Radical Party, twittando alla pari con Emma Bonino

Trasparenza come modo di essere. Trasparenza, regole, legalità. Emma Bonino sceglie la chiarezza per aprire la sua campagna elettorale. E sostiene l’esigenza del risanamento del Lazio puntando su un criterio poco incline alla Pubblica Amministrazione, ovvero l’efficienza, e su un modello di sviluppo che deve per forza di cose essere alternativo. Criticata per i recenti viaggi all’estero, ha risposto portando l’esempio di Berlino nella gestione dei rifiuti, la cui “economia dei rifiuti” ha come fondamento il concetto della riduzione della quantità prodotta e l’incenerimento è soltanto la estrema ratio a cui si ricorre per lo smaltimento della porzione residua rimasta dopo la fase della prima selezione (cittadino con la raccolta differenziata) e la seconda selezione (differenziazione del rifiuto meccanizzata).

Scettica sull’uso delle Primarie come puro metodo di selezione di un candidato, ha ricordato la sua predilizione – e quella storica del Partito Radicale – per il modello di sistema politico bipartitico, nel quale le primarie sono metodo condiviso da entrambi gli schieramenti e colonna portante della democrazia in quanto momento della partecipazione diretta del cittadino alla vita politica.

L’uso del web è un nuovo passo avanti che Emma sta facendo fare alla Politica 2.0: l’apertura oggi del sito http://www.boninopannella.it/ si muove nel solco tracciato, durante le primarie PD per la segreteria di partito, da Ignazio Marino, forse il primo a impiegare la web-streaming per interlocuire con gli elettori. Una significativa differenza rispetto al sito di Renata Polverini, che non permette alcuna interazione diretta con la candidata PdL e, anzi, nemmeno serve a fare chiarezza sulle polemiche nate dallo scoop de Il Fatto Quotidiano sulla presunta evasione fiscale e il falso in atto pubblico commessi nel momento della compravendita di un immobile a prezzo stracciatissimo dallo Inpdap. Polverini, in questo aspetto, si connota come esponente della vecchia politica della Casta, separata dall’elettorato e protetta dalle domande. Emma ha invece voluto affrontare la distanza che separa popolo e potere. E si accinge a farlo per mezzo di dirette streaming e open party in livechat con una propria webtv, twittando alla pari come uno qualunque di noi.