Dodici milioni

In breve:

dodici milioni di elettori hanno votato per la vittoria del Brasile. Chi ha segnato l’autogol è un inutile perditempo passatista. Deve essere subito rimosso.

 

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Analisi dell’attività legislativa del Parlamento Italiano – anni 1996-2013

Dati Senato.it http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Statistiche/index.html

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https://infogr.am/analisi-dellattivita-legislativa-1996-2013?src=web

In Giunta per le Autorizzazioni la maggioranza diventerà minoranza?

Tratto da Il Messaggero, 18/10/2011, p. 10:

Processo Breve, gli emendamenti del Governo uno schiaffo al Parlamento.

Aggiornamento ore 21.00: la seduta è stata tolta alle ore 20.05 con seguito di polemiche e vivaci proteste dell’opposizione in conseguenza della decisione del Presidente Schifani di permettere la richiesta riunione dei capigruppo soltanto nella giornata di domani, quando i senatori di PD e IDV la richiedevano seduta stante. Il Presidente Schifani ha altresì affermato che l’aula “non è luogo per il dibattito politico!”, “il dibattito politico lo andate a fare nelle trasmissioni televisive!”. Che bel concetto di democrazia…

Sì, il Governo di Mr b, per tramite del relatore di maggioranza, il sen. Valentini, ha presentato i temuti emendamenti al disegno di legge sul Processo Breve: sono così invasivi che riscrivono in parte o in tutto il testo del documento originario al punto da modificarlo nei suoi punti fondamentali. La seduta è ancora in corso e si stanno succedendo i vari interventi dei senatori dei diversi gruppi parlamentari. Ma risulta fin dal principio chiara l’asserzione del sen. Legnini, del Partito Democratico, secondo cui l’aver riscritto intere parti del testo con emendamenti governativi presentati fuori della Commissione di competenza il giorno prima del dibattito in aula, sia un chiaro pregiudizio all’iter legislativo come previsto dall’art. 72 della Costituzione, comma primo:

Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.

Così si è espresso Legnini:

  • Ieri sera sono stati presentati dal relatore otto emendamenti al disegno di legge in esame. Il relatore, come ci è noto, rappresenta la maggioranza e parla e agisce a nome e su mandato della Commissione di merito. È un fatto notorio, signor Presidente, che il relatore ha presentato questi otto emendamenti all’esito di un incontro, tenutosi al massimo livello, che egli e altri esponenti della maggioranza hanno avuto ieri sera con il Governo e con il Presidente del Consiglio […]
    I testi degli emendamenti, sia quelli integrativi che quelli interamente sostituivi di parti del disegno di legge, non si configurano come mere modificazioni o aggiunte al testo licenziato dalla Commissione, ma configurano di fatto la presentazione all’Assemblea di un disegno di legge nuovo nei suoi contenuti essenziali, certamente molto diverso da quello che era stato licenziato in Commissione […]
    Con gli altri emendamenti si dispone l’applicazione del cosiddetto processo breve a tutti i reati e a tutti gli imputati, eliminando qualunque esclusione oggettiva e soggettiva, in tal modo prefigurando un intervento sul processo, che è altra cosa rispetto al disegno di legge originario […]
    Gli emendamenti 1.1000 e 1.1001 intervengono in modo molto incisivo, riformando pressoché integralmente, almeno sotto il profilo processuale, la legge n. 89 del 2001, la cosiddetta legge Pinto, con una riscrittura delle condizioni e dei modi di attivazione dello strumento di tutela ivi previsto

La Legge Pinto – Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell’articolo 375 del codice di procedura civile – ha ricordato Legnini, risulterebbe, in seguito alla eventuale approvazione di questo testo, profondamente intaccata: la legge Pinto in sostanza difende il cittadino che subisca un danno patrimoniale o non dalla durata irragionevole del processo. La legge del Processo Breve – così come è stata emendata – incide su questo altro corpus normativo quasi riscrivendolo. Tutto ciò senza che la relativa Commissione Giustizia del Senato abbia potuto valutarne gli effetti e decidere di conseguenza. Prosegue Legnini:

  • Viene totalmente riscritta la tempistica di estinzione dei processi in rapporto anche alla tipologia e alla gravità dei reati […] Viene totalmente riscritta la disciplina transitoria sui processi in corso, fino a restringerla di molto: ciò potrebbe essere un fatto positivo se non fosse che la finalizzazione di questo restringimento salvaguarda l’estinzione di quel processo, di quei processi che sappiamo.

