Pisapia replica a Vendola e Grillo

Dall’intervista al Corriere della Sera pubblicata stamane:

image005

image006

image007

image008

 

Fonte Corriere della Sera

Beppe Grillo, che rabbia quella folla per un altro

La bile. Quella deve esserse salita a livelli mai raggiunti sinora. Perché a vedere quelle due piazze piene di gente, di gente comune, gente “senza bandiera”, ma colorata di arancione, c’era da farsene venire un attacco. Qualcosa del genere potrebbe esser successo a Beppe Grillo, che oggi ha intinto la tastiera nel veleno. Così parla di Pisapia:

Ha vinto il ‘Sistema’ – afferma l’animatore del Movimento 5 Stelle – quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui. Che trasforma gli elettori in tifosi contenti che finalmente ha vinto la sinistra o, alternativamente, ha vinto la destra. Qualcuno ha detto al Pdmenoelle che ‘è facile vincere con i candidati degli altri’. Già, ma chi sono gli altri? Pisapia avvocato di De Benedetti; Fassino deputato a Roma e sindaco a Torino che vuole la militarizzazione della val di Susa… Il Sistema ha liquidato Berlusconi e deve presentare nuove facce per non essere travolto. Se sono vecchie, le fa passare per nuove. Se sono nuove le fagocita con la tessera di partito e ruoli di rappresentanza (Blog Beppe Grillo).

Psapia è sistema perché è stato l’avvocato di De Benedetti. Quale grave colpa. Sembra di sentir parlare Berlusconi. Pisapia è stato scelto dai cittadini di Milano. Pisapia è prima di tutto un uomo semplice. Ha condotto una campagna elettorale esemplare. Non ha mai impiegato un nemico per definirsi. Non c’erano PDmenoelle da stigmatizzare. Ha fatto – e per una volta l’ha fatto bene – politica. Era quello che chiedevamo. Quelle persone in piazza a Milano si sono ripresi ciò che è nostro e che per troppo tempo è stato di uno solo. Riprendiamoci la politica è uno slogan che questo blog ha fatto proprio sin dall’apertura.

Un tempo Grillo parlava di fatti concreti. Parlava di politiche, ciò di cui i politici non parlavano. Leggetelo oggi: pare la fotocopia in negativo di certa retorica made in Santanché. Poco importa se i ragazzi del M5S oggi si sbattano per realizzare le idee in cui credono. Se aveste guardato bene Milano, se aveste ascoltato i discorsi della gente, vi sareste accorti che i milanesi ripetevano spesso la solita frase: andate nelle scuole, mandate la Moratti nelle scuole comunali. Pisapia ha vinto perché nelle scuole vi è andato veramente. Questo per dire che non gli sono serviti quei palchi in piazza Duomo. Prima dei concerti c’era da scendere nel degrado, cosa che qualcuno non ha fatto a sufficienza e se ne sta dalla propria finestra virtuale a pontificare.

In ultima analisi, Pisapia ha vinto due elezioni. Le prime si chiamavano ‘primarie’. E’ stato quindi scelto dalla gente – dalla gente – due volte. Chiedete a Grillo quanto democratica fu la scleta di Favia e di Fico l’hanno scorso per le Regioanli. E’ vero, il vecchio tasto dolente. Però non si può dire che Pisapia sia parte del sistema. Pisapia è in primis parte della gente. Era tutta in piazza, ieri.

La politica che nasce dal conflitto: partito dell’odio e partito dell’amore.

La “filosofia” berlusconiana post piazza del Duomo è fondata su un errore di fondo: la retorica dell’amore che annienta l’odio è falsa, amore e odio si sustanziano a vicenda, eros e thanatos, le fruediane pulsione di vita e pulsione di morte, sono le grandi leve che muovono le cose del mondo e nessuna delle due prevarrà.
Tanta la letteratura in proposito, a cominciare da Carl Schmitt per arrivare ai pionieri della psicanalisi, Sigmund Freud e Carl Gustav Jung. Ed è proprio da Carl Schmitt che la politica berlusconiana trae – inconsapevolmente? – abbondante ispirazione: la campagna contro Prodi nel 2007, la propaganda anti-extracomunitario avviata dai suoi media prima delle elezioni del 2008, sono solo due dei tanti esempi di applicazione del meccanismo di formazione dell’identità negativa imperniata sulla dicotomia amico-nemico: se per Carl Schmitt, politico non è neutrale, allora in ottica berlusconiana, politico è stare dalla sua parte o stare contro. Il Berlusconismo e l’Antiberlusconismo sono amore e odio, nel senso di una coppia dicotomica le cui parti non esisterebbero l’una senza l’altra. Il Berlusconismo altro non è se non la proiezione dell’ombra del sé sull’altro, è vedere nello straniero, nell’altro, una minaccia, il male. Finché esisterà amore, esisterà odio, finché esisterà il Berlusconismo, esisterà l’Antiberlusconismo. Il conflitto nasce dalla divisione, dalla crisi e crisi è rottura dell’integrità dello spazio politico come spazio della neutralità: la sfera pubblica è occupata dal privato e – anziché essere condotta nell’interesse generale, quindi senza favorire nessun interesse particolare, in un campo di neutralità rispetto agli interessi particolari – diventa il campo della battaglia (quindi del sentimento?) dei singoli interessi, ovvero di amore e odio. La critica è manifestazione dell’odio e pertanto va denigrata ma non può essere eliminata poiché il sistema permane in equilibrio finché amore e odio continuano a alimentarsi a vicenda. Tanto amore richiamerà altrettanto odio: la politica del sentimento non è politica della ragione, bensì dei turbini dell’inconscio, e l’inconscio altro non è se non il territorio delle tenebre.

