I 5 Stelle votano per sbloccare i fondi TAV?

Bozza decreto legge pagamenti pubbliche amministrazioni

Ad affermarlo è stata Radio Black Out, radio indipendente e No Tav. Ne è nato un fittissimo dibattito su Twitter, aperto ancora tuttora, durante il quale però non è arrivata alcuna smentita da parte dei 5 Stelle. Radio Black Out parla espressamente di sblocco dei finanziamenti alla Tav, come potete evincere seguendo il link all’intervista: http://radioblackout.org/2013/04/pd-pdl-e-m5s-soldi-alle-imprese-e-alle-grandi-opere/

In realtà, l’intervistato di Radio Black Out fa confusione fra il decreto, che non è stato ancora approvato dal Consiglio dei Ministri e che pertanto è solo una bozza di cui nessuno conosce il contenuto se non i ministri, e le due mozioni presentate il 2 Aprile in aula durante la discussione sulla Relazione del Ministro Grilli circa l’operazione pagamento debiti pregressi della Pubblica Amministrazione.

http://twitter.com/Wu_Ming_Foundt/status/319872456141709312

Come è stato detto nel dibattito online, nella prima mozione (n. 6-00001), primo firmatario Vito Crimi, veniva richiesto al governo di inserire una previsione circa “un ampliamento delle deroghe già previste a partire da quelle sui cofinanziamenti dei fondi europei, con preclusione delle cosiddette grandi opere come la TAV”. Tale frase è altresì contenuta nella Relazione del Ministro Grilli (vedi Doc. LVII-bis, n. 1) con eccezione della preclusione. Nella relazione è infatti scritto: “Le misure per l’accelerazione dei pagamenti riguarderanno: […] la deroga alle spese 2013 per i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali europei”. Il Relatore della mozione 2, il senatore Bubbico, si è così espresso:

Nel corso dei lavori il Governo ha chiarito che il riparto del programma straordinario prevede circa 19 miliardi a vantaggio degli enti territoriali, 14 miliardi per la sanità, 7 miliardi per lo Stato. […]

Una piccola quota del margine di peggioramento dell’indebitamento netto del 2013, pari a circa 800 milioni, è destinata al finanziamento di nuovi investimenti produttivi che, in base alle decisioni dell’Unione europea, potranno essere scomputati dai parametri rilevanti per l’equilibrio strutturale dei bilanci. È passato, insomma, il principio di una golden rule, seppure vada ancora chiarito a quali classi di investimenti potrà essere applicato. In linea generale, dovrebbero essere coinvolti innanzitutto i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali.

La discussione, inoltre, ha chiarito che è interesse del Paese ottenere, nel confronto con le istituzioni europee, una interpretazione di questa regola che comprenda non soltanto i grandi progetti infrastrutturali, ma l’insieme delle misure di investimento che possono esercitare un impatto a breve positivo sulla crescita e sulla riduzione della disoccupazione, in particolare di quella femminile e giovanile (Resoconto stenografico della seduta n. 007 del 02/04/2013).

Bisogna innanzitutto chiarire che i 7 mld destinati ai debiti dello Stato non sono ascrivibili direttamente ai lavori per la Tav in Val di Susa. Non è scritto da nessuna parte. Il senatore dei 5 Stelle, Cappelletti, così spiegava la scelta di ritirare la mozione 5S convergendo sul testo condiviso dall’aula:

Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, confermo naturalmente che, come Movimento 5 Stelle, per coerenza con la nostra linea politica di votare le idee e i provvedimenti, abbiamo ritenuto opportuno ritirare la nostra proposta di risoluzione per convenire ad un testo condiviso […] Noi crediamo che i debiti vadano pagati tutti. Certo, siamo anche consapevoli della situazione disastrosa dei conti pubblici, conseguenza di decenni di malgoverno, ed è proprio perché le risorse a disposizione sono scarsissime che abbiamo indicato in Commissione alcune semplici priorità: prima alle aziende, al lavoro, all’economia reale e poi alle banche e alla finanza; prima alle piccole e medie imprese e poi alle altre; prima alle piccole opere piuttosto che a quelle grandi […] Da piccolo imprenditore, oltre che portavoce del Movimento 5 Stelle, confermo dunque il nostro voto favorevole alla proposta di risoluzione n. 2 su cui sono convenute tutte le forze parlamentari, nella consapevolezza che debba essere solo il primo di una serie di provvedimenti necessari ed urgenti a favore delle imprese (Resoconto stenografico della seduta n. 007 del 02/04/2013).

