente” per opera di bloggers solo lo scorso 8 Ottobre. E pubblicano tanto di immagine del sito, limitatamente alla testata.
Vuoi vedere che hanno pescato Di Pietro con le mani nel sacco a organizzare manifestazioni di piazza sotto falso nome per mettere in difficoltà la sinistra, che non ha più soldi, e il PD che non saprebbe comunque scegliere se partecipare o meno e contaminarsi con il popolo?
Guardate la foto, la prova inoppugnabile del misfatto:

banner sito Di Pietro

reca scritto, appena al di sotto del banner, “Archivio”. Chiunque ha un blog sa che è possibile fare ricerche nel relativo archivio, e addirittura tornare indietro al primo post pubblicato, ma – e questo è il punto fondamentale – il banner e la testata e le altre parti della pagina restano quelle. Cambia solo il corpo del post, la parte centrale del sito. Ecco spiegato l’arcano: Di Pietro non è un veggente, non poteva sapere ad Aprile che a Dicembre si sarebbe fatta questa grande manifestazione; nemmeno la manifestazione è opera di una mente machiavellica, come quella di Di Pietro, che lavora dietro le quinte per una manifestazione contro il premier facendola passare per spontanea. Semplicemente chi ha scattato lo screenshot del sito lo ha fatto su una pagina di archivio, prima di ieri e dopo l’8 di Ottobre, ovvero quando Di Pietro sapeva di partecipare e di sostenere la manifestazione, ovvero nel periodo in cui il banner è stato modificato proprio per l’occasione. Oggi, a No B Day avvenuto, il banner è tornato a essere quello di sempre. Per i dietrologi, non credo sia possibile risalire alla home page del blog di Di Pietro di Aprile, pertanto non posso consegnarvi la prova provata del fatto che vi state sbagliando.
Intanto però, l’infelice intuizione è stata ripresa da Il Giornale, che ne ha confezionato un titolone, “si chiama No B Day, si legge IDV”. Hanno persino scoperto che il partito di Di Dipietro ha contribuito alla manifestazione per 150.000 euro. Verrebbe da chiedere, e che c’è di male? Sono forse soldi rubati?
La critica al No B Day su Aurora procede poi con l’argomentazione che se i manifestanti di ieri sono una folla che promana dal basso, allora come mai si sono organizzati sulla maniera dei meet-up di Grillo? La rivoluzione viola non è forse l’applicazione del metodo Grillo al partito IDV? Il fatto che si siano organizzati in meet-up, secondo l’autore del pezzo, è un ‘altra prova a carico dell’accusa di dipietrismo occulto. Sono della stessa famiglia di Grillo e dei Girotondini. Ma si trasucra un fatto: il metodo dei meet-up è lo stesso usato da Forza Italia a suo tempo – i circoli della libertà o come diavolo si chiamavano – e ora in prestito al PD – i circoli sono stati parte fondamentale del procedimento deliberativo delle primarie; i meet-up ne sono soltanto la web-versione.
Insomma, nella fretta di demolire il No B Day si è incappati in un sacco di errori. Il No B Day non andrebbe demolito, ma più semplicemente capito.

