#primarieparlamentari, affluenza e spoglio

primarieparlamentari

[in aggiornamento]

Ore 7.31

Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, ha ottenuto nelle primarie di Taranto e provincia 5056 voti risultando la piu’ votata. Al secondo posto dopo il presidente dei senatori Pd, l’assessore regionale al Bilancio, Michele Pelillo, che ottiene tra Taranto e provincia 4489 voti, mentre il deputato uscente, Ludovico Vico, ne prende 2870. Al quarto posto il candidato dei renziani, Rocco Ressa, ex sindaco di Palagiano (comune della provincia di Taranto), che ottiene 1393 voti. I candidati del Pd per Taranto erano otto. Sui quattro candidati uomini Pelillo ha ottenuto il 50,53 per cento del totale dei voti con una larghissima affermazione in citta’ e in molti centri del Tarantino.(AGI) .

Ore 7.23

Richetti stravince a Modena; ce la fa anche Manuela Ghizzoni:

Candidati              Voti          Percentuali

Roberto Adani       2.483       4,75%

Davide Baruffi       7.086      13,56%

Mariangela Bastico 4.796        9,18%

Manuela Ghizzoni   5.637       10,79%

M.Cecilia Guerra     8.557       16,38%

Giuditta Pini           7.103        13,60%

Matteo Richetti       9.404        18,00%

Stefano Vaccari       7.175       13,73%

Totale voti espressi  52.241

31/12 Ore 6.58

Chiudo questo lungo post con le ultime indicazioni sugli esiti degli spogli a Roma e Bologna:

Giovani Turchi rulez:

Niente da fare per Giachetti, quindi… Mentre fra le donne è testa a testa fra Micaela Campana 3874 e Ileana Argentin 3785.

A Ravenna vince Josefa Idem:

Bologna:

Sono l’ex segretario bolognese del Pd Andrea De Maria e l’ex sindaco di Sasso Marconi Marilena Fabbri i più votati alle primarie del Pd a Bologna e provincia. De Maria ha avuto 10.443 voti e la Fabbri 8.107. Dietro di loro, il sindaco di Crevalcore Claudio Broglia, la parlamentare uscente Donata Lenzi, il capogruppo Pd in Comune Sergio Lo Giudice, Rita Ghedini, il presidente dell’Associazione famigliari delle vittime del 2 agosto Paolo Bolognesi e la prodiana Sandra Zampa.
Nella fascia a rischio di non vincere un seggio in parlamento, considerando che Bologna dovrebbe eleggere con certezza 7 parlamentari, ci sono poi Salvatore Vassallo, Virginia Gieri, Benedetto Zacchiroli, Gabriella Montera, Paolo Nerozzi e Domenico Cella (Repubblica.it).

Ore 21.57

Bene Richetti a Modena:

Ore 21.41

Roma, avanti Fassina:

Ore 21.34

Ore 21.23

Attesa più lunga del previsto, oggi. In attesa di Bologna:

Così Arezzo:

Ore 21.03

Fra poco inizia lo spoglio. Come è andata a Roma:

Ore 20.23

Verso 1.2 milioni di affluenza (ieri erano poco più che 400 mila):

Ore 19.22

La partecipazione al voto supera già il milione di persone.

Ore 18.55

Dati definitivi di Reggio Calabria. Votanti 12628, preferenze:

Demetrio Battaglia 8362; Rosy Bindi 7527; Consuelo Nava 1928; Cristina Commisso 1780; Giuseppe Morabito 1744; Elisabetta Cannizzaro 1426; Domenico Ambrogio 193.

Ore 13.35

Prime contestazioni del voto calabrese. Secondo l’on. Mario Maiolo, si sarebbero verificate diverse irregolarità anche gravi sia a Cosenza che a Catanzaro, dove è stato eletto il commissario del partito D’attorre (campano) , sia a Catanzaro, dove invece è stata eletta Rosy Bindi.  Maiolo intende inviare un esposto alla Commissione di Garanzia:

mariomaioloA Catanzaro operano tre persone: “Piero Amato, vicepresidente del consiglio regionale, Antonio Scalzo, consigliere regionale, e Vincenzo Ciconte, consigliere regionale”. Avrebbero dato ordine di votare D’Attorre e la Lo Moro (http://www.calabrialibera.it/pd-in-calabria-partito-allo-sbando/). Si parla di schede “falsamente votate”, imbucate fra le 20 e le 21, di un albo degli elettori inesistente (“inattendibile”, scrive Maiolo).

