PD: se Zingaretti riceve l’investitura di Travaglio

Con un fondo intitolato “Io voto Zingaretti”, Travaglio esorta l’elettorato del PD a metter da parte “il museo delle cere” che ha diretto sinora il partito. Il teorema Travaglio è chiaro: B. è alle corde, sia fisicamente – “le condizioni fisiche, impietosamente immortalate dalle immagini dell’altroieri quando s’è presentato a Palazzo Grazioli in tuta da benzinaio proferendo frasi sconnesse in spagnolo maccheronico (“estamos a la cabeza de la civilizaciòn”) – che politicamente – ha cassato Fini senza far di conto al pallottoliere – e allora perché il PD deve avere paura di nuove elezioni? I sondaggi danno il PdL al 28%, una emoraggia di voti che non confluisce pienamente nella Lega come si vuol far credere, almeno a livello nazionale (ma in Veneto sono contenti di Calderoli e Bossi a cena con Brancher?), che defluisce un po’ verso Fini, per ora senza partito, e si inabissa nell’astensionismo e nell’indecisionismo. Un bacino, quell’elettorato, soprattutto fatto di ventenni, in cerca di un partito:

i leader del Pd potrebbero riattivare per un attimo le loro attività cerebrali, senza esagerare s’intende, e porsi una domanda semplice semplice: che senso ha seguitare a blaterare di governi tecnici, balneari, istituzionali, “di responsabilità” e altre ammucchiate politichesi? […] Che senso ha mostrarsi atterriti e tremebondi all’ipotesi di votare, dando l’impressione di aver già perso e di voler cacciare B. con manovre di palazzo, a tavolino, “a prescindere” dagli elettori? (Io voto Zingaretti | Il Fatto Quotidiano).

Questa scossa, al PD, ma soprattutto al suo gruppo dirigente, dovrebbe arrivare, secondo Travaglio, dagli elettori: quegli stessi che a Ottobre hanno partecipato alle primarie? Il Fatto Quotidiano da giorni sta facendo campagna per le cosiddette ‘Primarie di Coalizione’, previste peraltro dallo Statuto del PD – forse non da quello di Idv o di SeL, probabili partiti alleati, né tantomeno dall’UDC; Padellaro e soci stanno perciò affermando quanto si andava affermando ampiamente in Rete un anno fa, durante la campagna per le Primarie della Segreteria del Partito, ovvero che è compito nonché dovere dell’elettore del PD, scontento dalla linea politica sinora perseguita, di dare un segno chiaro alla dirigenza. Di cambiare. Forse che l’elezione di Bersani sia stato quel segno tanto atteso di discontinuità con la politica della collateralità con B.? L’elettorato ha scelto Bersani in quanto erede diretto della tradizione del PCI, non già perché ‘nuovo’. L’elettorato, alle primarie dell’Ottobre 2009, ha scelto il vecchio. Perché oggi dovrebbe scegliere uno come Zingaretti?

Proviamo per un attimo a immaginare se, al posto di Bersani, ci fosse Nicola Zingaretti. Ha 45 anni, governa bene la Provincia di Roma, dove ha vinto le elezioni mentre Rutelli le perdeva, non è chiacchierato, non ha scandali né scheletri nell’armadio, ha una bella faccia pulita e normale, è pure il fratello del commissario Montalbano (il che non guasta), non s’è mai visto a Porta a Porta, ha ottimi rapporti con Vendola e parla un linguaggio che piace ai dipietristi (Il Fatto, cit.).

Zingaretti è uno dei tanti quarantenni del PD, una delle tante ‘giovani promesse’ che giacciono all’ombra delle Bindi e dei Violante. Non parla la lingua pratica di Bersani eppure ha visione e capacità previsionale: solo ieri su L’Unità affermava che Fli, il gruppo dei finiani, punta a dividere il PD. E infatti oggi, Italo Bocchino, presidente alla Camera dei Fli, ha preconizzato un nuovo governo di B. senza la Lega ma con Fini, UDC e i moderati del PD (Fioroni?). Zingaretti ha visto giusto. E mentre Chiamaprino si pone sempre più alla destra del partito, quasi candidato ideale per un grande centro che ancora non c’è, Bersani lanca il porta a porta che subodora di Raccolta Rifiuti. Sarebbe bastato fare campagna politica alle feste dell’Unità, o feste Democratiche che dir si voglia, senza cedere il palco al Cota o al Trota di turno. Zingaretti ha avuto il coraggio di dirlo, e ciò deve aver fatto male al segretario. Zingaretti ha detto che Chiamparino è subalterno alla destra. Forse è già cominciata la battaglia delle candidature, mentre le primarie ancora non si sa se ci saranno. Un paradosso che solo nel PD si poteva concepire.

Sitografia:

Il decreto non salva la lista PdL a Roma. Polverini senza partito. Per Formigoni ancora aperta la questione ineleggibilità.

Il Tar del Lazio respinge il ricorso del PdL contro la sua esclusione per la mancata presentazione della lista nei termini temporali consentiti. Secondo il Tribunale Amministrativo, non c’è prova che l’incaricato per la presentazione delle liste PdL della Provincia di Roma avesse con sé la necessaria documentazione. Il decreto? Non è servito a nulla.

L’articolo 1, comma 1, infatti, reca scritto che “il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale”. Sempre al primo comma, si specifica che “la presenza entro il termine di legge nei locali del Tribunale dei delegati puo’ essere provata con ogni mezzo idoneo”. Si sono dimenticati della documentazione. Ovvero di fornire prove certe al Giudice Amministrativo che il delegato alla presentazione liste portasse con sé i documenti al momento in cui entrava nei locali del Tribunale.

Niente paura, però. L’art. 1 comma 4 lascia comunque aperta la possibilità per il PdL romano di presentare le proprie liste “dalle ore otto alle ore venti del primo giorno non festivo successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto”. Vale a dire entro domani. Questa norma equivale a una vera e propria riapertura dei termini. Ma qualche dubbio “interpretativo”, il comma 4 lo apre. Rivediamolo:

Per le medesime elezioni regionali i delegati che si siano trovati nelle condizioni di cui al comma 1 possono effettuare la presentazione delle liste dalle ore otto alle ore venti del primo giorno non festivo successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.