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    • Questa storia delle cose che nascono “dal basso” dalla rete, per germinazione spontanea, non mi hanno mai convinto. Forse perchè comincio a capire qualcosa di cosa funziona e di cosa non funziona in rete. Scusate, sarà un post lungo e puntiglioso, ma poi non ci tornerò più.
    • Ed allora vediamola, questa germinazione spontanea, partendo [dal blog di Tonino di Pietro]. Ed ecco la prima sorpresa: la home-page è cambiata. Non è più quella che conoscevo, e che è stata usata fino a marzo compreso. Ne riproduco il frontespizio, per chi ha memoria corta: il bel faccione di Tonino, niente viola, niente links ad un ancora non esistente “No Berlusconi Day” nato dalla rete, dal basso
    • Ma passa appena un mese, arriviamo all’aprile del 2009, e il frontespizio del blog di Tonino è cambiato. DRASTICAMENTE cambiato
    • la data è il 30 Aprile 2009, cioè cinque mesi e nove giorni PRIMA del giorno di nascita del gruppo. Non è, a dir poco, alquanto “strano“? Delle due l’una: o Tonino ha il dono della preveggenza, e riesce ad immaginare fin nel nome della manifestazione, e nel colore viola, i dettagli di una cosa che “nascerà spontaneamente dalla ggente” sei mesi dopo, oppure siamo in presenza di un fenomeno paranormale. Tertium non datur
    • Nel frontespizio c’è tanto di link a facebook con tanto di manina che indica dove cliccare, ma il link è inattivo. Per forza… in aprile il “gruppo spontaneo nato dalla rete” non esiste ancora, però Tonino si è portato avanti
    • Ma chi ce lo ha detto, a noi, che il gruppo è nato il 9 Ottobre del 2009, esattamente cogli stessi colori che Tonino aveva immaginato cinque mesi abbondanti prima? Ma ce lo dice il gruppo! Basta guardare la pagina ufficiale del gruppo oggi, concentrarsi sulla colonna di sinistra, e si può trovare tutto quello che molti non vogliono trovare
    • su questa pagina c’è un link per “l’Autofinanziamento del B-Day“. Siamo all’ossimoro. Se io mi autofinanzio, non chiedo i soldi a nessuno. Sul Tafanus c’è un link simile, ma chiamiamo le cose col loro nome: “Sostegno“, non “Autofinanziamento“. O no?
    • a scendere, osserviamo un altro pezzetto della colonna, coi simil-meetup di Tonino. Ma come, questa cosa non era nata spontaneamente e disordinatamente dalla rete? Confesso che comincio a non capirci più niente
    • quella di vedere chi è il collettore dell’autofinanziamento. Per fare questo è sufficiente cliccare sull’icona “Donazione” (non sul mio post, ovviamente, ma sulla pagina del gruppo su Facebook. Lo abbiamo fatto, ed ecco cosa ci appare: l’invito a mandare una donazione a tale Franz Mannino. Ma la richiesta di donazione per “autofinanziamento” è sulla pagina del gruppo. Ma il gruppo non era spontaneo, nato dal basso, dalla rete, senza vertici e strutture

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No B Day, le reazioni della stampa estera. I sottomarini su Le Monde.

Le reazioni della stampa estera al successo del No Berlusconi Day:

No B Day contro Berlusconi, El Pais

Protestanti a Roma denunciano Berlusconi, The New York Times

Successo in Italia per il No Berlusconi Day, Le Monde

I sottomarini a Roma per il No B Day, la foto su Le Monde!

I sottomarini su Le Monde – Sclafarotto in prima linea sostiene lo striscione “tutti uguali davanti alla Legge”.

No Berlusconi Day, la diretta streaming dalle ore 15 su RaiNews24

La diretta è terminata! Forse 500.000 persone a Piazza S. Giovanni. Stasera il concerto con Roberto Vecchioni, Paola Turci, Tete de bois, Er Piotta.

Si parte oggi alle 14 da P.zza della Repubblica

Si farà il seguente percorso:

Via delle Terme di Diocleziano
Via Giovanni Amendola
Via Cavour
P.zza Esquilino
Via Liberiana
P.zza Santa Maria Maggiore
Via Merulana
Viale Manzoni
Via Emanuele Filiberto
P.zza San Giovanni

A piazza San Giovanni si inzia con la musica alle 15.30

Alle 16.30 inizio interventi:

Massimo Malerba Portavoce NBD
Ascanio Celestini Attore
Domenico Gallo Magistrato
Ragazzi di Corleone – Terre confiscate dalla mafia
Salvatore Borsellino – Agende Rosse
Liisa Liimatainen – Giornalista finlandese
Alessandro Gilioli – Blogger
Ulderico Pesce – Attore
Dario Fo & Franca Rame
Mustafà Sarr – Immigrazione – White Christmas
Moni Ovadia – Attore, Regista, Musicista
Renato Accorinti – Comitato NO PONTE
Carlo Cosmelli – Docente Fisica – La Sapienza
Margherita Hack – Scienziata astrofisica
Claudia Pellini – Federica D’alessandro Insegnante precaria – Studentessa
Antonio Tabucchi Scrittore – VIDEO
Giorgio Bocca – Giornalista
Josè Saramago – Scrittore (testo letto)

Francesca Fornario – Autrice satirica
Ascanio Celestini – Attore

Dalle 18.30

Inizio concerto con

Roberto Vecchioni
Paola Turci
Tete de bois
Er Piotta

e tanti altri…

5 dicembre: No Berlusconi Day, riprendiamoci la politica. Appello di Ignazio Marino.

Da quando esiste, il Governo Berlusconi non ha fatto altro che tentare di smantellare i pincipi di unità, di solidarietà, di uguaglianza che sono alla base della convivenza di un paese democratico. Non e’ una sorpresa se dico che attraversiamo una vera emergenza nazionale in cui sono messi in discussione capisaldi come la supremazia della Costituzione, l’uguaglianza dei cittadini di fronte ala legge, la laicità dello Stato, basti pensare alle crociate della destra contro la RU486 e contro il testamento biologico, per impedire la libertà di scegliere.

Di fronte a questa situazione non è solo giusto protestare, è un dovere!

E’ invece sbagliato sminuire la portata della protesta e non ascoltare un popolo che non vuole accettare l’indifferenza, che possiede la grandisssima forza dettata dalla spontaneità e dalla convinzione nelle idee.

Come sapete io ho aderito fin dall’inizio al No B Day perché sono molto preoccupato per la democrazia e per il mio Paese. Noi in piazza ci saremo perché vogliamo sentirci liberi di dire No a Berlsusconi e Si all’alternativa.

Per percorrere assieme il corteo di domani verso piazza San Giovanni, l’appuntamento è alle 13.30 davanti alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Piazza Esedra a Roma. Io ci sono!

    • Non dovrà, del resto neppure potrebbe, essere segnata da uno o più partiti: classicamente intesi. E’ e rimarrà una mobilitazione nata dalla rete e , soprattutto, in rete. Dobbiamo abituarci ai movimenti ‘freddi’ dell’età digitale, che intervengono, modificandola nel profondo, nella più classica (e prevedibile) dialettica politica del Novecento.
    • Tutto questo non significa affatto cedere il passo alle smanie dell’antipolitica o, peggio, fare da polo dialettico passivo dell’autoritarismo populista impresso alla vicenda italiana dal Presidente del consiglio. Anzi. Vuol dire interagire positivamente con le contraddizioni dei conflitti sociali e culturali, che rischiano ormai di non trovare forme e modalità adeguate di rappresentanza.
    • Un appello rivolgiamo al Pd, perché sia ancora più esplicita l’apertura – già avvenuta peraltro- alla manifestazione. Un appello rivolgiamo, pure, agli organizzatori affinché passino –secondo la lezione di Gramsci- dallo ‘spirito di scissione’ all’’egemonia’. La battaglia contro le destre è troppo seria e drammatica per risolversi in qualche protagonismo solitario o in un’altra polemica in seno alle stesse opposizioni. Se ne tenga conto.
    • Si tratta di un’occasione davvero significativa, da non sottovalutare, né da far risucchiare dal dibattito angusto e improduttivo tra ‘partiti e movimenti’, tra riformismo di governo e uso della piazza. Quanto è accaduto e sta accadendo dovrebbe aprirci la mente. Tutti, con umiltà, siamo chiamati dall’etica della buona politica a fare un salto di qualità, contribuendo ad aprire una stagione nuova, in grado di rimettere al centro la crisi italiana, segnata dalla stessa crisi mondiale, ma con il surplus del conflitto di interessi, dell’occupazione di pressoché tutti gli spazi della comunicazione, con la ennesima legge-vergogna sulle prescrizioni brevi, la tutela rude degli inquisiti che stanno al governo.
    • Il bello di questa manifestazione intensamente popolare e civile in tutti i sensi è che sia proprio piena di giovani in maniera un po’ diversa da quello che successe qualche anno fa con i girotondi dove l’età media era più alta…” A esaltare il carattere di una manifestazione nata dall’impegno e dalla voglia di sperare dei ragazzi che saranno domani in piazza per il No Bday è Roberto Vecchioni

