Sondaggi Politiche 2013: Lombardia nelle mani di @uambrosoli

Di seguito i risultati del sondaggio Mannhemier per il Corriere della Sera pubblicato stamane: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2013/01/13/pop_mannheimer.shtml

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mannheimer_2mannheimer_3Ho riassunto gli ultimi tre sondaggi sul voto al Senato in Lombardia nella seguente tabella:

Circa 16/12/2012 02/01/13 13/01/13
Scenari politici Sole 24 Ore Mannheimer
La Destra 1 1 1,4
PdL 14 14,5 19,5
Altri cdx 1,5 2,2 0,9
Lega Nord 21 14,8 13,9
Lista Monti 5,5 16,3 14,7
CD 0 0,2 0
Mov Autonomie 0 0 0
PD 24 29,2 29,5
Psi 0,5 0,6 0,4
Sel 4 2,5 2,5
Riv. Civile 6 5,6 4,1
Forza Nuova 1
FARE 4 1,5 0,7
Radicali 1
M5S 15 11,5 10,8
Altri 1,5 0,1 1,6
Seggi
PdL 11 13 16
Lega Nord 16 14 11
PD 12 11 12
Sel 2
M5S 8 5 4
Lista Monti 6 6

grafici_lombardiaE’ evidente come fra Dicembre e la prima decade di Gennaio si siano ribaltati i rapporti di forza interni al centrodestra, al punto tale che ora il PdL è in grado di far propri 16 dei 27 seggi in palio per la coalizione vincente. Il PD, pur crescendo nei sondaggi (dal 24% al 29%) sconta però la debolezza di Sel (in entrambi i sondaggi datati 2013, Sel è sotto le soglie del 3%, necessaria per ottenere seggi se all’interno della coalizione vincente, e dell’8%, necessaria a ottenere seggi in caso di appartenenza a coalizione perdente). Notare la continua discesa del Movimento 5 Stelle, sia in termini di voti percentuali che di seggi. La partita però è ancora tutta da giocare. Molto dipenderà dalla campagna elettorale di Umberto Ambrosoli. Iniziata soltanto ieri.

Patto civico Lombardia, affluenza à la carte

I votanti, alle ore 13, erano 45000 circa. Per il Corriere “l’affluenza non decolla”. Non la pensano così a Il Sole 24 Ore:

Primarie del Patto civico in Lombardia, buona affluenza. Risultati nella notte

Notare che i partecipanti, quelli delle ore tredici, erano “distribuiti un po’ in tutta la Regione” (cfr. Il Sole 24 Ore).

L’unico dato confrontabile che abbiamo è quello relativo al ballottaggio dello scorso 2 Dicembre quando in Regione votarono in quasi 400 mila persone. E’ innegabile che la consultazione odierna sia penalizzata e gli stessi organizzatori hanno dichiarato di aspettarsi circa 100 mila persone. I seggi sono stati ridotti di numero (da 1381 a 1000 circa) a causa nella maggior parte dei casi della indisponibilità dei locali. Se stasera alle 20 l’affluenza supererà la previsione di 100 mila partecipanti, cosa titoleranno? Fiasco o successo?

Primarie Lombardia, Ambrosoli si candida a modo suo

Ambrosoli, a metà Ottobre, era il nome su cui tutto il centrosinistra si stava orientando per una candidatura forte alle elezioni regionali in Lombardia. Giuliano Pisapia aveva visto in lui quel “candidato moderato” – a suo parere – necessario alla coalizione PD-Sel per aggiudicarsi lo scranno al Pirellone. Dopo qualche giorno di riflessione, Ambrosoli rinunciò alla candidatura a causa del poco tempo per poter approntare un progetto politico all’altezza. Oggi, l’avvocato figlio di Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, ucciso su ordine del banchiere Michele Sindona l’11 luglio 1979, ha cambiato idea e si presenterà alle primarie di coalizione forte dell’appoggio di una lista civica e pure del PD.

Ecco la mia disponibilità per la Lombardia. Una frase molto in voga in queste ultime ore. Sarà forse l’euforia per la rielezione di Obama, ma la competizione lombarda sta scaldando i cuori di chi si vuol occupare della regione. Ricapitolando, si presenteranno la ginecologa Alessandra Kustermann, il consigliere socialista Roberto Biscardini, il giornalista Andrea di Stefano, il verde Enrico Fedrighini, Giulio Cavalli di Sel, Fabio Pizzul, consigliere regionale del PD, e quindi, in ultima istanza, Umberto Ambrosoli. Soltanto che Ambrosoli pone delle condizioni, come per gli armistizi:

ora è Ambrosoli a dettare le regole: niente primarie nel centrosinistra nel caso di una sua scesa in campo; una lista civica forte a sostegno del suo nome; mani libere nei confronti del partito e forse, dicono le indiscrezioni degli ambienti vicini a Palazzo Marino, la richiesta di una coalizione priva di Sel e Idv ma comprensiva dell’Udc […] L’assetto della coalizione cambierebbe totalmente, non ci sarebbe più Sel e Idv, e l’ago della bilancia non sarebbe più il Pd, il principale partito del centrosinistra, ma Ambrosoli stesso, che deciderebbe in solitudine nomi, ruoli e deleghe (Il Sole 24 Ore, 1 ora fa).

Non capisco. Sono queste le ragioni che hanno suggerito a Ambrosoli di rimandare la sua candidatura in Ottobre? Quando twittava le sue condizioni e metteva al punto b), “elaborare un programma concreto da proporre ai cittadini lombardi e intorno al quale impegnare una coalizione ampia e trasversale”, nella coalizione che lui immaginava c’era l’Udc? E quando scriveva al punto c), “condivisione con i partiti circa i metodi selettivi (estremamente rigidi e severi) dei candidati al Consiglio”, tali criteri devono essere stabiliti da lui e imposti ai partiti come scrive Il Sole 24 ore?

E’ vero, in termini di trasparenza e di democratizzazione nei partiti, da qui a metà Dicembre, non si riuscirà a fare molto. Ma dobbiamo accettare una dottrina Monti anche a livello regionale? Dobbiamo accettare che i partiti politici vengano sospesi o commissariati anziché riformati? Ripeto, magari l’articolo de Il Sole è pieno zeppo di informazioni non vere o sono io che non capisco. Vorrei che qualcuno mi dicesse, no sei in errore, Ambrosoli – che pure è un ottimo candidato e io ne sono certo – non accetterà mai una coalizione PD-Udc. Mai. Ambrosoli, no: lui ha un programma. Un’idea per la Lombardia.