Le condizioni del comma 1 quali sono? I delegati sono entrati negli uffici preposti con la necessaria documentazione. Ma la sentenza del Tar dice che non c’è prova. Domani l’Ufficio Elettorale Centrale che deve fare? Come deve considerare il delegato PdL che riporta la lista al suo cospetto? Rientra o no nel comma 1? Per il Tar no. Quindi la lista PdL è nuovamente impresentabile. Un bel pasticcio. Chi se ne è accorto è Maroni: “il decreto non serve a niente”, ha dichiarato oggi. C’è aria di posticipazione delle elezioni per far in modo che l’iter giudiziario si concluda con il giudizio definitivo al consiglio di Stato.

Intanto, in Lombardia, un certo stupore proviene dalla Corte d’Appello per le motivazioni del Tar sul ricorso Formigoni-PdL: l’ufficio elettorale che domenica scorsa aveva ritenute valide le firme del listino Pdl non poteva modificare la sua decisione. Di fatto, il Tar ha applicato il comma 3 del decreto salva-liste: “le decisioni di ammissione di liste di candidati o di singoli candidati da parte dell’Ufficio centrale regionale sono definitive, non revocabili o modificabili dallo stesso Ufficio”. Pazienza se finora si sia proceduto diversamente. Sono decine ogni anno le occasioni in cui le Corti d’Appello apllicano il cosiddetto principio di autotutela: “il principio di autotutela è chiarissimo: vuol dire che fino a quando l’ufficio elettorale non si spoglia della sua funzione, ha tutto il diritto di rivedere le proprie decisioni. E questo è successo, senza scandali, tantissime volte” (fonte: La Repubblica.it – Milano).

Savino Pezzotta, candidato Governatore in Lombardia per l’UDC, ricorda a tutti che Formigoni, ai sensi della legge 165/2004, art. 2, comma 1, lett. f, è ineleggibile. Il Tar deciderà sui ricorsi UDC e Radicali non in tempo per le elezioni. Formigoni verrà eletto sub judice. Ieri flash mob del Gruppo Facebook “No Formigoni Day”, coordinato da Fausto Renzi, ex Coordinatore Nazionale Popolo Viola e ora candidato consigliere regionale nella lista Italia dei Valori circoscrizione di Milano e Provincia, per le vie di Milano. L’evento ha trovato spazio persino sulla prima pagina di La Repubblica Milano.

PdL, il pasticcio della lista romana. Polverini infuriata si appella a Napolitano.

La Provincia di Roma, per il momento, non potrà votare la candidata PdL alla presidenza di Regione, Renata Polverini. Questo a causa di un clamoroso autogol della stessa dirigenza capitolina del partito:

La possibile eliminazione sarebbe legata ad una presunta irregolarità nella consegna della documentazione delle liste elettorali […] In sostanza il rappresentante della lista della Pdl, Ignazio Abrignani, non avrebbe consegnato in tempo le firme a sostegno della lista […] il presentatore di lista per la Pdl Alfredo Milioni avrebbe tentato di consegnare parte della documentazione necessaria fuori tempo massimo […] «Il responsabile Pdl per la presentazione delle liste ha tentato di entrare nell’ufficio elettorale del Tribunale di Roma alle 12:45, a tempo abbondantemente scaduto», accusa Atlantide Di Tommaso, segretario romano del Psi […] (Secondo il PdL romano) Milioni, al momento di rientrare, è stato bloccato dai rappresentanti di altre liste» (fonte: Regionali, firme presentate in ritardo Ora a Roma il Pdl rischia l’esclusione – LASTAMPA.it).
Il “presentatore” di lista, Milioni, avrebbe commeso un incredibile errore, poi, una volta accortosene, avrebbe cercato di presentare la documentazione mancante a tempo scaduto. Ne è nato un parapiglia fra Milioni, altri rappresentanti di lista, poliziotti e messi del Tribunale. Il PdL ha presentato immediatamente ricorso al Tribunale medesimo, ma è stato respinto. E’ stata accertata la mancnaza della documentazione. Inevitabilte il ricorso alla Corte d’Appello. Se fosse confermato il giudizio del Tribunale, la Polverini non potrebbe contare sui voti dell’intera provincia romana e difficilmente potrebbe vincere la Regione.
«Non sono preoccupato anche perchè non posso farci niente…». Ha risposto così il presidente della Camera, Gianfranco Fini ai giornalisti che gli chiedevano un parere sul caso. L’irritazione nel partito è estesa. Anche al governo non l’hanno presa bene. Il ministro Rotondi non risparmia le critiche:
«Non è colpa dei dirigenti locali, ma è la dimostrazione dell’incapacità complessiva del Pdl»: lo afferma il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi […] l’incapacità a cui mi riferisco è un dato complessivo della gestione delle liste del Pdl (fonte: Regionali, respinto ricorso Pdl a Roma – LASTAMPA.it).
La Polverini lancia un appello al presidente della Repubblica: “Garantisca che gli elettori possano trovare la lista del Pdl sulle schede elettorali per le regionali nella Provincia di Roma”. Come se dipendesse da lui. E come potrebbe? Forse suggerendo un decreto ad partitum al governo?
“Riteniamo che vada in ballo la democrazia se si ostacola la presentazione di una lista che falserebbe tutti i risultati delle elezioni regionali”: queste invece sono le parole del capogruppo alla Camera, Cicchitto. Roba senza senso: la democrazia è – innazitutto –  rispetto delle regole. Emma Bonino  questa mattina ha auspicato che non ci siano provvedimenti ad listam e la Polverini ne è rimasta delusa. “Ho sempre sostenuto le battaglie dei radicali”, ha detto, “mi ricredo sulla loro democrazia”. Stamane, il Messaggero.it titolava così:
Non c’è altro titolo più azzeccato.

PD al bivio. Rinnovamento, rinnovamento! Zingaretti chiama Bersani per il dopo regionali.

L’intervista rilasciata da Nicola Zingaretti a L’Espresso nella quale il Presidente della Provincia di Roma chiama a gran voce il rinnovamento della politica del PD. Certo l’occasione per il rinnovamento potevano già esserlo queste regionali (perché aspettare sempre il dopo?). Ma si è preferito andare “sul sicuro” e candidare come governatore in Campania De Luca, nonché lasciare il PD della Calabria nelle mani di Loiero. Verrebbe da chiedersi quale strategia politica ha animato tutto ciò (tralascio in questa sede  di  citare le estenuanti datribe che hanno infestato la Puglia prima delle primarie cinte da Vendola).

