Quer pasticciaccio brutto del digitale terrestre. Chiavetta Sky, Mediaset fa ricorso.

Notizie dello switch-off del Lazio al digitale terrestre: Tg1, un trionfo. Web: una Waterloo. I dati Auditel segnano una flessione del 15.6% per la sola giornata di ieri. Secondo l’Aduc, il 18% degli utenti ha rinunciato al passaggio al DTT, guardando la Rai attraverso Sky. Le difficoltà incontrate nel Lazio non sarebbero giustificate, come avvenne per il Piemonte, dalla condizione orografica del territorio. In Lazio non ci sono valli alpine difficili da raggiungere. Sempre l’Aduc ha raccontato che i canali Rai sono difficili da trovare e sono necessarie diverse risintonizzazioni del decoder.
Quel che pare strano è che, nonostante una campagna informativa senza precedenti, si sia giunti al passaggio al DTT con questo grado di improvvisazione. Ancora non si capisce, né viene detto esplicitamente, cosa è andato storto.
Intanto continua la guerra fra Sky e Mediaset. Mediaset ha fatto un esposto all’Antitrust contro l’iniziativa di Sky di vendere una chiavetta usb da applicare ai decoder HD per integrarli con l’offerta in chiaro del digitale terrestre. Mediaset lamenta il fatto che Sky, con questa operazione, ostacola la diffusione di una tecnologia concorrente, appunto quella del digitale, diffondendo decoder che sottraggono all’utente la possibilità di accedere ai servizi interattivi e alle piattaforme a pagamento (ovvero all’offerta Mediaset). Questo è vero, ma è vero anche al contrario. Mediaset ha diffuso una tecnologia nella quale Sky non può competere per gli accordi presi nel 2003 in fatto di norme antitrust in seguito alla fusione Telepiù e Stream. Il DTT, per Sky, è vietato fino al 2011. Mediaset ha il predominio del DTT (la Rai non può proporre servizi a pagamento). Mentre è assolutamente fuori mercato sul satellitare (ci provano con Tivusat con la complicità sempre della Rai).
Insomma, lo scenario è cambiato e a Mediaset non se ne stanno a guardare. Il loro obiettivo è difendere il proprio terreno di caccia, mentre Sky si è fatta aggressiva con proposte commerciali sull’HD.

    • L’Aduc l’ha definito lo switch off «all’amatriciana». L’Auditel registra un crollo negli ascolti degli anziani

    • nell’intera giornata di ieri, spiega Walter Pancini direttore generale di Auditel, il totale dei telespettatori ha registrato nel Lazio, rispetto alla media degli ultimi sei lunedì, una flessione del 15,9%. Ancora più consistente la flessione per il target sopra i 65 anni, quello tecnologicamente meno avanzato e più in panne con la risintonizzazione dei canali dopo lo switch off di ieri (zona di Viterbo esclusa): la flessione degli ascolti nell’intera giornata è del 22% rispetto alla media dei sei lunedì precedenti, flessione che diventa del 16% in prime time

    • Gli stessi dati Auditel oggi sono arrivati in ritardo di oltre due ore «È stato un supplemento di verifica – dice Pancini

    • Aduc: swith off alla matriciana, ridurre del 30% il canone. Una riduzione del 30% sulla spesa del canone Rai del prossimo anno, come compensazione dei disagi subiti dai romani per il passaggio al digitale terrestre.

    • «Siamo la prima capitale d’Europa – afferma l’Aduc in una nota – ad avere il digitale terrestre, si sentiva e leggeva nei giorni scorsi. Peccato che Berlino, che ci risulta essere la capitale della Germania, lo abbia già dal 2003.

    • Anche stamattina, spiega l’Aduc, continuano le difficoltà per i cittadini della Capitale, il 18% ha rinunciato al passaggio al digitale, mantenendo la visione esclusivamente attraverso Sky. «I canali Rai – si legge nella nota – seguono ad essere difficili da ritrovare nella programmazione, i canali sistemati ieri faticosamente, a volte anche con l’intervento pagato dell’antennista, stamane non si trovano più, è necessaria una nuova riprogrammazione»

    • Caparella (Pd): il passaggio a insegna dell’improvvisazione. «Se ne è parlato per mesi, sono stati distribuiti migliaia di opuscoli, creati siti dedicati e diffusi annunci ma, alla fine, il tanto atteso passaggio al digitale terrestre è avvenuto all’insegna dell’improvvisazione

    • Siamo a favore dell’economia digitale, della banda larga, del wi-fi, della dotazione dei necessari supporti informatici in tutte le scuole, e di qualsiasi innovazione tecnologica possa rendere più semplice la vita, ma è necessario che tutti, senza distinzione, siano messi nelle condizioni di poter usufruire dei nuovi mezzi a disposizione

    • Mediaset ricorre all’Antitrust contro la chiavetta Sky che da dicembre consentirà agli abbonati di ricevere l’offerta gratuita del digitale terrestre.