    • L’odio è un sentimento, come l’amore , come la gelosia, e nessuno Stato, nemmeno il più totalitario, ha mai osato mettere le manette ai sentimenti. Le ha messe alle azioni, le ha messe alle opinioni, non ai sentimenti. Tanto più questo dovrebbe valere in una democrazia. Io ho il diritto di odiare chi mi pare e anche di manifestare questo mio sentimento. L’unico discrimine è la violenza. Io ho il diritto di odiare chi mi pare ma se torco anche un solo capello alla persona, o al gruppo di persone che detesto per me si devono aprire le porte della galera.
    • Voler mettere le manette all’odio, come pare si voglia fare introducendo il reato di “istigazione all’odio”, significa in realtà mettere le manette alla critica. Perché l’odio è una categoria psicologica di difficilissima e arbitraria definizione.
    • istigo all’odio o esprimo una legittima opinione, giusta o sbagliata che sia?
    • Berlusconi è convinto, credo sinceramente convinto, che chi non lo ama “mi odia e mi invidia”. In termini psicoanalitici si potrebbe dire che “proietta la sua ombra”
    • Proprio la condizione d’estrema solitudine permette l’incontro con il lato oscuro di noi stessi. Ciò che abbiamo biasimato negli altri lo ritroviamo proprio dentro di noi (Jung consiglia, a chi volesse saperne di più sulla propria ombra (lato oscuro della personalità), di scrivere un elenco di cose che non gli piacciono negli altri).
    • Durante questo periodo d’intensa solitudine si possono produrre dei delirii e può verificarsi l’emersione d’immagini non solo personali ma anche collettive. I contenuti dell’inconscio personale (come l’ombra) sono collegati in modo indistinguibile con i contenuti archetipici dell’inconscio collettivo quindi, quando l’ombra diventa cosciente, essi in un certo qual modo portano a galla anche quelli.
    • L’incontro con il nero è la prima scoperta di ciò che non ci piace.
    • Tutto ciò che è ignoto e vacuo è riempito da proiezioni psicologiche.
    • E. T. A. Hoffman, nel suo racconto “Gli elisir del diavolo”, sembra anticipare il concetto junghiano di ombra. Il monaco

      Medardo proietta la sua parte malvagia, la sua ombra, su di un altro individuo. Solo dopo aver accettato le proprie colpe e reintegrato in sé l’ombra arriverà ad un grado di maggiore integrazione e sviluppo della propria personalità.

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

I due principi fondamentali di Empedocle – philìa (amore, amicizia) e neikos (discordia, odio) – sia per il nome che per la funzione che assolvono, sono la stessa cosa delle nostre due pulsioni originarie Eros e Distruzione.»[3]

Complotto di Piazza Duomo, ora è possibile crederci.

Questo blog ha dato ampia evidenza alle ragioni del dubbio sull’influenza suina e il relativo vaccino, ampiamente e sospettosamente sponsorizzato dall’OMS. Non necessariaente Yes, political deve essere annoverato fra i blog “cospirazionisti”, anche in seguito a questo post.

Ebbene, dopo l’articolo comparso oggi sul Corriere della Sera, è legittimo credere alla tesi del complotto, della messinscena, del finto attentato al (finto) premier:

Nel testo, a firma di Monica Guerzoni, si parla del video – meglio sarebbe dire “dei” video, poiché sono più di uno – che circola su Youtube e su svariati blog come del “vessillo del partito del complotto”, ovvero di quel “fronte di chi pensa che la tragedia delle Torri gemelle sia nata in seno alla Ca­sa Bianca e che, allo stesso modo, Massimo Tartaglia sia stato assoldato da Palazzo Chi­gi”. Naturalmente, secondo l’autrice, “si sfida il senso del ridico­lo parlando dei fatti di piazza del Duomo”. E perché mai? Perché questo atteggiamento censorio? Lasciate a costoro il beneficio del dubbio. Anche perché di dubbi, in questa storia accaduta sotto gli occhi di tutti, sotto l’occhio delle telecamere e trasmessa in diretta, ce ne sono e non di poco conto. Non sono fesserie. Sono dubbi legittimi. E vi spiego perché.
Prima i dettagli visivi:
1 – scarsa compatibilità fra la traiettoria dell’oggetto così come la si vede dalle riprese televisive e il danno provocato (setto nasale rotto, un dente rotto, grande perdita di sangue);
2 – assenza di sangue sulla camicia, sulle mani; il sangue pare già rappreso, ha una macchia rossastra su tutta la guancia quando un attimo prima in auto era assolutamente privo di questo segno; il taglio sotto l’occhio compare in fotogrammi successivi al colpo ricevuto;
3- Berlusconi si copre il volto immediatamente con un sacchetto di plastica nero, nascondendo la parte colpita;
4 – l’auto non viene fatta defluire, neppure si percepisce l’urgenza di portarlo in ospedale; verrà poi condotto al S. Raffaele, a 10 km da Piazza Duomo, quando esiste un ospedale più vicino, a 3.5 km; eppure avrebbe potuto essere colpito a morte;
5 – la guardia del corpo che spinge Berlusconi in auto lo aiuta a coprirsi il volto; una volta in auto, la visuale viene completamente oscurata dalle guardie del corpo, impegnate più a salvaguardare la privacy del (finto) premier che a proteggerne la vita stessa; solo dopo questo “stacco” vediamo il sangue del Sovrano;
7 – poi c’è la scena del predellino con il sangue: qui le guardie del corpo fanno schermo a Berlusconi con giubbotti anti proiettile e una di esse sale persino sul tetto della vettura; resta solo un lato “sguarnito”, quello delle telecamere: chiunque avrebbe potuto aggirare le transenne e colpire da quella parte, assolutamente trascurata dalla security;
8 – Tartaglia viene catturato immediatamente; le guardie del corpo hanno preso l’attentatore a discapito della sicurezza del presidente del Consiglio; non ci sono notizie su un eventuale inseguimento, su reazioni della gente (La Russa sostiene di averlo salvato dal linciaggio, eppure Tartaglia non ha un solo graffio; prima di colpire indossa un cappello che successivamente non ha); Tartaglia non è scappato dopo quello che ha fatto, eppure ha il vantaggio di essere al di qua delle transenne; infatti la guardia del corpo si deve lanciare sulle persone. Di quanto accade con Tartaglia non si sa nulla;
9 – l’oggetto, l’arma del delitto, dov’è? Ci hanno mostrato soltanto una copia, ricordatelo bene.
E ora passiamo alle ragioni – per così dire – politiche che mi inducono a credere alla tesi del complotto:
– è scoppiata una improvvisa pace fra PD e PdL; D’Alema non smette di rilasciare interviste in cui legittima la “politica dell’inciucio”; il PdL ha battezzato la nuova linea politica “patto democratico”, una sorta di alleanza trasversale che crei il clima per riforme castiga-magistrati;
– l’assonanza dei toni di Bersani e Casini: oggi il Pierferdi invoca la pax democratica ammonendo che “chi genera paure alimenta l’odio” e che “Berlusconi deve inaugurare una stagione che “non preveda la distribuzione di odio, l’accanimento contro gli avversari ma una fase contrassegnata dal rispetto reciproco”, e così coglie l’occasione per aprire al disegno di legge sul Legittimo Impedimento, opera di un suo deputato, Vietti; di fatto è aperta la strada alla legge ponte che conduce al Lodo Alfano bis, constitutional version;
– l’accanimento prima di Cicchitto contro IDV e Travaglio, poi il tiro incorciato dei giornali di casa Mediaset, ovvero Libero e Il Giornale, contro il solo Travaglio, additato come “mandante morale”; infine Meluzzi, opinionista Mediaset nonché psichiatra, che scambia il nome di Tartaglia con Travaglio;
– last but not least. il suddetto articolo del Corsera a firma della Guerzoni, in cui addirittura dal PD si danno da fare per smentire l'”assurda” teoria del complotto:

  • Tutte «scempiaggini», prende nettamen­te le distanze Beppe Fioroni, responsabile Welfare del Pd. «Ma smettiamola… Se la ri­produzione del Duomo lo colpiva sulla tem­pia il premier poteva morire — e qui Fioro­ni parla da medico —. Ma quale complotto! Il confronto politico rimanga nell’ambito della saggezza».
  • il filmato che sprona «spegnete la tv accendete il cervello» irretisce miglia­ia di sostenitori
  • Il video arriva dopo l’affondo del presi­dente del Senato Renato Schifani contro i social network, paragonati ai gruppi extra­parlamentari degli anni ’70. E certo non è sfuggito all’entourage del presidente del Consiglio
  • «Ho visto qualcuno di questi video — conferma Daniele Capezzone — e siamo di­nanzi a qualcosa che definirei microterrori­smo »

Ovviamente la sola supposizione che il video “complottista” sia una risposta del web all’attacco di Schifani rasenta l’incredibile. E Capezzone farebbe meglio a specificare i termini e a chiamare le cose con il proprio nome. Il quadro d’insieme mostra compatibilità con una messinscena fatta apposta per creare un clima di consenso alle cosiddette “riforme”, necessarie e impellenti da sempre in questo paese, oggi una priorità condivisa da tutto il quadro partitico, ma che celano dietro l’etichetta di “modifica volta a dare un migliore assetto alle istituzioni”, la volontà di risolvere una volta per tutte il nodo giustizia-Berlusconi.
Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.