Veltroni, antiberlusconismo è ideologia. E il veltronismo?

Se per Walter Veltroni l’antiberlusconismo – vale a dire l’opposizione ferrea a Mr b, l’uomo della corruzione, dei falsi in bilancio, dello stalliere eroe che in realtà era un pesce pilota (della mafia), l’uomo coinvolto chissà come nelle inchieste sui mandanti occulti della strage di Via D’Amelio grazie ai suoi rapporti con tale Dell’Utri, l’uomo che fondò un partito azienda dal nulla, un partito contenitore lo chiamarono alle origini, per ovviare alla caduta dei propri referenti nel pentapartito, l’uomo degli scandali pseudo sessuali, dei festini a palazzo Grazioli, a Villa Certosa, l’uomo di Putin, che disse di George W. Bush "è il più grande statista della storia", l’uomo che incarna per eccellenza il conflitto d’interesse, il grande burattinaio delle nomine RAI, il protagonista dell’epoca storica della politica italiana che passerà sotto al nome "età del piduismo compiuto" –  ebbene, l’antiberlusconismo sarebbe un’ideologia, e come tutte le ideologie, è deprecabile, ottunde la mente, sottrae alla verità.
Se così fosse, allora il veltronismo, ovvero la stagione breve brevissima di Veltroni segretario PD e principale esponente dei partiti di opposizione, sarebbe nient’altro che una strategia ispirata alla politica dell’acquiescenza. Già nel 1938, la politica dell’acquiescenza ebbe grandi successi che si concretizzarono nel trattato di Monaco. E’ noto come dopo il trattato di Monaco, Hitler abbia messo da parte i suoi progetti espansionistici; grazie al fatto di esser venuti a patti con il Male Assoluto, venne sventata la prospettiva di una seconda guerra mondiale per l’intera Europa.
(…)
Ma non andò esattamente così. Vero Veltroni?

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    • «La colpa più grave di Berlusconi è quella di non avere migliorato in nulla il paese pur dominandone la politica da 15 anni, ma non credo che con lui scompariranno anche l’egoismo e l’individualismo».
    • dice di non essere convinto che le responsabilità dello stato attuale del Paese siano tutte attribuibili al premier
    • Si sono trasformati in ideologie persino il berlusconismo e l’antiberlusconismo , e il mio grande dolore – dice – è stato non essere riuscito ad avviare una stagione di collaborazione nell’interesse dell’ Italia dopo le elezioni». Colpa di molti dirigenti del Pd e di Di Pietro? È la domanda. «Si anche

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