Il riferimento alle grandi opere è quasi strumentale. La quota da ‘sbloccare’ e che è relativa ai cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali è annunciata intorno agli 800 mln e soprattutto dovrebbe essere impiegata non solo per i grandi progetti infrastrutturali, ma anche per le piccole opere. Sono le parole del relatore della Mozione 2, poi approvata all’unanimità.

Non è così chiaro se Radio Black Out ci abbia visto giusto o meno. Attendiamo il decreto.

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#NoTav, il conflitto eterno fra centro e periferia

Se c’è un errore più grave degli altri nella questione del TAV in Val Susa, a parte la violenza, è il metodo. Intendo quel metodo per cui si schiacciano i destini e le storie altrui per ‘far passare’ il progresso industriale. Sappiate che nel resto del mondo questo accade continuamente. In Cina, per esempio, si abbattono intere città e quartieri per costruire una rotaia o una diga. Il ‘progresso’ non sente ragioni: esso trasforma, plasma, piega, riduce i fatti umani a mere cose ‘da spostare’ e accantonare altrove, in angoli dove non disturbano nessuno.

La resistenza della Val Susa a una decisione presa da altri e per interessi non pienamente noti, è insieme la riaffermazione di un potere locale e localistico, il ritorno dell’idea di autonomia e il segno della crisi del potere centrale che non trova più alcuna legittimazione e che si perpetua attraverso la mera esecuzione di regole solo in apparenza democratiche e che invece nascondono meccanismi perversi di esclusione politica e sociale.

Come scrive E. P. Thompson in “Whigs e cacciatori. Potenti e ribelli nell’Inghilterra del XVIII secolo” (Firenze, Ponte alle Grazie, 1989):

If the law is evidently partial and unjust, then it will mask nothing, legitimise nothing, contribute nothing to any class’s hegemony. The essential precondition for the effectiveness of law, in its function as ideology, is that it shall display an independence from gross manipulation and shall seem to be just.

(Se la legge è evidentemente parziale e ingiusta, quindi essa non maschererà nulla, non legittimerà nulla, e non contribuirà all’egemonia di nessuna classe. La pre-condizione essenziale per la efficacia della legge, nella sua funzione ideologica, è che essa mostri indipendenza dalla manipolazione e sembri giusta).

La legge del TAV è una legge ingiusta poiché appare come una imposizione, perché sembra non funzionale all’interesse generale, bensì solo all’interesse particolare di quelle società di costruzione che sono un tutt’uno con l’ambiente politico. In Val Susa la legge si fa violenza e chiama violenza solo perché non è condivisa. La legge manipolata smette di essere tale e diventa sopruso agli occhi di chi la subisce. Ecco perché lo Stato ha fallito a Chiomonte. Esso non è più Stato ma potere privato. Se è tale è ingiusto e l’ingiustizia deve essere combattuta.

#NoTav, le foto di Luca Abbà sul traliccio prima di cadere

Le foto che seguono sono tratte dal video registrato dalla polizia e pubblicato da La Repubblica sul suo sito. Gli scatti chiariscono la dinamica con cui è avvenuto l’incidente a Luca Abbà, salito sul traliccio dell’alta tensione con lo scopo di rallentare le operazioni di esproprio messe in atto dagli agenti questa mattina al fine di allargare il cantiere della TAV.

Nella prima foto si vede Luca che sembra parlare al telefono: forse sono gli istanti in cui parla a Radio Black Out. Poi Luca si avvicina pericolosamente ai cavi dell’alta tensione mentre nell’ultimo fotogramma, Luca sta per essere raggiunto da un uomo della polizia.

Quello che accade dopo è la caduta di Luca a terra, folgorato dalla corrente elettrica e con un polmone perforato. Passano istanti lunghissimi prima che sia dato l’allarme e che giungano i soccorsi. La polizia ha fatto sapere oggi di aver intimato più volte a Luca di scendere dal traliccio, ma se osservate il video, tutto l’episodio si consuma in pochissimi minuti ed è quindi da escludere che ci sia stata una vera e propria trattativa per farlo scendere con le buone dal traliccio.