Banche Centrali pronte per fronteggiare la tempesta Greca del dopo voto

Il voto di domenica potrebbe non essere un segnale significativamente chiaro sul destino della Grecia. Tzypras, due giorni fa, ha scritto al Financial Times per dire che la Grecia non uscirà dall’euro neanche se vincerà Syriza. La vittoria di Syriza sarà però la fine del Memorandum. I mercati si attendono tempesta per lunedì. Una tempesta perfetta. Pertanto le Bance Centrali si stanno preparando per “limitare i danni”. Cercheranno di agire in maniera coordinata fra di loro “per fornire liquidità”. Lo avrebbe detto un non meglio identificato funzionario del G20 ai cronisti della Reuters. il G20 avrà luogo proprio lunedì e martedì prossimi, a Los Cabos, in Messico.

A seconda della gravità della situazione, potrebbe aver luogo già lunedì un incontro ristretto ai soli memebri del G7. Sarebbero già pronte linee di credito per assicurare la liquidità al mercato nel caso gli investitori si precipitassero al rifugio degli assets targati USA.

Tutto ciò secondo gli autori di questa esclusiva, che sono Stella Dawson, Leika Kihara e Tetsushi Kajimoto da Tokyo, Jeff Mason da Washington, e Daniel Flynn da Parigi.

 

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Maggioranza, venti o quaranta sono i traditori del PdL

Lo dice la Reuters in un articolo intitolato “Intrighi e tradimenti a Roma mentre Berlusconi lotta”. Venti o addirittura quaranta i taditori del PdL, ben oltre ciò che serve per far perdere la maggioranza a B. Saranno tutti assoldati da Fli e UDC? Reuters scrive anche che un eventuale ‘step down’ di Berlusconi farebbe scendere i tassi di interesse dei nostri Btp decennali di un punto percentuale. Pensate, B. vale 1% di interessi in più sui Btp. Ce lo possiamo ancora permettere?

I prezzi delle obbligazioni si riprenderebbero e il differenziale di rendimento scenderebbe di un punto percentuale se il governo dovesse cadere, secondo un sondaggio Reuters su 10 gestori di fondi, analisti di mercato e strateghi finanziari effettuato la scorsa settimana (Reuters).

A complicare le cose, sostiene la Reuters, si è messa anche la BCE per bocca di Yves Mersch, membro del Consiglio, secondo il quale è frequente in BCe il dibattito se sia meglio o peggio sospendere gli acquisti di Btp finché l’Italia non risponde sulle riforme annunciate. Una scelta del genere farebbe cadere i nostri titoli finirebbero totalmente ‘fuori controllo’. E’ solo la BCE che tiene i nostri titoli a galla, quindi. L’Europa, l’odiatissima tecnocratica anti-democratica Banca Centrale Europea.

 

Senato USA blocca il piano anti default dei Democratici

Secondo la Reuters, il Senato USA avrebbe votato contro la proposta di accordo dei Democratici per l’innalzamento del tetto del debito USA. E’ una notizia arrivata ora:

The U.S. Senate defeated a Democratic proposal to raise the debt ceiling on Sunday as lawmakers closed in on a deal that would be acceptable to both parties. By a vote of 50 to 49, Senate Majority Leader Harry Reid’s plan fell short of the 60 votes needed to advance in the 100-member body. Elements of Reid’s plan are likely to surface in the bipartisan deal which could be completed this afternoon. The Senate is poised to move quickly once that deal is reached. “The arrangement that is being worked on with the Republican leader and the administration and others, is not there yet,” Reid said on the Senate floor after the vote. “We’re hopeful and confident it can be done.” Reid told lawmakers not to wander too far from the Capitol in case he calls another vote.

“I would not suggest a ballgame,” he said.  Under normal Senate rules, a final vote on any deal could be delayed until Wednesday, one day past the deadline set by the Treasury Department to ensure the United States does not default on its obligations. But any deal could include provisions to ensure that Congress acts before then, a Democratic aide said.

(France24).

Questo link vi racconta lo stato delle trattative: http://www.repubblica.it/economia/2011/07/31/news/usa_debito_slitta_voto-19834763/?ref=HREC1-1