QUESTO PD E’ DA CAMBIARE

Riforme. Innovazione. Ruolo dei quarantenni. Il leader della Provincia di Roma dà l’agenda a Bersani

COLLOQUIO CON NICOLA ZINGARETTI DI MARCO DAMILANO

L’ultimo dei giovani di stirpe Pci è il moderno presidente della Provincia di Roma, poco interessato alle beghe interne al Pd e molto alla scrittura di una nuova agenda politica.

«Sono orgoglioso di essere cresciuto accanto a Bettini, Fassino, D’Alema, Veltroni. Ho presieduto i giovani socialisti e una sera mi è capitato di fare le tre di notte davanti a una birra con Felipe Gonzalez per parlare di politica italiana», racconta Nicola Zingaretti: «Oggi però dobbiamo fare un’operazione di rinnovamento e Bersani è in grado di farla. Altrimenti, ci penserà qualcun altro».

Cosa succederà dopo le regionali?

«Vedo il rischio di cullarci nell’illusione che tutto è risolto, se le cose dovessero andare bene. O dell’ennesima faida, se dovessero andare male. Due pericoli da evitare. L’ossessione sulle leadership deriva dal nostro deficit di cultura politica. In tutti i paesi occidentali si confrontano riformisti e conservatori, ma la politica è cercare di capire una società in cambiamento. Solo noi ci fermiamo alla discussione sui contenitori».

Per quale motivo?

«Fatichiamo a trovare proposte nuove. Blair in Inghilterra non parlò di cambiare il nome al labour, selezionò una nuova generazione di dirigenti sulla education, la scuola. Zapatero in Spagna ha innovato culturalmente sui diritti e ha vinto su questo. In Italia nella migliore delle ipotesi siamo alla nostalgia: proponiamo un Paese che c’era e che non c’è più».

Parla di leader che hanno conquistato il potere a 45 anni, la sua età. Ma lei fa il presidente di Provincia. Manca il coraggio generazionale?

«C’è un problema della mia generazione, certo. Non per ricalcare un cliché, ma nel centrosinistra c’è una generazione del 68 che magari è divisa su tutto, ma sul mantenimento del potere ritrova subito l’unità. Non concepiscono le cose che si possono fare se non le fanno loro. Le generazioni successive, come la mia, si trovano d’accordo sulle cose da fare, ma non hanno mai davvero affrontato la questione del potere».

È arrivato il momento?

«Il tema non è il cambiamento del leader. Bersani, comunque vada il voto, è il più attrezzato a guidare il Pd. Ma deve prendere il toro per le corna e cambiare tutto. Sfuggire alla tentazione comoda e calda della risistemazione di quello che già c’è e promuovere una grande ricerca per produrre una nuova cultura politica. Riscrivere un’agenda democratica».

Con quali punti all’ordine del giorno?

«Primo: la riforma della pubblica amministrazione. Lo Stato deve funzionare. Abbiamo una prateria, tra Brunetta che ha fallito e i commissariamenti come quello della Protezione civile che privatizzano pezzi di Stato. Secondo: la modernizzazione. Quando ho presentato il mio programma del Wi-fi gratuito, in molti hanno sorriso, ma la Rete è il simbolo che evoca una profonda innovazione. Terzo: rivoluzione degli enti locali. La destra a parole è federalista, in realtà è la più centralista che ci sia».

Programma futuribile. Intanto lei doveva candidarsi nel Lazio e invece c’è la Bonino. Come mai?

«Si è guardato con superficialità alla mia volontà di rispettare il patto con i cittadini e restare qui per cinque anni. Non se ne può più di una classe politica che pensa sempre all’incarico successivo. Oggi c’è la Bonino, una figura dotata di autorevolezza come poche. Puntiamo a vincere.

Ma è radicale: il Pd esternalizza la leadership?

«Nel Lazio da vent’anni candidiamo persone fuori dai partiti: Badaloni, Marrazzo… Anche Rutelli era un verde quando fu candidato sindaco e nessuno protestò , forse perché i partiti erano più forti. Questa discussione rivela la fragilità della nostra identità».

E dunque come riprenderà la discussione dopo le regionali?

«Con un’operazione di rinnovamento. Il mio appello è che la faccia Bersani. Con la libertà di ognuno, evitando di rimettere al centro le difesa delle posizioni di sempre».

Wifi gratuito a Roma vs. Digital Divide.

A ben pensarci, non è affatto un peccato che Zingaretti abbia – per ora – rinunciato alla sua candidatura alle Regionali del Lazio (una scelta spinosissima per il PD quella del candidato del Lazio, a quanto pare, dove al posto di criteri quali le scelte di programma e le linee politiche, continuano a prevalere logiche di alleanze e pesi elettorali) poiché iniziative come quella del Wi-fi gratuito sono degne di una grande capitale europea come Roma e sarebbe un vero peccato che Zingaretti dovesse lasciare a metà. Soprattutto, in tempi di criminalizzazione di internet e dei suoi contenuti, trovare un politico che vuole aprire punti di accesso alla rete anziché chiuderla del tutto e condannare che la frequenta, è alquanto raro.

Nicola Zingaretti mostra il suo palmare in wi-fi (Roma, wi-fi gratuito contro il digital divide).

NICOLA ZINGARETTI: “ABBIAMO L’AREA WIFI GRATUITA PIU’ GRANDE D’EUROPA”

“Stiamo costruendo la più grande area di rete Wi-fi gratuita, certamente d’Italia e probabilmente di tutta Europa”. Con queste parole il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti ha inaugurato i primi 2 hot-spot della rete ‘Provincia Wi-fi’ a Roma, a Garbatella e a piazza del Popolo. Da oggi la Provincia di Roma allarga la sua rete che già offre internet gratuito e senza fili ad 11 mila utenti iscritti al servizio e ha già installato 200 hot spot in tutto il territorio. “Stiamo contribuendo alla modernizzazione del paese – ha detto Zingaretti – aggredendo il tema del digital divide e quindi del diritto alla rete, che è propedeutica ai servizi”.

Il primo “taglio del nastro” c’è stato a Garbatella, nel parco ‘Cavallo pazzo’ di via Magnaghi, il secondo punto wi-fi è stato invece inaugurato nello storico “Caffè Rosati” di piazza del Popolo. “Entro la fine del 2010- ha aggiunto Zingaretti – arriveremo ad installare complessivamente 250 hot-spot nella capitale”. Si partirà a gennaio con piazza Anco Marzio di Ostia, il Pigneto, Ponte Milvio ed i giardini di Castel Sant’Angelo. Ad oggi sono state individuate a Roma 130 postazioni grazie ad un lavoro intenso con i Municipi. Anche gli esercizi pubblici possono entrare a far parte della rete provinciale per garantire un servizio in più ai clienti, con un contributo di circa 50 euro.

