Assolto dal Signore

Dopo mesi di silenzio e vergogna è arrivata coe la primavera la sentenza Mills. O per meglio dire, mezza sentenza. Poiché l’altra metà, ovvero quella che riguarda David Mills, ha sancito la condanna dell’avvocato inglese in primo e secondo grado per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza in favore di Silvio Berlusconi nei processi Arces (tangenti alla Guardia di Finanza) e All Iberian. La mezza sentenza, sia chiaro, è definitiva, mentre quella emessa ieri dal Tribunale di Milano, è una sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione. Sapremo fra novanta giorni se i giudici hanno o meno ravvisato gli indizi di colpevolezza contro B.

Deve essere ricordato, nella fattispecie, che il caso David Mills si è concluso con la pronuncia della Corte di Cassazione, la quale aveva annullato la sentenza di condanna “senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato” (cfr. Wikipedia). La prescrizione è stata prodotta da una “differenza di circa tre mesi nel calcolo della data di compimento del reato e dalla riduzione dei termini di prescrizione data dalla legge ex Cirielli”.

Secondo il procuratore il reato dovrebbe considerarsi effettuato l’11 novembre del 1999, quando «Mills, in proprio, e non come gestore del patrimonio altrui, fornisce istruzioni per il trasferimento dei circa 600 mila dollari dal fondo di investimento Giano Capital al fondo Torrey» e non il 29 febbraio 2000 quando si era verificata l’effettiva disponibilità del denaro, come invece valutato dalla Corte di appello, e la differente data porterebbe il reato ad essere prescritto. Il procuratore nella requisitoria evidenziava anche che «il ritardo del passaggio finale nella intestazione delle quote non incide sul momento consumativo della prescrizione ma trae origine dalla volontà di Mills di rendere difficoltosa la ricostruzione di questo illecito passaggio di soldi e la sua origine» e che «quando c’è incertezza sulla data di commissione di un reato, da sempre vale la regola del favor rei: e il decorrere della prescrizione va fissato nel momento più favorevole all’imputato» (Wikipedia, cit).

In fondoi è anche inutile e superfluo ricordarlo, la legge ex Cirielli è una delle leggi ad personam storiche dei governi Berlusconi. E’ tutto noto e non ci si deve sorprendere: i giudici si sono solo allineati alla pronuncia della Cassazione sull’altro spezzone di processo, e alla legge. Niente di diverso.

Certo, se ci fosse stato Minzolini alla direzione del Tg1, questo proscioglimento sarebbe stato celebrato come una assoluzione. In mancanza del fedele di turno, B. ci ha pensato da solo a definirsi assolto. Assolto dal Signore.

Il TG1 della Menzogna. L’assoluzione inventata di Mr Mills.


Colui il quale ha ascoltato il TG1 delle 13.30 è stato vittima di propaganda di regime. Come tale ha tutto il diritto di rivolgersi all’AGCOM per chiedere l’immediata censura del notiziario di Raiuno. La redazione del telegiornale non fiata e l’attesa per l’edizione delle 20 cresce. Resisterà il Minzo dall’apparire sullo schermo per spiegarci il suo personale significato del termine prescrizione?

Naturalmente, dalle parti di Palazzo Grazioli, il titolo falso di stamane del TG1 sarà stato ben gradito. I signori sono senza più pudore:

Silvio Berlusconi parla di una sconfitta per il teorema dell’accusa e di una vittoria per la difesa. Ma non basta. La verità, ha  confidato il Cavaliere ad alcuni interlocutori, è che non è stato commesso nessun reato

Punto primo: non esiste alcun teorema dell’accusa. Esistono due sentenze, una di primo grado, di condanna dell’imputato; la seconda, la sentenza di Appello che conferma il primo giudizio. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione – il terzo grado – hanno annullato la sentenza per prescrizione. La motivazione presunta: il reato è stato commesso prima del 11 Dicembre 1999, quindi non è più perseguibile poiché prescritto (lungimirante l’aver approvato quella legge che riduceva i tempi per la prescrizione). Punto secondo, diretta conseguenza del primo: il reato è stato commesso. E’ stato dimostrato in due processi, da due tribunali.
Di fatto la sentenza avrà effetto diretto sul processo a Mr b, la cui posizione fu stralciata nell’attesa della pronuncia della Consulta sul Lodo Alfano, poi bocciato. Da allora il processo al Corruttore è ricominciato ma è sopravvissuto attaccato alla spina:

si prospetta una falsa ripartenza domani al processo in cui Silvio Berlusconi risponde di aver corrotto il testimone David Mills. Appare infatti molto probabile un rinvio delle udienze in attesa che la Cassazione depositi le motivazioni della sentenza con cui ieri ha dichiarato l’intervenuta prescrizione del reato per il professionista britannico che negli anni ’90 aveva creato il sistema di società off-shore utilizzato dal gruppo Fininvest.
In teoria i giudici potrebbero indicare una data antecedente all’11 novembre 1999, dichiarando in pratica "morto" anche il procedimento gemello a carico del premier. Ma si tratta di un’ipotesi più che remota (fonte: Mills, Alfano difende Berlusconi Il Pd: "Parole fuori da ogni regola" – Repubblica.it)

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Cassazione, Mills prescritto ma colpevole. Ma il “tappo” sta per saltare.

david mills

Ecco, la santa prescrirzione salva capra e cavoli. Il reato è stato commesso nel ’99. Soffermatevi sulla prima parte della frase: il reato è stato commesso. Se da un punto di vista giudiziario, la vicenda si chiude, da quello politico rimane apertissima. Al governo, come presidente del Consiglio, abbiamo un corruttore di testimoni. Sappiatelo. Tenetelo bene a mente quando tenteranno di distruggere il sistema giudiziario. Prossima tappa, la discussione in Senato del legittimo impedimento, in aula, a partire dalla seduta antimeridiana di martedì 9 marzo. Loro hanno diverse carte a disposizione. Faranno il lodo alfano costituzionale? Fini resisterà alle insinuazioni sul suo presunto coinvolgimento con il caso Fastweb? Perché nessuno si leva in difesa del Presidente della Camera? E la vicenda del senatore Di Girolamo farà saltare il tappo?

Pare che il terreno che porta alle Regionali sia alquanto minato. Attendetevi novità.

AGI) – Roma, 25 feb. – Le sezioni unite penali della Cassazione, nell’ambito del processo all’avvocato inglese David Mills, hanno ritenuto configurabile il delitto di corruzione in atti giudiziari “nella forma della corruzione susseguente”. Lo si legge nella massima provvisoria redatta dagli ermellini, presieduti da Torquato Gemelli, al termine della camera di consiglio, durata quasi cinque ore. E’ proprio la corruzione giudiziaria susseguente, il reato di cui Mills e’ stato accusato, per aver ricevuto 600 mila dollari dopo aver rilasciato dichiarazioni false o reticenti nell’interesse di Silvio Berlusconi nei processi All Iberian e in quello sulla corruzione nella guardia di finanza.

Le sezioni unite, dunque, sembrano aver condiviso in toto le richieste, avanzate oggi con la sua requisitoria, dall’avvocato generale della suprema corte, Gianfranco Ciani, secondo il quale non era possibile prosciogliere Mills nel merito, ma il reato andava considerato prescritto perche’ commesso nel novembre del ’99.

AGI News On – MILLS: CASSAZIONE, SI’ A CORRUZIONE GIUDIZIARIA SUSSEGUENTE.

Ad ampie falcate verso il Legittimo Impedimento.

Una improvvisa accelerazione. Fra il 9 e il 10 dicembre i progetti di legge in materia di legittimo impedimento, appena presentati alla Camera, sono già stati assegnati e passati all’esame della Commissione Giustizia. In particolar modo, nella giornata di ieri, in Commissione si è deciso di accorpare il disegno di legge presentato dal deputato Enrico La Loggia il 25 Novembre scorso, al testo elaborato dal deputato Vietti, anch’esso del PdL.
Il progetto di La Loggia vuole mettere mano all’art. 420-ter del Codice di Procedura Penale, in particolar modo integrando il comma 1, che ora recita così:

Art. 420-ter.
Impedimento a comparire dell’imputato o del difensore.

1. Quando l’imputato, anche se detenuto, non si presenta all’udienza e risulta che l’assenza è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice, con ordinanza, anche d’ufficio, rinvia ad una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l’avviso all’imputato, a norma dell’articolo 419, comma 1.

La Loggia aggiunge come causa di legittimo impedimento "ogni atto proprio delle funzioni attribuite al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei ministri e agli altri membri del Governo, ai membri del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati". Quindi, il dispositivo è esteso a tutti, presidenti, ministri e parlamentari. Non si fa menzione, in questa versione del testo, alla sospensiva dei tempi per la prescrizione dei reati.