    • Parla di speranza Vecchioni, quella speranza che ha magistralmente interpretato e invocato in uno dei suoi brani di successo. Quel “Sogna ragazzo sogna” sembra essere la colonna sonora perfetta
    • Un brano che potrebbe diventare il leit motiv della manifestazione e al temo stesso un appello: “ Un inno di speranza ma anche di lotta, di positività, non si deve soltanto sperare ma bisogna fare… la canterò anche domani perchè accompagni, sia una specie di colonna sonora: i ragazzi non devono dimenticare che hanno una forza straordinaria e che c’è gente che li sa ascoltare.
    • La giornata di domani rappresenta un punto di partenza e un buon inizio per la costruzione di un percorso di riappropriazione della politica.

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No-B-Day, la scelta della democrazia. La rivoluzione viola per riprenderci la politica.

Il popolo dei senza partito ma che si autodetermina e si autorganizza, scenderà in piazza sabato 5 dicembre e sarà pari a 350.000 persone, almeno. Nel PD non sanno che fare, sono travolti. A parte alcuni, che decidono per se stessi e con motivazioni differenti, la segreteria e la presidenza hanno mostrato più di un dubbio nei riguardi di questa massa di persone che si sono automanifestate alla luce della scena pubblica dal nulla. Chi sono costoro? Il Partito, una volta, era lui che riempiva le piazze. Ora, a chi obbediscono questi signori?
La risposta? A nessuno. Se non alla Costituzione e al senso di democrazia e alla volontà di partecipazione e al senso di ingiustizia largamente percepito. Il PD sembra spaventato da questa istanza di democrazia che promana dal popolo. Proprio il Partito che si fa chiamare Democratico ha paura di allargare la partecipazione ai non addetti ai lavori.
In coda a questo post, la spiegazione data da Ignazio Marino alla sua decisione di partecipare al No-B-Day. Per Marino è necessario “sostenere e dare voce a quella parte di Italia che porta avanti idee che vogliono modernizzare il nostro Paese e i bloggers, organizzatori del No B-Day, ne sono una delle componenti più moderne”. Ha ragione, il sen. Marino: è ancora una questione di contrapposizione fra modernità, ovvero partecipazione, critica, democrazia, cittadinanza attiva, e l’ancien régime, ovvero l’antico regime, che ha a che fare con la sudditanza, l’obbedienza, il primato della forza, il volere del Sovrano che è legge perché così gli piace secondo il detto latino quod principi placiut habet legis vigorem. L’Italia, oggi, sul finire dell’anno 2009, lotta ancora per questo. Rivoluzione viola: viola contro chi viòla la costituzione.