“Abbiamo proposto anche agli Aeroporti di Roma di introdurre il wi-fi gratuito negli scali romani – ha poi spiegato ancora il presidente della Provincia – Sarebbe una cosa molto importante che AdR sta valutando. In questo modo avremmo un caso unico al mondo in cui i passeggeri entrando all’aeroporto possono accedere gratuitamente al servizio Provincia Wi-fi. Un’iniziativa destinata soprattutto ai turisti che arrivano a Roma e che potranno così continuare a navigare nelle pause dentro la stessa rete gratuita. Qualora il progetto si concretizzasse non esisterebbe nessuna altra capitale al mondo con un servizio del genere”.

Capitale Metropolitana, il progetto per una sostenibilità urbana.

NICOLA ZINGARETTI PRESENTA IL PROGETTO DI SVILUPPO DELL’AREA METROPOLITANA

Nicola Zingaretti

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti presenta il documento preliminare del Progetto Strategico di sviluppo dell’Area Metropolitana dell’Amministrazione provinciale.

Il Progetto Strategico costituisce, alla luce della grave crisi economica e climatica che stiamo vivendo, un elemento programmatico indispensabile per l’azione di governo della Giunta provinciale. Il documento definisce indirizzi ed obiettivi e rappresenta la base su cui si intende sviluppare, in sinergia con gli altri livelli istituzionali, un’ampia fase di consultazione con tutta la comunità attraverso incontri, iniziative di studio e tavoli di confronto. Lo scopo è quello di ricevere nuovi contributi e proposte al fine di giungere ad un documento condiviso e strutturato su progetti operativi. Terminata questa fase di consultazione in cui sarà verificata anche la disponibilità di investitori ed operatori economici, il documento finale sarà presentato entro il mese di maggio in un’iniziativa pubblica per avviarne il lavoro di attuazione.

Il Documento preliminare del Progetto Strategico di sviluppo dell’Area Metropolitana si fonda su tre concetti chiave:

· l’integrazione del territorio, le nuove reti materiali e immateriali, per fare sistema e superare la frammentazione.

· l’innovazione e lo sviluppo della banda larga per creare nuove opportunità di sviluppo e di occupazione a partire dalla creatività, dai talenti, dalle eccellenze del nostro sistema produttivo.

· la sostenibilità come orizzonte sul quale orientare l’intera agenda di governo. Non più una parte limitata della nostra attività, un tema settoriale da ricercare al capitolo “politiche per l’ambiente”, ma un modo complessivo di governare.

Sulla base di questi tre concetti, il Progetto strategico propone cinque assi di lavoro:

1.Realizzare una provincia ecologica.

(Costruire la Rete ecologica provinciale, sviluppare il risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, incrementare il risparmio idrico, il trattamento delle acque, la gestione dei rifiuti e la messa in sicurezza del territorio)

2. Riorganizzare il sistema metropolitano per integrare spazio urbano e campagna.

(Costruire il policentrismo metropolitano, con la salvaguardia delle discontinuità ambientali e con la limitazione del consumo del suolo, lotta all’abusivismo, riqualificazione dei tessuti urbani e mobilità sostenibile)

3. Valorizzare il territorio agricolo.

(Promuovere l’innovazione, dell’attività agricola, la qualità del prodotto, l’agricoltura biologica e valorizzare la fruizione delle aree protette)

4. Elevare la qualità dello sviluppo.

(Riconversione ecologica dell’economia, valorizzazione del turismo, produzione del sapere della cultura e dell’innovazione, sviluppo del marketing territoriale e commerciale e della banda larga)

5. Ridurre le povertà e le disuguaglianze ed offrire opportunità di lavoro.

(Migliorare le condizioni materiali di vita, accrescere il diritto al lavoro alla sicurezza alla cittadinanza e il diritto a comunicare)

Nel mese di gennaio partiranno i cinque tavoli di lavoro coordinati da ProvinciAttiva, che avranno il compito di rafforzare le linee di indirizzo coniugando ciascun titolo a una serie di progetti concreti. Nello stesso mese partiranno gli incontri territoriali di approfondimento con i sindaci dei diversi quadranti.

Nella seconda metà di febbraio verrà convocata la prima conferenza tematica del Progetto Strategico interamente dedicata all’approfondimento delle novità e delle opportunità offerte dall’approvazione del PTPG (Piano territoriale provinciale generale).

Infine, ad inizio marzo, sarà organizzata la conferenza ambientale Provincia di Kyoto 2 per rilanciare, nel quadro di una visione strategica, scelte e progetti sui temi della sostenibilità ambientale.

“Soprattutto nel corso degli ultimi dieci anni, l’area metropolitana di Roma è stata uno dei territori italiani piu’ dinamici in termini di crescita economica. Questa però si e’ contraddistinta rispetto alle tendenze nazionali per alcune criticità, come la diminuzione della produttività per addetto, l’aumento del lavoro precario, la crescente disuguaglianza nella distribuzione del reddito”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, durante il suo intervento alla presentazione del documento preliminare del progetto strategico di sviluppo dell’ area metropolitana.

“Oggi Roma si è fermata – ha detto Zingaretti – l’ area metropolitana ha un patrimonio di ricchezze del passato e un tessuto di aziende che guardano al futuro per essere protagoniste di una sfida che definiamo ‘ripresa economica’. Ma per farlo deve scommettere davvero sulle sue potenzialità e aggredire i suoi problemi. Uno di questi, il principale anzi, e’ che le grandi risorse sono riuscite ancora troppo poco a fare sistema, che fino a oggi le logiche dei particolarismi, dei campanilismi, del ‘romanocentrismo’ hanno prevalso a scapito di una visione unitaria dello sviluppo”.

Ecco perche’ il progetto strategico presentato oggi “parte dall’ idea che serve una nuova idea – ha continuato il presidente della Provincia – il nostro problema non e’ solo fare piu’ cose, ma farle meglio e far funzionare nel modo migliore quelle che gia’ ci sono. Se non saremo pigri, la crisi puo’ essere trasformata in una opportunita’ per ricominciare. Diventa opportunità se l’obiettivo della ripresa economica produttiva del sistema si accompagna all’ avvio di una sua radicale trasformazione, a una crescita fondata sulla sostenibilità e sulla innovazione”.