Invece, nel testo Vietti, rimandando a una successiva legge costituzionale che definisce le "prerogative" del Presidente del Consiglio, stabilisce un termine di tempo di un anno dell’efficacia sospensiva del provvedimento per quanto concerne i dibattimenti che coinvolgono il Presidente del Consiglio, ai sensi dell’art. 420-ter c.p.p, ovvero del legittimo impedimento.

Secondo Cinzia Capano del PD, "un legittimo impedimento così configurato non supererebbe certamente il vaglio della Corte costituzionale. A tal fine sarebbe necessario ritornare al previgente articolo 68 della Costituzione ovvero approvare un «lodo costituzionalizzato»". E ricoda come dalla giurisprudenza della Corte costituzionale in materia, "emerga con chiarezza che assumono pari rango costituzionale sia le esigenze di sollecito svolgimento del giudizio che quelle del libero e corretto assolvimento degli organi costituzionali". Secondo la deputata del PD, "spetta all’autorità giudiziaria effettuare, volta per volta e nel caso concreto, un ragionevole bilanciamento tra le due esigenze".

Di Donatella Ferranti (PD) l’attacco più duro: "si tratta chiaramente di una disciplina in contrasto con la Costituzione, che crea una evidente disparità di trattamento perfino all’interno dei soggetti che ne potrebbero beneficiare. Con questa proposta di legge in sostanza si vuole affermare il principio secondo il quale chi ha ricevuto un’investitura popolare non deve essere sottoposto a processo penale. Tale sconvolgimento dei principi del nostro ordinamento appare ancora più inaccettabile se si pensa che la finalità del provvedimento è quella di bloccare solo due processi che riguardano il Presidente del Consiglio".

    • PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa del deputato VIETTI Disposizioni temporanee in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei ministri a comparire nelle udienze penali Presentata il 2 dicembre 2009
    • PROPOSTA DI LEGGE Art. 1. (Norma transitoria e temporanea in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei ministri a comparire nelle udienze penali).

            1. Nelle more della definitiva approvazione e promulgazione della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei ministri e delle modalità di partecipazione dello stesso ai processi penali e, comunque, non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvi i casi previsti dall’articolo 96 della Costituzione, al fine di consentire al Presidente del Consiglio dei ministri il sereno svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla Costituzione e dalla legge, costituisce suo legittimo impedimento, ai sensi dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quale imputato, parte offesa o testimone il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, e dal regolamento interno del Consiglio dei ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 1993, e successive modificazioni, nonché delle attività preparatorie e consequenziali.
            2. Quando ricorrono le ipotesi di cui al comma 1, il giudice, su richiesta del Presidente del Consiglio dei ministri, rinvia il processo ad altra udienza.
            3. Nei casi previsti dal presente articolo, la prescrizione dei reati rimane sospesa per tutta la durata del rinvio, secondo quanto previsto dall’articolo 159, primo comma, numero 3), del codice penale, e si applica il terzo comma del medesimo articolo 159 del codice penale. Il giudice può provvedere all’assunzione delle prove urgenti a norma degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale.

            4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.
      Art. 2. (Entrata in vigore).

            1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

    • PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa del deputato LA LOGGIA Modifiche all’articolo 420-ter del codice di procedura penale, in materia di impedimento del Presidente della Repubblica, dei membri del Governo e delle Camere, imputati in procedimenti penali, a comparire nelle udienze Presentata il 25 novembre 2009

    • Da quando nel 1993 è stata soppressa l’immunità parlamentare, si è determinata una crescente conflittualità fra parlamentari e membri del Governo coinvolti in procedimenti giudiziari da un lato e magistratura dall’altro, in ordine all’interpretazione dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale concernente l’impedimento a comparire dell’imputato. Inoltre, nelle diverse sedi giudiziarie e in tempi diversi, è stata data spesso un’interpretazione difforme del predetto articolo del codice.

    • Ciò ha determinato conflitti e malintesi che hanno nuociuto sia al pieno esercizio del mandato dei parlamentari e dei membri del Governo, sia all’equilibrata e uniforme attività dei magistrati.

    • Sulla materia è intervenuta una sentenza della Corte costituzionale (la sentenza n. 451 del 2005) per un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sulla vicenda giudiziaria dell’onorevole Cesare Previti, che non ha risolto il problema in modo esaustivo e soddisfacente.

    • I magistrati non sempre hanno rispettato il diritto-dovere dei membri del Parlamento di assolvere al mandato parlamentare attraverso la partecipazione, sia in Assemblea sia nelle Commissioni, ai dibattiti e alle votazioni.

