Adriano Zaccagnini, 5 Stelle contro

Il discorso dell’ex deputato pentastellato, ora Gruppo Misto, Adriano Zaccagnini, ieri, in chiusura di seduta, contiene in poche righe un atto d’accusa contro il Movimento di Grillo. Mentre i colleghi spingevano i toni della portesta contro l’approvazione della famosa deroga all’articolo 138 della Costituzione (cosiddetto ‘pdl Comitato dei 40’), Zaccagnini si esprimeva così:

Vorrei portare la mia esperienza di vita, io sono stato otto anni abbonato in Curva Sud con la Roma. Quest’Aula è diventata lo stadio, il mercato. È inaccettabile questo. È il Governo peggiore che possiamo avere questo Governo reazionario e la responsabilità di questo Governo non è solo di chi sta al Governo, perché questo Governo è stato avallato, avallato e promosso da più parti e anche da chi si trova all’opposizione. Vorrei ricordare che la disobbedienza civile, la mobilitazione sociale e il conflitto sociale si fa nelle piazze, non si fa qui, perché qui si è espressione delle istanze dei cittadini e chi non è capace a mobilitare i cittadini perché non ha seguito nei territori allora deve farlo qua, per lavarsi la coscienza. Ma, dato che la coscienza e l’annichilimento della coscienza fatto dal mobbing interno, della gente che viene intimorita e non si può esprimere nell’opinione pubblica e sui media, dato che voi siete espressione di questo e di questo Governo peggiore – la cosa migliore che può accadere è che cada – è importante dire ai cittadini che le questioni del Paese non si risolvono fomentando gli istinti, non si risolvono diventando animali parlamentari, con la demagogia e cercando i capri espiatori e mettendoli sulla gogna mediatica (Resoconto Camera, 10 Settembre 2013).

Potrei riassumere il discorso di Zaccagnini in alcuni punti fondamentali:

  1. questo governo è responsabilità di chi si è sottratto alla responsabilità;
  2. l’aula è intangibile, non è luogo della disobbedienza (esistono tecniche parlamentari per esprimere questa posizione);
  3. la mobilitazione si fa in prossimità dei cittadini;
  4. questo governo giustifica l’esistenza stessa del Movimento, altrimenti esso non avrebbe più alcun ruolo nella dinamica politica;
  5. il Movimento, da promotore della democrazia diretta, che si estrinsecava in primis nella dinamica interna partecipativa, è diventata un’accolita di rancorosi, dove il dissenso è schiacciato o espluso.

La risposta di Roberta Lombardi a questo discorso è stata “Zaccagnini applaudito in standing ovation dal Pd. Mo gli facciamo un fiocchetto in testa e glielo regaliamo!” (via Il Fatto Quotidiano).

Riempire il vuoto di #OccupyParlamento

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L’iniziativa di protesta dei 5 Stelle contro la decisione di Pietro Grasso di non avviare la costituzione delle Commissioni permanenti in assenza di un governo, è purtroppo una protesta priva di contenuto. Per chi ha all’attivo zero – o poco più – proposte di legge, a cosa possono servire le Commissioni?

Ecco, penso che questo vuoto possa essere riempito. Ci sono due idee interessanti, che provengono da Walter Tocci e Giuseppe Civati e Filippo Taddei.

Primo. La riforma del finanziamento dei partiti. C’è chi lo vuole abolire. C’è chi, come Tocci, pensa che una forma di regolamentazione del finanziamento dei partiti ci debba essere. I 5 Stelle dovrebbero adottare a questa proposta come fosse sua. Mi permetto di riassumere la sua proposta in queste brevi frasi:

  1. riduzione del 50% degli emolumenti dei parlamentari;
  2. gestione collettiva dei finanziamenti della politica;
  3. uso della tecnologia web – es. Obama e Organizing for America – per mobilitare il cittadino sulle decisioni pubbliche;
  4. distinguere fra una indennità sobria in diretta attuazione dell’articolo 69 della Costituzione e un’altra quota variabile che tenga conto della funzione svolta;
  5. finanziamento dei partiti dietro libera scelta del cittadino attraverso uno strumento del tipo 5xmille (fonti: http://www.europaquotidiano.it/2013/03/12/contro-le-facili-demagogie-le-proposte-chiare-del-pd/ ; http://waltertocci.blogspot.it/2013/03/dignitadeicosti.html)