Nicola Zingaretti, i progetti contro il Digital Divide

Mentre c’è chi si preoccupa di censurare Internet (vedi discorso di Maroni, oggi, alla Camera), qualcuno si ricorda che il web non è una realtà per tutti. Leggete:

Reti low cost e aiuti dai privati così le città diventano wireless. A Roma, Genova e Firenze il WiFi gratuito che batte la crisi.

Internet gratis a tutti i cittadini, per diffondere la cultura e sostenere il turismo. E’ il sogno delle pubbliche amministrazioni locali, e alcune lo stanno realizzando con progetti low cost. A Roma, Firenze, Genova e in altre città, infatti, sono state create ampie reti wi-fi, cioè senza fili, in luoghi pubblici o all’aperto, facendo economie perché i bilanci non consentono grandi investimenti. Si fa di necessità virtù: i fondi disponibili sono pochi e quindi si rimedia con la collaborazione tra soggetti differenti, pubblici e privati insieme. E pazienza se gli enti locali si ritrovano soli, in questa missione, poiché dallo Stato la diffusione delle re ti wireless è ostacolata da leggi e balzelli che non hanno analoghi esempi nel resto d’Europa. Un caso è quello di Provincia Wi-fi, il progetto più esteso in Italia, che a oggi ha attivato 200 punti di accesso a Roma e in una sessantina di comuni limitrofi. Finora sono stati spesi 350mila euro. Si è riusciti a contenere le spese con l’idea di una rete arlecchino, formata da hot spot non solo del Comune, ma anche di altri enti pubblici, come ospedali e università, e soggetti privati (bar, ristoranti, associazioni, circoli sportivi). L’utente naviga ovunque nella provincia con la stessa password, che si deve procurare una volta sola. La pubblica amninistrazione, in questo caso, ha avuto il molo di catalizzare diverse risorse, coordinareil progetto e creare un sistema unico per identificare l’utente. Il problema è che la normativa italiana (con il decreto Pisanu contro il terrorismo, del 2005) impone al fornitori di internet regole molto rigide, assenti negli altri Paesi europei. Innanzitutto devono denunciare l’hot spot alla Questura, registrare il traffico dell’utente, identificano in modo certo. Molti dei soggetti che compongono la rete di Provincia Wi-Fi da soli non avrebbero le forze o le capacità tecniche per adeguarsi. Di qui la soluzione: ci pensala Provincia a sbrigare tutte le pratiche amministrative.

«Crediamo così dicontribuire alla modernizzazione del Paese e diffondere l’uso di internet», dice Nicola Zingaetti, presidente della Provincia di Roma. Il progetto per ora conta 11 mila utenti e avrà altri 300 hot spot nel 2010. Simile il funzionamento, e la filosofia, del progetto Genova Città Digitale: il Comune coordina una rete formata da hot spot di vari soggetti, pubblici e privati, in 16 aree, che dovrebbero triplicare nel 2010. «ll Comune ha pochi fondi per queste cose e di suo ha messo solo 10mila euro. Il resto arrivada altri soggetti, come i Comitati di via», dice Francesco Bollorino, consulente del Comune per questo progetto. «Lo scopo è sostenere il turismo e soddisfare le richieste dei giovani, che ci chiedono internet nei luoghi pubblici», aggiunge. Idem a Firenze, che ha appena aperto ilWifigratisindodiciaree del comune capoluogo. «Siamo riusciti a contenere l’investimento, spendendo solo 80mila euro, perché abbiamo riutilizzato infrastrutture già presenti, realizzate in passato per portare labandalarganelle case non raggiunte dall’Adsl», spiega Jorge Assfalg, responsabile servizi informativi nella Provincia di Firenze. A Pescara il Comune ha coperto due piazze con 20 nii la euro di spesa, grazie all’aiuto dell’operatore Fastweb. Per fare di pi servirebbe un aiuto anche dal governo: in questi giorni, da pi parti (esperti e politici di entrambi gli schieramenti) si preme per cambiare le norme contenute nel decreto PIsanu, i cui limiti pesano sui progetti. Prevedono costiextraperle pubbliche amministrazioni che fanno le reti e l’identificazione via cellulare non funziona se l’utente ha una sim non italiana. Quindi gli stranieri sono penalizzati. Così, addio sostegno al turismo.

INTERNET:NICOLA ZINGARETTI, ‘APPREZZAMENTO PER PAROLE DI FINI SU BANDA LARGA’

“Apprezzo le dichiarazioni del presidente Fini a favore della diffusione di internet. E’ quanto stiamo realizzando nella provincia di Roma con il progetto di diffusione del wi-fi, che ha portato fino ad adesso, all’apertura di 200 aree pubbliche in cui ci si può connettere gratuitamente al web. Contiamo di aprirne altre 300 entro la fine del 2010”.

E’ quanto dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

“Con le parole di Fini – aggiunge Zingaretti – registro, con soddisfazione, che ormai si sta affermando la consapevolezza dell’importanza di questo tema da parte di tutti gli schieramenti e dei rappresentati delle Istituzioni. Si tratta di una questione cruciale che riguarda la crescita e lo sviluppo economico, culturale e sociale del nostro Paese”.

Sostenibilità e Mobilità Metropolitana, se ne discute domani a Roma.

Domani, Martedì 15 dicembre alle ore 10, a Roma, presso la Residenza di Ripetta (via di Ripetta 231), il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, presenterà il documento preliminare del Progetto Strategico di sviluppo dell’Area Metropolitana.

Sulla base di questo documento si vuole sviluppare, in sinergia con gli altri livelli istituzionali, un’ampia fase di consultazione con tutta la comunità attraverso incontri, iniziative di studio e tavoli di lavoro.

L’obiettivo è ricevere nuovi contributi e proposte al fine di giungere ad un documento strutturato su progetti operativi condivisi.

Terminata la fase di consultazione in cui sarà verificata anche la disponibilità di investitori ed operatori economici, il documento finale sarà presentato entro il mese di maggio in un’iniziativa pubblica per avviarne il lavoro di attuazione.

Capitale Metropolitana, Via di Ripetta 231, Roma, domani ore 10

Giornata Mondiale Aids 2009: un manuale per le scuole superiori. Le iniziative di Ignazio Marino.

