Elezioni Spagna, vince Rajoy, socialisti al 30%

Diretta dello spoglio ufficiale sulla pagina Facebook di Yes, political!

Dato exit poll, sondaggio di RTVE, maggioranza assoluta al PP di Rajoy con 181 seggi. La somma di PP e PSOE sarebbe inferiore di dieci punti rispetto al 2008 fermandosi al 73%: su El Pais titolano “Meno Bipolarismo”.

Rajoy è stato criticato per la vacuità del suo programma politico. In realtà ciò che aspetta gli spagnoli è una ricetta di riforme scritta altrove: riforma del lavoro con 12 giorni di compensazione e di licenziamento, probabilmente, riforma finanziaria, e tutti i tipi di tagli: il prossimo governo taglierà almeno altri 18.000 milioni di euro nel 2012. Piove, diluvia: i tagli sui tagli sono ancora più difficili, scrive Claudì Perez, El Pais.

Ore 21.10, primi dati ufficiali, 10% seggi scrutinati:

Maggioranza assoluta per un soffio? I dati iniziali dello spoglio per il 12% sono un po ‘peggiori di quelle dei sondaggi per Rajoy e catastrofici Rubalcaba.

Questo il nuovo parlamento spagnolo, 23% dei seggi scrutinati:

PD, non svegliate Franco Marini

L’ultima Assemblea Nazionale del PD si concluse con Bersani che disse ai suoi di non perdersi in polemiche, che lui se ne doveva andare due settimane in Cina. Dov’è ora Bersani? A quanto pare non è in Cina, ma i ‘suoi’ sono tornati a parlare del nulla. Stamane, Marini, sì, lui l’ex sindacalista, ha lamentato che il PD è un po’ troppo monocolore, che la tradizione dei Popolari (eh?) de ve essere riaffermata – ergo, deve avere posti nel Direttivo. Ti pareva.

Certo, lui l’ha sparata, da buon vecchio democristiano. Poi ha fatto sapere ai popolari della diaspora che lui è a disposizione: “se ci fossero difficolta’, per un aiuto, potrebbero chiamarmi per 48 ore dalla riserva”. Precisando per che si tratterebbero di sole48 ore, niente di piu. Vuole evitare il rischio che i giovani lo accompagnino all’uscio con l’aiuto dei piedi, “come per i vecchi pare invocare Prodi” (AdnKronos).

E il PD? La pancia della balena arenata (definizione di De Benedetti) emette dei ‘rumori molesti’. Eccoli, in rapida carrellata:

    • “Al di là del titolo Marini svolge un ragionamento che considero positivo…la classe non è acqua”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, giudica l’intervista rilasciata oggi da Franco Marini nella quale l’ex presidente del Senato invita i popolari ad essere più incisivi nel partito ma difende anche la leadership di Bersani e la sua candidatura a premier.
  • ‘Il Pd non puo’ diventare il prolungamento della storia della sinistra italiana. E l’unico modo per non correre questo rischio, sempre incombente, e’ dar corpo al processo di ricomposizione dell’area popolare e liberal democratico alll’interno del partito. La ricetta di Franco Marini e’ convincente e condivisibile. Senza questa rinnovata consapevolezza politico e culturale il Pd e’ destinato a trasformarsi progressivamente nella versione aggiornata dell’ultima stagione dei Ds”. Lo dice Giorgio Merlo, Pd, vicepresidente della Commissione parlamentare Vigilanza Rai.

    • Dice Gentiloni: “Quello di Marini è un grido d’allarme giusto, condivisibile, sicuramente. Poi, su come far fronte al rischio di cui parla la discussione è aperta. Penso che a Cortona ‘Area democratica’ avesse abbastanza individuato la strada, che era quella di alimentare un confronto politico-culturale, senza attacchi al vertice, ma dimostrando nei fatti che un altro Pd è possibile, rispetto ad un Pd ‘monocolore'”
    • “Non credo che Marini inviti a rilanciare una corrente dei popolari nel Pd, piuttosto sottolinea che al momento nel profilo del partito sia più evidente una sola delle due culture di provenienza, cioè quella dei Ds, personalmente sono dell’idea che nel Pd dovrebbe emergere una cultura dei Democratici, per un partito plurale che vada oltre le due culture di provenienza”. Così Antonello Soro
    • scopriamo che nel PD esiste un monocolore. Lo stiamo sostenendo da mesi e ci giungono risposte quali: ‘Cercate un pretesto per andar via’, ‘Cercate posti e visibilita”, ‘Bersani e’ stato eletto dal Congresso’. Noi di Area Democratica non abbiamo mai messo in discussione la legittimazione e la serieta’ dell’impegno del Segretario Nazionale PD Bersani. Anzi siamo convinti che intorno a lui si possa e si debba costruire il PD del futuro”. Ad affermarlo e’ Gero Grassi, deputato democratico della minoranza che si riconosce nell’area di Franceschini.
    • “Il Presidente Marini ha ragione nel dire, con la usuale franchezza, che nel Pd troppo prevalente è il peso ex Ds. Così come è ora il Pd è troppo simile al Pds. E non va bene”. Lo afferma il deputato del Pd Enrico Farinone

Vi siete divertiti? Bé, tenete presente che il vecchio leader dei popolari, Romano Prodi, solo qualche giorno fa aveva invitato i giovani a cacciare fuori i vecchi dal PD; soltanto qualche mese prima si era arrovellato a pensare un assetto federale per il PD, subito seguito a ruota da Chiamparino e soci. L’eterno dilemma sulla forma partito riempie pagine e pagine di giornali. E l’eterna dicotomia DS-popolari/margherita anima le notti di questi attempati signori. Qualcuno ha traccia delle strategie del PD in fatto di superamento del dualismo del mercato del lavoro? Qualcuno ha idea di come rappresentare gli interessi dei lavoratori autonomi? E degli artigiani cosa ne facciamo? Siamo favorevoli o meno all’accordo dimezzato di Fiat e sindacato a Pomigliano d’Arco?

Chi merita spazio e cerca di andare Oltre, dovrebbe consigliare a Marini una buona pensione al mare, riviera ligure. Luoghi delle rimembranze, quelli.