    • “La legalità deve essere premessa del discorso politico”, per questo è fondamentale che il presidente del Consiglio ritiri la legge sul processo breve, anche detta “norma del privilegio”
    • “La norma sul processo breve rischia di cancellare con un colpo di spugna molti reati legati alla mafia, come quelli ambientali o dei colletti bianchi”, ha detto l’autore di Gomorra. “Tutti vogliamo una giustizia più veloce, ma non è questa la stada giusta”
    • “il cuore dell’Italia batte nella feritoia del meridione, come dimostrano tutti i grandi temi che sono diventati centrali sulla scena internazionale, dalla questione dei rifiuti a calciopoli, dallo scandalo di Noemi a quello delle Asl”
    • A tagliare trasversalmente il Paese sono i capitali mafiosi, che partono dal Sud per arrivare al Nord. “Le mafie non investono al Sud – ha spiegato Saviano – lo rapinano e basta, perchè lì la situazione deve rimanere disagiata, fa comodo che si resti nell’ombra”
    • «A piazza S. Giovanni saremo in 350mila e se certo vorremmo che Berlusconi si dimettesse sabato sera, il nostro scopo è contestare la cultura berlusconiana, stanare Berlusconi in tutte le sue forme», spiegano i promotori nella conferenza stampa a due giorni dall’iniziativa.
    • Una manifestazione, garantiscono gli organizzatori che hanno scelto il viola come colore simbolo, pacifica «quasi una festa» che, dopo il corteo, culminerà negli interventi sul palco di attori come Dario Fo, Franca Rame e Moni Ovadia, di attori come Ascanio Celestini ma anche di «testimonianze di base», come il magistrato Domenico Gallo, definito «giurista democratico».
    • Solo la politica resterà sotto il palco perchè «siamo un movimento politico e non partitico». Certo i partiti che hanno aderito (Idv, Prc, Pdci, Sl, Verdi) potranno portare le bandiere in piazza ma «noi – assicurano i promotori – siamo stati autonomi, non abbiamo chiesto soldi e abbiamo vietato ai politici di salire sul palco. I leader di partito non ci interessano, ci interessa la base»
    • fa discutere il no della Rai alla richiesta della neodirettore Bianca Berlinguer di trasmettere sabato diretta e approfondimenti da Roma della manifestazione “No B day” e la decisione di offrirla solo su Rainews 24. Vibrata la protesta da parte del consigliere di viale Mazzini Nino Rizzo Nervo che considera «moltro grave» la decisione del direttore generale Rai Mauro Masi e sollecita una chiara presa di posizione da parte del nuovo direttore di Raitre Antonio Di Bella
    • La manifestazione del No B-Day non ha una targa partitica e nessuno dovrà mettere il cappello su un’iniziativa che parte dalla rete, da chi denuncia e discute sulla rete da molto tempo delle anomalie e dell’inadeguatezza del Presidente del Consiglio. Da chi, ora, ha deciso di rendere visibile e tangibile la protesta, scegliendo la manifestazione di piazza.

      Pierluigi Bersani ha sostenuto di voler avviare una riflessione per dare vita a grandi manifestazioni di cui sia promotore il Partito Democratico e questo è il suo lavoro di segretario. E’ in questa direzione che ha dato il via all’iniziativa “1000 piazze per l’alternativa” in programma per l’11 e il 12 dicembre.

      Io penso che si debba sostenere e dare voce a quella parte di Italia che porta avanti idee che vogliono modernizzare il nostro Paese e i bloggers, organizzatori del No B-Day, ne sono una delle componenti più moderne. Quel popolo che ha lanciato la manifestazione è lo stesso popolo che ha sostenuto in gran parte la nostra campagna alle primarie del PD. E’ un’Italia che vuole uscire da una fase cupa, in cui il governo investe su progetti faraonici come il ponte sullo stretto di Messina, senza investire invece un solo euro sulla ricerca, sui giovani, sul lavoro.

      L’appuntamento, quindi, è per sabato 5 Dicembre in Piazza della Repubblica alle 13.30 davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angeli.

      IRM

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NO BERLUSCONI DAY, sarà una manifestazione da record.

Attenzione perché il No-B-Day è davvero una manifestazione diversa. Il No-b-Day non ha padri illustri, non ha alle spalle né il Partito (Democratico?), né il sindacato. Eppure la manifestazione si concluderà non a Piazza del Popolo ma a Piazza San giovanni. Questione di numeri. Le adesioni sono tantissime, forse 300.000, i pullman sembrano quasi esauriti (ma chi volesse aggregarsi all’ultimo minuto, prego consultare il link qui sotto – INFO LOGISTICHE – del blog ufficiale, dove si possono trovare i contatti e i prezzi del viaggio. Dalla Sardegna arriverà un traghetto, centinaia i pullman da tutta Italia. Una cosa mai vista. Potenza della rete.
Yes, political! seguirà la manifestazione dal blog possibilmente inserendo la diretta streaming.