 

 

Di seguito alcune iniziative meritorie di menzione circa la lotta all’Aids e la giornata mondiale di prevenzione che cade il 1° Dicembre di ogni anno.

Giornata Mondiale Aids 2009: un manuale per le scuole superiori e mostra a Palazzo Valentini | Provincia di Roma.

 

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e gli assessori provinciali alle Politiche Sociali e alle Politiche della Scuola, Claudio Cecchini e Paola Rita Stella, hanno incontrato a Palazzo Valentini un gruppo di alunni e di insegnanti delle scuole romane in occasione della Giornata Mondiale Aids 2009, in programma martedì 1 dicembre.

In questa occasione è stata presentata la mostra di Silvia Amodio “Volti positivi. Sud Africa, un viaggio per ripensare l’Aids”, realizzata dall’Associazione Rinascimento.

L’esposizione – con le foto scattate da Silvia Amodio – resterà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, sino al 6 gennaio 2010. All’appuntamento del 30 novembre hanno partecipato anche la curatrice della mostra e l’attore Giobbe Covatta.

“Proponiamo alle scuole superiori della provincia di Roma – ha dichiarato Zingaretti – un manuale sulle malattie che si trasmettono sessualmente. Sono felice perché questo manuale nasce da una collaborazione tra associazioni laiche e cattoliche. Mi auguro che possa essere utilizzato da tutti gli istituti”.

“Il manuale – ha spiegato il presidente della Provincia di Roma – potrà essere un’occasione di approfondimento, di discussione, di conoscenza nelle scuole e tra i giovani. Purtroppo, l’Aids è una malattia in grande espansione soprattutto in alcuni paesi. Le persone diventato vulnerabili, attaccabili costrette all'esclusione e alla solitudine”.

“Ma non bisogna aver paura dell’Aids – ha concluso Zingaretti – anche se non basta essere a conoscenza delle precauzioni possibili per prevenirlo. In ogni rapporto bisogna valorizzare il lato affettivo, gli aspetti psicologici, il senso profondo di responsabilità. Mai stare sulla difensiva”.

Nell’area download di questa news è possibile scaricare in formato pdf il Manuale sulle malattie sessualmente trasmesse.

AIDS. PARLAMENTARI UNITI PER LA LOTTA, IN 5 PUNTI LE PROPOSTE

Roma, 1 dic. (DIRE)- Un documento ‘bipartisan’ in 5 punti per la lotta all’Aids. Lo hanno sottoscritto deputati e senatori di maggioranza e oppoisizione, in occasione della giornata mondiale contro il viur Hiv, su invito dell’associazione Nps (Network persone sieropositive) Italia-onlus, che oggi ha presentato le proposte in un convegno alla Camera. Primi firmatari sono Santo Versace (Pdl), Livia Turco (Pd), Antonio Tomassini (Pdl), Ignazio Marino (Pd), Fiorenza Bassoli (Pd) e Gianni Mancuso (Pdl).
Il documento si pone cinque obiettivi per il prossimo futuro: assicurare i finanziamenti necessari a continuare gli studi in atto e a promuovere anche nel nostro Paese nuovi ambiti di ricerca sull’Aids; contrastare il fenomeno della sieropositivita’ inconsapevole, sviluppando interventi mirati per l’accesso al test; ricominciare a investire in prevenzione, sia attraverso campagne informative sia con campagne di formazione rivolte ai giovani; riaffermare il diritto alla cura rimuovendo gli ostacoli che oggi ne impediscono il pieno esercizio in tutte le regioni garantendo pari possibilita’ di accesso alle cure; un impegno forte e costante perche’ lo stigma che ancora circonda le persone sieropositive sia finalmente spazzato via.
“Per la prima volta da quando fu istituita nel 1987- spiega Nps- per iniziativa delle Nazioni unite, la giornata mondiale Aids del 1 dicembre si celebra quest’anno in Italia in una sede parlamentare, alla Camera dei deputati. L’iniziativa nasce da una proposta di Rosaria Iardino, presidente di Nps e di Santo Versace, da sempre impegnato sul fronte anti-Aids.
A tutti i deputati e i senatori italiani e’ stato inoltre chiesto di indossare la ‘Red Gibbon’ (il fiocchetto rosso da appuntare sulla giacca), simbolo mondiale della lotta all’Aids.

AIDS: TEST HIV PER IGNAZIO MARINO, ARMA PREVENZIONE INSIEME A CONDOM

L’INIZIATIVA AL SAN GIOVANNI DI ROMA PER GIORNATA MONDIALE CONTRO MALATTIA

Roma, 1 dic. –  E’ l’unica arma, insieme all’uso del preservativo, per contrastare l’insorgere e la diffusione dell’Aids. Il test dell’Hiv resta, ancora oggi, uno strumento di prevenzione primaria contro questa patologia, scoppiata negli anni ‘80 ma forse troppo presto dimenticata nei decenni successivi da popolazione e mezzi di informazione. Per ricordarne l’importanza anche il senatore del Pd, Ignazio Marino, ha voluto sottoporsi questa mattina all’ospedale San Giovanni di Roma al test dell’Hiv. Un momento vissuto insieme a Luigina Di Liegro, assessore alle Politiche sociali e sicurezze della Regione Lazio, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids che si celebra oggi.
“Da medico – ricorda Marino – ho vissuto tutta l’evoluzione di questa malattia. Ricordo quando negli anni ‘80 i pazienti non avevano terapie e c’era emarginazione nei loro confronti. Nel decennio successivo, poi, sono arrivate le prime terapie. Ma tutto questo non ha cancellato una evidente discriminazione sociale. Io stesso, nel 2001, ebbi numerosi problemi perche’ volevo trapiantare un organo ad un ragazzo sieropositivo. Mi veniva detto che un paziente cosi’ non meritava un organo ‘nuovo’. Sono andato avanti per la mia strada e sono orgoglioso di poter dire che ora quel ragazzo sta molto bene”.
Il senatore auspica non solo piu’ prevenzione, ma anche maggiore informazione. Specialmente verso le generazioni piu’ giovani.
“Addirittura in Peru’ – cita – si insegna come proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili grazie a corsi nelle scuole medie inferiori. Tutto questo noi non ce l’abbiamo, se non in maniera generica”. Della stessa opinione Di Liegro, “sottoposta al test per ricordare quanto la prevenzione sia fondamentale nella lotta all’Aids.
In Italia si fanno ancora pochi test perche’ c’e’ una bassa percezione del rischio. Come Assessorato alle politiche sociali – conclude – abbiamo stanziato oltre 500 milioni di euro permettendo la realizzazione di una serie di interventi straordinari destinati all’informazione e alla prevenzione di Hiv e Aids”.

