Qualcuno ha Puppato Renzi

Potrà persino pensare di arruolare la Legion Straniera, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi. Lo slogan, Adesso!, è stranamente veltroniano, che lui lo voglia o no. Perché Adesso e non Prima? Se diciamo Adesso! è implicito che ci stiamo un po’ fregando da soli. Adesso! è lo slogan di chi si è svegliato all’ultimo e cerca di imbroccare una via che non era sua. La rottamazione, si sa, nasce dopo la prima Leopolda, in modo un po’ furbesco, di soppiatto, soffiandone la trama all’allora amico Pippo Civati.

L’appello ai diversamente democratici del PdL lanciato oggi da un palco in quel di Verona ha acceso la miccia di un dibattito che ha parecchio del surreale, tanto più che fino a quindici giorni fa c’erano dirigenti altolocati del PD (faccio il nome, Rosy Bindi) che discettavano dell’inutilità delle primarie (“le primarie? non penso si faranno”, disse la presidente). In termini di marketing politico, Renzi è un prodotto nuovo, dice Servegnini. Ecco, il giovin politico ce la racconta in fatto di incandidabilità, di ricambio delle élite, di sostituzione di una intera classe politica con una nuova, che non si capisce bene che cosa vuole, a parte il potere. Il giovanilismo di Renzi potrà forse funzionare come antidoto contro l’anticastismo nudo e crudo, contro il motore dell’indignazione perpetua. Ma potrebbe esser una scatola vuota in tutto il resto. Renzi non ha una politica ambientale, per esempio. La sua politica sul lavoro è confusa e non è chiaro come possa gestire una sintesi politica con Vendola, depositario insieme a Di Pietro e ad altri di un quesito referendario per ripristinare l’articolo 18 “così com’era” prima della riforma Fornero.

Dopo quella frase, quella dell’invito agli elettori delusi del PdL, ci si sarebbe aspettati un diluvio di condanne bipartisan. E invece è successa una cosa nuova. Che una donna, Laura Puppato, si è aggiunta alla poderosa schiera dei pretendenti per il titolo di candidato alla presidenza del consiglio dei ministri per il centro-sinistra. Perché è una cosa nuova? Perché innanzitutto Laura è al di sopra di qualsiasi sospetto. Perché è un’ambientalista. Perché ha cinquantacinque anni ed è tutt’altro che da rottamare. Perché addirittura fu premiata da Grillo – sì, quello del Vaffaday – per la prima volta come sindaco “a cinque stelle”. Oggi è consigliere regionale in Veneto ed è riconosciuta da tutti come un politico onesto e trasparente.

Di lei ha scritto Ivan Scalfarotto: “di quei mesi in commissione Statuto ricordo anche la collaborazione con molte persone che fino a quel momento non conoscevo, e in particolare la scoperta di Laura Puppato, all’epoca sindaco di Montebelluna. Una specie di miracolo vivente, una Madonna democratica eletta in finibus infidelium” (via @ilpost). E’ sbagliato scrivere che Laura sia un candidato civetta di Bersani. Laura è una candidata del PD. Del PD tutto. Montebelluna, paese di cui è stata sindaco, è una enclave di destra. Laura Puppato ha domato la bestia nera dei democrats, ovvero il nord-est leghista.

Il video che segue aiuta a conoscere Laura. E a capire che forse abbiamo bisogno della sua sensibilità:

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Il PdL ridotto a partito di nostalgici

Genova: 8.83%; Verona 5.43%; Parma: 4.79%. Ed erano città che vedevano il Popolo della Libertà sempre sopra il 25-30%. Come commentano i superstiti del PdL? Così Franco Frattini:

Signore e signori, Mara Carfagna:

Prosegue dal blog: Il partito ha resistito ad una prova difficilissima, nella quale si è gettato senza alleati, provato dal sostegno ad un governo che, finora, si è connotato per un pesante aggravio della pressione fiscale. Il Pdl non ha nulla da rimproverarsi: ha affrontato questa sfida esprimendo candidati competitivi, coraggiosi, e pagando lo scoramento dei suoi elettori delusi dalle dimissioni del governo Berlusconi. L’arretramento generale di tutti i partiti che compongono la maggioranza di Mario Monti, il balzo in avanti degli “outsider”, dimostrano che è necessario sterzare le politiche pubbliche sulla crescita, abbandonare il rigorismo, bocciato nelle urne anche in Francia e in Grecia.

Nei mesi che ci separano alla scadenza naturale della legislatura chiederemo al governo di invertire la tendenza e di ascoltare i nostri elettori più di quanto abbia fatto finora: dal canto nostro, come partito, ci impegneremo per approvare la riforma dell’architettura dello Stato, cambiare la legge elettorale restituendo il diritto di scegliere i parlamentari ai cittadini, ridurre e rendere trasparente il finanziamento ai partiti (www.maracarfagna.net).

A botta calda subito si fece sentire l’ex Ministro della Difesa Ignazio La Russa:

Esattamente l’opposto di quanto scritto e pensato dalla Carfagna. Che dire, le analisi sul voto sono il loro forte. Hanno sempre il polso della realtà.

In serata si è fatto vivo Angelino Alfano, il segretario della Storica Sconfitta (che forse sancisce definitivamente il tramonto della Seconda Repubblica e l’inizio della Terza, scandita come fu la seconda dal crollo dello status quo del sistema politico):

Immediate le conseguenze sul governo:

Alcuni commentano lasciando intendere che Alfano non abbia alcun futuro come segretario:

E attenti perché il popolo del web azzurro è in rivolta e per Alfano non c’è scampo:

Eppure se chiedete agli ex notabili berlusconiani, essi vi risponderanno:

Ma nessuno di Voi si è accorto che quelle percentuali sono percentuali da partito di nostalgici? E’ un dato: è stata voltata pagina con un secondo schiaffo (il primo fu la Primavera milanese). Dice il saggio: porgete l’altra guancia, ovvero il 2013 si avvicina.