Biscione mangia Cavallo Rai. Le mani su Sipra: pronta la nomina di Urbani

Giuliano Urbano, capitano forzista di lungo corso, fra i fondatori del partito, vecchio legionario di Finivest, oggi una pedina libera. E dove la possiamo mettere? Ma è chiaro, alla Sipra, la società che gestisce la raccolta pubblicitaria per la Rai. Un colpo gobbo nei giorni delle dimissioni ‘giudiziarie’ di Brancher. Con questa mossa si completa il piano di distruzione della Rai. Di fatto la Sipra avrà un consiglio di amministrazione di ‘esterni’:

Presidente: Giuliano Urbani;

Amministratore Delegato Aldo Reali:

È in Sipra dal 1984, quando entrò come Responsabile sponsorizzazioni dell’Area Centro Sud. Da allora Reali è stato nominato prima alla direzione della divisione sponsorizzazioni, poi è diventato capo area del Centro Sud. Nel novembre 2001 ha avviato la Direzione Centri Media e nel 2003 a questa funzione è stata associata anche la Direzione vendite per il Centro Sud. Nel febbraio 2006 gli viene affidata la responsabilità del “Progetto Spagna”, struttura pilota per la commercializzazione all’estero dei media rappresentati dalla Sipra. Nel giugno 2007, dopo il positivo start up del “Progetto Spagna”, l’azienda gli affida anche il compito di ideare e condurre il “Progetto Gran Bretagna” per la commercializzazione all’estero dei media rappresentati dalla Sipra. Nel luglio 2007 viene nominato direttore generale della Sipra – (http://www.sipra.it/it/sipra/azienda/direttoreGenerale.html).

Consiglieri:

1) Mauro Miccio,

Nato a Roma il 08 luglio 1955, Laurea con lode in Giurisprudenza presso l’Università di Roma, il 14 dicembre 1978. E’ stato Amministratore Delegato della Nuova Asca S.p.A. (Gruppo Abete), Agenzia della Moda S.p.A., dell’Agenzia di Stampa A.S.C.A. S.p.A. e AS Roma S.p.A. E’ stato Consigliere dell’Ente Cinema S.p.A., RAI S.p.A., A.C.E.A. S.p.A., ENEL S.p.A. e Brenner Basistunnel BBT SE; dal 2003 è Amministratore Delegato di EUR S.p.A. E’ Amministratore Delegato della Editoriale Aeronautica S.r.l. E’ Consigliere Incaricato per le Infrastrutture e Reti dell’Unione degli Industriali e delle Imprese di Rome e membro del Comitato di Presidenza, del Direttivo e della Giunta dell’Unione Industriali di Roma. E’ stato Presidente di Cinecittà Multiplex (100% Cinecittà Holding S.p.A.). E’ Membro del Consiglio Superiore   delle Comunicazioni presso il Ministero delle Comunicazioni. Consulente presso l’Autorità Garante per le Comunicazioni per le competenze riconosciutegli in materia – http://www.unioneindustriali.roma.it/internal/89

2) Ugo Zanello:

Ugo Zanello membro del CdA Rai Cinema – Zanello is Member of the board of Rai Cinema SpA. With a free trial subscription you can view Ugo’s email addresses ( @ Rai Cinema SpA’s domain ) and you can see emails of other executives at Rai Cinema SpA. Other information includes Ugo Zanello’s email, phone, and extension. Similar names to Zanello can be found in the Executive Directory – http://www.onesource.com/free/Ugo-Zanello/People/Profile/44655611-9

3) Gianni Galoppi:

è stato presidente Aip – Audiovisual Industry Promotion – è un avvocato.

La presidenza di Urbani è intesa come una vera e propria privatizzazione della Sipra, che di fatto potrà operare sul mercato non più nell’ottica Rai, essendo essa guidata da soggetti che non rispondono più ai suoi interessi. Tutti conoscono l’orientamento politico di Urbani, tutti conoscono le telefonate con Agostino Saccà per raccomandare ‘Ida’ (Di Benedetto?). La sua nomina, che avverrà nel prossimo CdA Rai, nel pieno del caos politico, il prossimo 7 Luglio, è lo scacco matto del biscione.

