Il simbolo del nuovo partito di Berlusconi?

Sauro Moretti. Lo chiamano il Lele Mora di Romagna. Imperatore delle discoteche riminensi. Ha un passato politico nel vecchio PdS e poi nei Ds nel consiglio comunale di Forlì. Dicono che di Berlusconi non voleva neanche sentir parlare. Poi entrò ad Arcore. Sarebbe lui l’autore del simbolo della cosa di Berlusconi, del nuovo partito che rottamerebbe il PdL e quella pletora di incapaci colonnelli e frondisti. Del simbolo trovate traccia sul sito www.siamoitalia.it. Una bozza pronta per essere completata in vista delle elezioni.

E’ “il nuovo partito politico che guarda, vede e interviene sul futuro del nostro paese”, il cui elemento imprescindbile sarebbe – udite, udite! – la territorialità. Attenti alla furbesca operazione di riciclaggio: il Noi nel simbolo, come a voler dire: finora il partito di B. era orientato all’interesse di uno solo. Ma quello è il vecchio, il nuovo ha a che fare con il Noi. A quanto pare stanno apprendendo la lezione molto più velocemente di quanto pensassi. Infatti Noi è l’elemento dirimente per la vittoria delle prossime elezioni. E ce lo stanno sottraendo. Lo stanno sottraendo a noi come individui, noi come cittadini della polis. Come fecero con ‘Forza IGlielo permetteremo nuovamente?

 

Berlusconi, il nuovo volto del populismo anticasta

Come può reagire un leader anziano, coinvolto in scandali sessuali, corruzione e induzione alla falsa testimonianza (per non dire di peggio), zimbello di tutto il paese e messo in ridicolo sui giornali esteri, ignorato dalle cancellerie di mezzo mondo, al governo dal 2008 e incapace di fornire adeguate risposte per fronteggiare la crisi del debito, responsabile riconosciuto della paralisi del paese, come può reagire dinanzi a tutto ciò?

Semplice: con un cambio di veste. O un cambio di programma. E’ il suo mestiere, d’altronde.

Le migliori menti della sua organizzazione mediatico-partitica hanno elaborato la ‘exit strategy’ berlusconiana: un nuovo partito. Affossare il PdL, simbolo della marcescenza di questi anni e rifondare una nuova aggregazione anti-ideologica, personalistica, profondamente legata dalle dinamiche aziendali di Mediaset. Un partito non-partito, riconoscibile come il nuovo, senza alcun legame con la melma degli apparati romani. Un partito leggero, senza organizzazione. Senza baroni né colonnelli. Che faccia il pieno dell’Antipolitica.

Sì, avete capito bene. B. vorrebbe pescare i voti nel populismo anti casta.

Quale commento dinanzi a questa fine elaborazione? Quale maschera indosserà adesso?

La reazione berlusconiana davanti alla evidenza del milione e duecentomila firme contro il Porcellum lascia allibiti. Egli punta a proporsi come l’alfiere dell’antipolitica? Ha infatti già messo all’opera i suoi media. La delirante discussione andata in onda su Domenica 5 di ieri pomeriggio circa i privilegi di Casta e l’antipolitica, orchestrata dal solito manipolo di figuranti, ne è la dimostrazione. Cominciare con il confondere le idee ai meno coinvolti nelle vicissitudini politiche, come potrebbero essere i telespettatori di Canale 5 della domenica. Poi affidarsi agli esperti di immagine, che la sua è a pezzi e deve essere ricomposta rendendola irriconoscibile, quindi fintamente nuova.

B. sa che i peones dei Responsabili non avranno alcun futuro in Parlamento, senza il Porcellum. Il referendum ha innescato la miccia. Con l’avvicinarsi della data dell’esame della Consulta sulla ammissibilità dei quesiti (prevista per il 20 Gennaio), si farà sempre più probabile la fine della “collaborazione” di Scilipoti e compagni. Ragion per cui ci si deve preparare alle elezioni anticipate nella primavera del 2012. Il movimento referendario verrà annichilito.

B. indosserà i panni dell’anti-casta, sciorinando tutti gli odiosi privilegi da abbattere, di cui lui peraltro può fare a meno, visto il patrimonio. Porterà con sé Bossi. Riuscirà a riciclarsi in un nuovo movimento, che a qualcuno ricorderà un partito di metà anni novanta, fondato da un tycoon televisivo, un imprenditore pluri inquisito e fortemente indebitato, di cui nessuno ricorda più il nome. Il nuovo partito si chiamerà Forza Italia.

(O altrimenti detto: ‘operazione oblio’).

Post liberamente ispirato da un articolo di Repubblica di stamane (prima pagina).