Banda larga: diritto di internet e diritto di blog.

Nel nostro paese la democrazia è sempre a rischio. Figurarsi la webcrazia. Il digital divide è una zavorra che frena lo sviluppo: prima che economico, culturale. E persino il governo se ne è accorto, anche se i vari Scajola e Brunetta pensano forse più ai risvolti in termini di PIL piuttosto che in termini di diffusione della conoscenza e dell’informazione. Essi paiono muoversi in controtendenza rispetto alla linea fin qui seguita dal governo, ovvero quella linea politica rappresentata dai vari disegni di legge presentati in aula alla Camera o al Senato, volti alla equiparazione del blogger al giornalista e alla sua sottoposizione alla legge sulla stampa, facendo ricadere su di esso l’obbligo di rettifica e esponendolo al rischio di chiusura per querela (o lite temeraria).

E’ chiaro che il passaggio alla Banda Larga da solo non basta. Poiché il web non ha sole implicazioni tecniche o tecnologiche. Basti pensare alla questione del diritto d’autore. Alla recente proposta di Rupert Murdoch di far pagare le notizie in rete.

Il ruolo dell’utente internet non è – e non può essere – quello del solo fruitore di prodotti editoriali. Il netizen è partecipe. Scrive, si relaziona, pubblica notizie, commenta le notizie (come si fa su questo blog, per esempio), pubblica video e foto, crea contenuti, è autore e consumatore insieme. E’ il web 2.0. Il netizen è il cittadino che esce dalla sola dimensione economica ed è multiplo poichè si relaziona su piani molteplici. In questo si prefigurano tutta una serie di nuovi diritti, che vanno dalla possibilità dell’accesso alla rete, al riconoscimento della libertà di espressione (che comprende anche la ricombinazione di contenuti prodotti da altri, puché se ne specifichi l’origine). Il vecchio mondo diviso fra autore – editore – pubblico si smonta e si ricompone in forme molteplici che ribaltano e rielaborano i ruoli.

Per questa ragione si rende necessaria una riforma del diritto d’autore che vada nel senso di una molteplicità delle forme, non solo quindi proprietà esclusiva dell’opera, ma anche condivisione e compartecipazione. E una riaffermazione del principio costituzionale della libertà d’espressione s’impone, disinnescando i disegni di legge di questo governo che procedono in senso opposto, magari adoperandosi per una bozza di legge che penalizzi il caso della lite temeraria quando questa sia tesa a limitare l’articolo 21 della costituzione (elemento mancante anche per quanto concerne la disciplina sulla stampa).

Per una webcrazia compiuta, si privilegino non gli interessi degli operatori telefonici, ma quelli dell’individuo.

BANDA LARGA: ZINGARETTI, “CON BRUNETTA ANCHE TANTI AMMINISTRATORI LOCALI”

“Nell’interesse del Paese, Brunetta sappia che sull’ impegno per investire sulla banda larga troverà accanto decine e decine di amministratori pubblici. Per avere più forza, mettiamo a disposizione del Ministro anche le numerose adesioni all’appello che ho lanciato per il riconoscimento dell’accesso ad internet in banda larga come servizio universale sul modello della legge che è stata approvata la scorsa settimana in Finlandia. Queste adesioni confermano che su questo tema c’è un grande interesse e una larga condivisione . Internet rappresenta ormai uno strumento essenziale di comunicazione, sapere, socialità, lavoro, fruizione di servizi di base che ogni cittadino ha il diritto di poter usare”.

È quanto dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

All’appello, lanciato sul sito della Provincia di Roma (www.provincia.roma.it), hanno aderito, tra gli altri, mandando una e-mail all’indirizzo bandalarga provincia.roma.it, diversi rappresentanti degli enti locali. Tra questi il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, il presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, il presidente della Provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli, il presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, il presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Matteo Ricci, il presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, il presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, il sindaco di Carpi, Enrico Campedelli, il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, il sindaco di Imola, Daniele Manca, il sindaco di Cinisello Balsamo, Daniela Gasparini il sindaco di Maranello, Lucia Bursi, il sindaco di Casalecchio, Simone Gamberoni e il sindaco di Vignola, Daria Denti.

  • Scajola: “Il governo finanzierà la banda larga entro la fine dell’anno” – LASTAMPA.it
    • Il Governo approverà e finanzierà la banda larga prima della fine dell’anno.
    • Lo sviluppo della rete della banda larga è «fondamentale» e «troppe parti del paese sono scoperte», ha sottolineato Scajola a Sky Tg 24
    • «Nella Legge Sviluppo che ho presentato in Parlamento ancora prima della crisi ed è stata approvata negli ultimi giorni del luglio scorso è previsto lo stanziamento di 800 milioni per la banda larga. È importante come misura anti-ciclica perché essendo la sua realizzazione formata da tanti micro cantieri, più di 30 mila, potrebbe dare lavoro in tempi brevissimi a 50/60 mila persone» ha proseguito Scajola.
    • Senza banda larga non c`è futuro, è come se nel 1960 non avessimo fatto l`Autostrada del Sole. È fondamentale per far parlare tra di loro le imprese, i giovani, il nuovo mercato che si svolge attraverso un Internet veloce. Troppe parti del nostro paese sono ancora scoperte. Noi riteniamo che sia un investimento prioritario da portare avanti al pari delle infrastrutture materiali, strade, ferrovie e altro»

NNOVAZIONE, NICOLA ZINGARETTI: “GRAVE ERRORE GOVERNO SU BANDA LARGA”

“Mi preoccupa molto la decisione del Governo di cancellare gli investimenti previsti per portare la banda larga su tutto il territorio nazionale e di rimandare questa importante scelta quando l’Italia sarà uscita dalla crisi economica. Si tratta di un errore, perché non coglie le occasioni che vengono dall’innovazione e mette in secondo piano un investimento strategico per il nostro paese, che darebbe impulso a tutta l’economia servirebbe proprio a uscire dalla crisi. L’Italia, anziché rinunciare a questo importante servizio, dovrebbe, come hanno la Finlandia e altri paesi europei, dichiarare la banda larga ‘servizio universale’, ossia diritto per ciascuno cittadino”.

