Regionali Lazio: L’UDC verso la Polverini. Il PD ora faccia le primarie.

Chi ha paura delle primarie? L’UDC approda a lidi migliori, scegliendo di appoggiare la Polverini – loro, banderuole guidate solo dal vento della probabile vittoria, non dalle idee. Ma chi ha paura delle primarie, ha paura delle persone. Ha paura delle idee. Di confrontarsi con le idee.

In mattinata accelerazione. Pressing informale Vaticano su Udc […] il via libera definitivo dell’Udc a Renata Polverini c’è stato stamattina, nel corso di un incontro riservato fra la candidata, Fini e Casini alla Camera […] Per Fini, inoltre, l’accordo può rappresentare il viatico per nuove intese. Polverini vantava dal canto suo un rapporto cordiale con Casini. Proprio su questo ha fatto leva per superare le resistenze di quella parte dell’Udc che non vedeva di buon occhio un patto con il Pdl nel Lazio […]

si è trattato di un accordo “più personale con Fini e Polverini che politico tra Udc e Pdl”

la partita Udc-Polverini ha subito nelle ultime ore un’accelerazione. Un po’ perché l’esplorazione di Nicola Zingaretti non ha portato frutti, un po’ perché Fini era già forte di un accordo di massima con Casini sulla candidata siglato ormai diverse settimane fa […] Un po’ anche perché dal Vaticano la preferenza per l’ex leader sindacale non è stata certamente nascosta alla dirigenza del partito di Casini
(APCom – Regionali/ Fini vede Casini, poi via libera finale a Polverini

Trattasi di un accordo “personale”, un anticipo del futuro progetto di Kadima Italiana, il partito centrista di Casini-Rutelli-Fini. Con queste persone il PD doveva allearsi per ottenere la presidenza di Regione, stando ai sondaggi. Che sinora non hanno ancora rilevato l’impatto di una possibile candidatura di Emma Bonino, o di Loretta Napoleoni (che purtroppo pochi conoscono): l’ultimo sondaggio disponibile di Ipr Marketing metteva a confronto Nicola Zingaretti, l'”esploratore” nonché presidente della Provincia di Roma, e Renata Polverini, nelle due condizioni possibili, UDC a centro-sinistra oppure UDC a centro-destra.

L’indecisione, non è la prima volta che lo sottolineo, danneggia il PD perché i cittadini non la capiscono e non la condividono. E’ già accaduto in passato e sarebbe utile non ripetere gli stessi errori. Coloro che si oppongono ad un virtuoso strumento di maturità democratica lo fanno per il timore di scelte che sfuggono al loro controllo. Esemplare è stato il caso della Puglia nel 2005: Nichi Vendola si è imposto alle primarie e poi ha vinto le elezioni e ha governato la regione per cinque anni. Bene? Male? Ancora una volta il giudizio non può spettare a pochi notabili pugliesi, o romani, spetta ai cittadini valutare l’operato della persone che hanno eletto. Se lo hanno apprezzato lo rivoteranno, altrimenti lo bocceranno […]

In questi giorni ho l’impressione che il PD si stia impantanando in meccanismi che non portano a nulla di utile per i cittadini. E’ invece il momento di liberarsi dalle paure, liberarsi dai vecchi modi di affrontare le sfide politiche, osare e agire come auspicano i nostri sostenitori, come un vero Partito Democratico.

Ignazio Marino

Loretta Napoleoni è e resta il candidato ideale. Loretta parla di “primarie”, queste sconosciute, di restituire la parola alle persone, di spegnere la tv e potenziare il web (cosa che ben fa Zingaretti con gli Hot Spot del Wi-fi gratuito a Roma); parla di programmi e di idee, di persone e di possibilità di scelta:

    • oggi Loretta Napoleoni, economista finanziaria e uno dei massimi esperti mondiali di terrorismo internazionale, risponde a una chiamata che non arriva da Bersani, Bindi o Ferrero, ma da un gruppo di utenti di Facebook, nuova patria della contestazione giovanile nell’era tecnologica
    • Lei è pronta ad attraversare l’Atlantico, lasciare il suo lavoro diviso tra Stati Uniti e Gran Bretagna – “ma solo per pochi anni, il tempo di una legislatura” – e sfidare col centrosinistra Renata Polverini per la poltrona di governatore del Lazio
    • non conosco la Polverini e comunque non mi schiero contro nessuno. Ho fatto un programma e su quello mi voglio confrontare. La gente voglio che scelga chi la governerà sulla base delle cose concrete proposte per la propria regione
    • Ho preso la decisione di candidarmi il giorno di Natale proprio perché a chiedermelo sono stati centinaia di internauti. La Rete è un mezzo di comunicazione importantissimo perché non ancora contaminato
    • Penso che la televisione stia gradualmente perdendo importanza. Io dico di ripartire dal web
    • E’ giusto che Zingaretti svolga un’indagine e individui la persona più adatta per la candidatura. Ma faccia le primarie, spero che le faccia così come scritto nel suo statuto, perché sia la gente a scegliere il candidato del centrosinistra tra esponenti del partito certo, ma anche tra persone che vengono dal di fuori, dalla società civile
    • Zingaretti non lo conosco ma se mi chiama ci parlo volentieri. E se il mio nome può servire a scuotere il Partito Democratico ben venga. Per me l’importante è che sia finalmente la gente a scegliere, perché c’è bisogno di uscire da questa apatia nella quale il Paese è caduto
    • Come si governa il Lazio?
      “Si governa come qualsiasi società, come si governerebbe un comune anche molto piccolo. Le logiche di amministrazione sono le medesime: bisogna ricordarsi che si sta gestendo la cosa pubblica e tutto quello che si fa lo si fa per esclusivo interesse della gente. Il politico è un servitore non un padrone. Credo che un’equipe di professionisti esperti ed onesti, che sappiano prestare le orecchie alla gente, possa fare grandi cose. Partendo da questo credo che oggi la prima regola sia quella del risparmio. Nelle amministrazioni ci sono sprechi indicibili e solo chi viene dal di fuori può fare questo. I politici di oggi vivono in un’altra dimensione. Ho visto il bilancio del Lazio e mi sono messa le mani nei capelli”
    • Dopo che Zingaretti ha concluso l’incarico esplorativo e in attesa di ulteriori possibili nomi, resta in campo Emma Bonino. Così Ignazio commenta la sua possibile candidatura: “Già due mesi fa dissi che nella difficilissima situazione della regione Lazio che si trova a dover fronteggiare un debito disastroso lasciato dalla giunta Storace serviva una persona come Emma Bonino. Ovviamente confermo il mio giudizio. Mi auguro che il PD regionale consideri con molta attenzione il fatto che quella di Emma Bonino sia una candidatura rilevante di una persona di grande prestigio, in grado di attrarre moltissimi voti del centro sisnitra. Non penso che si possa svolgere una valutazione sul Lazio prescindendo dalla candidatura di Emma Bonino.”

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