    • Problemi ancora più gravi si sono avuti per i membri del Governo coinvolti in vicende giudiziarie. Infatti i componenti dell’esecutivo assommano, nella stragrande maggioranza dei casi, alla carica di Governo anche lo status di parlamentare e quindi hanno un carico di impegni istituzionali molto maggiore rispetto ai parlamentari.

    • PROPOSTA DI LEGGE

       

      Art. 1.

            1. All’articolo 420-ter del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

                a) dopo il primo comma è inserito il seguente:

            «1-bis. È legittimo impedimento a comparire nelle udienze ogni atto proprio delle funzioni attribuite al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei ministri e agli altri membri del Governo, ai membri del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati per il tempo preparatorio, contestuale e successivo necessario al compimento del medesimo atto; il giudice, tempestivamente avvisato, ne prende atto e provvede a norma dei commi 1 e 3»;

                b) al comma 3, le parole: «di cui al comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi 1 e 1-bis»

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Saviano, Berlusconi ritira quella legge. Il Processo Breve distrugge il diritto.

Yes, political! sottoscrive l’appello di Roberto Saviano.

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è¨ mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare cosè anche la speranza di chi da anni attende giustizia.Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

FIRMA L’APPELLO DI ROBERTO SAVIANO, Appelli Repubblica – La Repubblica.it.


Di impunità, questo si dovrebbe parlare. Impunità per loro, morte in carcere per chi ruba le monete del parchimetro. Morte in carcere per chi si è fumato uno spinello, è tossicodipendente, o lo è stato e l’aspetto è ancora quello. Per chi è esile, denutrito, con problemi personali, per chi non ha nome né denaro: per loro c’è la cella di sicurezza, le botte degli agenti, le manganellate sulla schiena, che nei documenti ufficiali diventano “banali” cadute dalle scale.

Per tutti gli altri, il processo non si farà. Per i corruttori, gli utilizzatori finali, i bancarottieri, i grandi evasori fiscali con i conti all’estero, per chi commette appropriazione indebita, per chi è colluso con la mafia, per coloro che sono la mafia: per tutti questi si farà il processo breve, così breve che nessuno ne avrà notizia. Questa la riforma del diritto in Italia: due pesi, due misure. Da Stato di diritto a Stato del Privilegio. Da Uguaglianza a Sottomissione. Da Cittadini a Sudditi. Perché ostinarsi a chiamarla democrazia?

Ddl Processo Breve: sia legge porcata che legge ad personam.

Solo per gli incensurati – secondo il progetto di legge presentato stamane in Senato – varrà la corsia preferenziale del processo breve. La presunzione d’innocenza non sarà più effettiva per tutti: chi è in carcere – e fino a sentenza non è colpevole – non può usufruire del mini-processo. Non è più incensurato. E se sei incensurato, ma hai commesso un reato, passati i due anni dal rinvio a giudizio, se non si arriva a sentenza, hai ottime probabilità di restarlo. Così per sempre all’infinito.
Questo disegno di legge non è utile allo scopo dichiarato per cui è stato redatto: per velocizzare i processi, basterebbe dare alla magistratura i mezzi necessari: digitalizzazione, una rete interna, personale. Invece si continuano a usare i mezzi di venti anni, trenta anni fa. Questa legge è un altro mezzo per far saltare i processi di Milano a carico di Mr b. Riguardano reati che secondo questa legge sarebbe già prescritti da un pezzo.
L’altro ieri si parlava dell’incontro fra Fini e Mr b. Fini sostenne che l’accordo sul testo sarebbe stato mantenuto se non vi fossero aggiunte modifiche in aula. E soprattutto Fini si dichiarò contrario alla prescrizione breve. Certo, non l’hanno chiamata prescrizione breve bensì “estinzione per violazione dei termini di durata ragionevole”. L’Europa ci impone di multa per la lentezza dei processi? La risposta di questo governo al problema della mancata certezza del diritto è ‘cancellare i processi’. Semplice, lineare. Come una presa in giro.

Il capogruppo PD al Senato, Finocchiaro, ha mostrato la sua stizza in pubblico gettando il testo contro il muro. Salteranno i processi Thyssen, Cirio, Parmalat, Eternit. Per proteggere uno solo, si crea una ingiustizia collettiva. I pm di Milano stanno già pensando di presentare pregiudiziale di costituzionalità, come fu per il lodo Alfano. Ma il testo, per ora, non è ancora legge, e bisognerà vedere come reagiranno i finiani a eventuali imboscate in aula.