Di fatto viene violato l’assetto complessivo del procedimento legislativo:

  • Si snatura così la funzione tipica degli emendamenti, tanto più se presentati dal Governo e dal relatore, che evidentemente non può essere quella di riscrivere totalmente o quasi totalmente il testo […] tale modo di procedere, cioè con emendamenti del relatore integralmente sostitutivi o molto innovativi rispetto al testo sottoposto al nostro esame, viola palesemente gli articoli 34, 40, 43, 44, 47 e 49 del Regolamento
  • la funzione della Commissione di merito risulterebbe in questo caso totalmente svuotata, con un vulnus
    inaccettabile della riserva costituzionale

    Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 309 del 12/01/2010

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Assente in aula. Questa non è l’opposizione che vogliamo. Centotredici assenti al Senato sullo scudo fiscale.

Antonello Soro dice che il PD non fa politca sui numeri. Al Senato, il 23 Settembre alla votazione dello scudo fiscale (conversione in legge DL. 103/09) erano presenti in aula solo tre senatori del PD. Ora il PD cerca di riparare facendo ostruzionismo, ma domani si voterà, in tempo per non far decadere il decreto. e certo il PD non ha i numeri al Senato. Ma, signori, presentarsi al voto di un decreto così contestato con tre senatori non pare un po’ poco?
La Segreteria del PD avrebbe dovuto cambiare strategia. Eppure tutto sembra stranamente allienato con la vicenda RU486 e della trattativa fra Finocchiaro e Gasparri (“rimandiamo la questione pillola abortiva a dopo il congresso PD, e poi ti voto sulla indagine conoscitiva”, patto che Gasparri ha stracciato appena lei ha girato i tacchi, facendo scoppiare il caso Dorina Bianchi). Strano che Franceschini non abbia pensato di riunire il gruppo parlamentare e di chiedere di fare una opposizione dura. Strano che Franceschini stia lasciando sul campo occasioni per un riscatto e mostrarsi come alternativa concreta alla mozione Bersani.
Questa non è l’opposizione che vogliamo. Centotredici assenti al Senato è troppo e non è giustificabile.

Senato – votazione n. 12 (seduta n. 256 del 23/09/2009)

Gruppo Favorevoli (Maggioranza) Contrari (Minoranza) Astenuti Assenti In missione
Gruppo Misto 1 1 0 5 1
Italia dei valori 0 12 0 2 0
Lega Nord Padania 22 0 0 1 3
Partito Democratico 0 3 0 113 2
Popolo della Libertà 117 0 0 7 20
UDC, SVP e Autonomie 0 5 1 5 0
Totali 140 21 1 133 26

fonte Openparlamento

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    • Le assenze in Aula? «Davanti a una legge vergognosa, di cui vorremmo parlare, non mi sembra il punto politico», risponde Antonello Soro, capogruppo Pd a Montecitorio. E spiega che il Pd «con cento voti di margine rispetto alla maggioranza», non segue la strategia di una «prevalenza numerica».
    • «Siamo impegnati in una battaglia durissima usando l’ostruzionismo per far decadere il decreto», ma presidente della Camera ha annunciato il ricorso alla “ghigliottina“ ovvero all’interruzione forzosa del dibattito per andare al voto
    • «Non affidiamo ai numeri le nostre battaglie politiche, sarebbero perse in partenza. Le affidiamo agli argomenti quando è possibile, e agli strumenti che consentono all’opposizione di pesare di più quando ci sono i decreti legge.
    • mi pare importante vedere se il presidente della Camera utilizzerà la “gligliottina“
    • sarebbe la prima volta nella storia parlamentare e verrebbe usata per una legge di cui si vergognano anche quelli che saranno costretti a votare a favore
    • Abbiamo scommesso sul ricorso agli strumenti che ci consentono di arrivare fino a sabato
    • «L’ostruzionismo, che stiamo già facendo con dichiarazioni di voto e illustrazione di ordini del giorno e che, secondo il regolamento, ci consente di far decadere il decreto»
    • «Davanti a questa legge la Sinistra farebbe bene a scaricare la propria tensione sul governo e non contro chi fa l’opposizione. In ogni caso vorrei dire che in tutta la legislatura il Pd ha la percentuale più alta di presenze rispetto ad altri gruppi. A parte i malati, non giustifico mai gli assenti e non l’ho fatto in questa occasione, ma se noi avessimo avuto anche soltanto dieci deputati in più il governo ne avrebbe fatti arrivare venti dai ministeri.

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