Sapranno i consiglieri di minoranza del CdA Rai opporsi a questo ennesimo effetto del Conflitto d’Interesse? Le opposizioni sapranno alzare adeguatamente il livello dello scontro? Le dimissioni di Masi sono state richieste ripetutamente, richieste cadute nel vuoto. Masi, che tramò contro Annozero insieme al deposto consigliere dell’Agcom Giancarlo Innocenzi, è ancora lì nonostante tutto. Nonostante gli scandali, nonostante il vergognoso Tg1. Se vi pare poco.

Il Tar sospende il bavaglio per SKY e La7. CdA Rai d’urgenza lunedì mattina.

Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di sospensiva del provvedimento AGCOM che estendeva il regolamento della par condicio alle emittenti private, che di fatto eliminava dalla televisione italiana ogni spazio di approfondimento giornalistico politico.
Sky e Telecom Italia (che controlla La7) erano immediatamente ricorse al Giudice Amministrativo contro il provvedimento AGCOM. AGCOM aveva deciso di applicare le più restrittive norme sulla par condicio anche al settore privato come diretta conseguenza della interpretazione data dal CdA Rai al regolamento sulla par condicio, deliberato dalla Commissione di Vigilanza (sospensione di un mese di tutti i Talk-show a carattere politico).
Nella fattispecie, il Giudice Amministrativo ha sospeso l’articolo 6 c. 2 del regolamento, che recita:

"i notiziari diffusi dalle emittenti televisive e radiofoniche nazionali e tutti gli altri programmi a contenuto informativo… si conformano con particolare rigore ai principi di tutela del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e dell’apertura alle diverse forze politiche, nonché al fine di garantire l’osservanza dei predetti principi, allo specifico criterio della parità di trattamento tra i soggetti e le diverse forze politiche".

Il Giudice ha ritenuto fondate le "censure dedotte attraverso la delibera impugnata". L’udienza di merito è fissata per il 6 Maggio. Intanto, i talk show potranno tornare a ospitare politici e a occuparsi delle imminenti elezioni regionali. Il CdA Rai ha convocato per lunedì un consiglio di amministrazione urgente: il presidente Garimberti aveva anticipato che, se il verdetto del Tar fosse stato una sospensiva del regolamento, la Rai avrebbe dovuto necessariamente rivedere la propria decisione. Santoro stamane, alla notizia della sentenza, ha detto "ora andiamo in onda". Ma le intenzioni dei consiglieri di maggioranza sono ben chiare: per Butti (PdL) "non cambia niente, la decisione riguarda solo il provvedimento dell’AGCOM". Sulla stessa lunghezza d’onda, il radicale Beltrandi, il relatore del famigerato regolamento.

Intanto, stamane Il Fatto Quotidiano apre con alcune intercettazioni a margine di un’inchiesta della procura di Trani: Berlusconi avrebbe fatto pressioni sul membro dell’AGCOM, Giancarlo Innocenzi, per ottenere la chiusura della trasmissione. Anche Minzolini intercettato, a colloquio con il (finto) premier, avrebbe gentilmente accolto le richieste di un intervento televisivo per smorzare la "bomba" Spatuzza (leggi tutto: http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/03/12/cos%C3%AC_berlusconi_ordino_chiudet.html)

Il bavaglio Rai costa 3 milioni di euro. Santoro, io in onda il 25 Marzo.

Il CdA Rai ieri si è spaccato sulla decisione di come applicare il Regolamento della Vigilanza Rai, il tanto discusso bavaglio per le elezioni regionali 2010, una revisione della legge della par condicio con ampi profili di illegittimità. Il CdA ha votato cinque a quattro: Masi per la sospensione di tutti i talk show, da Porta a Porta ad Annozero, mentre il Presidente Garimberti si è dichiarato contro tale interpretazione. Secondo Masi la sospensione dei programmi è l’unico modo di evitare sanzioni all’azienda per la mancata applicazione del Regolamento. Tutti i consiglieri di maggioranza hanno votato su indicazione di Masi. Lo stop delle trasmissioni giornalistiche produrrà alla Rai un danno da 3 milioni di euro per mancati introiti pubblicitari. Per Paolo Gentiloni (PD) viene così realizzato il piano della maggioranza di “affidare al filtro dei soli tg l’attualità in campagna elettorale”. Zavoli, presidente di Commissione Vigilanza, ha ricordato come ora i notiziari debbano essere improntati al più “scrupoloso pluralismo”.

