La scandalosa storia della Texo Group, fabbrica occupata.

Texo, una storia incredibile e vergognosa

La Texo Group di Alessandria era una azienda sana, almeno stando alle apparenze. Solo qualche anno fa avevano inaugurato il capannone nuovo, nella zona industriale alle porte della città. La Texo si occupa della costruzione di macchinari per la fabricazione di cartone ondulato. Da due mesi è sotto sequestro. In atto la procedura fallimentare. Si attendeva una proposta di acquisto da parte di un imprenditore, ma nulla è successo. gli operai, diciotto fra uomini e donne, alle prese con questa situazione di instabilità da mesi, hanno deciso per l’occupazione. Hanno disseminato la statale per Alessandria di cartelli come quello in foto. Sono stati abbandonati dalle istituzioni locali, solo la FIOM CGIL li sta seguendo passo passo ma come per la INNSE, gli operai sono dimenticati da tutti.

Non si vedono spiragli per la Texo Group di Spinetta Marengo, azienda che produce macchinari per la lavorazione di cartone ondulato, occupata da giovedì scorso. L’azienda è sotto sequestro da due mesi, con rischi gravissimi per i diciotto dipendenti. L’altro giorno in Prefettura si è tenuto un incontro a cui non hanno partecipato il curatore fallimentare, nè due dei tre soci dell’azienda, da qui un’azione di volantinaggio di lavoratori e sindacati, ieri, ancora di fronte alla Prefettura di Alessandria, per far conoscere alla città la difficile situazione. In attesa di sviluppi i lavoratori continuano l’occupazione. Nel frattempo si sono attivati gli ammortizzatori sociali a loro favore e i sindacati hanno rivolto un appello agli industriali della provincia perchè decidano di investire in un’azienda che ha potenzialità enormi.

Le/I 18 lavoratrici/tori della Texo Group di Spinetta continuano l’occupazione, dopo l’incontro tra le parti di ieri in Provincia, rivelatosi un fallimento. Uno solo dei tre soci si è presentato all’incontro e il curatore fallimentare ha fatto trapelare che per lui la partita è da considerarsi chiusa.Al momento si trascina una tesa situazione di stallo. Gli operai vivono nell’esasperazione di sapere che l’azienda potrebbe ricominciare a lavorare da subito e l’ombra della chiusura definitiva a causa delle fallimentari e irresponsabili gestioni precedenti e dell’intricato rapporto con il curatore fallimentare.Intanto nella mattinata di oggi un gruppo di operai della Texo insieme ad alcuni sindacalisti della Fiom, in rappresentanza dei compagni in occupazione, sono andati davanti alla Prefettura a distribuire un volantino informativo per cominciare a sensibilizzare la città e per “portare la lotta anche fuori dalla fabbrica” come sostiene un operaio rimasto a mantenere l’occupazione.Nel pomeriggio una delegazione di trenta persone, fra attivisti dei centri sociali e studenti dell’Onda, sono tornati alla fabbrica occupata dove si sono fermati a parlare con gli operai in lotta alcune ore e hanno portato un contributo per la cassa di resistenza. L’ennesima pessima notizia sembra essere il rischio che non venga pagata la cassaintegrazione già da questo mese, la goccia che potrebbe far traboccare il vaso.La disperazione e l’esasperazione si fanno giorno dopo giorno più intense, nuove iniziative eclatanti di protesta sono previste nei prossimi giorni.

I Lavoratori della Cnh Imola. Un caso nel silenzio. Per prevenire la Innse.

Per la Innse si fecero collegamenti dai principali telegiornali. Ogni sera l’aggiornamento. Gli operai Cnh sono lasciati all’oblio. E Guido Barbieri è in sciopero della fame dal 24 agosto.

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    • I lavoratori CNH Imola (Case New Holland) sono indignati per la mancanza quasi totale di interesse da parte del governo e dei media nazionali della nostra vicenda.

      Questo ha portato un nostro collega a fare uno sciopero della fame che va avanti dal 24/8.
      Per questa ragione ci siamo organizzati e comunichiamo indipendentemente attraverso questo blog.
      Siamo qui dal 24 giugno!

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    • E’inaccettabile il comportamento della Fiat che si rifiuta di aprire un confronto con i sindacati e tratta le istituzioni come dei "sottoposti". Questo indebolice sempre di più i rapporti tra le parti. Registriamo nello stesso tempo la latitanza del Governo
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    • Di fronte alla noncuranza della Fiat, che ha deciso unilateralmente di chiudere lo stabilimento di Imola, i lavoratori si stringono intorno a Guido Barbieri, arrivato oggi al nono giorno di sciopero della fame,
    • Ma la protesta prende anche forme nuove.
    • Il 30 agosto, primo giorno dopo la fine della cassa integrazione ordinaria, i lavoratori senza sigle sindacali hanno messo online un blog dal titolo "Il diario dei lavoratori della Cnh Imola"
    • Trattativa che, fino ad ora, non c’è stata affatto. Un caso che stenta ad avere sui media nazionali lo spazio che meriterebbe.
    • MARCHIONNE HA MENTITO – "Marchionne promette al governo di non chiudere stabilimenti in Italia per avere gli incentivi sull’auto. Pochi giorni dopo chiude la Cnh di Imola. Non è questo d’interesse nazionale?"
    • Tra i lavoratori della Cnh c’è anche chi da tempo usa il proprio spazio web per raccogliere e diffondere le informazioni sullo stabilimento. Si tratta di Girolamo Papagni, delegato della Cisl, che nel proprio blog ha catalogato le notizie apparse sui quotidiani e ha postato i video degli interventi al presidio
    • NUOVE FORME DI PROTESTA – Come spiegato ieri da Gianni Rinaldini, segretario nazionale della Fiom Cgil, intervenuto al presidio imolese, se la Fiat dovesse continuare a negare il tavolo di trattativa, i lavoratori prenderanno in considerazione altre forme di protesta.

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    • Ignazio Marino, candidato alla segreteria nazionale del PD , e Thomas Casadei, il ricercatore  romagnolo candidato alla segreteria regionale PD, hanno incontrato oggi a Imola i lavoratori della CNH, importante azienda del Gruppo FIAT in  Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività.
    • ha affermato Marino – lavoratori che non devono pagare le conseguenze di una scelta presa con un metodo inaccettabile, sul piano istituzionale e sindacale
    • Ignazio Marino ha assunto impegno preciso di chiedere al Ministro Scaiola la convocazione immediata delle organizzazioni sindacali.
    • "Siamo qui anche per dar voce ai lavoratori della CNH oscurati dai media, ben sapendo che la questione non è solo locale, ma di interesse nazionale" ha aggiunto Casadei

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