Emma Bonino e il dono dell’ubiquità: candidata nel Lazio e in Lombardia. “Anche Silvio lo fece”. La Polverini invece veste di “nero”.

Tempi di saldi. Si svendono i posti in lista. E Bonino che fa? Dopo aver strappato la candidatura a Governatore del Lazio al PD, è anche capolista in Lombardia per la propria lista autonoma, "Bonino-Pannella". Anna Paola Concia e Ileana Argentin, PD, le hanno chiesto di restare a disposizione del solo Lazio e di concentrare su di esso il suo sforzo elettorale. Peccato che Bonino abbia giustificato in questi termini la sua scelta:

    • «La mia candidatura come capolista in Lombardia? Questi segnali politici lo stesso Berlusconi li ha usati candidandosi ovunque alle Regionali: se chi fa le leggi le fa così, poi non può chiedere a chi le ha combattute di non applicarle o non usarle», si è giustificata Bonino in una intervista a Mattino 5. «Le liste Bonino-Pannella – ha spiegato – vanno autonome in Lombardia: crediamo così di poter dare una possibilità ai tantissimi elettori di centrodestra che anche recentemente alle Europee ci hanno dato fiducia, e il candidato è Marco Cappato. Con questa candidatura ho voluto dare una forza e un appoggio importante a una campagna liberale, laica, federalista che possa contrastare in modo più efficace un blocco di potere che si è creato nell’ultimo decennio e in cui poco è rimasto di liberale, o di laico».

Intanto la Polverini è al centro di un mezzo scandalo sulle tessere UGL gonfiate – se ne era già parlato: in sostanza UGL, un sindacato di quattro gatti, entra nelle contrattazioni al fianco della triade confederale senza averne i numeri. Il caso è stato oggetto di interrogazione parlamentare a firma di Tiziano Treu e Lionello Cosentino; Ileana Argentin avvierà una iniziativa analoga alla Camera. Lei ha replicato, gelida: "non mi pare che gli altri abbiano sistemi di misurazione diversi". Nella realtà, il vero caso politico riguarda la sua futura squadra di governo, nella quale faranno comparsa nomi noti della destra radicale. La figliol prodiga di Gianfranco Fini sarà utile a serrare le fila all’ala estrema, dopo la defenestrazione della Santanché, nuovamente apparentata al carrozzone berlusconiano e in attesa di nomina quale sottosegretaria per meriti "sul campo" (Palazzo Grazioli). Che ci sia nell’aria un sentore di riappacificazione fra i finiani e Storace?

    • appare chiaro che, se la segretaria Ugl conquisterà il Lazio, la sua giunta avrà più d´una somiglianza con quella guidata da Storace. La prima presenza certa è proprio l´ex governatore

    • Storace ha strappato per sé la guida del Consiglio regionale, ma la cosa non va giù ai "colonnelli" di An che si chiedono: «Pensate voi che un ex presidente "retrocesso" sarà capace di stare al suo posto?»

    • il rebus Udc si dovrà aspettare domani, ma se l´accordo sarà confermato, Luciano Ciocchetti ha già opzionato la vicepresidenza e una delega pesante: forse l´urbanistica, più che la sanità che potrebbe davvero finire al discusso parlamentare di Fondi Claudio Fazzone. Sempre dall´Udc, Anna Teresa Formisano (per Storace si occupava di famiglia) potrebbe lasciare il Parlamento e riavere un assessorato. Tra i rientri scontati, oltre a quello di Robilotta, interessato alla Sanità, altri due ex assessori, Francesco Saponaro e Bruno Prestagiovanni.

    • a occuparsi della lista civica della Polverini c´è anche l´ex democristiano e ora europarlamentare Pdl Potito Salatto

    • le trattative più complesse riguardano i 14 nomi del listino, che assicura l´elezione in caso di vittoria del presidente collegato

    • la fetta più grossa toccherà agli ex Forza Italia, seguiti dagli ex An

    • tre sarebbero i posti per l´Udc, mentre la candidata governatrice si sarebbe accontentata di due

    • in quale di queste quote conteggiare Isabella Rauti, la moglie del sindaco Alemanno? Gli ex An stanno lavorando, senza troppa eleganza, per "accollarla" alla Polverini

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