E’ quanto dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

“Quella contro il divario digitale – aggiunge Zingaretti – è una lotta democratica: un impegno necessario perché una parte della popolazione rischia di essere esclusa dall’uso delle tecnologie. Si tratta di una scelta che guarda al futuro e che cambia concretamente la qualità della vita delle persone, rende più efficiente il lavoro e stimola la competitività tra le aziende. Per questo La Provincia di Roma sta investendo 2 milioni 450 mila euro in un programma per la creazione, entro la fine del 2010, di 500 aree pubbliche raggiunte dalla connessione a internet Wi-Fi. Si tratta del più imponente progetto in Italia per la diffusione di internet gratis senza fili, per numero di abitanti coinvolti (circa 4 milioni di persone), superficie del territorio (5 mila Kmq) e Comuni interessati (121). Per capire quanto è diffusa la banda larga – continua Zingaretti – la Provincia di Roma ha lanciato inoltre il sito http://www.zerodigitaldivide.it per costruire, insieme ai cittadini, una mappa pubblica del divario digitale nel territorio. Starà agli utenti misurare la qualità della propria connessione alla rete e inviare rilievi e segnalazioni. Si tratta del primo esperimento di questo tipo in Italia, un passo fondamentale per arrivare a tessere un quadro complessivo della copertura di Rete nel territorio ed evidenziare le aree e le situazioni in cui è più urgente intervenire”.

Il Web è un diritto. Appello del Presidente della provincia di Roma Zingaretti.

Il 70% degli italiani si forma la propria opinione politica per mezzo della televisione. Un argomento delicato come la sentenza della Corte di Giustizia Europea sul Crocifisso nelle aule della scuola pubblica è stato oggetto di dibattiti rissa, con provocatori e agenti della disinformazione, opinionisti dediti all’insulto e alla discriminazione verbale. Si è persino tentanto di giudicare un profeta, Maometto, con la morale della contemporaneità. Chi si è espresso in questi termini, ha dato prova della propria profondissima ignoranza morale, etica, giuridica. Le arene televisive sono recinti di maiali, l’unico loro scopo è reprimere l’opinione divergente, conformare a una visione unica, grezza, acritica e lontana dalla realtà.

La televisione è un mezzo di veicolazione di massa che ricerca l’omologazione e elimina l’Altro, declassificandolo a semplice anomalia, ad un errore da correggere attraverso la sua criminalizzazione. L’Altro, che non la pensa come te e si ostina a contraddirti, è porco, pedofilo, ignorante, addirittura discriminatorio lui stesso perché si permette di essere Altro da te e si differenzia. La televisione non permette alcun tipo di interazione verbale, il dibattito rappresenta lo spettatore ma non lo integra. In un’arena televisiva coesistono i diversi interlocutori che interpretano diverse sfumature dell’opinione pubblica. E secondo un copione prescritto, bocciano l’opinione che deve passare per sbagliata.

Il Web no. Il Web è un’altra cosa. Il Web permette di esprimere sé medesimi, di interagire, di interloquire con la medesima valenza di un qualsiasi altro attore della rete. Nel Web si realizza l’uguaglianza delle opinioni. L’accesso libero alle informazioni è la premessa per una libera formazione dell’opinione pubblica. L’accesso alla rete, oggi, garantisce questa libertà che invece la televisione – come strumento in sé, ma anche come struttura di potere, come burocrazia –  cerca di prevenire e ostacolare. L’accesso alla rete non è per tutti. La grande malattia del digital divide nega alla rete di essere il principale strumento di informazione e formazione. La proposta di rendere la banda larga un servizio di base per il cittadino è stata derubricata dal Ministro dell’Economia. Non è fra le priorità del governo. Non ci sono i soldi. La crisi, si è detto, non permette investimenti nel settore. Eppure la rete è uno strumento per creare produttività. Rinunciare a un progetto simile è un danno per tutti, in primis per il cittadino, ma anche per le aziende.

La provincia di Roma, nella persona del suo presidente, Nicola Zingaretti, ha pubblicato un appello a tutti gli enti locali in favore di progetti che adottino la banda larga e la diffondano come un servizio per tutti. Yes, political! fa proprio questo appello.

L’APPELLO “BANDA LARGA COME SERVIZIO UNIVERSALE”

La decisione recentemente adottata dal governo finlandese di riconoscere l’accesso in banda larga ad internet come servizio universale può rappresentare, a livello europeo, uno straordinario incentivo alla costruzione di una nuova prospettiva di investimenti, crescita, occupazione legati all’innovazione tecnologica. È infatti, ormai, dimostrato, e confermato anche dal Governo italiano, che lo sviluppo delle cosiddette “infrastrutture della conoscenza” rappresenta una delle sfide cruciali per uscire dalla crisi garantendo una ripresa economica stabile e duratura.Come amministratori locali, quotidianamente impegnati nel confronto con le richieste dei cittadini e delle imprese dei nostri territori, siamo da tempo consapevoli della crescente importanza che internet ha assunto nella vita delle persone come indispensabile strumento di socialità, informazione e conoscenza, nonché come infrastruttura di collegamento per molte applicazioni o servizi, anche per servizi fondamentali legati alla medicina, alla mobilità, o all’ambiente.Oggi, essere esclusi dall’accesso alla Rete significa vivere una nuova forma di disuguaglianza nella fruizione delle opportunità offerte dalla società globale. Non intervenire per ridurre questa disuguaglianza penalizza le nostre imprese e rende l’Italia meno competitiva nel mondo.Per questo rivolgiamo un appello al Parlamento e al Governo affinché, anche in Italia, una legge dello Stato riconosca l’accesso ad internet in banda larga come “servizio universale” e quindi come diritto di tutti i cittadini, superando i limiti del D.P.R. 318/97 e aprendo un’ampia riflessione con tutti gli operatori, le istituzioni e le amministrazioni locali, gli attori economici e sociali per un modello di sviluppo dell’infrastruttura che valorizzi al meglio le risorse economiche e di rete, pubbliche e private, già presenti e che dovranno essere messe in campo.Ci impegniamo, inoltre, su un tema così importante per il futuro del nostro Paese a sostenere, a partire dalle nostre amministrazioni, una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini per diffondere la conoscenza della Rete, delle sue opportunità, dei suoi diritti.

Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, 11 Novembre 2009