Vertice PdL, i 5 punti del nuovo programma uguale a prima

Sei ore di ritiro a Palazzo Grazioli, insieme ai coordinatori, ai capigruppo, ai più stretti consiglieri (Letta e Ghedini) e Berlusconi ha partorito il nuovo programma di governo, per i prossimi tre anni di legislatura: un copia-incolla di quanto detto sempre in mille comizi di piazza. E questa sarebbe la svolta di governo? E’ ragionevole credere che i finiani rispondano con un no o una astensione alla richiesta della fiducia. Si annuncia una campagna elettorale lunghissima.
Questi i cinque punti, che paiono più il cannovaccio della propaganda elettorale prossima ventura:

  1. federalismo fiscale – dicono dal sito di Libero, spiegato dettagliatamente;
  2. fisco, con lo stesso slogan di sempre, l’ormai ovvio e abusato “meno tasse per tutti”, aziende, famiglie, and so on;
  3. il mezzogiorno, con grandi interrogativi al seguito;
  4. riforma della giustizia – che nell’ottica di B. passerà ben presto al primo posto di questo elenco e bloccherà tutta la procedura legislativa: si cercherà di far approvare al parlamento una legge per tutelare le più alte cariche dello Stato, già al Senato, avverte B., e presto votata dalla Camera (si ricorda ai più distratti che si tratta di una legge costituzionale e pertanto dovrà essere approvata in doppia lettura e nello stesso testo da entrmabe le Camere… da quale maggioranza?); si aggiunga la riforma del Csm, con separazione per giudici e pm (idem, è un’altra riforma costituzionale, perciò in questa situazione non verrà mai fatta…) – ah, e le intercettazioni “vanno approvate subito”;
  5. dulcis in fundo, per far contenti i leghisti, sicurezza e lotta all’immigrazione clandestina – verranno scovati nel paese i Rom e saranno rispediti in Libia? – Sarkozy Way of Life…

Le elezioni? Entro dicembre, altrimenti sarà deleterio per il paese. Naturalmente, durante la conferenza stampa, grande biasimo per i governi tecnici e per i governi dei perdenti, che nel nostro sistema politico attuale sono intollerabili. Un disegno mentale farcito da una perla, direi la battuta che “vale il biglietto”, l’apice di tanta ignoranza costituzionale:

Nelle elezioni del 2008, anche grazie alla legge elettorale, si è realizzata la novità assoluta che gli elettori scelgono il primo ministro, l’alleanza e il programma di governo. Questa è una novita che non può essere cancellata, nel rispetto del popolo sovrano. Quindi – è l’affondo di Berlusconi – niente governi di sconfitti (La Stampa.it).