    • «Mediaset – annuncia una nota di Cologno Monzese – ha presentato un esposto all’Autorità Antitrust

    • La distribuzione da parte di Sky di questa chiavetta, secondo Mediaset, è contraria alla normativa comunitaria e nazionale in materia di concorrenza e costituisce una violazione degli impegni assunti nel 2003 da Newscorp in occasione della concentrazione delle attività di Telepiù e Stream

    • Le norme antitrust, infatti, non consentono a un’impresa dominante di ostacolare l’ingresso sul mercato di concorrenti mediante vendite abbinate o aggregate dei propri prodotti

    • «il fine della Digital Key – che non consente l’accesso né ai servizi interattivi né ai contenuti a pagamento – è quello di frenare la diffusione sul mercato di decoder che consentano di ricevere i programmi a pagamento e i servizi interattivi di altri operatori.

    • La Digital Key è una semplice iniziativa di Sky che garantirà a milioni di famiglie la possibilità di fruire dell’offerta in chiaro sul digitale terrestre in modo facile ed efficace

    • Si tratta di uno strumento che aiuta il processo di digitalizzazione del Paese offrendo un servizio per i consumatori in un mercato in veloce sviluppo

    • sull’altro fronte delle dispute legate alle varie piattaforme televisive – quello tra Sky e la Rai – è intervenuto Corrado Calabrò

    • Il presidente dell’Autorità per le comunicazioni, a margine di un’audizione alla commissione di Vigilanza, afferma che la Rai «dovrà stare su tutte le piattaforme tecnologiche, quindi anche sul satellite», così da consentire a tutti gli utenti di vedere le trasmissioni

    • «

      se Sky in una zona è indispensabile, la Rai deve starci nel periodo transitorio», limitandosi a criptare «proprio il minimo» delle sue trasmissioni

    • Calabrò ha affermato che l’Authority accerterà se la Rai – togliendo alcuni canali da Sky – abbia o meno oscurato zone e utenti

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Il digital divide di Palazzo Chigi. Oscurate le tv in Lazio.

Ma quale successo. Al tg1 si intervistano persino le persone per la strada: ho risintonizzato il decoder, dicono i più. Bé, chissà come se la sono cavata a Palazzo Chigi. Sì, il paradosso è che anche la residenza del finto-premier è rimasta con lo schermo oscurato. Lo switch-off del Lazio è stato una mannaia. Di colpo fatti fuori la Rai, Mediaset e La7 insieme. Che colpo. Neanche le leggi antitrust hanno potuto tanto.

    • Televisione, è scattato oggi il passaggio definitivo al Digitale Terrestre di Roma, la prima grande capitale europea a diventare interamente digitale

    • Fra il 16 e il 30 novembre si spegneranno infatti definitivamente i segnali televisivi analogici per 4.500.000 cittadini del Lazio (2.700.000 nella sola provincia di Roma).

    • per molte ore, e moltissime famiglie è incubo. Ovvero, tv al buio, senza segnale. Compreso palazzo Chigi. Insomma non è solo l’anziano ad avere problemi con il cosiddetto "switch off" nella capitale. Raiuno, Raidue, Raitre, Retequattro, Canale 5, Italiauno e La7 non sono visibili da questa mattina in tutte le tv della Presidenza del Consiglio. I tecnici sono al lavoro, ma il problema per ora non ha trovato una soluzione.

    • Il ministero è soddisfatto e parla di successo dell’operazione, ma le associazioni dei consumatori sono inviperite. Sono arrivate migliaia di telefonate al numero verde, ma il numero di persone che ha avuto (e continua ad avere problemi è altissimo

    • è stata un’odissea. Fra 300mila e 500mila, secondo le stime del Corecom Lazio, le famiglie che avranno problemi di ricezione. Antennisti diventati più rari di un unicorno, vecchi televisori che si vanno accatastando nei parchi e nei cassonetti, mentre la maggior parte delle famiglie dovrà rinunciare al televisorino in cucina, che funzionava con l’antennino autonomo. In molte zone di Roma, inoltre, il segnale va e viene ed occorre resettarlo

    • Commenti sarcastici anche dal mondo politico. «Il passaggio al digitale terrestre è un evento importantissimo che avrà ricadute positive sul sistema delle emittenza e sui servizi di cui potranno beneficiare gli spettatori. Peccato, però, che per moltissime famiglie la questione si stia trasformando in un incubo». Lo dichiara Giorgio Merlo, Pd, vice presidente della Vigilanza

    • «In alcune regioni come il Piemonte dove dopo due mesi ci sono situazioni che vanno dal tragico e del grottesco. Nel  Lazio, a
      Roma in particolare, il giorno dello switch-off invece è stato in moltissimi casi quello del turn-off, quello dello spegnimento totale con grandissimi disagi. Migliaia e migliaia di famiglie – prosegue – si sono ritrovate con lo schermo nero, senza segnale

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