E loro stracciano il congresso

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[Se voi stracciate le tessere] – Un post scritto per Giovine Europa Now, Linkiesta.

Mentre il paese è economicamente allo sbando ed affronta la peggiore recessione di sempre, almeno da quando esistono le serie storiche; mentre Bruxelles preme per chiudere la procedura di infrazione per deficit eccessivo ma al contempo concede deroghe generose a Parigi e persino a Madrid, operando quindi una discriminazione palese nel silenzio generale delle istituzioni; mentre l’incertezza e la paura della miseria si stanno mutando in disagio psicoanalitico di massa, il Partito Democratico non è in grado né di raccogliere la domanda sociale, né di tradurla in politiche economiche e perciò rischia, in quanto partito di governo, di dover assistere alla trasformazione della domanda di politiche in rabbia per l’assenza di politiche.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/giovine-europa-now/congresso-pd-restaurazione-o-rivoluzione#ixzz2TjwUAPqy

Pippo Civati dice le medesime cose, con un po’ di humor nero: http://www.ciwati.it/2013/05/19/lo-scotch/

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Inciucio, il vecchio originario vizietto del PD.

Ricorderete tutti questa immagine. Era il 30 Novembre 2007, circa due anni fa. Solo due anni fa.

Allora Berlusconi non era ancora al governo. Forse anche grazie a quella stagione veltroniana della “distensione” lo divenne facilmente a inizio 2008. Così scrivevano all’epoca dell’incontro fra l’allora sindaco di Roma e Mr b:

  • “Non sono d’accordo, non siamo d’accordo.

    Non si può accettare il principio del male minore, nè avallare la teoria dell’inciucio positivo. Non ci sono inciuci positivi e non siamo disponibili ad accettare alcuna deroga. Non siamo disponibili ad accettare di sminuire il valore di uno dei capisaldi della nostra democrazia: la legge è uguale per tutti.

    Ribadiamo il nostro NO a qualunque legge ad personam, senza alcun compromesso: chiunque è accusato di un reato ha il dovere di presentarsi davanti al giudice e di difendersi nel processo, mai dal processo.

    C’è poi un altro nodo da affrontare con chiarezza e tempestività e riguarda le alleanze in vista delle elezioni regionali. Ho già detto che non ho nulla di personale contro l’UDC, ma sono convinto che non potremo vincere se ci presenteremo deboli e confusi, alleati ad un partito che non condivide i nostri valori e le nostre proposte, dal nucleare alle unioni civili al testamento biologico. Anche Casini, d’altra parte, chiede che il PD faccia chiarezza su questi temi scottanti. Quale è la posizione del PD? Vogliamo ricominciare con le ambiguità rispetto al principio dei diritti uguali per tutti?

    La mia posizione è netta:

    • no ad alleanze basate sul tatticismo
    • si ad alleanze sulla base di principi e programmi condivisi per il governo delle regioni
    • no alla conferma di gruppi dirigenti regionali che non abbiano raggiunto risultati positivi
    • si al rinnovamento in regioni come la Campania e la Calabria
    • si alle primarie nelle regioni, come la Puglia, dove ci sono state esperienze di governo positive.

    Questi sono alcuni dei principi che voglio ribadire con chiarezza e che ripeterò con voce forte e chiara in Parlamento e in ogni altra occasione di discussione e di confronto. Per evitare che tanti si allontanino dal PD, come già qualcuno purtroppo ha fatto.

    Facciamoci sentire, facciamo contare le nostre idee, rendiamo forte il PD.”

    IRM

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    Il 23 luglio 2009, sentito dai magistrati di Palermo, ha confermato le dichiarazioni di Massimo Ciancimino circa la proposta di incontrare “in modo riservato, a quattr’occhi” Vito Ciancimino, avanzata da Mario Mori nel settembre del 1992 quando Violante era ancora Presidente della Commissione parlamentare Antimafia. L’incontro avrebbe dovuto inserirsi nell’ambito della “garanzie politiche” richieste da Ciancimino per portare avanti la trattativa fra Cosa Nostra e pezzi delle istituzioni durante la stagione delle stragi del 1992. In passato Violante non aveva mai fatto cenno a tale richiesta.

    La moltiplicazione dei pani e delle tessere

    La polemica era scoppiata a metà luglio, quando Marino denunciava strani casi di moltiplicazioni notturne di tessere (in alcune città vicino a Napoli le tessere erano più dei votanti). Ma ancora oggi  dall’analisi dei numeri salta fuori che la Calabria detiene il miglior rapporto fra tesserati/votanti: 26.4%. Un’onda di entusiasmo che ci travolge…

    • Un fatto che deve farci riflettere. Alcuni ne hanno fatte troppo poche, insomma, altri troppe e tutte insieme, superando il numero di voti espressi a favore del Pd (verificate qui: in alcune località, cioè, il Pd ha più tessere che voti, benché la “soglia di attenzione” fosse collocata al rapporto del 25% – ovvero: una tessera ogni quattro voti). […] la Lombardia, ad esempio, [dovrebbe] contare ancora qualcosa dal punto di vista numerico a livello nazionale (così come stanno le cose, infatti, la Lombardia conterà pochissimo al Congresso del Pd, c’è poco da fare).

    • Grazie a Ottopassi è possibile fare alcune valutazioni sul tesseramento del Partito Democratico. Emerge il peso eccessivo delle regioni meridionali, e la debolezza delle Regioni Rosse, Emilia Romagna a parte. Il Nord rimane fanalino di coda, ulteriore conferma di quanto la politica italiana debba essere interpretata anche, se non sopratutto, in una logica territoriale. L’articolo 6 comma I sulla composizione della Convenzione e sopratutto l’articolo 10 sulla composizione dell’Assemblea nazionale ponderano il numero degli iscritti con i voti, e poi con la popolazione. Il tesseramento deve essere svolto per radicare il partito, come sottolinea oggi Polito citando la neo campionessa mondiale, e iscritta del Pd, Alessia Filippi, non come regola fondamentale per distribuire il potere.

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    • Rapporto iscritti al P.D. voti alle elezioni europee 2009 1. Calabria 26,4% 2. Basilicata 19,3% 3. Campania 18,4%, 4. Sicilia 14,6% 5. Emilia Romagna 14,3% 6. Umbria 13,5% 7. Sardegna 13,4% 8. Abruzzo 11,7% 9. Lazio 11,5% 10. Puglia 11,1% 11. Toscana 9,1% 12. Marche 7,5% 13. Liguria 6,3% 14. Friuli 5,5% 15. Veneto 4,9% 16. Lombardia 4,2% 17. Piemonte 3,5%

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