Alfano che siede alla destra dell’ndrangheta

Angelino Alfano è segretario di quel partito che si è visto azzerare una giunta comunale per collusione con l’ndrangheta. Ma è anche segretario di quel partito che governa al Palazzo della Lombardia per mezzo del governatore seriale, alias Roberto Formigoni, che annovera fra i propri assessori un tale di nome Zambetti, eletto con i voti ‘ndranghetisti. Oggi, il segretario ha avuto il coraggio di commentare la scelta del governo di sciogliere il Consiglio Comunale di Reggio Calabria. E a sorpresa ha espresso la propria solidarietà agli amministratori del capoluogo reggino. Vale a dire si è detto solidale con alcuni signori ritenuti, da una attenta e scrupolosa indagine del Viminale, collusi con l’ndrangheta. Ignorati dieci anni di progressi, ha tuonato.

Lo scioglimento di Reggio è direttamente correlato con quanto si sta scoprendo a Milano. E la linea rossa che connette i due capoluoghi di regione, attraversa come una ferita il partito dell’ex presidente del Consiglio Berlusconi. La relazione del Viminale accenna a un collegamento fra la società ‘mista’ Multiservizi del Comune di Reggio Calabria e un ufficio di Milano, sito in via Durini  14. La Multiservizi fu sciolta a Luglio poiché la Prefettura le revocò il certificato antimafia e il Comune, guidato dal pidiellino Demetrio Arena, ha dovuto giocoforza prendere tale decisione. L’impresa era infiltrata dalla cosca guidata dal boss ex latitante Giovanni Tegano. Gli Interni hanno evidenziato come la direzione di questa società, posseduta per il 51% dal Comune, fossero collegate all’ufficio di via Durini. Che è anche sede delle attività di tale Bruno Mafrici, avvocato, già noto alle cronache per esser stato il consulente finanziario del tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito.

Trentasette anni e un bigliettino da visita sul quale c’è scritto avvocato, anche se Mafrici, calabrese di Condofuri, non si è mai abilitato alla professione. Il suo quartier generale è nella centralissima via Durini a Milano. Qui si incontravano tutti. Leghisti, affaristi, uomini fortemente in “odore” di ‘ndrangheta come Romolo Girardelli, l’ammiraglio, vecchi arnesi dell’estremismo di destra riciclati e diventati pezzi grossi della Milano da bere. […] Entra nelle grazie di Francesco Belsito, il tesoriere della Lega, che lo fa nominare consulente del ministero per la Semplificazione di Roberto Calderoli, ma cura anche i rapporti con esponenti del Pdl (Malitalia.it).

Il nome di Mafrici entra più volte nella relazione del Viminale, spesso in relazione con tale Pasquale Guaglianone. Guaglianone è un commercialista ed è titolare dello studio Mgimi. E’ sempre stato legato ad ambienti di estrema destra (“nel 1992 è stato condannato per associazione sovversiva e banda armata per il suo ruolo nei Nar”, Il Fatto Quotidiano, 13 Aprile 2012). Dopo la condanna, si è reinserito in società aprendo bar e palestre, ma è indicato come un uomo molto vicino all’ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Si è anche candidato con Alleanza Nazionale per le elezioni comunali di Milano del 2005.

Ritrovare il nome di Mafrici nell’inchieste su Belsito e ora nella relazione del Viminale fa un po’ specie. E solleva un sospetto: che il gruppo di potere che è passato sotto il nome di centro-destra sia stato in realtà un canale relazionale che ha permesso alla criminalità organizzata calabrese (ma non solo) di insediarsi stabilmente nelle regioni del Nord. E’ solo un sospetto che però le parole di Umberto Bossi di oggi tendono a tramutare in indizio. La sua difesa della poltrona di Formigoni, ora che è emerso il sistema di compravendita di voti all’ndrangheta, fa a pugni con lo spirito giustizialista che ha (o avrebbe) sempre animato la Lega Nord.

Magistrati fra bazooka e “associazione a delinquere”

Questo post è – diciamo – un test. Come nella Settimana Enigmistica. Un test del tipo: individua le differenze. Vi propongo un confronto fra le seguenti frasi:

  1. Bisogna chiedere una commissione parlamentare che faccia nomi e cognomi per dire se all’interno della magistratura c’è, come credo io, un’associazione a delinquere; questo è il grave, grande problema che incombe sulla nostra politica e sul nostro Paese.
  2. C’è un accordo fra i giudici di sinistra, accordo che vuol sovvertire il risultato delle elezioni e attraverso questo accordo, questa interpretazione del diritto e della giustizia… eliminare colui che è stato eletto dagli elettori. Quindi c’è un macigno sul nostro iter democratico che è costituito da questa organizzazione interna
  3. [sul famigerato pm del caso Mills, De Pasquale] E’ lo stesso che disse a Cagliari che il giorno dopo l’avrebbe messo in libertà e poi è andato in vavacanza. Il giorno dopo Cagliari si è tolto la vita
  4. [in relazione all’inchiesta P3] Si tengono in galera 4 vechietti per fargli dire qualcosa contro Berlusconi perchè l’abito mentale di certi pm è dire ’se sai dirmi qualcosa contro Berlusconi per te le cose cambiano’

e questa immagine:

Immagine ripresa da Il Fatto Quotidiano, 06/10/2010

Dunque, secondo il vostro modesto parere, vi è differenza fra le frasi elencate poco sopra e l’immgine proposta? Se sì, quali?