Ore 12.52

Alcuni dati parzialissimi dalla Calabria – Bindi ha preso più di 7000 voti:

COSENZA

  1. Ernesto Magorno
  2. Enza Bruno Bossio
  3. Stefania Covello
  4. Bruno Villella
  5. Franco Laratta

REGGIO

  1. Battaglia 8362
  2. Rosy Bindi 7527
  3. Nava Consuelo

 CATANZARO

  1. D’attorre 6442
  2. Lo Moro 4538
  3. Chiara Macrì 2928

VIBO V.

  1. Censore 5479

CROTONE

  1. Oliverio 8257
  2. Serafina Demme

Ore 11.35

Uno dei dieci derogati, Cesare Marini, non ce l’ha fatta:

Ore 8.33

Como

Genova

Ore 8.06 Monza e Brianza, definitivo:

Giuseppe CIVATI 5.503
Lucrezia RICCHIUTI 2.934
Alessia MOSCA 2.662
Roberto RAMPI 1.737
Simona BURASCHI 1.698
Daniela MAZZUCONI 965
Enrico FARINONE 738
Sergio DANIEL 351

Ore 7.46

Ore 7.37

A Milano hanno votato in 33815 – vince Barbara Pollastrini, ma Quartapelle Lia ha preso più voti del primo degli uomini, Matteo Mauri. Questi i risultati:

CASATI EZIO – 2272 BASSOLI FIORENZA – 2173
COVA PAOLO – 2456 CIMBRO ELEONORA – 2372
FIANO EMANUELE – 3739 DE BIASI EMILIA – 2319
LAFORGIA FRANCESCO – 3694 GASPARINI DANIELA – 1965
MAURI MATTEO – 3921 POLLASTRINI BARBARA – 4527
MESSINA GABRIELE – 1415 QUARTAPELLE LIA detta LIA – 4344
MIRABELLI FRANCO – 3747 BREMBILLA BRUNA – 1893
PELUFFO VINICIO – 2658 CARDONA TERESA – 877
PRINA FRANCESCO – 1520 COVA ANNAPAOLA – 784
QUARTIANI ERMINIO – 992 COVA ILARIA – 1333
VIMERCATI LUIGI – 1250 CROATTO LORENA – 598
CAMPIONE MARCO – 732 D’AMICO MARIA ELISA detta MARILISA – 2225
CAZZOLA GIORGIO – 468 MALPEZZI SIMONA – 1543
LAMPERTI ANGELO – 165 PUCCIO ANNA – 1670
MARTINELLI ETTORE – 1316 RANCILIO LAURA – 1058
PRINO ALESSANDRO – 168 SPECCHIO LAURA – 939
SCHIEPPATI AUGUSTO – 529 TERZONI FRANCESCA – 554
SORBI MATTIA – 311 TOMMASONE ASSUNTA detta VALERIA – 520
VIGNOLA ADELE – 588

Ore 7.18

Alessandria, definitivo -grande risultato per Cristina Bargero

Ore 7.12

Eh, passa anche la Bindi…

30/12 ore 7.03

Torino, definitivo. Damiano e Bragantini:

Varese:

E Gori:

Ore 22.13

Chiudo questa diretta con il risultato ben augurante di Bergamo:

Si riapre domani.

Ore 22.07

Civati davanti anche a Albiate:

Ore 22.00

Dati da Alessandria Centro, i “vecchi” tornano a primeggiare:

Ore 21.54

Cinisello, Gasparini prende tutto o quasi:

Ore 21.49

Novi Ligure (AL) totale:

Giorgio Gori? Quinto:

Ore 21.40:

Civati, primi dati:

Ore 21.34

Novi3, Alessandria – Marubbi sempre avanti, fra le donne Bargero prende più voti:

Bergamo, Gori ha l’11% circa:

Ore 21.30

Calusco, Bergamo:

A Sarnico, invece, sono tutti per Gori:

Ore 21.28

Stazzano (AL):

Ore 21.21

Alessandria – Marubbi è davanti a tutti anche in Novi1 e Novi4:

Bergamo:

Ore 21.16

Primo dato dal Piemonte:

Ancora Bergamo (attivissimi):

Ore 21.05

Affluenza Cernusco, 50% del 40% del 25 Novembre…

Altre cattive notizie per Gori:

Ore 21.01

Bergamo2, affluenza

Brutte notizie per Giorgio Gori:

Ore 20.55

Stumpo, è ora di mettere in moto la macchina dello spoglio.