Secondo. Il Tetto del Quirinale (cfr. Ciwati). Non ci sono solo i costi della Politica ma anche gli emolumenti degli alti Papaveri della Pubblica Amministrazione a pesare sui bilanci pubblici. Civati e Taddei si sono rivolti a uno dei Saggi nominati da Napolitano, Valerio Onida, ex presidente della Corte Costituzionale, che è stato coinvolto dai due proponenti proprio per i suoi trascorsi alla Consulta. Quest’ultima si era già espressa contro una legge del governo Berlusconi IV che doveva tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici superiori a 90 mila euro (si trattava del decreto legge 78 del Maggio 2010 – v. sentenza 223 del 2012). Secondo La Consulta, infatti, la riduzione dello stipendio prevista dal DL 78/2010 si configurava come un tributo, indipendentemente da come viene chiamato. Pertanto non poteva essere limitato ai dipendenti pubblici poiché in tal senso costituisce una violazione del principio della parità di prelievo a parità di capacità contributiva, e per poter essere consentito doveva essere disposto per tutti i contratti di lavoro pubblici e privati con retribuzione superiore a 90 mila euro annui.
Esiste una terza via? Secondo Civati e Taddei, sì, esiste. Ci vuole una norma secondo la quale nessun dipendente pubblico dovrà percepire uno stipendio annuale superiore a quello del Presidente della Repubblica. Molto semplice. Non un taglio ma un tetto. Può funzionare?

Intanto, anziché fare sterile polemica contro la mancata attivazione delle Commissioni, si discuta preliminarmente, magari in streaming, con i cittadini di queste proposte. Civati lo farà a Parma domenica 14 Aprile insieme al consigliere comunale e capogruppo a 5 Stelle Marco Bosi. Vito Crimi e Roberta Lombardi pensano di aggregarsi?

http://www.ciwati.it/2013/04/09/incontri-ravvicinati-della-terza-repubblica/

M5S e la deriva di Crimi e Lombardi

Segnatevi queste parole. I due capigruppo del M5S sono oramai ‘partiti per la tangente’ (nel senso geometrico). Dal blocco totale, a cui hanno pur generosamente prestato la propria opera, sotto dettatura sia chiaro, i due signori oggi parlano di elezioni a Giugno come di una sciagura e di legge elettorale come ‘non prioritaria’.

Tutto ciò quando per giorni il loro Capo Comico andava dicendo che il nuovo governo non sarebbe durato più di sei mesi. Aiutateli.

09/04/2013 – "CORRIERE DELLA SERA", Pag. 12/13

Indovina chi

vitoI 5S vogliono un governo a 5 Stelle. Sembra sia l’unica condizione per il voto di fiducia. Ma non hanno mai indicato un nome. Questo strano Indovina Chi, un nuovo gioco di società, ci costerà molto probabilmente qualche decina di miliardi di euro di manovra correttiva, non a Novembre ma già nel corso dell’estate. Che dite? Lo facciamo pagare ai correntisti – come Cipro – questo salatissimo conto? L’IMU e poi la TARES renderanno impossibile una inversione di tendenza per quanto concerne il prodotto interno lordo. I pagamenti alle PMI da parte delle Pubblica Amministrazione, nella formula proposta dal Ministro Grilli, il pacchetto 20+20 miliardi in due anni, rischia di essere insostenibile non tanto per il deficit/pil quanto per il debito/pil (che si candiderebbe a sforare quota 130%). Non aggiungo una parola sulle risorse da disporre per la Cassa Integrazione.

Questo fosco quadro macroeconomico dovrebbe già da solo spingere gli onorevoli cittadini, e gli onorevoli e basta, a cercare un accordo quanto prima. Il giochetto è finito. Domani Bersani salirà al Colle con un nì (Scelta Civica), un no condizionato (Pdl e Lega), un no senza condizioni (ma ritrattabili a mezzo Facebook – M5S). Un magro bottino. Si parla di una delegazione pentastellata molto agitata, soprattutto per la gestione Crimi-Lombardi. La capogruppo alla Camera non gode di buona reputazione. Il video pubblicato ieri sul blog del Capo Comico, nel quale la cittadina deputata spiegava come il progetto di Grilli di pagamento dei debiti della PA fosse un regalo alle banche – una svista terribile se pensate che molte imprese hanno ceduto i propri crediti alle banche semplicemente per renderli esigibili e il loro pagamento non farebbe altro che estinguere la posizione debitoria per la quale lo Stato sta anche ora maturando interessi passivi – è semplicemente ridicolo e imbarazzante. Ha mostrato tutta la sua impreparazione e – se volete – pure l’incapacità dei Responsabili della Comunicazione – specie il cupo blogger Messora – di preparare un discorso decente per una tematica così delicata e complessa.

