Conflitto di attribuzione, sì della Camera

Conflitto di attribuzione, l’aula ha votato sì. Dodici i voti di scarto per la maggioranza. Votano con PdL e Lega anche i Responsabili.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/396607/

(in aggiornamento)

Berlusconi si rifugia al TG1 ma domani la Camera decide sul suo destino

La controffensiva “politica” di Berlusconi – che raccoglie i saggi (?) consigli di quella vecchia volpe di Giuliano Ferrara – trova il TG1 come scenario naturale per una squisita scenetta come questo, un classico delle campagne elettorali di B. Lui, che della politica ha fatto terreno per la soluzione delle controversie personali, ha rispolverato il lessico delle origini, la mitologica “rivoluzione liberale” – quasi un mantra per un uso volto alla mera ‘distrazione di massa’. Lo spirito del ’94, insomma, viene giocato come fosse la carta infallibile, l’asso nella manica per Berlusconi. Spaventare con la storia della patrimoniale e sedurre con il “meno tasse per tutti”. Un copione trito e ritrito – presto aumenteranno gli sbarchi di clandestini, e il miracolo del PdL al 38% sarà compiuto. Solo degli stolti potrebbero nuovamente cascarci. E’ sempre l’eterno guasto della narrazione di questo paese che si ripropone e si ripropone senza che nessuno, al di là della barricata, sappia pronunciare parole diverse, parole non fittizie ma che risiedono nella terraferma della concretezza.

Lui è il primo e più abile affabulatore. Ora parliamo di economia, dice, come se detenesse il potere di stabilire ciò di cui dobbiamo discutere. Ecco, la nostra prima grande ribellione è parlare per conto nostro, escluderlo dalla discussione, discutere di ciò che ci interessa, e se parlare delle sue frequentazioni notturne e dello sdegno di un capo di governo che si circonda di ancelle a pagamento è ciò che ci interessa, noi possiamo farlo. Possiamo fare di questo argomento il centro della discussione pubblica, come se non ci possa essere discussione altra se prima Lui non si dichiara sconfitto e si dimette da tutte le cariche politiche, indi compresa anche quella da parlamentare. Solo con una sfera pubblica depurata dalla sua ingombrante sfera privata, si può tornare a parlare di politica, e quindi di economia. Ma un dato è imprescindibile: non si può andare oltre se prima Berlusconi non si fa da parte.

Oltre B.: domani le opposizioni hanno un’altra occasione, vediamo se la sprecheranno nuovamente.

I deputati dovranno decidere il da farsi rispetto alla richiesta dei pm di Milano di perquisire gli uffici del contabile del premier Giuseppe Spinelli a Milano 2. In particolare dovranno dire sì o no alla proposta della Giunta per le autorizzazioni di restituire gli atti alla Procura ritenendo competente il Tribunale dei ministri. Si vota a maggioranza semplice quindi basterà la metà più uno dei presenti. Il centrodestra conta già 314 deputati che potrebbero aumentare nel corso delle prossime ore (panorama italia).

Il voto è previsto per le ore 19. Diretta streaming su http://cubicatv.iobloggo.com

Cosentino è salvo, la maggioranza no, l’opposizione neppure

La Camera dei Deputati ha oggi negato con scrutinio segreto l’autorizzazione ad impiegare le intercettazioni telefoniche relative all’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Ne danno il triste annuncio le agenzie di stampa.

Cosentino è salvo grazie ai 308 voti a favore, mentre 285 sono stati i voti contrari per un totale di 593 presenti in aula (maggioranza a 297). Fatti i conti, c’è qualche ribelle che ha votato in maniera disgiunta rispetto alle indicazioni dei capigruppo: dei trentaquattro votanti di Futuro e Libertà, quanti sono quelli che hanno “marinato”? Fra le opposizioni non è andato tutto liscio come ci si aspettava:

Il capogruppo del Partito Democratico Dario Franceschini ha sottolineato il fatto che sono mancati 15 voti al fronte di coloro che si erano dichiarati favorevoli alla richiesta della magistratura.

“Costituisce un fatto grave che manchino circa 15 voti, contando la differenza tra la somma di quelli che avevano annunciato di votare a favore dell’uso delle intercettazioni e il voto effettivo”, ha detto Franceschini, escludendo che le defezioni siano giunte dal suo gruppo. (Reuters).

Insomma, considerate le assenze – pari a 37 deputati – è chiaro che qualcosa è andato storto. E’ vero che la maggioranza ha soltanto sfiorato quota 316, ma l’opposizione non serra le fila. Le defezioni? Facciamo due conti:

  • Contrari all’uso intercettazioni: PdL e Lega, 297 membri a ranghi completi; ne hanno ricevuti 308, vale a dire 11 in più;
  • Favorevoli all’uso delle intercettazioni: PD, IDV, UDC e Fli, per un totale a ranghi completi di 303, mentre hanno votato in tal senso 285 deputati, 18 in meno del dovuto (per Franceschini 15).
  • Da questo conteggio ho escluso i deputati del Gruppo Misto, che sono 31, di cui non ho alcuna indicazione di voto.

Al momento non sono ancora disponibili gli elenchi sulle assenze dei deputati. C’è da giurare che qualcuno dell’opposizione, nel segreto dell’urna, ha fornito il proprio soccorso alla maggioranza. Un soccorso insperato, ma non sufficiente a dare indicazioni sul prossimo voto di fiducia. La quota 316 turberà per ancora una settimana i sogni di Berlusconi.