NB: il bazooka era destinato al procuratore generale di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone. Non ho sentito alcun ministro dell’Interno stracciarsi in urla gridando al terrorismo. E voi?

Più che la mafia, Berlusconi combatte l’immigrato. A Reggio Calabria nuova contestazione.

Gli immigrati non servono se non a serrare le fila della criminalità. Questa la pronta equazione che sovviene alla mente sentondo Berlusconi parlare dei nuovi provvedimenti anticriminalità, annunciata oggi con il CDM in trasferta a Reggio Calabria.
Il nucleo del discorso risiede in quella frase, che di botto ci offre la fotografia esatta della considerazione governativa dei fatti di Rosarno. Colpa dell’immigrazione clandestina, colpa dell’immigrato irregolare, dell’extracomunitario, che affronta viaggi della disperazione per raccogliere arance per un euro l’ora, se a Rosarno si sfrutta la manodopera irregolare. Se non ci fossero clandestini, disposti a lavorare nei campi per paghe da fame, non ci sarebbero sfruttatori. E’ una logica presa in prestito dal Ministro dell’Interno? Loro pontificano, parlano di lotta alla criminalità, quando i provvedimenti annunciati a Reggio Calabria sono gli stessi descritti mesi orsono: Agenzia nazionale per i beni sequestrati, ri-sequestro dei beni se il mafioso li ricompra, divieto di fiction sulla mafia (meglio che non se ne parli, secondo una logica ancora e sempre omertosa – la mafia? la mafia non esiste, nemmeno a Milano). Una vera e propria “stretta” contro la criminalità organizzata. Così certamente finirà il conflitto Stato-ndrangheta, poiché l’ndrangheta diverrà Stato. E con un tempismo perfetto, al Senato decidono per lo stralcio della norma, contenuta in una legge delega, che serviva a favorire l’emersione dell’immigrato clandestino dal limbo dello sfruttamento attraverso l’assegnazione di permessi di soggiorno temporanei. Ancora schiavitù della maggioranza, che svolge il compito attribuitogli dal governo senza fare una piega. Quanto durerà ancora questo penoso parlamento?
Intanto però a Reggio Calabria si fa nuovamente sentire la contestazione:

così hanno accolto i Ministri in pullman:

Vodpod videos no longer available.

(fonte Il Popolo Viola, gruppo su Fb)

    • Reggio Calabria, 28 gen. – Una piccola contestazione ha accolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, questo pomeriggio, davanti alla sede del nuovo sistema di gestione delle risorse idriche della citta’ di Reggio Calabria, da lui inaugurata. I contestatori erano una decina di giovani di diverse associazioni cittadine che hanno accolto il Premier con uno striscione sul quale si leggeva: “tessera P2 numero 1816″. La contestazione si e’ ripetuta quando il Presidente ha lasciato la struttura. I giovani hanno scandito slogan antigovernativi.
    • Stop alle norme contro chi fa lavorare immigrati clandestini. L’aula del Senato decide lo stralcio dell’articolo 48 del disegno di legge comunitaria che prevedeva una delega al governo per l’attuazione di una direttiva europea sull’emersione del lavoro nero, comprese sanzioni per i datori di lavoro che impiegano cittadini extracomunitari irregolari.
    • permesso di soggiorno temporaneo per i lavoratori extracomunitari che avessero denunciato alle autorità competenti la loro posizione irregolare e la non applicazione delle sanzioni per i datori di lavoro che, autodenunciandosi, avessero regolarizzato i dipendenti stranieri irregolari
    • Abbiamo fatto un grande lavoro per riassettare tutti gli impianti legislativi. Abbiamo dato il via libera al piano, c’è un codice delle leggi antimafia per favorire una maggiore attività di contrasto
    • la riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali
    • stop alle fiction sulla mafia e lanciando una frecciata ai media: “Questa è l’Italia vera, diversa da quella descritta dai mezzi di informazione”
    • “Per battere la mafia bisogna aggredire il patrimonio mafioso. Metteremo questo obiettivo al centro dell’attività di contrasto. E se i mafiosi ricomprano i beni, noi li risequestriamo un’altra volta”
    • istituisce l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati che si insedierà “entro 15 giorni”
    • “I risultati sui nostri contrasti all’immigrazione clandestina sono molto positivi”
    • “riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali”
    • il governo metterà in atto “un’azione molto forte” sulla Ue che deve farsi carico” dei costi della vigilanza che i paesi costieri sopportano”

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