Non credo ci siano altri margini di manovra. L’insulto del Capo Comico è la pietra tombale ad una eventuale maggioranza PD-M5S. Non ci sono piani C, a meno di causare scissioni improbabili. Si va al buio, e io sono d’accordo così. Bersani andrà al Senato a forzare la mano (il piano K, che significa kamikaze). Aspettando Sam?

M5S, cittadini eletti per non contare nulla

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L’arroccamento è una strategia molto utile per non cambiare nulla di questo paese. Questo sta facendo il Movimento 5 Stelle, ispirato dal Comico Supremo. Grillo pretende l’incarico – per sé o per qualcuno dei suoi – altrimenti chiede le presidenze di Copasir e della Vigilanza Rai. Roberta Lombardi ha criticato oggi l’atteggiamento degli altri partiti che, a suo dire, non avrebbe loro consentito di ottenere alcuna rappresentanza nelle Istituzioni. Hanno imbastito tutto un discorso circa il loro ingresso nella stanza dei bottoni, quella dei Questori della Camera. Devono votare i nostri questori, si sente ripetere dai loro banchi, ma noi mai per loro. E’ una formula comoda e comica insieme. Non sanno cosa significhi minimamente il lavoro in una Assemblea Rappresentativa sebbene abbiano a conforto l’esperienza siciliana.

A me pare che questa soluzione, andare da Napolitano e rivendicare un primato che non hanno, suggerire un mandato a 5 Stelle senza per questo riuscire a indicare un nome, significhi una cosa sola: i 5S hanno l’intenzione di sottrarsi alla possibilità di contare davvero nell’azione di governo nonché quella di venire marginalizzati in una opposizione sterile e ancorché priva di contenuti altri rispetto alla retorica anticasta. I 5S hanno riproposto i venti punti, venti punti assolutamente insufficienti a governare la crisi di questo paese. Intrisi di aspetti di riduzione della spesa per la politica, lì si fermano, rimanendo nella marginalità senza affrontare il nodo principale, ovvero la crescita e l’occupazione.

Laura Boldrini e Pietro Grasso oggi si sono ridotti lo stipendio del 50%. Guadagneranno meno dei deputati e dei senatori a 5 Stelle, i quali non sono riusciti sinora a scendere sotto gli undicimila euro. Con un po’ di buona volontà, il tema dei privilegi di Casta può essere prosciugato nell’arco di poche settimane. Alcuni diranno che i 5S cambiano la Politica già soltanto con la loro presenza. E’ vero, ma non è tutto. Un mandato politico come quello che i 5S hanno ricevuto non può esaurirsi in un mero presenzialismo. I loro colleghi all’Assemblea Regionale Siciliana, partecipano ai lavori della maggioranza, hanno il record di interpellanze e interrogazioni. Fanno vita parlamentare, senza rivendicare poltrone. Su Cancelleri mi devo ricredere: ha mostrato sinora di essere capace di condurre il gioco con il presidente Crocetta, di saper tenere a bada i suoi, di saper definire una linea politica senza necessità dell’intervento del Comico Supremo. Crimi e Lombardi sono distanti in maniera siderale da questo modello. Non sanno parlare con i giornalisti, non sono in grado di tenere insieme i gruppi parlamentari né di condurre le riunioni deliberative. Hanno già fatto magre figure per mezze battute o frasi malamente espresse in circostanze evitabili. Ma quel che più conta è quanto segue: non sono riusciti a mantenere una linea di indipendenza dal vertice, auto-costituitosi tale, del M5S. La foto di Crimi e Lombardi sottobraccio a Grillo sulla porta del Quirinale rende bene l’idea di due capitati lì per caso, che non sono in grado di far nulla di propria volontà, che nemmeno possono star in piedi da soli.