Ore 20.51

Il seggio di Tortona (AL) è giunto al traguardo – foto di gruppo (dalla pagina fb di Piero Mega, al centro con i pollici alzati, candidato insieme a Claudia Deagatone, in piedi terza da destra):

Seggio #primarieparlamentari Tortona (AL)

Ore 20.39

Per dire, la scelta del 29 o del 30 ha creato non poche confusioni. Inoltre si è creata la spiacevole situazione in cui una parte dei candidati in lizza nella data di domani continua la campagna elettorale, anche con mezzi non consentiti (come possono esserlo gli sms), mentre in alcune regioni si stava votando.  Ecco, il caso Fassina è emblematico, direi:

Affluenza: l’unico dato numerico disponibile che ho potuto leggere narra di 80.000 elettori in Lombardia, alle ore 14.

Ore 20.38

Ore 20.30

Comincio questo post che avrà fine domani, credo, quando si avranno dati un po’ più affidabili di quelli che sto per darvi. Comunque, si tratta di affluenza bassa se paragonata alle primarie di Novembre, quelle per la leadership. Non è una sorpresa: qualcosa di simile era accaduto per le primarie lombarde, svoltesi di sabato anche esse e che videro una partecipazione appena al di sopra del 30% della cosiddetta base elettorale selezionata il 25 Novembre.

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Regole primarie (dei parlamentari)

Il PD è riunito nella direzione nazionale e sta decidendo il regolamento delle primarie per i parlamentari. E’ in corso una sorta di direttissima blog da parte di Civati; inoltre Repubblica.it ha scritto un articolo un po’ frettoloso che ricalca le informazioni di Pippo ma che trasforma le date del “29 oppure del 30” Dicembre in 20 o 30 Gennaio.

ImmagineLe regole, grosso modo, dovrebbero essere le seguenti:

  1. voto il 29 oppure il 30 dicembre, a discrezione delle Unioni regionali del PD;
  2. non ci si può iscrivere all’albo elettori; vale quello del 25 Novembre (ovviamente bisogna dichiararsi elettori del PD), più gli iscritti a tutto il 2011 che avessero confermato il rinnovo tessera, più chi si iscrive sul momento;
  3. non occorre la raccolta firme per i parlamentari uscenti;
  4. chi ha superato i quindici anni non può ricandidarsi a meno di deroga della direzione (in totale saranno nove deroghe, oppure sette, come dice Civati);
  5. “Per gli outsider la quota di firme è pari al 5% del numero degli iscritti al Pd della circoscrizione in cui il candidato si presenta (non meno di 50, non più di 500)” (ciwati);
  6. sarà garantito il 33% di presenze femminili; a tal fine, gli elettori dovranno esprimere due preferenze, una maschile e una femminile;
  7. il 10% dei nominativi delle liste sarà deciso dal segretario, che deciderà anche i 42 capilista;
  8. non potranno candidarsi, invece, salvo deroga concessa dal partito, gli europarlamentari, i sindaci di città superiori a 5mila abitanti, assessori e consiglieri regionali.

Il video ufficiale:

http://www.youdem.tv/doc/247864/primarie-la-rivoluzione-del-pd-ecco-il-logo-e-la-bozza-delle-regole.htm

Le terribili regole delle primarie (del M5S)

Matteo Renzi ha sollevato un putiferio sulle labili regole delle primarie del centrosinistra. La norma contestatissima è la registrazione all’albo degli elettori del centrosinistra, possibile sino al giorno della prima consultazione ed in seguito soltanto dietro “giustificazione”. L’intento di chi ha inventato queste regole è senz’altro quello di circoscrivere l’elettorato e di congelarlo fra il primo e il secondo turno. Evidentemente, per questo fatto i sostenitori delle primarie aperte (fra i quali mi annovero pure io) storcono il naso. Effettivamente, però, il caso nefasto delle primarie palermitane aveva suggerito ai vertici del centrosinistra di abbandonare lo stile gazebo e di dotarsi di un quadro di norme più stringente, vista e considerata la posta in palio: l scelta del candidato premier. Evitare infiltrati, primo obiettivo. Evitare il sabotaggio. Quel che è accaduto ieri con le mail bombing di Renzi altro non è che un tentativo di un candidato – per ora perdente – di ribaltare il risultato ribaltando il tavolo con le regole e le schede e tutto quanto. Se Renzi fosse stato primo in classifica, mica si sarebbe sognato di procedere con questo stile ‘eversivo’.