Santoro ha annunciato di voler fare uno sciopero bianco, ovvero di andare lo stesso in onda, tre giorni prima delle elezioni, il 25 Marzo, con una puntata di Annozero fatta non in Rai, ma non si è sbottonato sulle modalità di trasmissione: “La potrebbero trasmettere tutti quelli che la volessero raccogliere per diritto di cronaca”.

Il problema informazione ora si fa molto serio. In mancanza di una presa di posizione chiara sulle menzogne del Tg1 – la notizia fasulla dell’assoluzione di Mills attende ancora una smentita – il rischio è che, in occasione delle elezioni regionali, non ci sia affatto divulgazione di notizie. Una censura soft, necessaria per nascondere i casi di corruzione e malaffare che hanno investito la maggioranza nelle ultime settimane. Un silenzio a cui soltanto il web può far fronte. Santoro venga su internet, troverà posto sui blog. E i bloggers facciano fronte compatto: il 25 Marzo streaming di Annozero, embed pubblico e discussioni in diretta sulle chat. Proviamo a scalfire la “videocrazia”.

Par Condicio, verso l’applicazione del regolamento bavaglio. La censura di Annozero.

L’esito della riunione plenaria della Commissione di Vigilanza Rai è scontato. Non c’è intesa per una modifica al Regolamento voluto da Radicali e Maggioranza: dalla prossima settimana scatterà la tagliola per programmi come Annozero e Ballarò. Niente trasmissioni di approfondimento giornalistico, in aperta violazione alla medesima legge che istituisce la par condicio, ma soltanto tribune politiche. Così si è espresso Sergio Zavoli, il Presidente “di garanzia” della Commissione:

  • E’ pessimista Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza Rai, sull’esito della riunione plenaria di questa sera con tema centrale la modifica al regolamento sulla par condicio. Zavoli, pur preferendo evitare di pronunciare chiaramente il termine ‘pessimista’, ha infatti riconosciuto che ci sono forti dubbi che possano essere introdotte novita’
    “Stasera – ha detto Zavoli – chiedero’ se sono maturate riflessioni tali da poter far proseguire il confronto e che la mediazione possa essere giustificabile. Se e’ cosi’, allora ci aggiorneremo, diversamente ci si saluta in vista di uno scenario nuovo. Non credo pero’ che stiano maturando le condizioni per ritrovare quello che abbiamo smarrito quella sera (quando e’ stato approvato il regolamento, ndr) e mai piu’ ritrovato, anche se si e’ andati vicini alla possibilita’ di creare una volonta’ comune”. (fonte: AGI News On – PAR CONDICIO: ZAVOLI PESSIMISTA, DUBITO STASERA MODIFICHE).

Quindi non se ne verrà a nulla. E’ ormai chiaro a tutti che lo strappo in Vigilanza non sarà ricomposto. Sempre oggi, il presidente della Rai Paolo Garimberti, a margine di un convegno organizzato dalla Vigilanza sotto l’alto patronato del Quirinale in tema di televisione e pluralismo, ha specificato che la Rai applicherà il regolamento, senza ricorrere all’autorità giudiziaria:

Garimberti ha ribadito che “sul piano giuridico ci sono obiezioni notevoli, ci sono dubbi di non aderenza al regolamento vigente”. Secondo il presidente Rai, il problema non è relativo al solo rifacimento dei palinsesti, bensì “chiederci se e’ democrazia, se e’ pluralismo. La risposta mi pare sia no”.

  • “I conduttori – ha ribadito – sono liberi di scegliere gli ospiti. Questa e’ una liberta’ giornalistica tutelata ovunque, e sfido chiunque a contestarla. E’ chiaro poi che in un certo periodo come quello elettorale ci deve essere decisamente equilibrio”.
  • E’ legittimo che il giornalista scelga argomenti ed ospiti, su questo non si discute fino a quando non si entra ovviamente nel periodo della par condicio, tema su cui poi ci possono anche essere dei dubbi. E’ quest’ultimo un argomento delicato, non avrei voluto parlarne, ma ci avete tirato per i capelli. Questa introdotta dall’ultimo regolamento e’ una norma che a mio avviso richiederebbe una interpretazione della Corte Costituzionale” (fonte: FORMICHE.NET).

Intanto l’Agcom fa sapere che domani deciderà sull’applicazione delle norme sulla par condicio per le reti private. Qualora il regolamento avesee valenza solo per la Rai, si creerebbe una posizione di squilibrio che favorirebbe l’operatore televisivo privato. Inodvinate chi.
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