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    • Il dado è tratto e la decisione presa: si va a Piazza San Giovanni, la piazza romana per eccellenza della sinistra italiana. Il No B. Day ha scelto: il corteo che chiederà le dimissioni di Silvio Berlusconi (“Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte”) partirà come previsto da Piazza della Repubblica, ma non si concluderà a Piazza del Popolo – “è troppo piccola” dicono dall’organizzazione – ma nella piazza del Primo Maggio e dei Girotondi.

    • Non hanno, i ragazzi del No B. Day, l’appoggio del Pd che pur esprimendo in molti casi simpatia rimane su posizioni ondivaghe: “Se non fossi presidente del Pd andrei in piazza” le parole di Rosy Bindi. Non solo. Anche se la mobilitazione incassa l’adesione di importanti dirigenti della Cgil, Marigia Maulucci, Carlo Podda, Gianni Rinaldini e Nicola Nicolosi, il sindacato non si è mosso con la sua famosa macchina organizzativa che ha sempre garantito piazze piene.

    • Netta comunque la presa di posizione degli esponenti Cgil: “L’alterazione dei rapporti tra i poteri dello Stato il perenne conflitto tra esecutivo e magistratura, la proposta di legge sul processo breve, sono un attacco palese alla democrazia ed alla libertà di questo Paese. Tale attacco attraversa anche gli assetti economici e sociali”.

    • Ieri, inoltre, hanno incassato la copertura in diretta dell’evento da parte di RaiNews24 e SkyTg24. Ma a loro denunciano “I telegiornali ci stanno oscurando” in un volantino distribuito ieri pomeriggio davanti alla sede Rai di Viale Mazzini: “Perchè ha più importanza un convegno di partito al quale partecipano 20 persone come capita continuamente che una manifestazione autorganizzata con già più di 300.000 aderenti?”

    • è sventato il Sì Berlusconi Day. L’avevano lanciato il due onorevoli Pdl Valducci e Straquadanio sempre per il 5 dicembre , anche questo in piazza della Repubblica

    • Valducci dice ha Libero che l’evento è rimandato per “evitare problemi di ordine pubblico” dopo le minacce ricevute

    • Straquadranio, invece, in tv ammette che la loro era “un’iniziativa dadaista”. Scherzetti da parlamentari che non turbano i No B. Day

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Il No-B-Day verrà dopo lo Spatuzza Day. Giorni di crisi a Palazzo Chigi.

Si è tenuta oggi la Conferenza Stampa di presentazione della manifestazione No Berlusconi Day, Contro le Leggi ad personam, organizzata da blogger e internauti via Facebook:

L’APPELLO del Gruppo No-B-DAY

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali – come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri. Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

Per aderire alla manifestazione, comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno o contattare il comitato potete scrivere all’indirizzo e-mail: noberlusconiday@hotmail.it

(Il 5 dicembre in piazza forse ci sarà un clima speciale, diverso. Un clima di rinnovata tensione. Qualcosa che non si respira più da tempo, all’incirca da trent’anni. Qualcosa che potrebbe ricordare Piazza della Loggia, a Brescia nel 1974. Forse il 5 Dicembre- che viene dopo il 4 – sarà un giorno di forte crisi delle istituzioni di questo paese. Cosa succederà se verrà svelata la trama criminosa che si cela dietro le stragi del 1993? Cosa succederà se verranno scoperti e smascherati i mandanti occulti delle stragi? E se lo Stato ne verrà brutalmente scosso, potranno valere le parole di oggi del Presidente Napolitano, secondo il quale “niente può abbattere un governo quando sostenuto da una maggioranza”? Con un’accusa di collusione con la mafia, si può continuare a essere Presidente del Consiglio?).