Ineleggibilità Formigoni, il ricorso dei cinque ribelli del PD. Il Governatore Seriale: “non conoscono il diritto”.

Un’imboscata. Penati ha pestato i piedi, gridando che non ne sapeva nulla. Cinque ribelli del PD rompono la calma piatta sulla questione del divieto di terzo mandato alle Regionali 2010. I cinque, capitanati da Vittorio Angiolini, l’avvocato del caso Englaro e esponente della scomodissima Area Marino, si sommano al primo ricorso ad opera del Radicale Marco Cappato. E lui, il Governatore Seriale sbotta: i ricorrenti non conoscono il diritto:


La questione è alquanto delicata. Una probabile pronuncia dei giudici – che dovrà avvenire entro 24 ore dal deposito delle liste elttorali del prossimo 26 febbraio – favorevolemente alle tesi di ineleggibilità di Formigoni aprirebbe immediatamente la questione Vasco Errani in Emilia-Romagna. Si nota un certo nervosismo nelle file del centro-snistra. Stasera, il segretario di Prc, Paolo Ferrero, ha affermato che la discussione sulla ineleggibilità è "senza senso":

"mi sembra che ci siano precedenti che non sono sottorrenei, basti guardare il caso della piu’ grande regione d’Italia. Se poi qualcuno aveva qualcosa da dire, forse doveva dirlo prima". Ad ogni modo, prosegue Ferrero "mi sembra ci sia una prassi consolidata". In sostanza, sulla posizione di Errani, l’ex ministro taglia corto e conclude "non vedo impediementi, se ci sara’ un problema si vedra’ (Libero.it).

Le dichiarazioni di Ferrero paiono – queste sì – prive di senso. Ferrero non entra nel merito della contestazione, si limita a dire che si doveva dirlo prima. Ma prima quando? Bastava proporre un altro candidato. Rispettando la legge.

    • Un esposto di 21 pagine in cui si chiede a Roberto Formigoni, in corsa per il quarto mandato alla presidenza della Lombardia, di “considerare attentamente l’effetto della sua possibile ricandidatura obiettivamente a rischio di illegittimità in base alla legge 165 del 2004”.

    • È questo il tenore del ricorso che cinque esponenti del centrosinistra – tra cui Vittorio Angiolini, docente di diritto costituzionale alla Statale di Milano e avvocato di Beppino Englaro – hanno depositato alla Corte di Appello di Milano.

    • L’interpretazione non è  tuttavia condivisa da molti osservatori: il mandato del 2004 non sarebbe infatti da considerare in quanto già iniziato quando è stata promulgata la legge.
      Formigoni è ovviamente della stessa opinione. Ai giornalisti che gli chiedevano di commentare l’esposto, ha parlato di "un’iniziativa strumentale, perché io mi trovo nelle stesse condizioni del presidente Pd Vasco Errani e allora il Pd, se fosse onesto, dovrebbe contestare anche la sua candidatura, cosa che non fa". "Ma oltre che disonesti – ha continuato il governatore lombardo – sono anche incompetenti, perché i più noti costituzionalisti riconoscono la perfetta legittimità della nostra azione"

    • La richiesta alla Corte d’Appello non è  piaciuta nemmeno a Filippo Penati, candidato del centrosinistra e principale avversario del governatore in carica: “Non sono stato preventivamente informato dell’esposto presentato. Per quanto mi riguarda non condivido il merito dell’iniziativa – ha detto l’ex presidente della provincia di Milano – Ho chiesto personalmente diversi pareri giuridici e, pur non avendo ottenuto un parere unanime, la stragrande maggioranza delle persone consultate si è espressa per la legittimità della candidatura di Roberto Formigoni”.

    • Adesso la parola spetterà alla Corte d’Appello: il 26 febbraio scade il termine di presentazione delle liste per le regionali. I giudici avranno 24 ore di tempo per verificarle.

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