In ogni caso, le primarie come organizzate dal PD rappresentano un unicum non solo in Italia ma persino in Europa. Alle primarie del Partito socialista francese parteciparono ottocentomila persone. Le primarie dell’UMP, il partito di Sarkozy, sono finite in un guazzabuglio, con ben due vincitori, Fillon e Copé (poi Fillon è uscito dal partito per fondare un movimento politico tutto suo). E se pensate che le regole delle primarie del centrosinistra sono una inutile burocrazia, qualcosa che confligge con l’idea democrazia diretta che promana da una certa vulgata sul web, dovete immediatamente leggere quelle del M5S. L’altro esempio di ‘democrazia dal basso’ si scopre strettamente regolamentato e recintato, con numerosi e burocratici filtri all’ingresso. Qualcosa che Nico Stumpo faticherebbe a immaginare anche sotto lsd.

Già, i pentastellati faranno le primarie per decidere le liste dei parlamentari, un’idea nata altrove (vedi alla voce #ReferendumPD). Le consultazioni avverranno soltanto online, fra il 3 e il 6 Dicembre, rigorosamente dalle ore 10 alle ore 17. Nè prima, nè dopo. Volete parteciparvi? Vi sentite coinvolti dal partito dei 5 Stelle e volete essere protagonisti della scelta collettiva delle liste elettorali onde sconfiggere il Porcellum? Non potete. Non potete e basta. Fareste bene ad arrendervi. Anche perché non c’è nessun consiglio dei Garanti a cui appellarsi. Per partecipare siete fuori tempo massimo. Le regole parlano chiaro. Molto semplicemente:

  1. dovete essere maggiorenni (ah com’è antidemocratico il PD che vieta ai sedicenni di votare!);
  2. dovete essere iscritti al portale nazionale del Movimento 5 Stelle; la scadenza era il 30 Settembre scorso;
  3. dovete aver certificato la vostra identità tramite invio di una copia di un proprio documento entro e non oltre il 2 Novembre 2012, 24 ora italiana.

Vi siete dimenticati? eravate all’estero? o malati o male informati o distratti o senza connessione perché non avete pagato la bolletta a Telecom? Spiacenti, il 5 Stelle non ha bisogno di voi e se per caso voi voleste partecipare alle deliberazioni del partito della democrazia dal basso, ebbene non potete farlo. Punto. Siete esclusi. Niente mail bombing, please. Andate a votare per il PD, là c’è ancora tempo.

E poi trovo che le primarie online abbiano senz’altro meno fascino di quelle organizzate in scuole o in palazzetti dello sport, con quei seggi di cartapesta e quei pastelli neri che vedi attraverso la scheda, e le persone che incontri, l’umanità varia che fin dalle otto e dieci è disposta a fare la fila per registrarsi, pagare due euro, fare delle firme, aspettare, avvicinarsi allo scrutatore che ha l’accento siciliano, e poi aspettare lo spoglio, incazzarsi perché al Sud ma quanto tempo ci mettono, alzarsi l’indomani con il dubbio, l’attesa per i risultati mai definitivi e sempre ufficiosi, mentre un Nico Stumpertruppen sciorina dei numeri scritti sulla carta cellophane. Tutto ciò è impagabile, ed è la sinistra, bellezza.

Facciamolo (questo Partito Democratico)

Ribloggo da Prossima Italia (questa è una “chiamata alle armi”, perché non è più il tempo di tergiversare, è il tempo di prender la propria parte dietro la linea gotica della alleanza già scritta fra PD e UDC; perché questi tempi eccezionali richiedono un coraggio eccezionale):

È venuto il momento (appunto) di trasformare il Pd nel partito degli elettori che avrebbe sempre dovuto essere. Di superare formule, gherminelle e tric e trac e puntare dritti alla sostanza. Di trasformare la retorica della partecipazione in qualcosa di reale e di concreto.

Per tutti questi motivi dichiariamo aperta la stagione referendaria del Pd, ai sensi dell’articolo 27 dello Statuto. Cinque quesiti per evitare che gli elettori si consegnino definitivamente alle cinque stelle. Cinque temi forti su fisco, diritti e matrimoni civili, ambiente, spesa pubblica e governo del Paese, da definire e precisare insieme, sotto il solleone, come un Sudoku democratico. Per poi passare all’azione, già da domenica.

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