Questo il testo del provvedimento “porcata ad personam”:

Ddl Gasparri Processo Breve

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    • Nel caso dovesse essere approvata dal Parlamento la nuova norma sul cosiddetto «processo breve», ai giudici dei processi sui diritti tv di Mediaset e sul caso Mills non resterebbe altro da fare che prendere atto che si tratta di vicende giudiziarie finite da tempo a causa della prescrizione.
    • La richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda Mediaset, dove Berlusconi risponde di frode fiscale dopo l’estinzione per prescrizione di falso in bilancio e appropriazione indebita, risale al 22 aprile del 2005. Insomma è un processo morto da più di 4 anni e mezzo
    • La richiesta di processare Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari, «almeno 600mila dollari al testimone Mills», porta la data del 10 marzo del 2006. Sono già passati più di tre anni e mezzo e anche qui trascorsi 2 anni non c’è stata sentenza di primo grado
    • Negli ambienti della procura di Milano comunque già si parla della concreta possibilità di sollevare eccezione di costituzionalità della nuova norma, come era già avvenuto con successo, per pm e giudici del capoluogo lombardo, in relazione al Lodo Alfano
    • Ma la Consulta impiegherebbe almeno un anno per decidere. Silvio Berlusconi, inoltre, è indagato di appropriazione indebita nell’ambito dell’inchiesta su Mediatrade
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    • Così avremo il processo breve per gli incensurati; per gli altri, quelli già condannati, mettiamoci pure tutto il tempo che ci vuole. Entro 6 anni per l’incensurato deve arrivare la sentenza definitiva: colpevole o innocente; se non arriva, chissà quale sarà la formula? Prescrizione, fuori tempo massimo, squalificato (il giudice…)
    • pur di cavare Berlusconi dai guai, un sacco di delinquenti resteranno impuniti, le parti offese saranno fregate alla grande e la povera gente resterà a marcire in galera
    • Fino ad ora i processi che si facevano per primi erano quelli con detenuti. Sei dentro? Ti processo subito. Perché magari sei innocente, anzi sei senz’altro innocente fino alla sentenza definitiva di condanna
    • Adesso, però, i processi che si debbono fare per primi sono quelli per gli incensurati: perché più di 6 anni non potranno durare e se non mi sbrigo non li finisco in tempo. Solo che gli incensurati, in genere, non stanno in galera in attesa del processo; sono, come si dice, a piede libero; proprio perché sono incensurati. E tuttavia prima si processeranno gli incensurati perché poi non si può più; e dopo i detenuti, che c’è tempo. Intanto se ne stanno in galera, magari da innocenti. E se si tratta di mafiosi che escono per decorrenza termini, pazienza.
    • con questo sistema, Berlusconi & C. sempre incensurati saranno perché un processo per i reati che commettono loro non si riuscirà a fare mai. E così sempre al processo breve avranno diritto; in un circolo infinito
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    • Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori Pd, e’ furente per i contenuti del disegno di legge sui processi brevi. Dopo le interviste di rito con i giornalisti, Finocchiaro ha letteralmente sbattuto il testo del disegno di legge contro il muro della sala stampa dicendo: “Il ddl non si applichera’ per il furto aggravato. Cosi’ per il rom che ruba il processo rimarra’, mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero”.
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    • La maggioranza ha depositato in Senato il testo del disegno di legge sul processo breve, firmato dai capigruppo di Pdl e Lega Nord
    • Il testo prevede la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione, se sono trascorsi più di
      due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pm senza che sia stata emessa la sentenza
    • Renato Schifani, che aggiunge: «Questa iniziativa tende ad attuare il principio della ragionevole durata dei processi, sostenuto sia nella Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e sia dalla nostra Carta costituzionale».
    • Forti dubbi di costituzionalità per l’Anm
    • Giulia Bongiorno (Pdl) stupita per l’inclusione dell’immigrazione clandestina fra i reati di grave allarme sociale. «Suscita un certo stupore la scelta di includere nell’elenco dei reati di grave allarme sociale, come quelli di mafia e terrorismo, l’immigrazione clandestina che è una semplice contravvenzione peraltro punita con una banale ammenda», ha detto il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno
    • Per il Pd il provvedimento è il funerale della giustizia. «Hanno vinto i falchi. Questo testo é un’inaccettabile amnistia ad personam che fa male alla giustizia italiana, discrimina i cittadini e mette a repentaglio la sicurezza del Paese», ha commentato la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti

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